Siamo altra roba. Editoriale

Ieri sera riflettevo, leggendo molti commenti lasciati sul web dai tifosi, su come il Joe fosse più solo di quello che ci eravamo illusi (e probabilmente pure lui) dopo i numerosi attestati di stima e applausi ricevuti nelle settimane precedenti. E’ il destino del mondo Novara, come lo abbiamo più volte ripetuto, di vivere costantemente con la condanna di dover gestire montagne russe emozionali estreme. Vinci e sei un idolo, perdi e sei un deficiente. Probabilmente Banchieri ha davvero raschiato il barile di quella buona sorte che lo ha sempre accompagnato fino al secondo tempo di Novara Carrarese, quando qualche goal sbagliato di troppo, un miracolo del portiere avversario ed una traversa allo scadere hanno disintegrato quell’aurea positiva che lo ha accompagnato da quando gli è stata affidata la panchina azzurra. Ieri sera è rimasto davvero solo, abbandonato dal culo, abbandonato dalla piazza che, pur riconoscendogli affetto, gli ha negato quel supporto che invece non gli aveva fatto mancare fino a poche ore prima, abbandonato anche dalla vecchia guardia sul campo che, ieri, purtroppo non è stata all’altezza di un avversario che avrebbe certamente potuto e dovuto mettere in difficoltà. E, ultimo ma non ultimo, scaricato da una Società che attendeva solo l’occasione giusta per farlo. Patron Rullo ci ha abituato a comportamenti al limite della serietà, ufficializzando verbalmente esoneri che poi non hanno avuto concretamente un seguito, per cui non stupirebbe nemmeno se oggi, negando le sue parole di poche ore prima, potesse confermare Joe Condor nuovamente sulla panchina. Ma l’impressione è che davvero oggi procedano con la sostituzione.

Credo che nel giudicare Simone Banchieri non si debba cadere nel tranello del buttarla solamente sull’aspetto simpatia o sui risultati ottenuti. La questione è molto più complessa. Ho cenato diverse volte con lui, ho interagito centinaia di volte e non ho dubbi sul fatto che mi porterò il suo ricordo con grosso affetto. Sicuramente, dal lato umano, uno degli allenatori che più ho apprezzato tra gli ultimi 15 almeno che ho conosciuto. Ma io sono un bancario tifoso e non un calciatore. E’ un dato di fatto che qualsiasi opinione su di lui (parlo di opinioni oneste, quindi lontane dai microfoni) espressa da qualsiasi personaggio con una certa esperienza e passato nel mondo del calcio, che sia stato un suo giocatore, un dirigente, un ds o comunque un addetto ai lavori, sia fortemente macchiata da grossi dubbi, perplessità, critiche e, in certi casi, risate. Non ho elementi per giudicare la veridicità, ma credo di avere una certa onestà intellettuale per rilevare quanto ho appena scritto. Forte coi giovani, nel senso che è assolutamente la persona giusta per usare più bastone che carota con il diciottenne di buone speranze, totalmente inadatto a gestire un gruppo vero composto da giocatori veri con un certo trascorso. Da non addetto ai lavori penso molto francamente che se tutti dicono una cosa, non possano essere tutti scemi. Ed è il motivo per il quale non mi sono mai schierato contro la sua possibile sostituzione ma ho solamente criticato fortemente la modalità del trattamento a lui riservato in questo ultimo mese.

Certo è che adesso dovrà arrivare un allenatore che rispetti quei canoni richiesti: una certa esperienza a gestire gruppi importanti e pressioni importanti. Se avverrà il cambio di guida tecnica, e avverrà, come credo, inserendo una figura più esperta, mi pare evidente che da quel momento finiranno tutti quegli alibi usati e abusati per giustificare risultati non ritenuti coerenti con gli ambiziosi obiettivi annunciati. Mi aspetto quindi un cambio modulo (auguri al nuovo Mister se gli imporranno un centrocampo piu robusto con però in rosa 7 attaccanti), mi aspetto che si metterà fine alla più o meno velata autogestione e mi aspetto una Società che, finalmente, impari a difendere il proprio allenatore invece di lasciarlo in balia dei vari tsunami che, puntualmente, lo travolgevano dopo una sconfitta.

Della partita di ieri che cosa volete che si dica? Forse sto invecchiando io o, semplicemente, sapendo come è stato il pre gara nelle 48 ore precedenti, sono propenso a concedere qualche alibi di troppo ad un gruppo che non ne meriterebbe affatto. Come dicevo nell’ultimo editoriale della scorsa settimana il rischio COVID è molto importante e rappresenta una spada di damocle sulla testa di ogni Società. Mi viene fatto notare che in Italia esiste il concetto di privacy tale per cui, se la Società non lo dichiara ufficialmente, ci si espone al rischio querela se qualcun altro comunica delle positività. Bene, mi adeguo a questa ipocrisia e non farò nomi, ma basta vedere chi ieri, in ultimo, non è stato convocato nemmeno per la panchina per capire che questo problema è ben presente a Novarello, con l’aggravante (aggiungo io, in base a cosa mi è stato riferito) di non riguardare solo il lato squadra ma anche altre figure che, a titolo diverso, frequentavano il centro sportivo quotidianamente. Ero certo che la squadra ieri, anche solo inconsciamente, non avrebbe avuto un approccio mentale dei migliori benché, francamente, da professionisti quali sono era lecito attendersi una capacità migliore di reazione. Non nascondo che ho qualche timore circa i tamponi di questa settimana (vedere Como per esempio) ma inutile fasciarci la testa ora. Quello che rimane di ieri è una prestazione indegna, molto peggiore del derby perso alla prima giornata, e che non può essere giustificata dalla presenza di Simone Banchieri sulla panchina, dal freddo, dagli esiti dei tamponi arrivati in ritardo, dalla nebbia o dalla presenza di 30 anziani indemoniati in tribuna. Il Novara Calcio 2020/2021 è altra roba, e quell’altra roba deve venire fuori al più presto.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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