Coperta corta o coperta di Linus? Analisi Tecnica

Quando Jo dice che per lui esiste una partita da 65 minuti e una da 25 minuti dice indubbiamente il vero, e la dimostrazione sta nel match con la Carrarese. Nel primo tempo, a parte un momento di sbandamento iniziale in cui sembravamo non avere le distanze e l’altezza del pressing stava più a meno sul nostro dischetto del rigore, abbiamo preso quasi subito in mano la partita. Il gol di Bove è arrivato nel modo più sporadico rispetto a un primo tempo in cui abbiamo costruito almeno altre 2/3 nitide occasioni che solo l’arbitro bastardodisonesto e il Gonzo nella versione mollo di quando non può tirare a giro palla a terra come piace a lui, ci hanno impedito di chiudere in gol. Loro da subito hanno dato comunque l’impressione di essere la squadra sorniona e simpatica come una ragade che ricordavamo dagli scorsi anni, con 2 pali che tremano ancora adesso. Nei primi 20 minuti del secondo tempo ho visto probabilmente il Novara migliore degli ultimi 2 anni. Quando Bove è uscito in anticipo sul loro centrale che stava per ricevere palla tipo Cannavaro sul secondo gol della semifinale con la Germania nel 2006, probabilmente anche l’Altissimo ha pensato che fosse troppo, e infatti da quel momento è iniziata un’altra partita.

Al di là dei segni divini, il punto di svolta ha due precise cause: tenuta fisica e cambi. Ovviamente collegati, perché quando la coperta è così corta a centrocampo, e puoi cambiarne solo uno dei 3 perchè hai solo Firenze che definire centrocampista io continuo a sostenere sia come definire Insigne un mediano di rottura, ecco che inevitabilmente vai in affanno. Perché quando togli Panico, che pare non averla presa benissimo almeno dalle dinamiche in campo e nel ritorno in panchina, e metti Lanini non puoi pretendere che con le caratteristiche che ha ti faccia lo stesso lavoro.

E qui sta il secondo punto, cioè il credo tattico del mister. Vista la coperta corta in mezzo, si poteva passare magari a un 4-4-2, facendo magari scalare Cagnano più avanti e mettendo un altro terzino o mettendo Firenze a fare l’esterno di un centrocampo a 4 con Cisco dall’altra parte?  Si poteva farlo a specchio a destra, mettendo Natalucci o Pagani e facendo scalare Lamanna avanti con Firenze a sinistra? Probabilmente sì. Potevamo mettere un difensore in più e magari giocare a 5 dietro facendo l’anticalcio per 20 minuti ma provando a portarla a casa di ignoranza? Probabilmente sì. Ma Jo ormai lo conosciamo, ha 3 punti fermi che sono come la Santissima Trinità e da quelli non si scappa: una volta deciso un modulo è quello e non si cambia in corsa, la difesa è sempre e comunque a 4 e Buba finché sta in piedi non si tocca. Più che la coperta corta, la coperta di Linus, che serve a non togliere sicurezze. Anche se alla fine, a dire il vero, avrebbe potuto aver ragione lui, perché se non ci fossimo divorati negli ultimi 5 minuti due occasioni da gol grandi come un condominio, l’avremmo portata a casa un’altra volta allo scadere. Sempre uguali a noi stessi, ostinati e testardi, come nella migliore tradizione sabauda di un mister che forse la svanga anche stavolta.

E quindi ancora una volta ripeto il mio mantra. Resisti Jo, resisti. Perché se resisti, vuol dire che comunque tanto male non stiamo facendo.

Jacopo


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