Gli altri siamo noi Editoriale

Curioso come l’avversario più simile a noi dal punto di vista tecnico fino ad oggi incontrato lo sia stato anche da quello cromatico, peraltro con la maggior parte delle bandiere sventolate dalle due curve ieri perfettamente scambiabili senza che nessuno se ne accorgesse se non leggendoci sopra il nome della città. Un Como piacevole nel gioco che ha fatto circolare la palla tutta la partita senza combinare nulla e, una volta preso il goal, non è risultato quasi mai pericoloso, mostrando qualche limite caratteriale oltre che tecnico. Che stringi stringi è un po’ il sunto del nostro campionato fino ad oggi.

L’impressione avuta ieri, ovviamente non smentibile o dimostrabile, è che senza quel rigore difficilmente avremmo mai segnato, e se il goal l’avessimo invece subito non l’avremmo come sempre mai più pareggiata. Ma Joe Condor Banchieri è una persona tutto sommato fortunata, anche perché riuscire ad entrare nelle grazie di Michelangelo De Salvo e trovarsi seduto sulla panchina della prima squadra vuol dire quanto meno non essere sfigati, e questo è certamente un vanto. Se abbiamo considerato in passato come motivo di forte critica il non riuscire a vincere nonostante un buon gioco, allora siamo oggi obbligati a benedire queste vittorie frutto più di episodi che, però, nel corso di una stagione fanno la differenza.

In realtà Banchieri, fino a quando continuerà a mantenere questa squadra in quell’oasi felice di galleggiamento tra il quinto e l’ottavo posto, è assolutamente inattaccabile. Possiamo, anzi bene facciamo, a fargli tutte le analisi tecniche che vogliamo, tutte le radiografie e pure le risonanze magnetiche del caso per trovare margini di critica o solamente spunti sul quale si possa ragionare tutti insieme, ovviamente il tutto finalizzato a migliorare e non per criticare tanto per scrivere qualcosa, ma quella chimera che la scorsa settimana ho chiamato “tenuta dell’ambiente” è oggi ben salda. O almeno questo appare da fuori. La realtà di oggi è che siamo a 4 punti dal secondo posto, che poi sarebbe il primo tra gli “umani”, e questo è un dato di fatto che non può essere dimenticato. Anche perché, con tutto il bene che si può provare per il Renate e il Pontedera e i giusti meriti che gli vanno attribuiti per il campionato che stanno giocando, non è credibile che quelle due realtà rappresentino la seconda e terza forza di questo girone. Forse, a poche partite dalla fine del girone di andata (incredibile come non ce ne si renda conto, ma il 22 dicembre giocheremo già la prima di ritorno), non sarebbe una cattiva idea iniziare come ieri a fare vittorie brutte, sporche, magari non meritate, perché 3 punti in più o in meno, in una classifica cortissima come quella di quest’anno, cambiano davvero una stagione. Provate per gioco, infatti, ad aggiungerci solo quei 3 punti persi a Gorgonzola e guardate un po’ dove saremmo.

Se proprio oggi dobbiamo peronare un appunto credibile a Joe Condor, oltre a quello ormai scontato di auspicare un’alternativa allo schema attuale su Piscitella, è quello di chiedere al mister di togliersi i panni della maestrina delle elementari che, davanti ad un microfono, la sola argomentazione che da tre mesi sa offrire alla platea in ascolto è: “i miei ragazzi hanno fatto una grande partita, non dimentichiamoci che siamo i più giovani, i più piccoli, puzziamo di latte perché ne abbiamo in campo 48 del 2002 e 16 del 2001” (davvero, ascoltatevi tutti post partita, sono tutti uguali a prescindere dal risultato), perché questo, pur vero che sia, restituisce oggi un’immagine sfalsata della nostra squadra. Gli da alibi che, a metà novembre, questa rosa non ha bisogno di avere visto che ha dimostrato di poter competere assolutamente alla pari con tutti. Se si perde può essere anche non sia solamente a causa di troppi 2002 in campo, ma magari c’è altro, e su quell’altro Banchieri deve lavorare, per provare a difendere una posizione di classifica meritatamente e lodevolmente migliorativa rispetto a quella della scorsa stagione.

Comunque vincere la partita di ieri è stato molto importante. Se oggi ci riesce ancora difficile alzare l’asticella, è altresì vero che ne usciamo sempre bene (e in fretta) dai momenti complicati. E proprio per questo sostengo che questa rosa sia molto più credibile di quello che percepiamo noi tifosi. Non è vero che gli altri siano sempre più belli, cattivi, bravi e capaci di noi, ma non sono così certo che ne abbiamo preso totalmente coscienza. Iniziare a farlo ci potrà fare solo bene.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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