BARCELONA, SPAIN - NOVEMBER 27: Empty seats are seen in the stands during sunset prior to the UEFA Champions League group F match between FC Barcelona and Borussia Dortmund at Camp Nou on November 27, 2019 in Barcelona, Spain. (Photo by David Ramos/Getty Images) Pensieri e parole

Ammettiamolo, con coraggio ma ammettiamolo!!

I calcio a porte chiuse è l’ultima frontiera oltre la quale non può esistere il gioco del calcio se non sulla Play Station.

E forse un po’ ci assomiglia pure.

Certo che per coloro i quali lo stadio, vuoto per giunta, lo vedono solo quando ci passano davanti per andare a fare la spesa, non cambia nulla, ma per tutti quelli che aspettano il fischio d’inizio della partita come il naturale sfogo di una settimana di attese costruita sulle ansie crescenti, lo stadio manca, eccome.

Però fare qualche piccolo sforzo per scovare qualche lato positivo, penso sia esercizio utile e propedeutico a favorire una proficua riduzione della crisi di astinenza da stadio.

Il tutto inizia subito dopo il fischio finale quando torni a casa e moglie, figli, nipoti, parenti che non vedi da trentacinque anni, il vicino di casa, ti propongono nell’ordine: andiamo in motagna domenica, usciamo a pranzo nel monferrato, vieni a vedere la gara di tiro con l’arco, sono un paio di anni che non ci vediamo e domenica siamo nei paraggi, organizzo un bel pranzo di condominio io faccio la paniscia alla calabrese con l’anduja. E tu timidamente rispondi che no, non è possibile, domenica gioca il Novara, non puoi sei chiamato dal tuo senso del dovere ad essere presente all’evento. 

“Ma gioca in trasferta” ulula la platea spazientita. “Certo, la platea ululì e il Novara gioca ululà, e io devo andare ululà dove gioca il Novara”.

Ecco, tutto questo non esisterebbe se il calcio fosse giocato sempre a porte chiuse, quindi potresti fare tutto quanto di cui sopra comodamente a casa tua, ossequiando in una sola botta tutte la richieste, tanto con le raffinate conoscenze videotecnologiche che possiede mio genero, che quando c’è da mangiare non manca mai, io sono apposto, che si giochi pure, in casa o fuori fa lo stesso, io sono a posto. Allo stadio? Ma va la, patacca che non dei altro, io da casa, benedette porte chiuse, mi concedo persino il lusso di scegliere il calice adatto a quel che sceglierò di bere: questo va bene per la Montina satèn, quest’altro per il Valbona di Matelica … no, meglio un prosecchino che con l’aggiunta di un ditino di Camparino fa tanto turbospritz. Allo stadio mica ce le hai queste possibilità, vuoi mettere quel caffè o quel teuccio che con una bustina ne fanno una tanica da 10 litri?  E le patatine e le noccioline? dai, non c’è paragone, su!!!

Per non parlare della vestizione che ti prende tutta la mattina della domenica: cominci con le previsioni del dottor Bernacca alla tele, poi esci sul balcone con il termometro in mano, scruti l’orizzonte per verificare se si vede, intravede, non si vede, si intuisce appena il Monterosa sullo sfondo, che dietro c’è la Svizzera, quindi dopo aver elaborato tutti questi dati e essere giunto alla conclusione che farà un freddo della madonna, dall’armadio estrai nell’ ordine: calze di lana pesante, calzamaglia da sci, fascia paraorecchie in pile, cuffia, felpa dell’Alcarotti, pantaloni in velluto lanato a costa grossa, maglia e giacca a vento termica, sciarpa del Novara, tuta e stivaletti  antipioggia della moto si sa mai piovesse.

Alle 08:05 sei già vestito, alle 11: 07 parti per lo stadio, alle 13: 45 ti presenti al tornello e il povero steward che deve perquisirti si mette le mai nei capelli e subito dopo presenta la lettera di licenziamento, alle 14: 45 entri in R7 e ci sono 29 gradi cosi inizi a spogliarti. 

E il ritorno? Vogliamo parlare del ritorno in auto verso casa, obbligato in coda ad ascoltare le interviste su Radio Azzurra di Danny Fadanni, che chiede a Banchieri se ha digerito la cassoeula mangiata al Circul dla Crava e a Tommasino Barbieri se ha finito la collezione  dei Rollinz dell’ Esselunga?    

A porte chiuse, vuoi mettere sul divano con un playdino sui piedini o il condizionatore visco se fa caldo? Non c’è paragone, dai, a porte chiuse è molto piü bello.

Nonnopinocchiopipo  


Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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