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Quando la realtà supera la fantasia

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NSN Buongiorno Dottor Rullo; innanzi tutto la ringrazio anche a nome della testata che in questo momento rappresento, per avermi concesso l’opportunità di questa intervista.

R Guardi che io non le ho concesso proprio nulla, anzi si tolga dalle balle altrimenti la testata glie la do io, comunque già che è qua, un paio di minuti glieli concedo, anche perchè tra cinque minuti un jèt partirà portandomi via da lei. 

NSN vabbè, allora testata per testata, rischio tutto e le faccio una domanda che avrebbero dovuto farle quei giornalisti che frequentano assiduamente le vostre spericolate conferenze stampa : Avete pagato la fideiussione?

R Domenica scorsa, dopo la Santa messa assieme all’ Elisa che faceva la chierichetta e che stava così tanto bene con quel tonachino nero, sono passato in Posta per fare il versamento, ma, inspiegabilmente, gli uffici postali erano chiusi.

NSN Ma guardi che di domenica sono sempre stati chiusi.

R Qui da voi, a Lugano e in Germania, dove svolgiamo la nostra attività sono aperti non solo alla domenica ma anche di notte, li si che c’è organizzazione, mica qui … l’ho detto subito che avrei dovuto acquistare il Bayern del mio amico Rummenigge.

NSN Ora sono costretto a farle una domanda indiscreta: È vero che alle elementari l’avevano soprannominata “Rullo di tamburo” per via delle scorregge che lasciava partire e che, cronometrate, avevano battuto il record di durata della scuola, migliorandolo di ben 36 secondi?

R Si è vero e di quel record ancor oggi imbattuto ne vado orgoglioso come quando De Salvo stacca l’assegno per gli stipendi e per il tagliando del torpedone nero.

NSN Ultimamente i “Nuares” hanno esposto uno striscione in cui esplicitamente la invitano a pagare la fideiussione o a togliersi dai coglioni, Ciumi, e il Vannu su questo blog vi accusano di aver rotto il cazzo, Nonnopipo non vi difende più nemmeno sotto tortura. Cosa si sente di dire? Non le pare eccessivo che in neanche un anno siete riusciti a mettervi contro tutta la tifoseria?

R I Nuares sono tutti bravi ragazzi e a volta hanno eccessi di affetto davvero commoventi, si ricordi che io ho scelto un ultrà come presidente, quindi se ci sarà da discutere con gli ultrà e darsi affettuose pacche sulle spalle, o anche sul coppino, ci manderò Marcello, e quelli del blog cambieranno presto atteggiamento quando acquisterò il loro blog su cui scrivono le loro cagate, in fondo, tutto ha un prezzo.

NSN Corrispondono al vero le voci secondo cui sua figlia Elisa considera il vostro impegno col Novara Calcio, poco funzionale a una società di calcio professionistico? In parole povere: non siete all’altezza di questo compito.

R Elisa è una cara ragazza che deve ancora imparare tante cose e se Cianci ricopre la carica di presidente non vedo il motivo per cui lei non possa occupare il ruolo di vice presidente, unitamente all’incarico di gestire la nostra squadra femminile, con la speranza di farlo nel migliore dei modi, come io, Leone e Urbano, stiamo facendo con la prima squadra. Roberto no, lui è ancora alle prime armi e poi con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ cosi che abbiamo noi che abbiamo visto la Calabria …

NSN Quando siete arrivati a Novara, avete parlato senza indugi di serie B e serie A; siete ancora convinti o l’avete sparata grossa volutamente tanto per fare gli sboroni?

R Siamo ancora più che convinti (!!!!!), e metta almeno cinque punti esclamativi eh!. Non appena avremo vinto la gara d’appalto riguardante la demolizione dell’ Allianz Arena, come ci ha garantito il nostro amico Turi, gestore del Bagno crozza mozza di Riace Marina, investiremo enormi cifre nel Novara calcio e pagheremo anche le fideiussioni arretrate.

NSN Guardi che le fideiussioni non si possono lasciare in sospeso, bisogna pagarle subito …

R Ah si !? Non lo sapevo, io al paese al negozio dove faccio la spesa faccio segnare sul libretto e pago dopo il 32 di ogni mese, comunque adesso chiedo al mio direttore generale e poi le farò sapere. A proposito, mi scusi, lei sa chi è il mio direttore generale? Lei lo sa? … Ah si, è la Stefanini.

NSN No, mi scusi, guardi che nessun mese ha più di 31 giorni, e la Stefanini è il capo ufficio stampa e Nespoli il direttore generale !!

R  Intanto sui giorni dei mesi lei si faccia i cazzi suoi. Ma mi dica, la Stefanini è il capo ufficio stampa e Nespoli i direttore generale? E da quando? E Tommaso Leone che cazzo fa allora? E Orbano Urlando? E alle fideiussioni chi c’è allora? Ho capito, hanno fatto un rimpasto di governo e si sono scambiati i ministeri, adesso li rimetto ognuno al loro posto.

NSN La vedo in imbarazzo, caro Patron, probabilmente lei non pensava di calarsi in un mondo così particolare.

R Ma sa, il mondo non si è fermato mai un momento, la notte insegue sempre il giorno e il giorno verrà.

NSN Oltre ai problemi legati al Novara Calcio lei segue anche la sua azienda, non le pesa tutto questo?

R No affatto, io sono un tipo a cui non piace stare fermo con le mani nelle mani, lo sa quante cose devo fare prima che venga domani? Mia moglie spesso mi dice: “ quanta fretta ma dove corri dove vai, se mi ascolti per un momento capirai, Urbano è il gatto Tommaso la volpe, sono in società, di loro ti puoi fidar?

NSN Quali sono i suoi hobby al di fuori del calcio?

R Non ho hobby particolari oltre al Novara, quindi per me tutto il resto è noia, no, non ho detto gioia ma noia noia noia, maledetta noia … anche perchè per salvare il Novara pregherò, perchè ho la fede nel cuor, e sono devoto ai Santi Cosimo e Damiano protettori di Riace.

NSN Ad oggi si sente appagato dai risultati raggiunti nella sua vita, calcistica e lavorativa?

R Si, sono convinto che se uno si mette d’impegno, uno su mille ce la fa, ma come è dura la salita, poi sa, quanta strada nei miei sandali, quanta ne avrà fatta Bartali, e alla mattina presto mi sveglio piano per non far rumore e mi addormento la sera per poi svegliarmi col sole e son fresco come l’aria, pronto per nuove avventure, anche se il Novara non sarà un’ avventura, non può essere soltanto una primavera, questo amore non è una stella che al mattino se ne va, oh no no no no no.

NSN Quando ha deciso di acquistare il Novara calcio?

R Sarà successo circa un paio di anni fa a Monaco di Gruviera ed ero seduto con le mani in mano sopra una panchina fredda del metrò, ero lì che aspettavo quello delle settetrenta chiuso dentro il mio paltò, quando vidi un cartellone che pubblicizzava il gorgonzola. Immediatamente capii che il Novara sarebbe stato il prossimo investimento.

NSN Non teme di fallire o di sbagliare qualcosa che possa vanificare il suo investimento?

R Sinceramente no, io mi occupo di recupero dei materiali ferrosi e di demolizioni in genere, difatti ho iniziato per tempo a demolire il … 

NSN No, questo è troppo, la saluto e non le dico neanche grazie, riservandole il più classico degli inviti novaresi, si informi presso il suo ufficio stampa di quale invito si tratta.

Nonnopipo

Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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I numeri di sto c…. e la felpa rossa

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Quest’anno mi sono divertito a raccontare le partite del Novara partendo dai numeri: possesso palla, occasioni create, tiri in porta, tiri subiti, indici di pericolosità e così via. La realtà è che i numeri raccontano una storia che molto spesso non è quella del campo. Anche ai massimi livelli abbiamo visto il PSG perdere contro il Borussia nonostante il 70% di possesso palla, 21 tiri dei parigini contro 4 dei tedeschi e il famoso indice di pericolosità XG che indicava che il PSG avrebbe dovuto vincere 3 a 1 ed in invece 0-1 per il Borussia e Mbappè muto.

Per tutta la stagione il Novara ha avuto ottimi numeri e soprattutto in attacco, la squadra di Gattuso ha quasi sempre creato occasioni da gol, oltre a praticare spesso un calcio godibile. Non è semplice costruire un gioco organizzato e propositivo, molto più semplice e probabilmente più funzionale in questa categoria giocare in maniera speculativa, pensare a difendersi, infoltire il centrocampo e pungere in contropiede come 40 anni fa. Ma il calcio è cambiato e quest’anno Alessandria e Pro Sesto che praticavano proprio questo tipo di calcio, fondando la loro forza sulla compattezza difensiva per compensare la loro pochezza tecnica, sono retrocesse nettamente.

Ma se il Novara si salverà non sarà per le scelte tattiche di Gattuso, bravissimo a svicolarsi da assurde imposizioni societarie sul modulo, non sarà per la crescita continua del gruppo, non sarà per i cambi in corso che hanno cambiato il volto delle partite, non sarà per la pazienza ed il lavoro su Ongaro trasformato in giocatore di calcio in tre mesi, non sarà per aver inventato un difensore in capocannoniere, non sarà per la continua, incrollabile quasi maniacale convinzione che la salvezza sarebbe arrivata nonostante tutto. Se il Novara si salverà sarà soprattutto grazie alla felpa rossa di Jack Gattuso tenuta rigorosamente sulle spalle nella conferenza stampa prepartita e per tutta la partita con il Fiorenzuola dal riscaldamento fino ai festeggiamenti culminati con il regalo della stessa felpa ad un fortunato tifoso azzurro. Quella felpa rossa, indossata in egual maniera anche con il Legnago, appoggiata sulle spalle a 27 gradi è il vero segreto della probabile salvezza del Novara.

Grazie Jack, tieni duro ancora una settimana, recupera qualche ora di sonno e poi costruisci come sai fare l’ultima vittoria, con o senza  felpa rossa sulle spalle.

p.s. il Fiorenuzola ha dominato nei numeri: oltre ai 18 calci d’angolo anche 18 tiri in porta contro solo 5 (tre gol compresi) del Novara. Nel primo tempo abbiamo fatto due tiri in porta e tre gol. Secondo l’indice XG il Fiorenzuola doveva vincere 2 a 1 ed invece 1-3 e Tabbiani muto! Pur avendo enormi limiti tecnici e fisici il Fiorenzuola gioca a calcio e prova a vincere le partite come il Novara. Poi perde e retrocede perché questo nel calcio succede, ma almeno prova a costruire calcio. Alessandria e Pro Sesto giocando come 40 anni fa non hanno nemmeno provato a giocare e non penso che da quelle parti qualcuno si sia divertito.

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Come un biglietto in tangenziale

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Lunga e diritta correva la strada, forte il motore rombava, ma il finestrino era abbassato e fuori il foglio volava, e fuori il foglio volava.

Non si tratta di una modifica al bellissimo testo di Francesco Guccini, ma l’esatta trascizione di ciò che è successo ieri.

Complice una di quelle trasferte “ciccione” che resteranno scolpite nella storia e nella memoria, ammesso che si riesca a ricordare tutto.

Dunque, giusto per essere sintetici e non dilungarmi in quelli che il Ciumi classifica come pipponi,

mi tocca precisare che lo scenario è la campagna piacentina, non troppo diversa dalla nostra: sullo sfondo le colline invece delle alpi, ampi spazi coltivati a verde contrapposti al nostro mare a quadretti.

Case e cascine un po’ qua e un po’ la, e tra queste una trattoria, una di quelle sulla cui porta di ingresso non sono appiccicati gli adesivi delle stelle al merito culinario, ma un semplicissimo foglietto con su scritto “tutti i giorni dopo le 12:15 si organizzano corsi di recupero per astemi”.

Ecco, qui si comincia a intravedere la causa del ricorso a Guccini.

La complicità dell’ ottimo cibo e la semplicità di quel blend di bonarda e barbera che da queste parti chiamano gutturnio, si impadroniscono subdolamente della scena. 

Non è mica colpa nostra se il fischio di inizio è fissato alle 18, c’è da far trascorrere un po’ di tempo per arrivarci vicino e quindi il “felino”, la coppa, il lardo, la tagliata sono gli strumenti che si usano da queste parti, insomma, mica puoi stare li a rimirare il paesaggio e bom!

Vabbè, si parte per Fiorenzuola una volta pagato il conto, lievitato sensibilmente dopo la conta della bocce, le quali, in combutta con la temperatura esterna, inducono all’abbassamento dei finestrini delle auto.

Ed è proprio in questo frangente che si consuma la tragedia: tangenziale che conduce a Fiorenzuola, un rettilineo lungo un paio di chilometri, un ponte sotto il quale scorre il Trebbia, un foglio bianco che vola fuori dal finestrino della vettura che apre il “corteo”, le quattro frecce inserite per una sosta dove non esiste la benchè minima corsia d’ emergenza.

Il biglietto della Vivaticket valido per l’ingresso allo stadio, che svolazza per aria beffardo e impertinente per posarsi in mezzo alla carreggiata per poi riprendere il volo al passaggio delle auto che sfrecciano in ambo i sensi di marcia a più di 100 chilometri orari.

Panico nello sguardo del titolare del Vivaticket volante e in quello di Nonnalanto che urla “Ma dove vaiii, torna indietro che c’ hai il ginoccio bionicooo!!” quando si accorge che il più vecchio della comitiva … pardòn, il più anziano o diversamente giovane, sprezzante del pericolo, corre assieme alla bisteccona e al gutturnio verso il foglio che nel frattempo si è posato sul bordo del guardrail, fermo, immobile, inanimato … “ti ho visto, ti prendo, non puoi sfuggirmi”… col cazzo!!! uno stronzo con la maglia del Fiorenzuola strombazzando a centoventitre all’ ora, rimette in discussione tutto quanto facendo decollare il Vivaticket nella carreggiata opposta.

È lì che il più anziano diversamente giovane, sprezzante del pericolo attraversa le corsie impossessandosi definitivamente del Vivaticket per poi restituirlo al legittimo intestatario del medesimo dopo aver ripercorso i circa trecento metri a ritroso sotto un sole estivo che fissava il termometro a 30 gradi.

Un proverbio recita che la curiosità è femmina, ma secondo me è anche maschia, però credo non sia giusto, per i diritti che la privacy garantisce, rivelare il nome del proprietario del Vivaticket volante.

Ma siccome io della privacy me ne sbatto le balle rivelo pubblicamente il nome di colui che ha rischiato di perdersi cotanta memorabile partita: Ciumi.

Il resto lo conoscete tutti, ormai appartiene al passato, il futuro si concretizzerà tra sette giorni. Domenica tutti al Piola.

Nonnopipo   

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Atto d’amore

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Saranno circa seicento i novaresi presenti sulle tribune e nel settore ospiti di Fiorenzuola. Trecentocinquanta biglietti polverizzati in poche ore con la conseguente apertura del secondo blocco riservato agli ospiti.

La trasferta in Emilia, complicata per l’assenza di pullman organizzati, avrà una partecipazione che non si vedeva in tante trasferte in serie A per non parlare di quelle in serie B anche ai massimi livelli. Un risultato numerico sorprendente, alla fine di un campionato che ha fatto risultare il peggior piazzamento della storia del Novara insieme al 17°posto del campionato di C1 del 1996/97.

Evidentemente questi ragazzi di azzurro vestiti sono riusciti a smuovere il freddo cuore dei tifosi novaresi. Al di la dei risultati è innegabile che questo gruppo ha dato tutto quello che poteva, ha sempre giocato al massimo delle proprie possibilità ed è cresciuto nel corso della stagione dimostrando un attaccamento alla causa e forse anche alla maglia sorprendente.

Abbiamo visto i giocatori spauriti di inizio stagione come Corti, Donadio e Gerardini diventare credibili per la categoria partita dopo partita, giocatori che speravamo che se ne andassero via come Di Munno e Ranieri diventare colonne intoccabili del centrocampo, altri come Calcagni e Bonaccorsi trasformarsi in bandiere azzurre e nel caso di Urso abbiamo visto un giocatore ripresosi da un infortunio devastante e molto criticato nel suo primo anno azzurro, diventare Federico Di Marco. Ci siamo subito innamorati dell’impegno dei nuovi arrivati e soprattutto abbiamo visto una squadra che nonostante un inizio campionato da incubo con la prima vittoria raggiunta a fine novembre, nonostante le sconfitte devastanti subite negli ultimi minuti e nonostante gli schiaffi presi, si è sempre rialzata, ha sempre lottato e ha sempre espresso, un livello di gioco organizzato e propositivo.

Abbiamo perso strada facendo Khailoti, Calcagni, Donadio, Kerrigan, Scappini e Lancini. Sei titolari persi senza battere ciglio, chiunque sia entrato in campo lo ha fatto al meglio delle sue possibilità. Questa “chimica” è stata capita dai “maicuntent” novaresi che non hanno mai fatto mancare il sostegno alla squadra.

Ventitré anni fa il Novara che raggiunse la salvezza a Fiorenzuola capitanato da Giacomo Gattuso, appassionava i tifosi azzurri, come il Novara di oggi e costruì nella sofferenza della lotta per la salvezza le basi che portarono due anni dopo sei undicesimi di quella squadra al raggiungimento di una clamorosa promozione.  Che sia di buon auspicio, forza ragazzi, siamo pronti a soffrire con voi fino alla fine, fino alla vittoria.

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