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Pensieri e parole

Nuaravirus

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E se scoppiasse il Nuaravirus 1908?

Sarebbe bello, sicuramente. 

Diecimila persone infettate dallo stesso virus che vengono costrette a passare la quarantena allo stadio Piola quando gioca il Novara ! Fantastico, fantastico e stupendo vedere chi mai si è interessato al Nuara, o che ha assistito alla prima partita in occasione del Novara day, al costo pazzesco di due euro, tentare in ogni modo di infettarsi. Bisogna aiutarli, non c’è dubbio, serve intervenire immediatamente per allargare il più possibile la zona del contagio. 

Perché è proprio quando giocano gli azzurri che il virus si manifesta nella sua massima virulenza. Tutti infettati, untori che durante la settimana vanno in giro per la provincia a contaminare tutto ciò che incontrano, sapendo che non esistono e mai esisteranno, nemmeno in via sperimentale, antidoti o vaccini che possano salvare chi verrà a contatto con il virus azzurro.

Qualcuno già infettato da tempo, sarà incaricato di colonizzare il Nuaravirus anche in trasferta, con il compito di diffonderlo anche in altre città: ma a questo, da tempo immemore, già ci pensano i Nuares.

L’unica richiesta rivolta a coloro che intendano infettarsi di sicuro è la precauzione; difatti viene consigliato dagli esperti di indossare sempre almeno un indumento specifico, riconducibile al Novara Calcio 1908, tipo una maglia azzurra, un cappellino ( meglio se del Coordinamento), una sciarpa ( meglio se di “quelli dell’Alcarotti”).

Intanto verranno effettuati tamponi per individuare chi non risultasse ancora infetto, anche se, inevitabilmente, questa procedura porterà alla luce, individuandoli, tutti coloro che risultassero affetti da virus provenienti da altre realtà, capaci di mimetizzarsi e confondersi con il già presente Nuaravirus: per questo tipo di paziente scatterà immediatamente l’ obbligo di sottoporsi a un trattamento intensivo di “disintossicazione” che lo obbligherà ad assistere non solo alle partite del Novara, ma anche a tutti gli allenamenti degli azzurri. 

Per quanto riguarda i nuovi casi, riluttanti e resistenti al Nuovo Nuaravirus, il trattamento, verrà effettuato in gruppi di dieci presso la struttura attrezzata di Novarello in regime di ricovero, in cui gli aspiranti infettandi verranno sottoposti alle cure del Dottor Barbero che li sottoporrà alla lettura forzata degli ultimi duecento editoriali da lui firmati sulle colonne di “forzanovara.net“. Purtroppo sarà proprio durante questa prima fase del trattamento che si prevedono le maggiori perdite. I sopravvissuti saranno successivamente intervistati da Danny Fadanni che verificherà l’avvenuto monocontagio del paziente. Per i rimanenti casi in cui il paziente necessitasse di particolari cure o trattamenti risolutivi, è previsto il ricovero presso la clinica specializzata “Novarasiamonoi” nel reparto di terapia intensiva, diretto dal noto infettivologo e epidemiologo Professor Ciumi, il quale sottoporrà i pazienti alla terapia dei vaffanculo. La successiva convalescenza servirà al paziente ormai infettato, a portare a termine la fase di un completo recupero.

Al fine di favorire il totale recupero psico fisico e prima di essere dimesso, il protocollo prevede che il paziente ormai irrimediabilmente infettato dovrà frequentare un corso di lingua dialettale novarese quale rafforzamento all’avvenuto contagio, teso a favorire la produzione naturale di quegli anticorpi necessari a difendere nel tempo l’infezione stessa appena contratta. Verrà mostrata l’esatta dizione della vocale “ü”, tanto importante per mandare correttamente, chiunque non risultasse infetto dal nuovo Nuaravirus, a “da via al cü”. Sono in corso trattative con un docente qualificato in lengua nuaresa. 

Intanto è doveroso invitare coloro che non sono ancora riusciti ad infettarsi a stare calmi e di non generare panico in modo irresponsabile, evitando di assediare gli esercizi commerciali nei quali vengono venduti generi di prima necessità quali magliette, sciarpe e cuffie recanti i loghi azzurri.

Si prega altresì di evitare di rivolgersi al Pronto Soccorso di Novarello per sapere se purtroppo non siete ancora positivi al Nuaravirus. A tal riguardo verranno predisposte postazioni volanti in grado, dopo una serie di necessarie verifiche, di stabilire l’ avvenuto contagio. Tali strutture saranno facilmente identificabili essendo presidiate da cartonati raffiguranti i più grandi giocatori portatori sani del Virus azzurro.

In una nota di agenzia la nuova proprietà del Novara Calcio 1908 rende noto di aver effettuato tempestivamente tutti gli accertamenti necessari all’ individuazione della presenza del Nuaravirus, catalogato scientificamente con la sigla NOVA1908, i cui risultati dimostrano, per ora, una discreta positività al virus. La nota continua specificando che i Rullo affermano per il futuro, di profondere il massimo impegno finalizzato al raggiungimento del più alto livello possibile della loro positività al Nuaravirus, e di non lasciare nulla di intentato affinche il contagio possa espandersi a dismisura, toccando zone sino ad ora mai raggiunte.  

Sono sicuro che ce la faranno, e, augurando loro di infettarsi dalla testa fino ai piedi, fisso immediatamente l’appuntamento del prossimo esame di controllo alla fine del prossimo calciomercato. 

È notizia di poco fa che il Policlinico di Monza, sollecitato dalla stampa locale, ha reso noti i risultati del tampone a cui si è sottoposto volontariamente il dottor Massimo De Salvo, tali riscontri hanno rilevato una lievissima traccia di Nuaravirus in via di estinzione.

Nonnopipo 

     

 

Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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Quelli dell’ alfabeto

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Chissà dove si trovavano domenica sera, verso le 20 circa, i tre sfasciacarrozze!

Uno, il più pirla, nonostante la giornata festiva, ripassava sul libro di grammatica l’alfabeto, libro in cui non si sa perchè, mancava la pagina relativa alla lettera A. 

Povero rimba, rivolgendosi al libro che teneva tra le mani e vagando da una clinica all’altra, con indosso un’ armatura da Guerriero in puro PVC riciclato dall’altro pirlone che gli è succeduto, ripeteva ossessivamente “io te l’ ho tolta io te la dovrò ridare”. Pare che il volume lo avesse mandato a cagare poco prima che il camioncino dell’ ASSA locale, preposto alla racolta della plastica, lo caricasse nel vano posteriore, dove lui per altro, si trova da dio, anche se la tipologia di rifiuto di cui lui fa parte, non viene raccolta da nessun automezzo in quanto è sufficiente tirare l’acqua.

E poi, inevitabilmente, ci si domanda che cosa facesse il ventidue sera quello che da grande aspirava a diventare “al rutamàt da Nuara”, ma per nostra sfortuna, aggiungendo solo la lettera “L“ alla preposizione semplice “da”, trasformandola in preposizione articolata, si intuisce immediatamente che la definizione così variata non lascia spazio a dubbi: “al rutamàt dal Nuara”.

In fin dei conti come per il pirla di cui sopra, sempre di alfabeto si tratta.

Del fu presidente successivamente nominato invece non voglio parlare, in quanto non vorrei sparare sulla crocerossa.

Presidente!!! Presidente come lo fu Santino Tarantola, ma vi rendete conto??!! Il Pirla di cui sopra, in pratica il Bimbominchia , ha venduto il Novara Calcio nato nel 1908, a uno che ha successivamente nominato Presidente un personaggio che definire stravagante è il minimo sindacale. Un po’ come se l’Avis incaricasse il Conte Dracula di custodire e gestire le sacche di sangue offerte dai donatori. Per fortuna ci ha pensato la guardia di finanza a controllare la busta della spesa dell’ ignobilmente nominato presidente, il cui nome solo per caso o per culo non è Mino, togliendocelo dai coglioni.

Ma l’ultimo arrivato in termini di tempo e di farsa e bizzarria è senza dubbio il “figàt da prima categuria”. 

Uno che pone la gnocca al centro dell’universo, mica come il pirla che in testa ci ha solo le cliniche italorumene e il rutamàt che invece gode come un riccio a sfasciare tutto ciò che contiene ferro, oltre alla squadra di cui era proprietario.

Lo sgherro con la faccia di Eli Wallach in “il buono il brutto e il cattivo”, titolo che con la sua eventuale presenza nel cast sarebbe cambiato in “lo stronzo il brutto e il cattivo”, è uno che non scherza mica eh!                            

Con la sostanziale differenza che Tuco era simpatico, mentre il figàt in fatto di simpatia, faceva concorrenza agli effetti del vaiolo sul culo rosa delle scimmie.

Pare che, secondo alcune voci provenienti dal segmento Auto-figa, il figàt di prima categoria avesse scelto il Novara per compiere in un colpo solo il salto quadruplo dalla prima categoria alla serie C, bypassando promozione, eccellenza, serie D, per fregiarsi della nomea di “figàt” di serie C anche nel mondo del calcio, per poi contendere il titolo di figàt di serie A al mitico Silvio, nel frattempo divenuto proprietario, con il suo preservativo personale, del Monza militante in serie B.

Pare che il new figàt avesse già da qualche tempo assunto a tempo pieno una igienista dentale.

Simpaticone il Pavaminchia, uno che sceglie il colore della fuoriserie con cui uscire, in funzione del colore dei capelli della gnoccolona che siederà sul sedile del passeggero.

Vi chiederete il motivo per cui, ultimamente, in qualsiasi mio articolo che appare su questo blog, sia esso sottoforma di poesia dialettale o in dolce stil novo, o semplicemente in chiave ironica (ma non troppo) come questo, i protagonisti risultano essere sempre loro. 

Ebbene, uno di questi ultimi pezzi si intitolava “Per non dimenticare”, ecco, io che ho imparato dal tempo trascorso a dimenticare in fretta torti subiti e anche grossolane ingiustizie, nonché a passare sopra a scorrettezze varie usando pazienza e comprensione, con questi tre o quattro personaggi proprio non ce la faccio, chissà, magari un giorno riuscirò a dimenticarli serenamente, per ora posso solo dire loro che, prima o poi, un sorriso li seppellirà. 

Nonnopipo 

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Godiamoci la festa

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Sarà anche lapalissiano ma vincere non è mai facile, ed al riguardo cito una lista di società che non potevano non vincere ed invece sono rimaste al palo: Casale, Sanremese, Legnano, Ravenna, Athletic Carpi, Arezzo, Torres, Casertana, Sambenedettese. Forse ne ho anche dimenticata qualcuna ma il concetto non cambia, nulla è dovuto ed il solito refrain che recita “questa squadra non c’entra niente con la serie D” è pura sterile retorica. I successi si conquistano sul campo attraverso la costruzione di una società seria e competente e questo il Novara FC lo ha fatto.

Qui non si tratta di autoincensarsi ma di riconoscere i meriti con la consapevolezza che qualche critica ci possa essere senza essere tacciati di pessimismo. Il presidente Ferranti ha ragione quando dice “godiamoci la festa” perché il carpe diem non può essere posposto ad altri
momenti. L’entusiasmo genera entusiasmo ed il vero obiettivo è non disperdere questa carica positiva e sono convinto che
l’empatia di Massimo Ferranti possa portarci ad altre soddisfazioni. Forti e convinti per raggiungere obiettivi importanti senza facili proclami ma con la certezza e la solidità del Novara FC.
Siviersson

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Torneremo in serie C

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Il coro “torneremo in serie C” è come la mano di Mario Brega: “po esse fero e po esse piuma: oggi è stata piuma”. Domenica è stato bellissimo pensare al coro torneremo in serie C, quella serie C che quattro balordi senz’anima ci hanno fatto perdere un anno fa insieme alla nostra storia che ancora ci devono restituire.
Ma come sarà la serie C 2022/23? Ipotizzando il mantenimento del format attuale, saremo inseriti nel girone A e anche se i play off e play out sono ancora in corso possiamo già prevedere quali saranno le nostre rivali:

Padova (se non riuscirà a vincere i play off)
FeralpiSalò
Renate
Triestina
Lecco
Pro Vercelli
Juventus U23
Piacenza
Fiorenzuola
Pergolettese
Pro Patria
AlbinoLeffe
Virtus Verona
San Giuliano City (promossa dalla serie D)
Mantova
Trento – Pro Sesto – Seregno – Giana Erminio (due di queste retrocederanno ai play out)
Pordenone
Alessandria/Vicenza (una delle due retrocederà anche se c’è la possibilità che retrocedano entrambe)

Si prospetta quindi un campionato molto competitivo con il Padova nettamente favorito insieme ad Alessandria o Vicenza oppure ad entrambe ma anche la Triestina con la nuova proprietà da un miliardo di dollari e la solita FeralpiSalò da anni ai vertici del campionato di serie C che potrebbe essere il nuovo Sud Tirol.

Non vorrei mettere pressione al Presidente Ferranti in un momento così bello e giustamente di grande festa ma se vuole mantenere la promessa fatta a febbraio e ripetuta in queste ore di puntare senza esitazione alla serie B già il prossimo anno, deve correre perché il Padova ha fallito l’obbiettivo del primo posto pur avendo in rosa gente come Ceravolo, Bifulco, Jelenic, Chiricò, Dezi, Germano, Donnarumma (il fratello) per non citare Ronaldo Pompeu da Silva che da noi ha fatto disastri ma che a Padova ha avuto un rendimento da top player. Per puntare alla serie B il livello dei giocatori deve essere alto quanto quello del Padova. Quello di Alessandria e/o Vicenza e Triestina non sarà più basso, anzi.

Ho amato la banda di ragazzini guidata da Banchieri che si barcamenava per un posto nei play off e mi andrà bene qualsiasi squadra che onorerà la maglia e batterà la Pro Vercelli. Il gruppo che ha conquistato la serie C merita riconoscenza e fiducia e bisogna solo ringraziare il Pres per la passione e i soldi che sta mettendo dentro la nostra maglia ma visto che l’obbiettivo della promozione in serie B è stato fissato da lui è lecito chiedersi quanti dei giocatori dell’attuale rosa sono pronti ad affrontare un campionato professionistico (per molti sarà il primo) e soprattutto quanti dell’attuale rosa hanno le qualità per vincerlo.
Vincere il campionato di serie C è una cosa seria e molto costosa, ci vogliono quelli come Motta e Tesser, Lisuzzo e Fontana, Gemiti e Shala e soprattutto una base di giocatori seri e affidabili forgiati da anni di delusioni, vittorie e strizzate di palle di un certo Sergio Borgo.

Ora è tempo di festeggiare e ringraziare chi ci permette di andare allo stadio a tifare per i colori azzurri. È tempo di lasciare per sempre questa categoria di merda con campi e squadre di merda, magari vincendo lo scudetto, giusto per lasciare un ricordo definitivo ma una riflessione sull’opportunità di un all in immediato o una costruzione dal basso, forse sarebbe opportuno farla.

Depa

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