Senza calcio e senza Pasqua Pensieri e parole

Che strani rimbalzi compie il pallone ai tempi del coronavirus.

La disputa in Europa si è spostata sull’asse che va dal liberi tutti al come e quando si possa riprendere.

E mentre il calcio si è fermato persino nella terra che l’ ha concepito, in barba al pastore del gregge rifiutato persino dal virus che, dopo averlo infettato e guardato in faccia, è scappato a gambe levate, ci prepariamo ad altri quindici giorni di clausura. 

Intanto il mondo si è fermato, e ora riflette se aprire le porte ai tifosi, mentre in diversi paesi dello sterminato continente asiatico, il campionato prosegue regolarmente, vedi Cambogia, Indonesia, Bahrein, Singapore, Nyanmar, e ai più a noi vicini (si fa per dire), Turkmenistan e Uzbekistan, la cui nazionale, sino allo scorso anno, era allenata dall’Hombre vertical Hèctor Cuper.

Ma il vero capolavoro lo ha fatto il biondo negazionista “miricano” che, dopo aver guardato tutti dall’alto al basso, si è visto costretto a fermare tutti gli sport nazionali, dalla NBA alla Major League Soccer.

E come lo è per tutti i campionati e coppe europee, sconosciuta è ad oggi anche la data di ripresa del campionato ungherese, dove milita, nelle file della Honved, il 33enne Davide Lanzafame, figura assai discussa che nel 2016 ebbe l’onore mal riposto di vestire la nostra maglia. Nella Honved di Budapest bissò il campionato vinto con l’altra squadra della capitale magiara, il Ferencvàros, vincendo per due volte il titolo di capocannoniere. Intanto, nel 2019, il varesotto trainer Sannino, sostituto di Viali poi risostituito dal medesimo, nel giugno dello scorso anno è approdato in Ungheria proprio alla Honved, giusto in tempo per meritarsi il titolo di “untore” dopo essere rientrato a fine febbraio dall’Italia. Lui così simpatico, stranamente poco gradito dalla dirigenza che lo aveva contrattualizzato, dopo aver chiesto “pieni poteri” che di questi tempi in terra magiara è diventata un’abitudine, ha rescisso contestualmente il contratto con la dirigenza locale.

In Francia, invece, il Lione prossimo avversario nella gara di ritorno degli ottavi di finale della Champions League con la Juventus, ha pensato bene di mettere tutta la truppa in stato di disoccupazione al 70% lordo di stipendio, mentre in terra elvetica, precisamente a Sion, nove giocatori della rosa, hanno preso malissimo il taglio di stipendio deciso dal presidente Christian Constantin, il quale non si è fatto intimorire e in un attimo li ha licenziati tutti. Le parti si troveranno sicuramente a discutere in tribunale.

Comunque noi, la si metta come si vuole, siamo sempre quelli destinati a interpretare il ruolo di protagonisti incolpevoli in quella barzelletta in cui qualcuno dice : “devo darvi due notizie, una bella e una brutta; quale delle due volete che vi dia per prima?” … ecco preferisco partire da quella bella che conferma il buono stato di salute del nostro Patron Maurizio Rullo, a cui vanno i nostri migliori auguri di una completa e definitiva guarigione.

… quella brutta? L’ implicazione dei nostri vertici societari nell’indagine svolta dai Carabinieri Forestali, riguardo la bonifica dell’area ex Bemberg di Gozzano. Non c’entra nulla con il Novara, d’ accordo, ma un po’ di ansia a sentir parlare di denunce e cose simili la si prova comunque, anche perchè gli sciacalli sono sempre pronti a scagliarsi sulla preda, sciacalli dai quali sarebbe opportuno guardarsi molto più seriamente rispetto alla denuncia di cui sopra.

Auguro al Presidente Marcello Cianci, a nome mio e di tutta la redazione, una immediata soluzione positiva della vicenda 

Buona Pasqua a tutti, per quanto possibile e concesso.

Nonnopipo  


Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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