Noi siamo ancora qua. Eh già Editoriale

Ieri sera, con alcuni amici fuori dallo stadio, si parlava di come, questa assurda situazione, ci abbia in un certo senso consentito di provare le stesse sensazioni che provano tutti quelli che hanno subito un daspo, ma con la non trascurabile differenza della mancanza di implicazioni legali ed obblighi di firma. Non potere entrare allo stadio, ma comunque essere lì nella zona qualche ora prima, e vedere la tua casa che si riempie di steward (chissà per quale buffo motivo poi lo stadio ieri ne era pieno) e addirittura veder arrivare le squadre, è una cosa che genera una serie di sensazioni parecchio brutte. Ci hanno obbligato a non entrare per evitare assembramenti e possibili focolai, e probabilmente è giusto così, ma non guasterebbe anche un po’ più di pragmatismo e logica nel prendere atto che ieri sera, a Novara e in tutte le altre città, micro assembramenti di gente che si è riunita a vedere la partita si sono comunque inevitabilmente creati. Noi saremo stati almeno in 25, altri gruppi di amici in altri locali idem. Estendendo la questione in chiave europea, mi piacerebbe poi capire se, chi è preposto a decidere la chiusura degli stadi, magari sia pure convinto che in Inghilterra non abbiano preso d’assalto i pub per vedersi la partita ma, anzi, ognuno si sia rinchiuso nella propria casa distanziandosi socialmente dai propri congiunti. Che poi, almeno in occasione di una partita, non sarebbe nemmeno una cattiva idea. La verità è che lo stadio vuoto è una merda, vederci poi dentro piccoli gruppetti di persone accreditate qui e là non si sa a quale titolo e perché, lo rende tipico della nostra meravigliosa italianità, ma soffrire come bestie in un locale perché si sa che, se becchi goal, hai già finito di sognare è una cosa che non augurerei a nessuno.

E’ difficile farsi un’idea della situazione dopo la partita di ieri sera. A pelle mi verrebbe da dire che avrei pensato molto peggio dal punto di vista tecnico e atletico. Fisicamente, dopo un inizio blando, mi è parso addirittura di aver visto una squadra in crescita, che ha corso fino all’ultimo secondo di recupero e che, sicuramente, ha dimostrato di poter reggere almeno 60 minuti su 90, cosa che di questi tempi non è da sottovalutare. Va altresì ribadito, a chi sperava nei miracoli, che questo lockdown ha avuto solamente la colpa di sfalsare il campionato e i valori fisici in campo, ma non è che potesse anche essere nello stesso tempo una cura ai piedi storti, o riuscisse a far addirittura tirare in porta Piscitella. Insomma, certi problemi strutturali ben noti si sono ovviamente ripresentati, che però, con un livellamento al ribasso della condizione fisica, possono pesare molto meno rispetto a prima. Non mi sembra infatti casuale che delle 4 partite di playoff giocate ieri sera, ben 3 siano terminate 0-0.

Non ho oggi un’opinione sul nostro futuro. Se devo basarmi sulle percezioni personali direi che, guardando in faccia 6-7 giocatori mentre raggiungevano le proprie auto per tornare a casa dopo la partita, c’è poco da star sereni; non ho sinceramente notato un umore altissimo e una grandissima carica dopo il passaggio del turno. Facce più o meno cupe, poca loquacità nel trasmettere solo il messaggio “è andata dai” , e poca voglia di sorridere, ma potrebbe anche essere dovuto al fatto che fossero davvero stravolti. Non è stato per loro sicuramente facile riprendere dopo 4 mesi con una partita a ritmi comunque non bassi e un clima non certo dei migliori, per cui inutile farsi troppe pippe mentali lanciandoci in interpretazioni del tutto campate per aria. Certo è che, questo periodo, non è sicuramente tra quelli da ricordare in termini di serenità e gioia di vivere in tutto ciò e in chi rappresenta oggi il Novara Calcio, eccezion fatta per Joe Condor che lui, fortunatamente, vive sempre nel suo mondo felice.

Dalla prossima partita non potremo più contare sul nostro migliore giocatore in campo ieri sera, ovvero l’algoritmo che ha riscritto la classifica rispedendo l’Albinoleffe dietro di noi, ed obbligandolo quindi a vincere. Ci toccherà quindi davvero tirare in porta, e fare anche goal. Dei playoff adoro l’attesa da una partita all’altra, perché è proprio quella che ti fa capire che sei ancora in gioco per qualcosa. Probabilmente durerà poco, probabilmente riusciremo pure ad incazzarci magari per uno stretto pareggio strappa applausi che ci manderà in vacanza (come lo scorso anno ad Arezzo), ma intanto oggi siamo ancora qua. Eh già.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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