La sindrome Viali Analisi Tecnica

Un’analisi tecnica pura dopo una partita che mi ha appassionato quanto una puntata di ‘Uomini e Donne’ è difficile da fare. I dati freddi dicono che siamo passati definitivamente a 3 dietro, guadagnandoci in solidità difensiva – ieri il gol è arrivato su una giocata obiettivamente di altissima qualità a tagliare fuori il difensore in uscita che in C si vede poco – ma perdendo chiaramente in pericolosità e brillantezza offensiva. Vero che eravamo senza Panico e con mezza squadra bloccata da Covid e infortuni ma questo è un alibi che non regge. In primis perché comunque, pur con uno schieramento diverso e tolto Piscitella recuperato dal cilindro, avevamo in campo tutti quelli che sono sempre stati o sono potenziali titolari in questa rosa. E poi perché il Covid è una roba con cui bisognerà conviverci, un po’ come era la mafia per il primo Berlusconi.

In definitiva siamo stati troppo brutti per essere veri, troppo sterili per la qualità che avevamo in campo, e quando questo succede, in un impianto di gioco che sembra assolutamente avere un suo senso (e lo abbiamo dimostrato nel secondo tempo con la Juve) il motivo va quasi sempre ricercato nella testa più che nelle gambe e in un’organizzazione di gioco che adesso sembra intravedersi. La cosa più preoccupante resta la non reazione dopo il gol preso: vista la situazione mi sarei aspettato una reazione da ‘sangue agli occhi’, con una buona dose di carogna per cercare in tutti i modi anche il gol sporco. Invece abbiamo dato l’impressione di non dannarci più di tanto l’anima per una sconfitta che rischia di allontanarci già parecchio dalla testa della classifica.

La sensazione è che la situazione psicologica di questa squadra nell’ultimo mese sia stata molto simile a quella che interveniva quando il bullo della scuola ti beccava all’ingresso, ma non aveva tempo di menarti e te le giurava per l’uscita. E quindi te ne stavi 5 ore con l’ansia, passando da stati di euforia indotta dalla voglia di non pensarci, a momenti di scoramento profondo e depressione. Poi dopo che il bullo ti menava e tornavi a casa ammaccato scendeva la tensione. Ecco, a noi il bullo ce l’ha giurata dopo Pontedera, e da lì abbiamo vissuto su delle montagne russe emozionali nelle partite con Livorno e Carrarese che in qualche modo siamo riusciti a rintuzzare. Ora siamo nella fase di rilassamento dopo le botte di Sesto e relativo cambio di guida, e forse qualcuno inconsciamente sta pensando di non aver più tanto da dimostrare, perché in fondo è talmente superiore agli altri che una guida tecnica finalmente capace e sgamata non può non accorgersene. Sono sicuramente in questo stato mentale le nostre due punte, se così vogliamo chiamarle, visto che ieri hanno offerto una prestazione imbarazzante per impegno e spirito di sacrificio.

Il nuovo mister ha dimostrato in queste prime due partite, a dispetto delle dichiarazioni sempre molto pacate ed equilibrate, una certa impulsività nelle scelte. Diciamo che se cercavamo un anti-Banchieri lo abbiamo senza dubbio trovato. Dopo un cambio di modulo a fine primo tempo con la Juve, che per Jo sarebbe stata già una roba più estrema di un porno hardcore sadomaso, ieri ha tolto d’amblé a mezz’ora dalla fine le nostre due punte titolari per metterci un 2002 e uno che ha sempre fatto l’esterno. Se da una parte io personalmente apprezzo le scelte dirompenti che servono a mandare messaggi forti (ieri il messaggio forte alle due figurine davanti doveva arrivare chiaro), forse farlo quando hai la squadra falcidiata dal Covid e hai fuori per squalifica il tuo giocatore più forte, è un po’ azzardato anche per i più temerari. Anche perchè, oltre a questo, il mister ci ha accompagnato un Collodel sulla fascia che onestamente, per quanto tutti conoscano la capacità di adattamento di Ricky, è un po’ troppo da pensare come soluzione che possa durare per più di 5 minuti in attesa di un altro cambio per riassestare la squadra. Personalmente avrei optato per un altro giocatore di fascia come Colombini o Pagani per sostituire Piscitella, anche se capisco che tenere fuori Bianchi sia un delitto. Ma ogni giocatore ha le sue caratteristiche, e forse non è un caso che abbiamo preso gol proprio un secondo dopo il cambio quando dovevamo ancora capire come eravamo girati.

Ora il timore più grosso è che scivoliamo lentamente (ma neanche tanto) in quella ‘sindrome Viali’ che ci ha accompagnato due anni fa. Una squadra che è un perenne coito interrotto, un ‘vorrei ma non posso’ con cui al massimo puoi sperare di giocarti un posto in fondo ai play off. I motivi per cui non possiamo permettercelo con questa società e con questo potenziale monetizzabile di rosa li ho sostenuti diffusamente in altre sedi e continuo a dire che è il rischio più grande che abbiamo mai corso da tanti tanti tanti anni a questa parte. Occorre quindi invertire subito la tendenza prima che sia tardi.

Jacopo


Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: