Sa gattu si cuada e sa coa si parada Editoriale

“ Il gatto si nasconde ma gli rimane fuori la coda”

Contro una squadra avversaria che ha mostrato  limiti enormi, nonostante due gol segnati nei primi minuti di ogni tempo ( che ammazzano il morale a chiunque ) non siamo riusciti a mantenere il pieno controllo di una partita che, per come si era messa, avremmo dovuto portare a casa con un punteggio rotondo già dalla fine del primo tempo.

Vincere, come dicevamo la scorsa settimana, è non solo importante ma determinante … ma i limiti tecnici e caratteriali che mostriamo sono altrettanto importanti.
La vittoria ci rende felici perché siamo dei bambini innamorati di questi colori, perché ci piace la genuinità ( a volte presuntuosa ) di Jo Condor, perché chi va in campo ( pur con tutti i limiti personali ) ci mette impegno e non tira mai indietro la gamba …. ma è in queste partite che capisci dove possa arrivare la tua squadra: senza ritocchi, senza innesti, senza uscite e senza qualche nuova interpretazione tattica … non molto lontano.

Dobbiamo stringere i denti e cercare di arrivare al giro di boa più vicini possibile al terzo o quarto posto per poi raccogliere le idee e cercare, grazie a qualche uscita, di inserire un paio di elementi che ci consentano di affrontare la seconda parte del campionato con tranquillità e, magari, con qualche soddisfazione.

Questo è l’anno zero ma non può essere replicato … l’anno zero deve essere la rampa per anni più sostanziosi, pretenziosi e presuntuosi.

Tornando alla partita odierna sono state evidenti, nel primo tempo, le difficoltà di copertura manifestate dal nostro centrocampo che non è mai riuscito ad inquadrare il trequartista avversario mettendo così in pericolo una difesa che, forse condizionata dal vento e dal terreno di gioco, aveva già mostrato di suo difficoltà non evidenziate nelle partite precedenti.

Ci è andata meglio nel secondo tempo con l’ingresso di Schiavi, anche se per la sottopunta sbagliata ( Peralta, gol a parte, ha dimostrato per l’ennesima volta la sua inutilità tecnica e tattica ), che ha dato equilibrio al centrocampo.

Non è stato un Novara bello ma fortunatamente cinico. Che poi  alla fine è quello che conta.

Banchieri deve ancora lavorare tanto, e bene, per modulare gli equilibri e per migliorare le qualità di tanti ragazzi che, in quanto tali, a volte partono all’arrembaggio  senza costrutto e in altre occasioni sono bloccati mentalmente a discapito della loro freschezza atletica .

Ci accontentiamo per ora ma non siamo soddisfatti, per più di un motivo. Ci aspettiamo che le prossime quattro partite ci facciano sorgere più di un sorriso.

Ciumi


Analista tecnico delle partite e sfanculatore ufficiale del blog. Convive con una sana passione per le Converse All Star sgualcite e scolorite e per la scarsa considerazione sul genere umano. Severo ma giusto.

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