Il cambio di mentalità Editoriale

Non ricordo in questo momento se l’ho scritto nel primo o secondo editoriale post avvento dei Rullo, ma comunque lo ribadisco ora: l’operato della nuova proprietà andrà valutato nel corso della prossima estate. Solo allora avremo le idee più chiare su chi abbiamo consegnato, o meglio, su chi si è comprato le chiavi del nostro grande cuore azzurro. Fino a quel momento è ragionevole mettersi a parte civile, belli tranquilli, perché pensare di vedere concretizzate già oggi le proiezioni mentali dei nostri sogni bagnati notturni è un esercizio pericoloso, che può solo toglierci lucidità e farci rimanere male.

Detto questo, nessuno di noi che tifa Novara Calcio 1908 è un vegetale, e come tale qualche opinione è lecito se la sia già fatta, e perché no, argomentata. Per esempio, ho trovato Illuminante l’intervento di Pres. Cianci nel fine partita: assolutamente impeccabile ed emozionante (e pure un po’ paraculo) nel suo essere motivatore; totalmente condivisibile nel suo rigirare prontamente il concetto di “alzare l’asticella” dal piano tecnico a quello mentale, chiedendo ed auspicando quel cambio di mentalità tanto auspicato pure dal sottoscritto, che ci porti finalmente a ragionare da vincenti. Ma se tutto questo viene però detto solo come giustificazione dei mancati interventi, peraltro necessari per dare “maggior consapevolezza alla squadra in chiave playoff” (lo so, sono fissato su questa cosa, ma le parole sono importanti e questo concetto non l’ho certo espresso io) , allora è lecito chiedersi se questa dirigenza ci regalerà anche qualche fatto vero e non solo bella immagine e parole ben dette. Manca una settimana alla fine del mercato, e non prendiamoci per il culo: il ragazzino Italo rumeno e Cisco non cambiano la sostanza e nemmeno scaldano il cuore della gente, pur probabilmente rappresentando due figure che possono starci in un campionato come la serie C. Come anche il ripetere all’infinito “a gennaio è difficoltoso fare mercato” quando invece sappiamo tutti che aprendo il portafoglio il mercato lo si fa eccome.

E quindi questi siamo, e probabilmente saremo. Se posso convenire sul fatto che “una squadra che crea occasioni a raffica è una squadra in salute”, ho però qualche difficoltà in più a guardare con ottimismo il futuro, come invece fanno in tanti. Ho  infatti percezioni differenti da molti altri tifosi, perché credo che buttare al vento certe occasioni non sia mai un bel segnale, soprattutto perché i nostri goal sbagliati non sono imputabili alla sfortuna, ma a nostri obbrobriosi gesti tecnici. E aggiungo che prendere goal sistematicamente alla prima occasione è un segnale se possibile ancora peggiore. Ho la spiacevole sensazione, ma ovviamente spero di sbagliarmi, che questo giocattolino si stia lentamente rompendo, o che, come capita a tutti i bimbi, non piaccia più e stia per finire in fondo al cestone dei giocattoli dimenticati.

Il Jo Condor tanto cazzuto e che tanto è piaciuto al mio fratello Ciumi, è ai miei occhi un altro pessimo segnale, perché quando hai bisogno di attaccarti alla stampa col piglio offeso di chi si vede al centro di attacchi che, nella realtà, non ci sono nemmeno stati, snaturandosi e contraddicendo quell’immagine di “verginone” sempre sorridente ed accomodante che ci ha abituato a mostrarci e che tanto è piaciuto e piace, significa che quel clima di tranquillità e serenità (che però vi ho già spiegato essere solo di facciata) che ci ha caratterizzato da luglio sta lentamente andando a farsi benedire. Il Banchieri che ho conosciuto non aveva nemmeno bisogno di buttarla in polemica su una dichiarazione o un concetto che, peraltro, ha espresso la Società dal primo giorno in cui si è insidiata. Ecco, tutto questo a me non è che faccia stare così sereno ed ottimista per il futuro.

Dico anche che, e lo chiedo con forza a Cianci e Urbano Orlando (che non ho capito ancora quale sia il nome e quale il cognome), che è ora di uscire dall’equivoco Jo Condor: se credono in lui allora è ora di uscire allo scoperto con qualche frase precisa e non fraintendibile a sua difesa e sostegno, cosa che ad oggi non si è ancora sentita. Contrariamente, è inutile attendere il famoso pretesto e rimandare una scelta che nella loro testa è già stata presa, e salvarlo solo per un pareggio casalingo arrivato a due minuti dalla fine grazie ad un rigore. Insomma, e concludo, se dobbiamo pensare tutti in grande e da vincenti, allora aiutateci anche a farlo.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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