Vivere alla giornata. Editoriale

Chi nella vita fa il mio mestiere, se a metà dell’anno ha già consegnato risultati interessanti allora è solito a mostrare ai suoi clienti la “performance annualizzata”, che in realtà è un modo per pompare ulteriormente il risultato partendo da un assunto matematico così riassumibile: “se nei primi sei mesi ti ho fatto guadagnare il 3%, vuol dire che a fine anno ti consegno un 6% comodo comodo”. Si assume, quindi, che la seconda parte dell’anno andrà esattamente come la prima. Ovviamente senza alcuna certezza o fondamento. Ecco, inconsciamente, quello di annualizzare la performance è un pericoloso esercizio che stiamo un po’ tutti facendo sul Novara Calcio. Assunto che i valori nel girone sono livellati (e questo è vero), considerato che il Novara ha dimostrato di potersela giocare e di vincere una o due partite al mese e che, inoltre, gli avversari tanto meglio non fanno, chiuderemo comodamente in una buona zona playoff. Sono assolutamente il primo a tirarmici dentro in questo pericoloso gioco di previsioni (ho sempre sostenuto e sostengo ancora quanto la nostra posizione sia dal quarto al settimo posto), ma ogni partita mi vedo perdere qualche certezza per colpa di un’evidente involuzione che non mi fa stare tranquillo.

Questa involuzione tocca un po’ tutti gli aspetti: quello tecnico in primis, con una squadra che non appare più lucida e spensierata come i primi mesi di campionato, ma si dimostra parecchio in affanno non tanto dal punto di vista fisico ma soprattutto mentale. Ma l’involuzione sta iniziando purtroppo a toccare pure l’ambiente, il cui livello di interesse nei confronti del Novara appare in calo. Le pessime condizioni meteo di ieri hanno colpito i numeri degli spettatori di qualsiasi stadio ma rimane comunque l’impressione che a Novara questo sia sempre più devastante. Conservo infatti decine di foto del nostro pubblico presente in massa allo stadio nonostante la pioggia battente, tutta coperta da vari strati di tele anti pioggia ma soprattutto sorridente perché “un po’ di pioggia non fermerà la nostra passione”. Se quella gente è diventata del partito “col cazzo che prendo la lavata per quei quattro stronzi in campo” significa che è giunto il momento di preoccuparsi. Sta cambiando il vento, e il fatto cambi a metà anno pone seri interrogativi sul girone di ritorno, storicamente parecchio più complesso e difficile.

Appurato che, messi come siamo, non siamo in grado di alzare l’asticella, il solo modo per provare a dare una connotazione differente al nostro campionato immagino sarebbe quello di operare sul mercato. Devo però ammettere che, da questo punto di vista, non riesco a fare pace con la mia coscienza e trovare un giusto punto di equilibrio. Mi spiego. Ha realmente senso provare a fare mercato a Gennaio? E soprattutto per cosa? E’ evidente che il primo posto del girone sia assegnato, ergo la seconda promozione in cadetteria prevede il non trascurabile fatto di passare per i playoff contro squadre degli altri due gironi, che sinceramente sembrano comunque inarrivabili in quanto valori tecnici rispetto a noi. Di conseguenza, buttarci ora dentro soldi (Alessandria style giusto per fare un esempio) per poi raggiungere i playoff nella stessa posizione che potremmo ottenere con questa squadra, ha sinceramente senso? E soprattutto, a meno che non si compri Higuain, su quale base, continuando con questo modulo, una nuova punta al posto di Bortolussi ma schierata nella sua stessa posizione con lo stesso tipo di gioco ci garantirebbe più punti e goal di quanti ne abbiamo ottenuti fino ad ora? Credetemi, sono da sempre un convinto sostenitore del mercato invernale, ritengo ancora oggi che sia stato criminale da parte di De Salvo non accontentare Baroni in quella stagione che avremmo potuto davvero competere per la A, ma oggi non riesco davvero a convincermi circa l’utilità di acquistare giocatori in grado di migliorarci.

Se il mercato non è un opzione, se appiattirci sugli standard attuali è pericoloso, che cosa rimane? Verrebbe da dire che sarebbe ora di studiare nuovi accorgimenti tattici. Vai però a spiegarlo ad un allenatore che ti risponde “sono quarto nonostante mi avete chiesto solo di far crescere i giovani”. Vai anche a spiegarlo ad un DG e DS che, voce di popolo, non avrebbero mai messo Banchieri sulla panchina ma sono stati obbligati dalla proprietà. E vai a spiegarlo alla proprietà, che poi bisognerebbe capire pure a chi fare riferimento, per dirgli “cambia allenatore, mettine uno che cambi modulo e vai sul mercato comprando giocatori seri e funzionali al suo progetto. E poi però arrivi lo stesso quinto o sesto”. Magari una vittoria a Busto cambierebbe nuovamente la prospettiva, rimane il fatto che oggi sono un po’ più preoccupato di prima. Passare dall’annualizzare la performance al vivere alla giornata non è mai bello ma potrebbe oggi essere sensato. Per cui, nel dubbio, andrei comunque a vincere a casa dei bustocchi. Poi si vedrà.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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