Magnola Nespo Editoriale

Pur essendo abituati in genere a ricevere pochi aiuti arbitrali, ed avendo già capito da tempo che questa stagione fosse nuovamente avara di gentili concessioni, avevamo un po’ tutti dimenticato quella sana carogna e incazzatura da vittime di ingiustizie arbitrali che, purtroppo, è destinata ad accompagnarci col suo pessimo fiato ancora per qualche giorno. La moviola del Depa ha dimostrato quanto, più della singola e opinabile decisione, il risultato di ieri sia stato in qualche modo pilotato dalla totalità dei fischi contro gli azzurri. 7 episodi dubbi su 7 sono terminati con una decisione a noi avversa, e questo, anche agli occhi di chi è solito non concedere troppi alibi appellandosi ai direttori di gara, è parso decisamente anomalo. Chissà cosa avrà pensato nella sua testa il povero Marcolini, che fino a una settimana fa era beato tra le braccia di moglie e figli ed ora ha già portato a casa nell’ordine: il peggior arbitro degli ultimi 4 anni, un corollario di Santi e Madonne seconde solo a quelle che abbiamo potuto ascoltare da Cianci in tv ieri, ed un’espulsione. Mica male come inizio.

Eppure i motivi per sorridere e credere nel futuro sono tanti, tutti o quasi sintetizzabili in quel cambio modulo avvenuto nel secondo tempo, ovvero quell’accorgimento tattico che il Jo ha sempre rifiutato concettualmente, e che ha poi contribuito a portarlo al de prufundis. Necessitiamo ora di una conferma, perché il rischio di farsi abbagliare dal famoso “effetto wow” della novità Marcolini è alto. Di Carlo, per esempio, esordì con una bella vittoria a Cittadella, Sannino vinse addirittura il derby, ma poi tutte le magagne e i problemi si ripresentarono nella loro atrocità e drammaticità. Per cui, a costo di frenare un po’ gli entusiasmi, potrebbe essere una buona cosa attendere il turno infrasettimanale a Lecco e, successivamente, lo scontro col Renate. Da come ne usciremo da queste due partite avremo molto più chiare le nostre reali possibilità. Purtroppo il Covid e un inizio autunno particolarmente sfigato dal punto di vista meteorologico hanno distrutto quella linearità e chiarezza di una classifica che, probabilmente, sarà parecchio incompleta per molti mesi. Bisognerà ragionare per molto tempo ancora sui “potenzialmente”, ovvero la stima del peggior caso possibile (sempre vittoria delle nostre principali antagoniste) per capire quale potrebbe essere realmente il nostro distacco dalla vetta. Ad oggi, potenzialmente, il nostro ritardo è di 6 punti. Nulla se si considera che ci sono ancora 30 partite, già molto se consideriamo il grosso livellamento dei valori in campo e, conseguentemente, l’elevato numero di pareggi che questa stagione inevitabilmente si porta appresso.

Eppure il pareggio di ieri è un ottimo risultato. Lo è perché, senza averne riprova, sono certo che questa partita col Jo in panchina l’avremmo persa. Lo è anche perché, pur recriminando per nostri goal sbagliati e miracoli del loro portiere, un rigore sbagliato dagli avversari ha sempre un peso superiore. E lo è anche e soprattutto perché ritengo abbiamo pareggiato contro una grande squadra. Sono sempre stato uno dei pochi estimatori in Italia delle squadre B (o under 23 se preferite), e ho sempre ritenuto pretestuose e assurde molte accuse che la popolazione italiana sportiva, a suon di slogan e banalità, dalla sua nascita ha vomitato addosso alla Juve Under 23. In realtà, alla loro terza esperienza, hanno costruito uno squadrone con però un grosso limite: sono destinati ad essere un porto di mare. Ogni partita hanno una formazione profondamente diversa, perché una volta è colpa del Covid, una delle nazionali e un’altra delle convocazioni di Pirlo in prima squadra (che se se li porta in panchina evidentemente proprio scarsi non saranno, no?). E questo non li aiuta di certo in termini di regolarità. Fortunatamente per gli altri. E il non aver perso contro di loro in una giornata in cui l’arbitro ci è mancato poco che non contestasse anche le misure del campo è un ottimo segnale.

Ho anche apprezzato la conferenza “incazzosa” e determinata di Nespoli (apro una parentesi che non c’entra nulla, ma rido come uno scemo tutte le volte che nei post del Novara su FB interviene immagino un suo amico scrivendo sempre la solita frase “magnola Nespo”) perché siamo italiani ed è giusto che lo facciamo bene. Lo storico basso profilo De Salviano contro le giacchette nere è dimostrato che non ha mai pagato, anzi. Per cui bene mettere un po’ di pressione tramite le vie ufficiali, visto che i cari e vecchi vaffanculo allo stadio non ci è più consentito esternarli e chissà mai quando ripotremo farlo. La rabbia è ancora tanta, ma sono certo che anche la squadra abbia acquisito ieri un po’ più di consapevolezza che rivedremo sul difficile campo di Lecco, per noi sempre più complicato che per gli altri. E’ iniziato un nuovo campionato e il Novara c’è. Sia potenzialmente che effettivamente.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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