Insipidi come il tofu Analisi Tecnica

Il rischio della sindrome Viali, che già avevamo paventato dopo la sconfitta di Lecco, sta purtroppo diventando sempre più una realtà. Una squadra che ci mette 20 minuti a prendere le misure a una avversaria come l’Albinoleffe, che in quei 20 minuti prende un rigore contro e rischia di subire almeno un altro gol, per poi tenere in mano il pallino del gioco per il resto della partita ma creando davvero poco e buttando sistematicamente quel poco nel cesso, ha un problema.

Un problema in quanto ad espressione di gioco, perché diamo sempre la sensazione di andare a folate mente gli altri, anche se discontinui, anche se controllando forse la partita meno di noi in molte fasi, sembrano avere un’identità di gioco ben precisa, che si traduce nella nostra solita, atavica, difficoltà a non farci prendere d’infilata dagli uomini tra linee nel momento in cui abbassiamo un attimo il pressing e facciamo fraseggiare gli altri. Cosa che invece a noi a parti invertite avviene di rado e soprattutto quasi esclusivamente per errori individuali dei singoli avversari.

Un problema di profondità e qualità di rosa, a dispetto dei nomi: perché è abbastanza chiaro che Cagnano a sinistra ha meno concorrenza della TV di stato nordcoreana, e questo lo porta a volte fisiologicamente a rilassarsi e fare cagate come quella che ha portato al rigore. Perché su tre terzini destri non ne abbiamo uno che sia decente tatticamente per non farsi sovrastare in fase difensiva dal Petrungaro di turno. Perché in mezzo tolto Buba, che comunque chi ha occhi per vedere e non solo gratitudine profonda per il passato recente non può non constatare che mediamente fa cagare 70 minuti su 90, non c’è nessuno che accenda la luce. Perché in fase di finalizzazione, tolto Panico che non può sempre essere in giornata di grazia, dei 6-7 giocatori offensivi (chiamarli attaccanti ad oggi mi pare azzardato) non ne facciamo uno intero.

L’unico reparto dove sembriamo essere solidi e competitivi è quello del pacchetto centrale di difesa, e credo fosse anche questo uno dei motivi per cui Marcolini era passato a 3 dietro, scelta però già sconfessata dopo 2 partite e mezza. E se dovessi scegliere dei panni in cui non essere in questo momento, sceglierei proprio quelli del Rosso di Savona. Entrato in corsa, in un contesto che a livello di organizzazione di gioco era quel che era (o era quel che non era), con una squadra che non è strutturata a livello di ricambi per giocare a 3 in mezzo (a meno di giocare a chi ne fa uno in più come faceva Jo) ma non ha gli esterni per giocare a 5. E, in ultimo, con questa storia della fideiussione di cui forse oggi vedremo la fine e che la società apparentemente sta gestendo più o meno con lo stesso atteggiamento dell’orchestra sul Titanic e con la stessa liberalità verso le critiche della polizia egiziana.

Difficile dire se queste mezze prestazioni siano influenzate dal contesto. Se la risposta fosse sì, siamo comunque già in ritardo abissale rispetto agli obiettivi per quando, eventualmente, la situazione dovesse risolversi positivamente e comunque fino a quando il nostro ‘acquistatore seriale di giocatori per ruoli che non servono’ avrà modo di operare sul mercato. Se la risposta fosse no, peggio mi sento: vorrebbe dire che la sindrome Viali è una malattia conclamata, e quindi possiamo tranquillamente rassegnarci ad uno stanco trascinarci a un turno insignificante di play off (ad arrivarci) in attesa del big bang estivo.

Jacopo


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