Cresciamo insieme Editoriale

È sempre più complicato mantenersi lucidi in una situazione come quella in cui ci stiamo trovando da qualche settimana. Una squadra alla quale non è stato chiesto nulla, se non impegno e dedizione, si trova oggetto di un cambio societario con conseguente ed inevitabile carico di responsabilità e aspettative aumentate che non trovano però conferma nei risultati e, più in generale, in un mercato di riparazione abbastanza neutro. Una squadra, poi, che da qualche partita si comporta in campo esattamente come ci saremmo aspettati tutti qualche mese indietro, ma alla quale oggi non riesce più di vincerne una manco per sbaglio, nonostante ci provi a farlo. Infine, una nuova proprietà che comunque non ha operato in maniera pessima sul mercato in termini assoluti (Cisco appare più forte di quello che pensavamo, il portiere non è certamente peggiore di quello che avevamo e le cessioni sono toccate solo a chi, oggettivamente, non giocava e non era funzionale al progetto), ma che non ha scaldato i cuori e, soprattutto, è stata percepita come incoerente rispetto a qualche esternazione un po’ troppo sopra le righe che ha generato aspettative superiori nella piazza. Tre fatti difficili da digerire nella pancia di una comunità che ha nel suo dna di tifosi una linea di demarcazione parecchio sottile tra il tutto bene e il tutto male andate a fare in culo.

Se la mia impressione di un giocattolo che si è rotto trova ieri nuove conferme, c’è da dire che ad essersi rotto appare ora anche il carrozzone del girone A della serie C. Il 90% delle partite termina ormai con un pareggio che, di base, scontenta tutti perché aumenta i rimpianti generalizzati per una classifica che sarebbe potuto essere ma che non è. Questo è un bene perché, a fronte di un passaggio a vuoto come il nostro che si sta prolungando per troppo tempo, ne consegue comunque un mantenimento a galla in una posizione di classifica accettabile e assolutamente dignitosa, che oggi è la sola argomentazione che riesco a trovare per non iniziare a mandare a fare in culo tutti, come forse qualcuno si meriterebbe, e come in passato avrei già fatto.

Mi trovo, infatti, ancora più d’accordo e in linea col Cianci pensiero, perché fino a quando si alzeranno sempre le spallucce e si tornerà a casa da queste trasferte con commenti al limite del democristianismo anni 70′ quali “eh vabbè portiamoci a casa questo punticino” non andremo mai da nessuna parte. Nella vita le persone si dividono tra quelle che pensano in grande e quelle che boh, basta non crepare. Ecco, non vincere a Crema, Pergoletto, Pergolettese o dove minchia ci trovavamo, contro una squadra che a febbraio è penultima, non può e non deve essere mai motivo di alzata di spallucce. Altrimenti saremo sempre i soliti provincialotti sfigatelli. Bravi e onesti quanto volete ma sfigatelli. Avete mai visto qualche squadra vincere in un contorno di ambiente negativo e depresso? Io no. La base di partenza deve sempre essere quella di uno smisurato ego e di un ottimismo al limite della nausea, altrimenti non può funzionare nessun progetto. E questo appunto vale per tutti i dipendenti del Novara Calcio, ma anche e soprattutto staff tecnico, giocatori, giornalisti, sponsor e tifosi. Il problema è che questo concetto, oggi, lo accetto se mi viene detto da quelli come me, ma un po’ meno da Cianci. O meglio, attendo che Cianci (Rullo) in estate mi faccia una squadra che aiuti un po’ tutti a questo cambio di mentalità, e poi potrà venircelo a rinfacciare quanto gli pare. Ma solo dopo. Altrimenti è bene che sappia subito che Novara non è la piazza adatta per un concetto così elevato.

Penso pure che Jo Condor abbia ora un’autostrada verso la permanenza fino a Maggio. Le mosse di mercato, soprattutto quelle che non si sono concretrizzate l’ultimo giorno sia in ingresso che in uscita, fanno intendere che il nostro allenatore in qualche modo, e salvo disastri, si sia guadagnato la possibilità di guidarci fino alla fine di questa stagione. Ci mancherebbe pure, ora che non sono arrivate prime punte, che si mettesse un allenatore magari integralista del 4-4-2 per rovinare definitivamente una stagione che si presenta ora più complicata del previsto. Mi viene raccontato di un Rullo parecchio triste per non essere riuscito a regalarci un colpo ad effetto, e per questo mi permetto di suggerirgli di non esserlo. Ha campo libero per scrivere ciò che vuole nel libro della storia del Novara, e qualsiasi cosa scriverà ci sarà chi lo criticherà. L’importante però è che scriva cose concrete, e non fuffa con troni, karaoke e chiappe al vento. Si prenda in questi mesi il lusso di sbagliare, si prenda anche qualche critica preliminare ed immotivata che comunque aiutano a crescere in un ambiente in cui il più pulito ha la rogna, e nel quale conta solo vincere. Tutto fa crescere. Cresciamo insieme, ma iniziamo a farlo tutti.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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