La maestra Dolores Pensieri e parole

Sono di quella generazione che ancora poteva considerare scontato e normale avere la stessa e unica insegnante dalla prima alla quinta elementare, nel mio caso la Signora Dolores. Brava donna, con una caratteristica: nel dubbio su chi dover dare ragione tra A e B, avevano torto entrambi. Ecco, guardando la conferenza stampa di ieri (in realtà l’ho vista tre volte) mi è tornata in mente lei, e la sua innata capacità di far incazzare tutti. Quando penso ai Rullo, mi sale il crimine se penso a una serie numerosa di individui, emblema del peggio di quella parte di novaresità che più odio. Mi riferisco a quelli che, dal momento in cui la famiglia Rullo ha preso il comando della baracca, non hanno fatto altro che sparlargli alle spalle insinuando nella gente il dubbio che fossero solo una manica di incapaci e delinquenti che ci faranno fallire. E se scrivo questo non lo faccio campando per aria ipotesi teoriche e strane, ma mi riferisco addirittura, solo perché fatto più recente rispetto ad altri, a taluni che al funerale di un ex allenatore delle giovanili, invece di starsene zitti a pregare per lui hanno passato il tempo a buttare merda addosso questa proprietà. E questo è solo uno degli esempi. Amo Novara e i novaresi, ma questa caratteristica di merda che ci portiamo nel dna davvero non la tollero.

Penso tutti i giorni al mio Novara, e pur con tutto l’occhio critico che posso avere, non riesco attualmente a trovare davvero qualcosa di concreto cui potermela prendere con la nuova proprietà. Pronti via hanno fatto una campagna acquisti invernale in linea con le aspettative che mi ero fatto, restituendoci un Novara comunque non certo più debole di prima (poi se qualcuno pensava ad una campagna acquisti faraonica è un altro discorso, e soprattutto un suo problema) e che avrebbe potuto concludere il campionato più o meno ai livelli di quando è iniziato il lockdown. Una proprietà con a capo una persona che, pronti via, si è ritrovata intubata in una terapia intensiva per il Covid, e ci è pure rimasta lì per parecchio tempo. Vorrei vedere voi al suo posto.

Detto questo, e torno alla Signora Dolores, il problema è che non riesco nemmeno a trovare argomentazioni concrete che mi facciano sperare in qualcosa di buono per il futuro. E mi incazzo anche coi Rullo. Questa conferenza stampa ci ha mostrato un management attuale ingiustificatamente nervoso, con in prima linea un’Elisa Rullo che, con tutto il bene che le posso volere, si è dimostrata parecchio debole nel rispondere a sacrosante domande dei giornalisti, un Nespoli che, evidentemente obbligato solo da un contratto  (a termine) ad essere lì presente, ha mostrato un interesse e una partecipazione al convivio pari a ciò che potrei mostrare io in una riunione dell’OMS sulla pandemia, e un Massimo Cianci che dovrebbe ogni tanto ricordarsi di essere Presidente e non porsi sempre con l’aria di quello che sembra ti dica “che cazzo vuoi, vieni fuori che ti spacco la faccia” . O meglio, se vuole farlo prima vinca qualcosa. Credo sia emersa tutta la loro inesperienza nel campo del calcio e, ripeto, un nervosismo e fastidio molto sospetti nel dover rispondere a domande che, ed è bene se ne facciano una ragione, saranno comunque molto presto chiamati a rispondere. Perché è evidente che non potranno ancora molto usare la scusa del lockdown per dribblare le domande sulla cittadella dello sport; è evidente che non potranno continuare a prendere per il culo la gente dicendo che “chi non ci sarà più è perché ha voluto andarsene e non è stato mandato via”, ed è evidente che non possono rimanere in una piazza come la nostra facendo affidamento sul fatto che nessuno parli (spesso a vanvera, ma talvolta a ragione) e che non racconti una sua personale verità, magari prendendoci davvero, sperando pure che la cittadinanza non gli creda. Ecco, alla voce “consigli non richiesti del Vannu” mi permetterei di suggerire loro di far parlare magari un po’ di più Tommaso Leone e Urbano Orlando, che mi sembrano i due coi quali è possibile un po’ di più ragionare e, soprattutto, che mostrino un po’ più di credibilità. Suvvia, keep calm ragazzi, se tutto va bene che motivo c’è di essere così tesi?

Il fatto è che, analizzando le prime novità proposte, mi verrebbe proprio da dire che siamo passati dall’era di quelli che potevano ma non volevano più il giocattolo (e prima di buttarlo lo hanno abbandonato per un po’), a quelli che hanno voluto più di ogni altra cosa un giocattolo ma che non hanno la minima idea di come farlo funzionare. Ho ascoltato dal nuovo capo della comunicazione una serie di novità, condita da inglesismi e concetti totalmente fuori contesto dalla realtà in cui si trovano, cioè la città di Novara. Token, realtà virtuale, giochi virtuali e cose come Esports che, ad essere sinceri, non hanno nulla di innovativo (il Monza ha l’Esports da due anni, quelle di serie A dal 2017) ma sembrano solo un adeguamento ai tempi odierni con una cosa che, non solo non frega una mazza alla maggior parte della tifoseria over 40, ma nemmeno a quella under 30, soprattutto se di Novara. Precisamente, venendo a raccontarci che siamo entrati in una piattaforma digitale con Barcellona e Borussia Dortmundt, che cosa pensavano di ottenere? E nel raccontarci che avremo sinergie col golfo Persico invece? Ecco, io davvero mi sto mettendo di impegno nel credere in loro, che peraltro mi sembrano almeno più simpatici di chi avevamo prima, però penso pure che per loro sia arrivato il tempo di iniziare a fare qualche fatto. Giochiamoci adesso questi play off, ma dal giorno successivo alla partita che perderemo, deve essere chiaro a tutti loro che inizierà l’era dei Rullo e che non potranno più dire “eh ma il lockdown, eh ma dateci il tempo…”.

Vorrei fosse chiaro che, al sottoscritto, interessa poco se è Borghetti che ha tirato su il prezzo e ha fatto il furbo oppure è Leone che gli ha fatto capire di cambiare aria perché tanto non sarebbe più servito (vedete cara Proprietà, le voci a Novara girano, giuste o sbagliate non importa, sto nel mezzo e non sbaglio), ed idem su Jack Gattuso. A me interessa solo avere un Novara Calcio da tifare, serio, credibile, sostenibile e, solo poi, auspicabilmente divertente. Il resto sono cazzi vostri. Per cui, in attesa di vere novità, per ora salutiamoci qui solo con un dolce ricordo della mia maestra Dolores (che spero sia ancora a questo mondo, non ne ho idea); davvero ho capito solo ora che aveva proprio ragione: nel dubbio hanno torto entrambi, e tu incazzati in egual misura con tutti e due. Novaresi del cazzo e Proprietà.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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