Le cose che fanno bene Editoriale

Non so voi, ma io è dal 20 dicembre che ho una voglia matta di tornare allo stadio per vedere il nuovo Novara targato Rullo Cianci. Credo che il livello attuale della voglia, così simile all’ossessione, sia seconda solo a quella che ho provato in quell’infinito periodo di un decennio fà che ha separato Novara Padova in B da Chievo Novara in A. Novara Monza di domenica prossima, benché verosimilmente non proporrà ancora novità tra gli azzurri, è davvero paragonabile ad una prima di campionato in una categoria superiore alla precedente, quanto meno per le emozioni e la curiosità che certi cambiamenti radicali apportano all’ambiente.

I Rullo si sono presentati in punta di piedi, ma giorno dopo giorno quella punta di piedi è diventata prima uno sgambetto, poi una gamba tesa e infine un caterpillar su tutta quella parte di pianeta Novara Calcio che, da troppo tempo, si trascinava quotidianamente a sera per inerzia, chiudendosi in quello status di morte cerebrale che non gli ha mai permesso di fare quel vero salto di qualità cui una società di calcio ambiziosa come siamo (eravamo) noi non può permettersi di prescindere. Mi riferisco per esempio ad uno store e al relativo merchandising, che incredibilmente ne avremo presto uno come quando eravamo in A pur essendo in C, concetto fino al 19 dicembre scorso totalmente inarrivabile alla precedente proprietà. Ma mi riferisco anche all’umiltà di volersi far conoscere e iniziare a farsi voler bene da tutto il tessuto politico, sociale ed imprenditoriale cittadino, aspetto in cui la vecchia proprietà si è rivelata imbattibile nel riuscire a stare sui coglioni pure agli animali domestici dei suddetti esponenti. E in tutto questo, il voler mettere i tifosi al centro del progetto è un qualcosa che sa di musica nelle orecchie di chi, dalla vecchia proprietà, era ormai abituato ad ascoltare frasi eccitanti, a tratti perverse, quali “il Piola non è la mia casa, non mi vedrete più”, “non devo niente alla città, è la città che mi deve tutto”, e via dicendo.

Ovviamente stiamo parlando di cose futuribili, perché i Rullo concretamente ancora non hanno fatto nulla, e proprio per questo sarebbe assurdo ora tessere lodi e beatificazioni solo sulla fiducia. Detto ciò, appare davvero evidente un bellissimo cambiamento di vento, ed è per questo che domenica prossima la partita contro i Berlusca boys assume davvero la connotazione di evento, che chiunque si perderà per qualsiasi motivazione differente dalla salute (sua o dei propri cari) o dal lavoro, significherà che del Novara Calcio 1908 davvero non importa nulla.

Una cosa, ancora, sulla vecchia proprietà lasciatemela dire. Chi conosce bene i tredici anni di storia dell’era De Salvo concorderà sul come saper chiudere decentemente un rapporto di lavoro con qualsiasi esponente di rilievo fosse stato un evidente grave limite di Massimo De Salvo. Siamo infatti riusciti nell’impresa di lasciarci male con Tesser (cosa possibile a MDS ma inarrivabile a qualsiasi altro essere umano abitante sul pianeta terra), ma pure con Toscano, Rubino e con tantissimi altri allenatori e giocatori. Ciò che è successo, o non successo, al momento del passaggio di proprietà riflette con assoluta coerenza questo limite di un uomo che a Novara ha fatto storia, ma che è riuscito a rovinare tutto, o quasi. Sono contento per voi se vi pare normale che, a cessione avvenuta, Massimo De Salvo non solo non si sia fatto vedere, lasciando solo in prima linea in conferenza il buon Nespoli in evidente imbarazzo, ma che non abbia nemmeno avuto la decenza di scrivere due parole di circostanza, fossero anche solo gli auguri di Natale. A me invece non pare proprio per nulla normale, e nemmeno serio. E non mi venite a dire che, in quanto possessore del 20%, non avrebbe avuto senso un suo saluto di addio non essendo nei fatti un addio perché, come spiegato, l’impegno dei Rullo è totale ed esclusivo. Insomma MDS non esiste più.

Non ci resta che attendere che prenda forma questa nuova pagina di storia, che immagino inizierà realmente ad esplodere nella sua interezza solo dalla prossima stagione, quando probabilmente inizierà quella rivoluzione tecnica e culturale impossibile da attuare oggi. Il quotidiano è quindi fatto da un gruppo che va sostenuto con forza e che, mi viene raccontato, è ancora più carico e unito di prima. E questo è davvero un ottimo segno e auspicio. Non so ancora dire se ci sia andata bene col cambio, sicuramente non si poteva andare avanti come eravamo prima. Questo cambiamento male non ci dovrebbe fare. E come tutte le cose che non fanno male, magari vanno a finire che fanno pure bene.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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