L’elefante in cristalleria Editoriale

Non c’è nulla da fare: alla terza concreta occasione per provare a dare una svolta nobile al nostro campionato (con una vittoria ci saremmo infatti trovati al secondo posto) è arrivata una nuova sconfitta che, pur immeritata che sia, non cambia la sostanza delle cose. Tre indizi rappresentano probabilmente una prova certa della nostra incapacità di cambiare passo e certificano quanto la fascia di classifica dal quarto al settimo posto sia quella più coerente alle nostre possibilità. Di più evidentemente non ci è concesso ambire, con l’aggravante che questo accade più per demeriti e oggettivi limiti nostri che per meriti altrui, che sinceramente ancora non si sono riscontrati in maniera inequivocabile nelle partite fino a ieri viste.

È un peccato perdere partite come quella di ieri che stavi controllando e che, subito dopo il goal di Sbraga, stavi dimostrando addirittura di poter chiudere. Ed è un peccato perderla perché concedi il solito goal stronzo frutto dello “spazzi tu, spazzo io, spazza sto cazzo”, con quest’ultimo che, come sempre, ha la meglio. Ed è ancor più un peccato poi quando ti fischiano un rigore parecchio discutibile, magari meno vergognoso di quanto è apparso a tutti a caldo, ma che comunque era più facile non fischiare. Tre fatti che, senza dubbio, contribuiscono ad avvicinare la gente alle bestemmie e mandano a ramengo quel bel clima di unicorni, arcobaleni, fiorellini e volemose bene che sta caratterizzando questa stagione.

Due considerazioni. Escludendo il Monza che senza fare nulla di ché si trova già con undici punti di vantaggio, questo campionato è davvero in balia degli episodi, e noi ne siamo la conferma vivente. Riusciamo infatti a vincere partite nello stesso identico modo delle nostre avversarie quando invece hanno la meglio su di noi. Un episodio cambia completamente la storia della partita senza che, nel bene o nel male, chi poi perde riesca minimamente a cambiarne l’inerzia. Questo rende davvero indecifrabile il futuro, proprio perché, a prescindere dalla classifica, ogni partita è realmente da tripla. Un palo, piuttosto che un fuorigioco non segnato, fanno la differenza con buona pace dei tecnici che poi ci filosofeggiano dietro a suon di racconti sugli schemi.

La seconda considerazione è in realtà un invito a un po’ tutti di smetterla con questo perenne atteggiamento di farsi andare bene sempre tutto in virtù del fatto che, in estate, nessuno di noi avrebbe pensato o solo sperato di poter ambire all’alta classifica. Questo modo di fare credo che dia solamente dei continui alibi e non aiuti più alla crescita mentale di questi ragazzi. Ok, abbiamo sbagliato tutti, ma quindi? Se tutte le volte premettiamo che è grasso che cola ogni punto guadagnato allora chiudiamola subito con la nobile arte del bar sport perché la vedo dura arrivare a Maggio, tanto qualsiasi risultato va sempre bene. Se è vero che i nostri ragazzi vanno sostenuti anche e soprattutto quando sbagliano perché devono imparare, allora l’insegnamento deve essere però a 360 gradi, e quindi prevedere che gli si possa far notare che ieri han perso da coglioni, e non solo lodarli quando vincono da eroi.

Concludo con un’ultima preghiera all’amico Nespoli (lo definisco così perché a me esprime troppa simpatia, che vi devo dire, e poi uno che ci mette sempre la faccia per il Novara è un mio amico per definizione): non ti voglio più sentire nel post partita dire “siamo venuti qui a giocare contro una squadra molto forte e abbiamo fatto una bella impressione”. No caro Direttore, è un discorso da perdenti. Abbiamo fatto una bella impressione perché quelli più forti, tra i due, eravamo noi. Punto. Usciamone da questa sindrome di quelli che entrano ovunque in punta di piedi, come se avessimo sempre paura di fare danni o cercassimo sempre e comunque un riscontro positivo che dia un po’ di sollievo alla nostra perenne sensazione di inadeguatezza. Davvero, sembriamo degli elefanti dentro una cristalleria, col problema che spesso ci curiamo più di non far danni invece di fregarcene e rompere tutto. Siamo una squadra di merda, con un attacco di merda, guidati da un Joe Condor a caso che, probabilmente, ci capisce meno di quanto abbiamo sperato ma, grazie a Dio, quello che passa il nostro convento è ancora meglio di tanto altro che si vede in giro. Quindi, anche se in estate ti abbiamo spaccato le balle prevedendoti disastri e sciagure, la situazione fortunatamente oggi è diversa, e di questo occorre prenderne atto. E’ finito il periodo dell’apprendistato, degli stage e dei periodi di prova, è iniziata l’era dove ci siamo guadagnati il nostro ruolo ed è quindi ora di macinare senza fare ostaggi quando è nelle nostre corde non farli.

Forza Novara sempre, ovunque e comunque!

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: