Editoriale ma non troppo Editoriale

Non è la prima volta che mi capita di sostituire la firma del Vannu con la mia nel consueto editoriale post gara, è già successo qualche anno fa, e come scrissi allora, confermo oggi, che è un po’ come sostituire Rocco Siffredi in un film porno.

E si, proprio così: perchè mentre l’attore, che possiede un “lungo argomento” da esibire nei suoi film non fatica a stare in scena, il sottoscritto più che qualche cazzata su questo bolg non ha mai scritto, anche se, detto tra noi, e che non lo sappia il Vannu, cosa cazzo di serio ci sia da scrivere non lo so proprio.

A parte che ultimamente questo “giornale” è diventato un gran casino: le pagelle, ad esempio, si fanno a settimane alterne, come gli interventi nelle gallerie e sui ponti autostradali dei Benetton, adesso che si sono accorti che la rete da lor gestita è un pericolo costante. 

Inoltre bisogna considerare la cura dimagrante imposta a “le pagelle ignoranti” dal Super Direttore Gran Capo il Vannu, unitamente al suo compagno di merende, vice caporedattore il Ciumi, difatti prima ogni giocatore aveva la sua bella dose personale di giudizi ignoranti, ora si esprimono analisi generaliste e qualunquiste ai vari reparti, fatto salvo per Joe Condor che si becca i suoi personalissimi cazziatoni. 

E succede poi che lo spazio riservato all’ analisi tecnica, governata a colpi di vaffanculo dall’ Eccellente vice Capo redattore il Ciumi, viene occupato clandestinamente dall’ ultimo acquisto del mercato invernale, il Jaco, a cui mancano due lettere , la p e la o, per completare il suo nome, in ossequio alle linee di risparmio imposte dal Mega direttore il Vannu, noto per avere il braccino corto ridotto oramai a moncherino.

Si aggiunga l’eliminazione  coatta delle pagelle in dialetto voluta dal Magnifico Direttore il Vannu e avvallata dal suo Vice, che ha disorientato non poco quei dodici lettori in grado di capire quanto scritto in Nuares, e si può individuare facilmente la linea di galleggiamento, superata la quale si va a fondo.  

E adesso che di sassolini nella scarpa non ne trovo più, posso anche serenamente perdonare in anticipo il Gran Capo Redattore il Vannu, a cui non più tardi delle 03:00 di lunedì p.v. se questo pezzo che aspira a comparire sotto la dicitura “editoriale”, non venisse pubblicato, citofonerò per chiedergli se lì abita un despota, censore e dittatore. Mi scuso sin d’ ora anche con la di lui Gentil Consorte Signora Mariani alla quale va tutta la mia solidarietà.

Detto ciò, e dopo aver riequilibrato la cava di ghiaia in riva al Ticino, posso tranquillamente affermare che ho visto più i Ciancirullo int un més che al Dutur De Salvo in vündas ani.

Vi chiederete quale potrebbero mai essere i motivi che mi hanno spinto a scrivere questa ultima frase in lingua novarese (perchè di lingua si tratta); Ve lo dico subito: innanzi tutto per i dieci lettori rimasti che capiscono il dialetto ( due nel frattempo sono deceduti), e poi perchè quando mi incazzo am vegna püssè ben fal in dialèt, cusì da pudé mandà a da via ‘l cü un quai vün, che ‘tant a Nuara l’è mia cunsiderà un’ ufesa.

Adesso che mi sono sfogato riprendo il filo del discorso nella lingua dell’Alighieri, anche perchè qualche inutile puttanata sulla partita dovrò pur dirla anch’ io, o no?, posto che, fatte salve le defunte pagelle in dialetto, di puttanate il blog è pieno, al punto di riuscire nell’intento di stizzire la stampa ufficiale, quella seria, quella che recita la santa Messa negli spogliatoi del dopogara, avendo impartito le confessioni durante la conferenza stampa prima della partita.

Ah, dimenticavo, la partita … già, la partita … ma … quale partita? Ah si il Gozzano!

Dunque, la giornata è stata caratterizzata dai seguenti episodi:

Durante la fase di riscaldamento, si è notato il patron Rullo discutere in mezzo al campo con Mister Joe Condor riguardo le posizioni che i giocatori avrebbero dovuto tenere in campo e i movimenti che avrebbero dovuto effettuare. Il curioso gesticolare del proprietario del Novara non lasciava dubbi sull’argoneto in discussione, quando il Mister, improvvisamente, mollava in mezzo al campo colui che caccia i soldi, per recarsi sotto il rettilineo a salutare Ciumi, il quale a sua volta ne approfittava per consigliare al Mister come impiegare al meglio i giocatori. Ci mancava che Joe chiedesse pure quale vino abbinare alla bagna cauda, che la moglie gli avrebbe preparato per cena, che il quadretto sarebbe stato perfetto, posto che Ciumi capirà si di calcio, ma relativamente al vino ci azzecca quanto i congiuntivi in bocca all’attuale allenatore dell’Inter. 

Certo che la differenza con De Salvo, il quale telefonava dalla Romania con tre settimane di ritardo per discutere come impostare la gara di tre settimane prima, è abbastanza evidente.

A fine gara, negli spogliatoi, girava una voce insistente che insinuava la possibilità  da parte della Lega Pro di non omologare il risultato della gara contro i lacuali, non ritenendo umanamente possibile che due dei quattro gol fossero stati marcati dal Capitano numero 10 Novarese. Solo in seguito a una telefonata intercorsa tra gli ispettori della Lega e il direttore di gara, il risultato veniva confermato.

E finalmente concedetemi una piccola soddisfazione: abbiamo trovato una squadra con un centrocampo più basso del nostro. Son soddisfazioni.

E intanto mentre la Elisa si provava le scarpette dello Stefanelli e i venti tifosi provenienti da Gaudianum, traducibile letteralmente come “luogo di godimento”, ritornavano tranquilli in riva al lago, noi si agganciava il Siena al quinto posto … direi che non è affatto male … anche se il Gran Direttore, Il Vannu questo articolo non lo pubblicherà mai … spero almeno che l’Elisa perda una scarpetta.     

Comunque se volete sapere o approfondire qualsiasi cosa, aspettate Sartorio, il Ciumi e Jaco, parchè mì son trop gnürant, furse anca püssè di pagèli.

E ca sia ben ciar, l’ho scrivü in dialèt!

Nonnopipo    


Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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