(quello che doveva essere) il secondo turno dei fantaplayoff Pensieri e parole

Come anticipato dal titolo ho barato, lo ammetto. Questa doveva essere la cronaca del nostro secondo turno di fantaplayoff. Ma, un po’ perché avevo già deciso di farla finire qua – con il Renate si pensava di renderla ‘atroce’ (cit. Sartorio) con gol di Pinzauti al 91’ e pareggio + fine del sogno al 93’ – un po’ perché diventa comunque stucchevole continuare a inventare cazzate su qualcosa che mai si verificherà e per cui mai ci sarà controprova, un po’ perché l’ultimo   articolo del Vannu col suo sano realismo ha tolto quel poco di voglia che ancora avevo di sognare ad occhi aperti, questo pezzo prenderà un’altra piega.

Arrivati al 9 maggio, da quasi 3 mesi all’asciutto di partite, e con la certezza che almeno fino a dopo l’estate, e chissà in quali modalità, di calcio non se ne parlerà nemmeno lontanamente, il mix di sensazioni è strano.

La prima parola che mi viene in mente è grazie: grazie al gruppo Gasparini che, anche se nei suoi componenti metà delle partite non ha avuto rappresentanza (a parte il sottoscritto 😊) e l’altra metà è rimasto a bere al Piazzano ben oltre il fischio iniziale, rimane un punto di riferimento per i miei pochi momenti di svago ed evasione dal menage familiare.

Grazie al team del blog, che mi ha accolto come uno di loro e che mi ha fatto riscoprire il piacere di scrivere di Novara dopo tanti anni, per giunta nello stile cazzaro che così bene mi si confà.

Grazie a questo Novara edizione 2019/2020monco. Perché dopo qualche stagione in cui, pur venendo allo stadio quasi per abitudine, facevo fatica a trovare gli stimoli (a parte quando c’era da insultare qualcuno), è riuscito in un qualche modo romantico e old style a farmi di nuovo innamorare di questa maglia che portiamo dentro. L’ho capito alla prima giornata, quando ho pianto al gol del Ricky, ricordandomi di quando alla San Giacomo lo imbucavamo ai tornei estivi dei ’97.

Grazie a Piscitella, che l’ho un po’ preso per il culo per la storia dei doppi passi, ma alla fine ero quello che gli urlava ‘dai che arriva’ ogni volta che passava sotto e non aveva ancora segnato

Grazie a Bortolussi: 10 gol con questa squadra, con questo modulo e con il lavoro sporco aggiuntivo fatto ad ogni partita sono tanta roba. Spero che rimanga qui l’anno prossimo, perché ha ancora tanto da farci vedere.

Grazie a Pablo e a Buba, che anche se non sono più quelli di qualche anno fa mi hanno fatto sentire orgoglioso ogni volta che li ho visti indossare la nostra maglia

Grazie anche a Pinzauti, che poraccio l’ho un po’ massacrato anche a lui, ma se il mister a un certo punto gli ha preferito addirittura Pinotti e entrava gli ultimi 10 minuti, di miracoli non ne poteva fare

Grazie ai Cagnano, ai Pogliano e agli altri nuovi, arrivati da perfette scommesse e dimostratisi elementi più che affidabili: firmerei adesso per tenervi tutti qui anche la prossima stagione.

Grazie ai nostri bimbi prodigio, Nardi e Barbieri, che difficilmente resteranno con noi l’anno prossimo, ma sicuramente si ritaglieranno un posto nel calcio che conta

E infine grazie a tutti i cuori azzurri. Grazie per farmi sentire a casa ogni volta che mi metto in fila ai tornelli, ogni volta che faccio il pezzo dall’ingresso al mio posto in rettilineo e saluto sempre i soliti, sempre con il solito gesto del capo o con la strizzata d’occhio, che equivale ad un metaforico ‘mettersi l’elmetto’ e scendere un’altra volta in battaglia per i nostri colori, a modo nostro, per quel che possiamo.

Noi che ci si guarda negli occhi e ci si riconosce, noi della stessa razza, forse un po’ induriti dalle sofferenze degli ultimi anni ma con quella passione che non si spegne

Torneremo a tifare, a esultare e ad emozionarci assieme, lo so.

Jacopo


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