LE FORMAZIONI AZZURRE: 1931-1940 Storia e memoria

Sette anni in serie B e tre in serie A con due promozioni dalla B alla A ed una storica finale di Coppa Italia persa con l’Inter. Questo è il fantastico bilancio del decennio 1931-40.

Un modulo 3-4-3 per gratificare il migliori giocatori azzurri del periodo.

 

PORTIERE: nato e morto a San Pietro Mosezzo Angelo Caimo ha disputato più di 140 partite in azzurro prima di approdare all’Ambrosiana e vincere il campionato 1939-40. Conclude la carriera ancora in azzurro prima di riparare in montagna con le truppe partigiane durante il periodo delle Resistenza.

DIFESENSORI: Edoardo Galimberti solido difensore, nei primi cinque posti per presenze nella storia azzurra con 340 maglie azzurre in 15 stagioni giocate nel Novara. Virginio Bonati 135 presenze, troncate dal secondo conflitto mondiale nel quale morì a soli 30 anni nel marzo 1944. Per Alberto Mazzucco, terzino sinistro, proveniente dal Casale più di 140 maglie azzurre e sette stagioni con i nostri colori.

    

CENTROCAMPISTI: una delle linee mediane più forti di sempre con Edmondo Mornese centromediano cresciuto nella Sparta che ha collezionato 334 presenze in azzurro prima di andare a vincere lo scudetto con la maglia della Roma. Per Angelo Galli più di 200 presenze in azzurro in tre periodi differenti intervallati da esperienze alla Sampierdanese e al Modena. Un vero monumento del calcio azzurro, Remo Versaldi protagonista in maglia azzurra per quasi due decenni, sempre e solo con il Novara, carriera interrotta dal secondo conflitto mondiale. Interno di centrocampo con il vizio del gol (72 in campionato) giocatore moderno, visse sempre nella sua città fino alla morte giunta nel 2000. Completa la linea di centrocampo con 218 presenze, Teresio Bercellino che in realtà ha molto spesso giocato in attacco. Diventerà padre di Giancarlo, campione d’Europa con la Nazionale nel 1968 e di Silvino giocatore di serie A negli anni 60-70.

              

ATTACCANTI: la linea di attacco degli anni 30 somma più di 200 gol! Marco Romano, il bomber più prolifico della storia azzurra con 98 gol in sole 176 partite, capocannoniere nel campionato di serie B 1934-35; il novaresissimo Ezio Rizzotti 71 gol e 206 presenze per lo sfortunato attaccante morto a soli 31 anni a seguito di una malattia contratta durante la guerra. Solo 111 presenze ma ben 47 gol per Otello Torri anche lui capocannoniere nel campionato di serie B 1937-38.

   

Per tutto ciò che rappresenta e per il suo immenso valore tecnico, l’allenatore del decennio non può che essere l’ungherese Arpad Weisz, vincitore di tre scudetti, guidò gli azzurri in serie B nella stagione 1934-35 costruendo le fondamenta della squadra che l’anno successivo conquistò la serie A.


Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: