Tra il dire e il fare c’è di mezzo “e il” Pensieri e parole

Alla fine tutto quadra, o meglio tutto si è reso più chiaro. Ha vinto l’opzione 3.

Per come la vedo io finirà con l’ipotesi tre o, probabilmente, la quattro. La tre è evidente: arriverà l’offerta che sarà ritenuta insufficiente e i Rullo rimarranno . Qualquadra non cosa , 3 settembre 2020

Non è questione oggi di essere pro o contro Rullo, ma il punto focale di tutta questa storia e la sua implicita credibilità (ben presto naufragata) era rappresentata dalla forza economica della fantomatica cordata e dalla conseguente presentazione di un’offerta impossibile da rifiutare. L’offerta è arrivata ieri, ed oggettivamente, dando per buona l’illustrazione della stessa fatta da Renato Ambiel su La Stampa di oggi (ma Ambiel non scrive mai tanto per scrivere, quindi per quanto mi riguarda è verità), appare chiaro quanto possa essere considerata ridicola. A prescindere dalla forza di chi la presenta, è evidente che chi offre una cifra del genere (e lo fa solo ora) può solo essere spinto da due motivazioni: la prima è prendere per il culo Rullo (e MDS), la seconda è cercare di salvare la faccia (o forse tentare di salvare quella di Sindaco, Accornero e BPN) ottemperando a quell’impegno preso a settembre. Una sorta di “ok, non è andata come speravamo, io comunque un’offerta te la consegno per dimostrarti che siamo persone serie, poi sarà legittimo da parte tua rifiutarla, chiudiamola quà.”

Che il tutto fosse destinato a finire in questo modo era già chiaro, non tanto per il ritardo di questa offerta, ma per il fatto che nella seconda metà di settembre, ovvero prima che le persone coinvolte provassero a far cadere il silenzio sulla questione, abbiamo assistito allo squallido teatrino dello smarcarsi addebitando le colpe all’altro. Il Sindaco dicendo che ha fatto solo da tramite, la BPN che ha messo solo a disposizione la location, Nespoli che si è messo subito a parte civile dichiarandosi prigioniero politico e Accornero che, con tutto il bene che gli si può avere e con tutta la buona volontà, verrebbe davvero da pensare che fosse lì in mezzo solo per il gusto di rompere i coglioni all’attuale proprietà (se poi fosse disponibile a farci avere la sua versione saremmo ben lieti di ospitarlo in questa sede – ne guadagnerebbe lui non certamente noi.). Insomma, una sorta di “eravamo quattro amici al bar” che probabilmente avevano già bevuto qualche bicchiere di troppo, e non sapevano manco più come si chiamavano.

Da questa brutta pagina di storia ne è uscito vincitore Rullo, ma lo ha fatto non tanto, o meglio non solo, per aver resistito dignitosamente all’attacco ostile di quelli belli, ricchi, profumati, bravi e potenti, ma per avergli sbattuto in faccia lo schiaffo morale dei fatti: una campagna acquisti che, pur al fotofinish, ha consegnato alla piazza una squadra forte ma anche e soprattutto il plus dell’averci messo la faccia in prima persona, oscurando un po’ il suo braccio operativo Cianci (sempre presente allo stadio in prima fila ma un po’ in ombra ultimamente per tutto il resto) e limitando il buon Nespoli al suo compito di DG e di influencer davanti alle tivvù e radio. Ci ha messo (da solo) la faccia quando una delegazione della tifoseria gli si è presentata davanti, ci ha messo la faccia al mercato e continua a metterci la faccia ogni giorno.

Credo che questa storia gli abbia fatto comunque bene, perché in qualche modo lo abbia aiutato a crescere facendogli comprendere davvero la delicatezza del suo ruolo. Ho maturato questa convinzione lunedì sera ascoltando il Pres. dell’Alessandria sparare a zero contro Cirio e l’amministrazione Regionale per aver negato l’accesso allo stadio ai tifosi grigi. Il Novara era da tempo che, sotto traccia, lavorava per lo stesso obiettivo ma, a differenza dell’Alessandria, ha incassato per ben due volte il rifiuto con classe, senza innescare una plateale polemica mediatica contro il Presidente della Regione Piemonte. Forse ha capito che ci sono momenti in cui è meglio incassare, che certe figure Istituzionali e politiche è meglio averle amiche invece che nemiche. Insomma, per quanto appena detto, finalmente sto riuscendo a identificare il Novara Calcio con Maurizio Rullo, cosa che prima, per tanti motivi, era sinceramente arduo.

Rimane comunque la mia personalissima amarezza e convinzione che Sindaco, BPN e Accornero abbiano invece incassato una pessima figura. Concedo loro l’attenuante della buona fede (ma mi ci metto molto di impegno per farlo) e posso pure concedergli di essere a loro volta, in un certo senso, vittime dell’aver creduto a chi, probabilmente ed evidentemente, li ha illusi parlando di nomi inarrivabili e improbabili. Ma inutile sottolineare che non ci si può esporre fino a questi livelli senza avere concrete certezze e riscontri, e lo dico non tanto per la loro immagine ma almeno per il rispetto di una tifoseria che non meritava di essere stata presa implicitamente per il culo come involontariamente loro hanno fatto.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo “e il”. E su questo “e il” Maurizio Rullo ha vinto.

Claudio Vannucci

 


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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