I fuochi fatui del Novara non illuminano un cazzo Analisi Tecnica

Dobbiamo purtroppo confermare quanto  già espresso in precedenza : pur con tutte le difficoltà legate alla loro età  questo è un Novara che non può prescindere dalla contemporanea presenza in campo di Buba e Pablo.

Domenica a Lecco l’amara conferma in una partita dove la loro assenza ci ha mostrato una squadra slegata e disorientata, nella quale anche Bianchi (solitamente uno dei migliori in campo) non è riuscito a trovare il bandolo della matassa.

Buba e Pablo, anche se non sono più quelli stampati nella nostra memoria, e al di là comunque della loro indubbia tecnica , diventano fondamentali perché riescono a supplire nel campo alle carenze tattiche dettate dalla panchina, correggendo e coordinando i movimenti di tutta la squadra.

Domenica abbiamo visto un Novara insipido, scialbo, smarrito; ma soprattutto abbiamo visto un Novara sconsolatamente monotematico che ha riflesso in campo tutte le difficoltà interpretative del suo allenatore.

Jo Condor si era già perso nella sua miriade di foglietti degli appunti ancor prima di iniziare non riuscendo minimamente ad influire sulla partita, non capendo quando e come intervenire. Insistere su un modulo può essere importante nel corso di un campionato per mantenere equilibri e automatismi… perseverare anche nei momenti di difficoltà oltre che diabolico è da coglioni.

Le colpe di Jo debbono comunque essere condivise con l’inutilità tecnica e tattica delle due sottopunte (Piscitella e Peralta per la cronaca) il cui movimento ormai non incanta più nemmeno la bandierina del calcio d’angolo (elemento a cui sono particolarmente affezionati).

Senza inoltre dimenticare che la loro presenza congiunta in campo (quando c’è Pablo che aumenta la rotazione e le giocate di prima anche loro due sembrano “guardabili”) sminuisce, come domenica, la prestazione dei due esterni bassi che vanno spesso in difficoltà per la mancanza di supporto e di copertura.

Tutto ciò a Lecco era già evidente almeno dal decimo del primo tempo; sarebbero bastati due piccoli accorgimenti (un centrale in più con Barbieri e Cagnano a fare i quinti) per contenere un Lecco che è sembrato quasi irresistibile sulle fasce per tutti i 97 minuti giocati.
L’insistenza ottusa sulla impostazione iniziale ci ha portati a prendere inopinatamente tre pere senza, peraltro, fare quasi mai un tiro in porta pur essendo passati in vantaggio.

Il tutto aggravato nell’inserimento, negli ultimi venti minuti, di altre tre punte (abbiamo finito di giocare con Pablo, Peralta, Pinzauti, Bortolussi e Capanni) con il risultato di esporci a tre ripartenze pericolose e con il povero Sbraga che faceva il centromediano metodista perché non avevamo più il centrocampo.

Il fondo lo abbiamo poi toccato nel fine partita quando le riflessioni sono state tutte legate all’impianto di illuminazione senza una minima riflessione sullo scempio tattico visto in campo.

Mercoledì si gioca ancora, San Gaudenzio ogni tanto porta buono e spesso rogna…. se ad Alessandria dovesse andar male abbiamo la sensazione che gli abitanti della Valle Felice dovranno chiedere l’aiuto del gigante buono … ed allora per Jo Condor si mette male di brutto… e non ha la mutua.

Ciumi


Analista tecnico delle partite e sfanculatore ufficiale del blog. Convive con una sana passione per le Converse All Star sgualcite e scolorite e per la scarsa considerazione sul genere umano. Severo ma giusto.

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