L’istinto primordiale del bambino Campionato

È un periodo in cui i sussurri e le grida la fanno da padrona nell’assolata pianura novarese… a dire il vero più sussurri che grida perché le grida necessitano di una sostanziosa dose di coglioni ed il popolo novarese ne è notoriamente sprovvisto.
Abbiamo quindi deciso di lasciare ai più titolati professionisti del settore il ruolo da tenente Sheridan (certi che non mancheranno di usare con arguzia la loro penna per vergare, nero su bianco, i sussurri trasformandoli in grida) e dedicarci a quello che ci riesce meglio: parlare di calcio, provando così, almeno fino a quando saremo in ballo coi playoff, ad estraniarci da quel quotidiano stillicidio di notizie borderline tra una verità che ci rifiutiamo di credere e una fake news che non dovrebbe nemmeno trapelare.

Per farlo abbiamo coinvolto Simone Banchieri ( al secolo Jo Condor ) che ha accolto l’invito con quella piacevole gradevolezza ed entusiasmo tipiche dell’uomo di provincia. E Simone, in quella mezz’ora di chiacchierata, ha dipinto, con estrema onestà, un quadro tecnico e tattico che dovrebbe o potrebbe portarci almeno alle fasi nazionali.
Del suo rinnovo, che è avvenuto ben prima del giorno dell’annuncio, non ne abbiamo parlato perché, nella nostra ingenuità di uomini semplici, lo davamo per scontato. Non vediamo infatti per quale motivo, nonostante diversi stracciamenti di vesti degli ultimi giorni, chi è riuscito a portarci ai play off dopo tutto ciò che è stato detto e scritto quasi un anno fa non avrebbe dovuto essere confermato; non dimentichiamoci mai che siamo retrocessi con Corini, con Aglietti, con Di Carlo; non dimentichiamoci che abbiamo fatto pena con Viali e con Sannino .. per cui dotiamoci tutti di una sana dose di realtà e riconosciamo anche a Jo qualche merito nell’aver saputo gestire una barca fatta di un pugno di ragazzini, e quattro o cinque anziani.

Ed è questo il concetto che Simone sviscera sin dall’inizio della chiacchierata sottolineando come l’istinto primordiale del bambino che torna a giocare a calcio sarà l’elemento in più che da martedì vedremo in campo ( o meglio, obtorto collo, in televisione ).
La squadra è pronta; in questi mesi tutti si sono allenati ed hanno rispettato i programmi che erano stati loro assegnati. Evidente che il campo è un’ altra cosa, ma i test fisici della ultima settimana ci consegnano venti giocatori con il medesimo livello dei giorni antecedenti lo stop di febbraio.
Jo sottolinea che ogni elemento ha espresso grande convinzione e voglia di giocarsi questi play off al meglio perché ognuno di loro se li è meritati : ” le prospettive sono ancora belle! ” urla Jo ad un certo momento quasi a volerci convincere ricordandoci, nel medesimo tempo, che questa squadra pur pagando il noviziato iniziale è sempre uscita dal campo con la maglia intrisa di sudore.
In termini tattici Simone conferma il suo modulo sottolineando il fatto che le due sottopunte dovranno essere più accentrate a supporto del terminale centrale; conferma anche che martedì saranno due partite in una e nell’ultima mezz’ora si aprirà una nuova fase ( a seconda del risultato ) perché comunque i 90 minuti nelle gambe mancheranno a molti.
Gli anziani prima e i giovani dopo o viceversa? Lo vedremo martedì a seconda del risultato degli ultimi test .

Quattro mesi senza calcio e stadio sono stati probabilmente troppi per consegnare ai giocatori (e a noi pubblico) quegli occhi della tigre tanto cari a Mimmo Di Carlo, per cui facciamo nostra quella speranza di Simone Banchieri di approcciarci a questi playoff con gli occhi di quei bambini che entrano per la prima volta dentro a un qualcosa di più grande di loro. Ma con quell’incoscienza e voglia di stupire tipica di chi nemmeno si rende conto dell’impossibilità di riuscire in un’impresa oggettivamente inarrivabile ma comunque ci prova. E ci spera pure.

Abbiamo avuto troppo rispetto di Joe Condor per chiedergli un parere su una situazione societaria non chiarissima, ma molto presto lo faremo, questa volta direttamente a chi oggi gli ha rinnovato il contratto. E lo faremo con lo stesso rispetto che, dal punto di vista umano, abbiamo per Simone Banchieri, ma con la fermezza di chi sta iniziando a fiutare qualcosa che puzza e che oggi, chi dovrebbe farlo (l’attuale management), non sta facendo nulla per confondere e mascherare. Il primo segnale di incapacità gestionale in una Società di calcio si palesa proprio quando il quantitativo di voci che si fanno trapelare all’esterno diventano troppe, e ciò che sta succedendo di questi tempi non è un buon segno.

Ma non è ancora il momento di parlare dell’immediato futuro perché è arrivato il giorno che tutti abbiamo aspettato in questi difficili mesi: poter rivedere il nostro Novara in campo. E il nostro compito è solo quello di tifare. Lo dobbiamo a Bortolussi, a Cagnano, a Bianchi, a Buba, a Pablo, a Sbraga, a Nardi e a tutti gli altri che meritano quanto noi di chiudere questa stagione con anche solo con un’ultima piccola soddisfazione e gioia : abbracciarci per un goal e per una vittoria. E chissene fotte se il protocollo lo vieterebbe. Se martedì vinciamo, noi ci abbracciamo eccome.

Ciumi

Claudio Vannucci

(grazie a Matteo Pisoni del Novara Calcio e a Simone Banchieri per la piacevole chiacchierata via whatsapp)

 

 


Analista tecnico delle partite e sfanculatore ufficiale del blog. Convive con una sana passione per le Converse All Star sgualcite e scolorite e per la scarsa considerazione sul genere umano. Severo ma giusto.

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