Magnola Michele Editoriale

Quando meno ce l’aspettavamo, o comunque nel momento in cui avevamo un po’ tutti legittimamente alzato le aspettative, ecco arrivare forse la più grossa delusione sportiva dell’era Rullo. Fino a quando si è giocata la regoular season della scorsa stagione eravamo abituati a fallire puntualmente le occasioni crocevia che si presentavano, ma erano delusioni molto relative, mitigate un po’ dalle aspettative generali inferiori e un po’ dal fatto che comunque, come abbiamo più volte notato tutti, era divertente vedere giocare il Novara. Ieri sera ci siamo trovati smarriti. Quasi senza parole. Se a Sesto, con molta fantasia e buona volontà, abbiamo concesso una serie di alibi alla squadra e abbiamo trovato in Jo Condor il colpevole anche della nebbia che ci ha impedito di vedere decentemente la partita dalla tv, a Lecco è difficile trovare scusanti. Oggi è una giornata pesante, inutile nascondercelo, ancor più per chi è chiamato a dire la sua opinione. E’ pesante perché non si può pretendere di risultare credibili se poi si scade nell’isteria e nell’incoerenza di rimangiarsi subito tutte le belle parole dette domenica sulla squadra e su Marcolini, ma è altrettanto difficile non esternare tutta l’incredulità per alcune scelte del nuovo allenatore e, più in generale, per un atteggiamento inqualificabile di tutta la squadra.

Lo avevamo più volte detto, in realtà non solamente noi, che la sostituzione di Banchieri nascondesse alcune insidie molto pericolose. Anche se questa cosa non è mai stata accettata e creduta da una buona fetta della Piazza e nostri lettori, rimane il fatto che l’equilibrio col quale Jo Condor era riuscito a mantenere sulla retta via la baracca era basato sul dominio di Pablo e Buba (e in parte Bianchi) di tutto e su tutto (o quasi), che col loro carisma e la loro esperienza riuscivano a gestire anche i parecchi malumori del gruppo che nei mesi emergevano sempre più forti. Questo era evidente che potesse durare solamente fino a quando sarebbe rimasto il vecchio allenatore perché, qualsiasi sostituto, evidentemente avrebbe preso il comando azzerando gerarchie e facendo valere legittimamente il suo credo, imponendo subito precise disposizioni e riconoscimenti di leadership. In questo senso il Jo si è sempre rivelato un genio: prendi tre giocatori di personalità e gli dici di andare in campo e tenere palla, li affianchi poi a tre che corrono come cavalli e il gioco è fatto. Il punto sul quale Marcolini sarà giudicato davvero è su come riuscirà a gestire questo passaggio di leadership. Perché nel momento in cui i vari Firenze e Lanini (giusto per fare due esempi non a caso) inizieranno ad imporsi e a comandare, tipo il primo volendo per forza calciare (male) tutti i corner e andare a questionare con l’arbitro ad ogni decisione presa pur non essendo capitano, oppure il secondo senza metterci una volta la gambina là in avanti, il rischio è che questo gruppo si scioglierà come neve al sole. Speriamo tutti di no, ma magari se prima un Collodel (Ricky questa volta è davvero un esempio che cito a caso senza per forza corrispondere al vero) accettava un consiglio di Buba, una panchina in più o buttava giù un po’ più di merda in campo, non è così scontato che faccia lo stesso ora con un’imposizione magari di un Firenze (anche qui è un esempio a caso) col piglio del giocatore arrivato ed esperto e un po’ arrogante.

E’ però evidente che non si potesse costruire il futuro del Novara Calcio sulla base dell’abnegazione e dell’amore per la maglia di taluni a fine carriera, per giunta foraggiata da un allenatore non ben voluto dalla proprietà e votato solamente a bastonare il diciottenne di turno che non poteva permettersi di rispondere. Per cui questo cambio con conseguente periodo di transizione era inevitabile e, in un certo senso, doveroso. Criminale ed ingiustificabile, però, il fatto di non averlo posto in essere in tempo utile. Cosa che adesso stiamo pagando. Ora siamo al punto in cui Marcolini ha voluto la bicicletta e deve pedalare. Appena arrivato gli è franato addosso il Covid tra i giocatori, e si è trovato partite ravvicinate che non lo stanno aiutando nel provare soluzioni efficienti; detto questo trovo molto discutibile che abbia buttato via tutto il primo tempo di domenica e tutta la partita di ieri per far vedere che vuole mettere la sua impronta. Un allenatore normale e non fenomeno, nel mio immaginario, porta a casa il più possibile nel breve e poi, se ha un credo, lo inserisce piano piano. Sicuramente il secondo tempo di domenica è migliorato anche grazie a qualche suo accorgimento, ma non dimentichiamoci di averlo giocato per lo più in dieci, per cui un “vero” modulo non ce l’avevamo. Non fraintendetemi: credo che questo allenatore possa portarci quel qualcosa in più che mancava, posto però che il nostro attacco sia formato realmente da giocatori forti e coi coglioni, e non solo da figurine con un curriculum (peraltro in costante peggioramento). Abbiamo tutti creduto (e ci è stato riconosciuto anche da molti addetti ai lavori) di avere una rosa molto forte, auguriamoci che così sia davvero perché, e penso di non offendere nessuno, due partite sulle ultime tre autorizzano quanto meno a porsi l’interrogativo.

Dobbiamo avere pazienza, pazienza che purtroppo non si sposa con la necessità di mantenere a vista la vetta della classifica che ad oggi, potenzialmente, dista già 9 punti. Troppi. Se è vero che molte “big” del nostro girone stanno faticando e che è presumibile che nel breve termine si ribilancino i rapporti di forza di questo campionato, è chiaro che non si può più sbagliare. Quattro sconfitte su dieci partite sono un ruolino di marcia da squadra che può ambire al massimo agli ultimi posti playoff e non alla vittoria finale come è stato detto e chiesto anche al nuovo allenatore. Marcolini può essere l’allenatore giusto? Credo di sì. Nessuno può fare il lavoro dell’allenatore con l’ambizione di allenare solo le categorie inferiori, ed è con questa sfida insieme a noi che capirà fino a dove professionalmente può arrivare. Forza Mister, costruiamo insieme il nostro futuro.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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