Controcorrente Pensieri e parole

In tanti anni di onorata carriera come tifoso del Novara, non ho mai assistito a un linciaggio pari a quello a cui viene sottoposta l’attuale dirigenza/proprietà azzurra.

Come se non bastasse una pandemia ad aver randellato a dovere coloro che, solo qualche mese prima dell’esplosione del covid, come occupazione principale raccoglievano materiali ferrosi da smaltire.

Mansione certamente poco elegante da esibire se raffrontata ad altre tipo quella operante nel vasto ed elegante mondo sanitario, giusto per fare un esempio a caso.

Così le critiche, unitamente ai dubbi, hanno avuto tempo in abbondanza per moltiplicarsi con un tasso di crescita esponenziale.

Già all’apertura del mercato estivo i commentatores mugugnanti spargevano terrorismo su ciò che la C.R.U.  (CianciRulloUrbano) sarebbero stati in grado di realizzare: commenti sprezzanti sui social, scarsa considerazione dai media locali e dalla politica istituzionale completavano un quadro il cui terreno attorno alla Rullo’s band non poteva che assumere le tinte bronzee di un terreno bruciato.

Intanto si va al mercato, prima a vendere qualche “pezzo” importante e poi a comperare, come del resto fanno tutte la società, e così il mondo azzurro si strappa le vesti e i capelli (pochi, per la verità, essendo l’età media dei tifosi abbastanza alta),  come se i Vicari, i Dickman, i Montipò, i Fernandez e via discorrendo, fossero invecchiati in azzurro. Probabile che far cassa con qualche buona cessione sia da considerare sconveniente e dannoso solo se a vendere sono i CianciRullo.

Che però qualcuno hanno comprato, ma Lamanna è troppo acerbo, Zigoni è venuto a svernare a Novara come fece Maniero (letto sul Muro), Colombini l’è un fiulìn, e Panìco non si sa dove mettere sto cazzo di accento. Vedremo cosa si sarà capaci di inventare qualora i due probabili, e sottolineo probabili, nuovi acquisti, Lanini e Zennaro, vestiranno l’azzurro.

Però domenica si è perso il derby, e quindi la posizione dei Rullo si è aggravata notevolmente; come se ultimamente di derby non ne avessimo persi, però questo è più “perso” degli altri perchè la proprietà del Novara appartiene ai “rutamàt” che, come scrissi tempo addietro su questo blog, sono universalmente riconosciuti come “sfigati del cazzo”, avendo acquistato il Novara Calcio un mese prima dello scoppio di questa vigliacca pandemia e qualche settimana prima della rottura del torpedone nero adibito al trasporto degli eroi azzurri. Avessero guardato l’adesivo con la data del tagliando, si sarebbero accorti che l’ultimo era stato eseguito al rientro dalla partita contro il Cittadella, quando Puscas realizzò una tripletta davanti agli occhi stralunati di un Di Carlo a cui apparì la Madonna con indosso la maglia azzurra … sappiamo tutti come poi andò a finire.

Quindi a guardar attentamente con la lente di ingrandimento l’andamento del derby, si osserva che il Panìco, Pànico o Panicò in attesa di confermare la posizione definitiva dell’ accento, un golletto lo aveva fatto, ma a differenza delle altre volte, cioè quando un gol viene ingiustamente annullato dal bastardo e disonesto di turno, la reazione del popolo è stata alquanto tiepida e minimalista: “Volete che impicchi l’arbitro o uno dei Rullo?” e il popolo scelse compatto (tranne Palombo) il piu Rullo di tutti.

Dunque, qualora si fosse pareggiato i toni sarebbero stati diversi? Chissà, forse, magari il Re con la corona di ferro arrugginita in testa, si sarebbe convinto a vendere a quella cordata che la Novara tifocalcistica sta aspettando ormai da tempo con ansia crescente, quella cordata per ora ectoplasmica, prematuramente con enfasi pomposa, annunciata da un dirigente di banca e da un Sindaco notoriamente supertifoso e da sempre presente in tribuna e in trasferta.

Però credo sia opportuno, in un caso come questo, ricordare in dialetto Nuares un proverbio che sembra calzare a pennello:

Méj un passarìn in man che una bèrta ch’la vula.

Forsa Nuara tüta la vita

Nonnopipo      


Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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