Equilibrio si, equilibrio no. Editoriale

Smarcato il problema della credibilità e della leadership agli occhi della piazza, Maurizio Rullo è chiamato ora a vincere la sfida più difficile: quella di regalare ai tifosi un po’ di tranquillità e normalità, ovvero i due ingredienti fondamentali per ottenere equilibrio nei giudizi. L’equilibrio nel mondo Novara Calcio, lo sappiamo bene, è un concetto astratto che gli eventi hanno sempre asfaltato. Quando CONSECUTIVAMENTE passi dalla C alla A, poi torni in B ma sfiori di nuovo la A, poi finisci in C, ritorni in B e sfiori nuovamente la A per tornare drammaticamente diretto in C (in dieci anni una sola stagione – con Boscaglia – l’hai chiusa con una tranquilla salvezza), è umanamente impossibile pretendere equilibrio nei giudizi. Chi ci riesce non è illuminato, è semplicemente e squallidamente apatico. E i primi mesi dell’era Rullo, fatti alla mano, aggravano la situazione perché mostrano comportamenti che passano repentinamente dai “vaffanculo vattene” ai “sei stato un grande”. Chiaro che è difficile poi non esaltarsi per una vittoria o deprimersi per una sconfitta, perché la gente è stata abituata al tutto o niente.

Appurato questo, la vittima sacrificale di quest’anno è evidente che sia il povero Joe Condor, condannato a dover vincere sempre per salvare una panchina che, da dopo il pre e post derby, non gli appartiene più a prescindere da qualsiasi altra considerazione tecnica. Se sarà fortunato (e bravo) a mantenere il Novara entro le prime 3 posizioni allora la sua storia potrebbe ancora non essere chiusa, contrariamente abituiamoci all’idea di avere presto un nuovo allenatore. In fin dei conti, se alla presentazione dei nuovi giocatori dichiari (e gli fai dichiarare) di puntare a vincere il campionato, non puoi poi chiudere un occhio alla seconda sconfitta in cinque partite. E’ oggettivamente un campanello di allarme visto che, e torno al discorso iniziale, siamo stati abituati a vincere campionati perdendo sì due partite, ma in un girone intero.

Voglio bene a Joe Condor, e credo sia impossibile non volergliene. Difendo la sua posizione dal punto di vista  dell’imposizione del minutaggio, nel senso che la Società non può chiedergli la serie b e contemporaneamente obbligarlo a schierare formazioni volte a massimizzare il guadagno derivante dall’impiego dei giovani. Delle due cose ne puoi fare una sola. Lo difendo molto meno, e arrivo al vero nocciolo del problema, relativamente a questa estremizzazione del concetto di schieramento offensivo che nemmeno Zeman ai tempi d’oro. Per quel poco (molto poco) che ne capisco di calcio, il nostro modulo appare alla lunga insostenibile perché ci espone ad imbarcate epiche. Certo, vittorie singole ne vedremo pure, ma anche passi falsi incompatibili con obiettivi così ambiziosi. Siccome a luglio, quando col Coordinamento ho incontrato Cianci e Nespoli, è emersa chiaramente l’imposizione societaria di cambio modulo, cosa che evidentemente Joe Condor non ha recepito/attuato, mi pare chiaro oggi che sussista agli occhi della proprietà un problema allenatore, che immagino non sia stato risolto in origine solo perché, prima della recente svolta autoritaria di Rullo, la componente societaria De Salviana aveva ancora molta voce in capitolo, oltre a riconoscenza per la vendita di Barbieri i cui meriti sono oggettivamente del nostro allenatore. (è un fatto la telefonata di congratulazioni di Michelangelo De Salvo a Joe Condor dopo la cessione di Barbieri)

Quindi, se è vero che la vittoria ad Alessandria non doveva autorizzare godimenti multipli, e la sconfitta di ieri nemmeno depressioni cosmiche, alla vigilia della sesta di campionato rimane il nodo allenatore che deve essere chiarito al più presto, e con sé tutti quei delicati equilibri che il gruppo, nel corso dello scorso campionato, è riuscito a costruirsi grazie ai senatori. Cambiare oggi allenatore non è una cosa banale proprio perché riporterebbe un ordine tra i giocatori che, nel tanto bene e poco male che è stato, è evidente oggi non esista. Qualcuno che oggi nel gruppo decide (per il bene del gruppo stesso, sia chiaro) domani potrebbe dover solo accettare scelte e basta. E non è scontato che questa cosa faccia così bene alla squadra.

Non invidio Rullo ma è altresì vero che è compito suo decidere. E questo limbo attuale alla lunga può far male ancor più di un goal sbagliato o di un terzino acerbo. Brutta situazione.

Claudio Vannucci

 


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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