Questione di militanza. Editoriale

Abbiamo avuto tutti nella vita almeno una delusione d’amore epica. È certamente capitata in tenera età quando, consapevoli di non avere grossi mezzi, ci siamo comunque innamorati di quella più figa della scuola e abbiamo deciso di provarci. È successo che non ci abbia respinto subito, ma anzi, ci abbia dato retta mostrandoci tutta la sua meravigliosa persona. Ci abbiamo creduto, senza capire il perché cedesse proprio a noi che, diciamocelo schiettamente, siamo sempre stati un po’ sfigati e nemmeno così fighi, eppure stava succedendo. Ma poi, sul più bello, finisce che l’abbia data al primo belloccio imbecille conosciuto per caso. Ecco, Novara Monza di ieri la riassumerei un po’ così, col Novara che ci ha provato, creduto, è quasi riuscito a far sua il Monza, e invece. Il peggior risultato possibile maturato nella maniera più stronza che non ci saremmo mai aspettati e nemmeno meritati.

In realtà pure noi ci abbiamo un po’ giocato con il nobile appeal di questo Monza targato Berlusconi, Galliani e paccate di milioni, costruendoci giustamente un castello di interessi e aspettative che si sono perfettamente sposate con l’avvento dei Rullo. Avessimo giocato contro una Pianese o una Giana Erminio del caso probabilmente quella magia di ieri non sarebbe stata possibile crearla, ma in fin dei conti è stato bello e giusto così. Emozionante rivedere un centinaio di metri di coda all’ingresso, come ai bei tempi recentemente vissuti, con tanta gente che ha riesumato sciarpe e cappellini che erano in vendita tra il 2010 e il 2012. Belli tutti, bravi tutti, ma se adesso cortesemente tornate a farvi i cazzi vostri levandovi dai coglioni e lasciate il Novara a chi ci tiene veramente, noi non ci offendiamo. (E se invece vi offendete voi per quanto ho appena detto me ne dispiaccio, nulla di personale, ma vuol dire che ho fatto centro).

La prima metà del calciomercato invernale è quasi terminata, vuol dire che adesso stiamo entrando nella zona calda, dove chi vuole chiudere qualche operazione è il momento che la faccia. Il primo acquisto, diciamocelo con serenità, è il classico acquisto sconosciuto di prospettiva che avrebbe potuto fare pure Zebi. Un ventenne rumeno che ha militato la scorsa stagione nella Lucchese, che potrebbe diventare un fenomeno e dare un apporto significativo già quest’anno, ma anche essere una meteora che non aggiunge nulla (e magari toglie) al gruppo. Per carità, nessun pregiudizio o processo alle intenzioni, giudicheremo poi sul campo, ma il neo DS Urbano Orlando è ora oggettivamente chiamato a dare un segno concreto della sua presenza portando a Novara almeno un profilo che regali qualche conferma e sia coerente con le numerose buone intenzioni manifestate dalla nuova proprietà. Il non voler stravolgere questa rosa è parso a tutti una volontà di assoluto buon senso, ma è evidente che, se davvero vuoi portare questa squadra “a giocare i playoff con più consapevolezza” (frase che di per se non vuol dire nulla) allora un po’ di ciccia a casa c’è da portarla. Forza Urbano facci sognare, anche solo un po’.

Domenica a Lecco inizia il nostro vero campionato, fatto di squadracce che non inseriranno dalla panchina giocatori che hanno giocato in A la stagione precedente e nemmeno profili che giocherebbero titolari in ognuna delle altre 59 squadre dei tre gironi, come invece ha potuto fare ieri il Monza. Concludo ammettendo che è stato bello ieri peronare la nobile causa benefica ed unirci a suon di hashtag #riempiamoilpiola , ma penso che queste chiamate alle armi, se proprio si debbano fare e, come me, pensiate che portino sfiga, sarebbero da farsi sempre, e non solo quando c’è da esaltare la nostra innata provincialità che viene fuori con dirompenza quando c’è la possibilità di fare selfie con Vieri o battere le mani a Galliani al suo ingresso in tribuna. Paradossalmente la partita casalinga più importante in cui dovremmo tutti spenderci per portare calore e numero al Piola è proprio la prossima, quando arriverà quel Pontedera che deve essere il nostro obiettivo sul quale fare campionato. L’interesse e la militanza per il Novara devono essere esercitati 365 giorni all’anno, e non solo in occasione di un evento. Mi chiedo se come pubblico, come piazza e come città saremo mai in grado di fare quel salto di qualità provando a costruirci una nostra vera identità invece di vivere di riflesso su quella degli altri. Ed esserne pure contenti. Cari Rullo, c’è molto da fare. Buon lavoro.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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