Una storia di puttane per strada ritrovate, di profili bassi e di azzurro nel cuore. Editoriale

Carpi è il perfetto emblema delle nostre prime di campionato: una squadra rappresentativa di uno di quei tanti luoghi apparentemente carini ma che, se vai a vedere bene in fondo, non ha da offrire un valido motivo per poterci vivere stabilmente e nemmeno per poterci fare una gita domenicale, visto che lì in zona trovi di meglio. Insomma una Novara più piccola però in Emilia e con una terribile aggravante, almeno per i personalissimi termini di paragone e scala di valore dell’amico Scarda,  ovvero che “non ci sono in giro per strada nemmeno le puttane”. Insomma un posto di merda. (cit Scarda – Gli Italiani Medi 27 agosto 2017)

Incredibile come, quando vieni privato dell’essenza del tifo, ovvero la presenza allo stadio, comprendi come tutto sia relativo. Pure le perle di saggezza e filosofia dell’amico Scarda riportate in un editoriale di quasi 3 anni fa perdono di efficacia in un momento in cui avremmo tutti pagato per essere presenti in quel “posto di merda, con uno stadio di merda in una zona in cui non ci sono nemmeno le puttane”. Quel posto dove sicuramente ieri sera, puttane o non, ci saremmo divertiti, e se è vero che non è ancora stata fatta la storia in termini assoluti, si è certamente consumata un’impresa che tutti noi ricorderemo anche fra qualche anno. Se il senso del mio ultimo editoriale post Renate è stato quello di etichettare questo gruppo come “gli inattaccabili”, quello di oggi vuole dare continuità ad un pensiero dell’amico Filippo Massara de La Stampa, che gli ho sentito esprimere nel post gara su Radio Azzurra: a questo gruppo e a questa Società (poi largamente modificata in corso d’anno), a inizio anno non erano state chieste vittorie, ma una grandissima opera di riavvicinamento emotivo ed empatico con i suoi tifosi, il cui livello non era mai stato così basso in una scala di valore che va dalla bara in curva negli anni 90′ alle diecimila persone in piazza per la serie A. Ecco, quello che non riesco davvero a percepire è quanto la piazza, intesa come bacino potenziale di tifosi che potrebbero seguire il Novara (e non certo noi 1500-2000 zoccolo duro), stia davvero percependo la portata di questa “impresa”. Se abbiano davvero capito il mostruoso lavoro tecnico, psicologico e pure pedagogico che tre professionisti come Pablo Gonzalez, Buba e Bianchi hanno dallo scorso luglio fatto su un gruppo giovane che sembrava composto da ragazzini scappati di casa ma che invece si sono dimostrati seri professionisti che, insieme a giocatori di indubbio valore e futuro garantito come Nardi, Bortolussi, Cagnano e la garanzia Sbraga, hanno onorato più loro la nostra gloriosa maglia azzurra di tantissimi altri rinomati campioni col conto in banca con qualche zero in più e qualche categoria più nobile alle spalle. Chissà se a questa platea potenziale di pubblico è arrivata l’emozione di un Joe Condor felice come quei bambini che hanno ricevuto per la prima volta un regalo inaspettato e per una volta, proprio loro che negli ultimi 5 anni hanno massacrato l’allenatore quotato di turno (spesso a ragione), abbiano però oggi mostrato un po’ di coerenza apprezzando anche solo un poco chi abbiamo oggi seduto in panchina. Per colpa di questo maledetto Covid non ho nessuna percezione che stia davvero succedendo questo. Ed è un vero peccato.

E semifinale sia. Purtroppo siamo già oltre al personale punto di non ritorno tale per cui, una possibile sconfitta venerdì sera, mi vedrebbe comunque felice e soddisfatto. In semifinale uno ci deve credere. Ma delle quattro squadre rimaste è opinione diffusa e ampiamente condivisa che una sola sia la più forte, due siano più o meno uguali, e una sia quel famoso dito in culo che nessuno vuole averci a che fare. Quel dito in culo, magari pure un dito da camionista, siamo noi. E, per quanto mi riguarda è la soddisfazione più grande di questa stagione essere considerati così.

Ora non c’è più nulla da fare se non riproporre il mantra del nostro Ciumi: NSLM – Non Scassate La Minchia. Se per colpa della serie C o della pandemia avete accantonato il Novara Calcio allora continuate a farvi i cazzi vostri così come state facendo da mesi. Mancano 7 giorni alla fine dei giochi, per una settimana (o per 4 giorni se venerdì sarà l’ultima) mi sembra doveroso non alimentare voci, retroscene, chiacchierii, mugugni, news, fakenews, la rava e la fava. Profilo basso e azzurro nel cuore.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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