Habemus Store Editoriale

Ogni tanto mi metto nei panni dell’esponente di turno della Società che legge qualcuno dei miei editoriali o ascolta le critiche e osservazioni che, nel corso degli anni, ho e abbiamo portato alla loro attenzione insieme a tanti altri amici tifosi, e non fatico a credere quanto queste possano talvolta risultare pretestuose, arroganti e ingiuste, soprattutto se viste con gli occhi di chi, per lui, il Novara Calcio è un lavoro e non una passione. Concesso questo dovuto preambolo intellettualmente onesto, ribadisco che, potendo tornare indietro nel tempo, non avrei comunque il minimo dubbio nel ribadirgli tutte le critiche e il mio più forte dissenso nei confronti di politiche Societarie deficitarie (per non dire nulle) sul merchandising attuate in questi ultimi anni. Inutile ribadire l’era pre MDS, era già tanto avere una squadra di calcio figuriamoci un merchandising, ma dal suo avvento le cose sono cambiate: la politica del fare ha vinto su quella del dormire, e in men che non si dica ecco che abbiamo assistito alla nascita di un temporary shop in centro in cui  è stato possibile comprare prodotti Novara Calcio. Succede poi che il Novara inizia a vincere e a scalare le categorie, ed ecco che quel temporary shop si trasforma in uno shop definitivo nei pressi dello stadio; luogo che diventerà presto un vero riferimento per una buona parte di tifosi. Non solo, siccome chi lo gestiva era tutt’altro che pirla, gli riuscì di portare in porto quella che considero la mossa commerciale del secolo: in un’epoca di obbligo di tessera del tifoso per potersi abbonare o andare in trasferta, ecco che il solo luogo fisico in cui poterla fare era proprio il Novara Store. Col risultato che 8000 persone almeno (occasionali da serie A), fino a quel momento sprovviste della tessera del tifoso, furono obbligate ad entrare nel negozio per poterla sottoscrivere. E già che erano lì vuoi che non acquistassero qualcosa? Poi, da quel momento, un lento declino delle politiche commerciali verso il nulla.

Non concordo con chi, con una certa oggettiva dose di logica e ragione, ritiene che l’era MDS vada giudicata prendendo sia il buono che il cattivo, perché questo ragionamento penso sarebbe in effetti corretto per la maggior parte degli essere umani con atteggiamenti variabili e risultati sportivi altalenanti. Ma per MDS no, chi ha conosciuto  prima e poi l’ha vissuto dopo, può solo convenire sul fatto siano due persone completamente diverse. Io non lo so e non mi interessa che cosa gli sia successo nella vita, ma per me non esiste il famoso decennio MDS, ma esiste un quinquiennio MDS (settenio se consideriamo l’insediamento) e un quinquiennio De Salvo. Perché MDS era un’altra persona, a prescindere dai risultati sportivi. Certe puttanate come quelle di mettere i tifosi nella condizione di non potersi comprare nemmeno una maglietta originale, se non nella seconda metà del campionato e in numero ridotto, sono state vergognose e indegne, e che nulla hanno a che vedere col primo MDS molto attento a questi particolari. E tutti quelli che in questi anni hanno difeso questa assurda politica, mi dispiace ma sono in malafede. Rompere le scatole alla Società pretendendo uno store, o comunque un merchandising ufficiale, ritengo sia un obbligo morale della tifoseria che non ha senso di esistere se non è materialmente nelle condizioni di potersi comprare anche una bandiera di 50 cm quadrati da regalare al proprio nipotino. E’ stato semplicemente indegno.

E quindi, oggi, non posso che accogliere con piacevole entusiasmo la nascita del nuovo sito e dello store. Certamente è migliorabile, perché ancora scarno. Inoltre 5 settimane di attesa per la maglia non può essere un tempo consono, come nemmeno l’aver chiarito oggi se la maglia ufficiale avrà gli sponsor o no è accettabile (ad oggi si vende liscia). Ma intanto il primo passo è stato fatto, e una parte di tifoseria (che poi è la maggioranza) che non vive lo stadio e il Novara come lo può fare un ultras potrà ora, se lo vorrà, acquistare prodotti originali. Esattamente come possono fare i colleghi tifosi della maggior parte delle squadre professionistiche del mondo. Che poi, se ci pensate, è davvero idiota aver abbandonato il merchandising, in primis perché hai ucciso sul nascere il valore dell’appartenenza che, è bene ricordare, non si manifesta solo frequentando lo stadio, ma anche, perché no, andando in spiaggia indossando la maglia del Novara o a scuola con un cappellino originale. Ma anche per un discorso meramente economico. E’ oggettivo che la nuova maglia abbia quelle caratteristiche furbe e paracule che piacciono ai tifosi (a tal proposito un grosso ringraziamento a Rullo per aver ascoltato gli inviti a ripristinare lo scudo simil originale gli va fatto), quindi chiedo: è il Vannucci che si è inventato tutta quella marea di post su FB e sul muro in cui la gente chiedeva quando e dove si potesse comprare, oppure sono stati scritti veramente? Ecco, con questa domanda si racchiude il senso di tutto questo editoriale di oggi. Se in Società lo vogliono capire bene, altrimenti ciaone.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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