I tre grossi vantaggi Editoriale

Tra un mugugno, un vaffanculo stretto tra i denti e un pizzico di amarezza portiamo a casa quel punto che, forse in maniera definitiva, certifica quanto questa stagione ci possa vedere molto più protagonisti di quello che immaginavamo. Se le vittorie di Alessandria e Livorno hanno dimostrato quanto questa squadra sia in grado di poter far male sempre e comunque, e soprattutto fino all’ultimo secondo di gioco, la sconfitta col Pontedera e il pareggio con la Carrarese ci dicono invece che gli manca probabilmente quel qualcosa per diventare seria candidata alla promozione finale. Quel qualcosa, però, che ad oggi nessun altra ha ancora dimostrato di avere. Presto per dirlo, ma è altamente probabile che si stia parlando di uno dei campionati davvero più equilibrati della storia recente del girone A di serie C, orfana di quella squadra dichiaratamente ed effettivamente più forte, ma piena zeppa di ottime compagini in grado di arrivare insieme nel gruppone all’ultimo km di questa corsa. Ogni punto conquistato farà la differenza.

Credo che il Novara abbia tre grossi vantaggi rispetto alla maggior parte delle sue antagoniste. Primo: una panchina in grado di mantenere  il livello medio in campo molto alto, o comunque del tutto simile all’undici di base. Abbiamo sei giocatori avanzati per tre posti in campo che, probabilmente, giocherebbero titolari in tutte le altre squadre, e questo, alla lunga, pagherà. Il secondo grande vantaggio del Novara (questa volta però comune a tante altre) è che il calcio mercato invernale è molto vicino. Questo vuol dire che non è lontano il momento in cui si potrà cercare qualcuno in grado di far rifiatare Buba (e aggiungo Bianchi) che, evidentemente, non può (possono) continuare a questi ritmi ogni partita. Radio mercato ci racconta che, se mai saremo in grado di produrre una fideiussione, due centrocampisti sarebbero pronti ad essere arruolati. Quanto possano essere utili alla causa è però un mistero. Credo fermamente che il Novara abbia poi un terzo grande vantaggio: i margini di miglioramento degli ultimi innesti. Se è vero che Migliorini ha dimostrato di essere subito in condizioni eccellenti, Lanini e Firenze stanno invece pagando dazio per una preparazione estiva ai margini delle rispettive Società di appartenenza. Esaurito l’entusiasmo iniziale è parso evidente quanto oggi siano ancora indietro nell’inserimento, non solo dal punto di vista fisico, rispetto al gruppo. Credo che il nostro reale obiettivo debba oggi essere quello di fare più punti possibili ancora per 15-20 giorni, quando finalmente avremo un gruppo molto più omogeneo e coeso e quindi potremo capire meglio il nostro ruolo all’interno di questo campionato.

Credo che Rullo abbia ormai perso il treno per la sostituzione indolore della panchina. Ha al massimo ancora uno o due giorni, passati i quali i potenziali rischi di una cambio di guida tecnica inizierebbero ad essere probabilmente superiori o uguali al mantenimento di una guida considerata inesperta e non idonea a gestire questo gruppo. In sintesi: considerato che la piazza è (per lo più) con questo allenatore, se la Società ritiene ancora di provare a migliorare il livello tecnico del suo allenatore allora che si decidesse a farlo. Non si può vivere borderline tra il dichiarare di volerlo cambiare, il dargli le colpe anche dell’eccessiva umidità del clima ed accampare poi scuse su scuse per non esonerarlo o, peggio, ad ogni punto perso accusarlo velatamente di inadeguatezza. Che l’allenatore di serie C senza passato sia un mestiere di merda lo abbiamo capito tutti, e credo lo sappia pure Joe Condor, ma a tutto c’è un limite. Personalmente penso di dar voce a questa ipotesi sostituzione ancora per quest’ultima settimana, trascorsa la quale mi terrò ogni mia convinzione sulla sua figura tecnica e parlerò di altro. Come ribadivo nel finale dell’editoriale di venerdì scorso, uno ci prova pure ad entrare nella mente di Rullo, a capirlo e sostenerlo, ma già siamo psicopatici noi tifosi che un giorno esaltiamo l’allenatore e l’altro lo demonizziamo, assurdo avere anche una Dirigenza psicopatica che racconta (a microfoni spenti) di voler passare da Thiago Motta allenatore, silurando l’attuale Mister anche in caso di vittoria, a Pazzini centravanti. Ecco, anche no.

Il problema Covid alla Carrarese ha dimostrato che su questo campionato pende una spada di damocle enorme. Nessuno ne è immune e chiunque rischia, dall’oggi al domani, di trovarsi qualche giocatore fermo ai box. Dando per scontato che ogni singolo calciatore mantenga uno stile di vita coscienzioso e coerente con le raccomandazioni quotidiane degli esperti, è evidente come il fattore casualità (o, se preferite, culo) giocherà un ruolo fondamentale. In fin dei conti si vince anche per i dettagli, e le prime 7 di giornate ci hanno detto, nel bene e nel male, che questi dettagli quest’anno parrebbero essere molto più determinanti e impattanti del solito: un goal annullato ingiustamente, due vittorie a tempo scaduto, un tiro della domenica da 40 metri, una traversa a portiere battuto. Sarebbe bello e auspicabile non sperimentare anche una formazione decimata per Covid. Speriamo davvero.

Claudio Vannucci

 

 


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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