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5461 minuti di gioventù

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Dopo 13 giornate si possono tirare le somme sull’utilizzo dei giovani calciatori nel nostro girone.

Recentemente il Presidente Ghirelli ha ribadito la linea che la Lega Pro intende perseguire:

“Abbiamo intrapreso una strada ben delineata con i nostri club- conclude Ghirelli– che punta alla crescita dei calciatori del proprio settore giovanile per avviare così un processo di patrimonializzazione. Con un obiettivo fisso: trovare risorse finanziare per aumentare gli introiti a favore delle società che formano giovani calciatori”

Il dato più interessante, quello delle risorse che le società più virtuose si potranno spartire sulla base del minutaggio dei “giovani giocatori” continua a mancare, gelosamente custodito e tenuto segreto sia in ambito societario che federale.

Continuo a pensare che la torta da spartire non sia così piccola perché la torta in questione è quella dei diritti televisivi “dei grandi” che vale 1,4 miliardi di euro all’anno. Solo una piccola parte verrà destinata a finanziare le società che utilizzano i giovani calciatori ma la fetta pur piccola che sia potrebbe far gola a molte società.

Al di la dell’aspetto economico, è interessante comunque vedere come le società di Lega Pro hanno sposato il progetto giovani.

Ricordiamo i capisaldi del regolamento:

  • Sono considerati “giocatori giovani” quelli nati successivamente al 01/01/1998
  • Il minutaggio minimo è di 270 minuti a partita (al di sotto di questa soglia verranno considerati zero minuti giocati)
  • Il minutaggio massimo è di 470 minuti a partita (al di sopra di questa soglia verranno comunque considerati 450 minuti a partita)
  • ai fini del calcolo del “minutaggio” possono rientrare nel relativo computo anche le prestazioni per ogni gara, di n. 4 calciatori “temporanei” ovvero in prestito.
  • Il tesseramento dei calciatori “temporanei” dovrà comprendere, per essere valido ai fini del calcolo del minutaggio, un sistema premiante per la società cessionaria. Questa clausola potrebbe limitare molto l’utilizzo dei calciatori in prestito ai fini del calcolo del minutaggio.
  • Il minutaggio dei giovani giocatori verrà “rivalutato” in base all’anno di nascita (da 0,80 per la classe 1998 fino a 1,40 per la classe 2001 e seguenti). La quota risultante verrà ulteriormente rivalutata del 150% per i giovani calciatori provenienti dal settore giovanile.

Praticamente impossibile calcolare le quote per singolo calciatore e per le società.

Abbiamo quindi stilato due classifiche, che non hanno un valore ufficiale ma che tengono conto dei minuti totali giocati in 13 partite dai “giovani calciatori”.  Nella prima sono riportati i minutaggi dei giocatori di proprietà più quelli in prestito, nella seconda sono stati considerati solo i giocatori di proprietà.

GIOCATORI GIOVANI DI PROPRIETA' ED IN PRESTITO - LEGA PRO GIRONE A

TEAMn° giocatori giovani utilizzatin° minuti totalin° minuti a partita
JUVENTUS U232010074774
PONTEDERA126355488
OLBIA116080467
PISTOIESE135468420
NOVARA95461420
PRO VERCELLI155282406
GOZZANO135003384
RENATE64723363
PIANESE104619355
PERGOLETTESE104600353
SIENA64328332
GIANA ERMINIO104320332
AREZZO114218324
ALESSANDRIA104091314
LECCO93968305
PRO PATRIA83742287
ALBINO LEFFE83735287
CARRARESE42772213
COMO62445188
MONZA134026
tabella aggiornata alla 13^ giornata (fonte transfermarkt.it)

GIOCATORI GIOVANI DI PROPRIETA' - LEGA PRO GIRONE A

TEAMn° giocatori giovani utilizzatin° minuti totalin° minuti a partita
JUVENTUS U232010074774
PRO VERCELLI145104392
NOVARA74339333
OLBIA73695284
GIANA ERMINIO83677282
GOZZANO103472267
PIANESE53445265
PRO PATRIA63147242
PONTEDERA62967228
LECCO42922225
PISTOIESE72912224
COMO42312177
AREZZO72073159
ALBINO LEFFE62018155
RENATE21717132
PERGOLETTESE31333102
CARRARESE191170
ALESSANDRIA590569
SIENA246735
MONZA000
tabella aggiornata alla 13^ giornata (fonte transfermarkt.it)

 

 

E’ evidente che alcune società non sono interessate o hanno sottovalutato questo meccanismo: Monza, Carrarese, Como, AlbinoLeffe e Pro Patria non raggiungono il minutaggio minimo ma anche Siena, Pergolettese, Renate  e Alessandria senza giocatori in prestito sono al limite.

Le società più virtuose sono Pro Vercelli e Novara che puntano decisamente su giocatori giovani di proprietà.

Pontedera, Olbia e Pistoiese sono ai vertici della classifica solo considerando i giocatori in prestito.

Un discorso a parte merita la Juventus U23 che è la squadra che utilizza più calciatori giovani. Rimane da capire come può essere inserita in questa ripartizione: sarebbe il colmo che proprio la Juve possa trarre i maggiori vantaggi economici da questo meccanismo.

Il Novara conferma quindi la sua vocazione giovane con ben 7 giocatori giovani utilizzati su 9 provenienti dal proprio settore giovanile. Il miglioramento dei nostri risultati e della nostra classifica passa attraverso la crescita fisica, tattica e caratteriale dei nostri giovani molto più che da moduli tattici alternativi.

Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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I numeri di sto c…. e la felpa rossa

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Quest’anno mi sono divertito a raccontare le partite del Novara partendo dai numeri: possesso palla, occasioni create, tiri in porta, tiri subiti, indici di pericolosità e così via. La realtà è che i numeri raccontano una storia che molto spesso non è quella del campo. Anche ai massimi livelli abbiamo visto il PSG perdere contro il Borussia nonostante il 70% di possesso palla, 21 tiri dei parigini contro 4 dei tedeschi e il famoso indice di pericolosità XG che indicava che il PSG avrebbe dovuto vincere 3 a 1 ed in invece 0-1 per il Borussia e Mbappè muto.

Per tutta la stagione il Novara ha avuto ottimi numeri e soprattutto in attacco, la squadra di Gattuso ha quasi sempre creato occasioni da gol, oltre a praticare spesso un calcio godibile. Non è semplice costruire un gioco organizzato e propositivo, molto più semplice e probabilmente più funzionale in questa categoria giocare in maniera speculativa, pensare a difendersi, infoltire il centrocampo e pungere in contropiede come 40 anni fa. Ma il calcio è cambiato e quest’anno Alessandria e Pro Sesto che praticavano proprio questo tipo di calcio, fondando la loro forza sulla compattezza difensiva per compensare la loro pochezza tecnica, sono retrocesse nettamente.

Ma se il Novara si salverà non sarà per le scelte tattiche di Gattuso, bravissimo a svicolarsi da assurde imposizioni societarie sul modulo, non sarà per la crescita continua del gruppo, non sarà per i cambi in corso che hanno cambiato il volto delle partite, non sarà per la pazienza ed il lavoro su Ongaro trasformato in giocatore di calcio in tre mesi, non sarà per aver inventato un difensore in capocannoniere, non sarà per la continua, incrollabile quasi maniacale convinzione che la salvezza sarebbe arrivata nonostante tutto. Se il Novara si salverà sarà soprattutto grazie alla felpa rossa di Jack Gattuso tenuta rigorosamente sulle spalle nella conferenza stampa prepartita e per tutta la partita con il Fiorenzuola dal riscaldamento fino ai festeggiamenti culminati con il regalo della stessa felpa ad un fortunato tifoso azzurro. Quella felpa rossa, indossata in egual maniera anche con il Legnago, appoggiata sulle spalle a 27 gradi è il vero segreto della probabile salvezza del Novara.

Grazie Jack, tieni duro ancora una settimana, recupera qualche ora di sonno e poi costruisci come sai fare l’ultima vittoria, con o senza  felpa rossa sulle spalle.

p.s. il Fiorenuzola ha dominato nei numeri: oltre ai 18 calci d’angolo anche 18 tiri in porta contro solo 5 (tre gol compresi) del Novara. Nel primo tempo abbiamo fatto due tiri in porta e tre gol. Secondo l’indice XG il Fiorenzuola doveva vincere 2 a 1 ed invece 1-3 e Tabbiani muto! Pur avendo enormi limiti tecnici e fisici il Fiorenzuola gioca a calcio e prova a vincere le partite come il Novara. Poi perde e retrocede perché questo nel calcio succede, ma almeno prova a costruire calcio. Alessandria e Pro Sesto giocando come 40 anni fa non hanno nemmeno provato a giocare e non penso che da quelle parti qualcuno si sia divertito.

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Come un biglietto in tangenziale

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Lunga e diritta correva la strada, forte il motore rombava, ma il finestrino era abbassato e fuori il foglio volava, e fuori il foglio volava.

Non si tratta di una modifica al bellissimo testo di Francesco Guccini, ma l’esatta trascizione di ciò che è successo ieri.

Complice una di quelle trasferte “ciccione” che resteranno scolpite nella storia e nella memoria, ammesso che si riesca a ricordare tutto.

Dunque, giusto per essere sintetici e non dilungarmi in quelli che il Ciumi classifica come pipponi,

mi tocca precisare che lo scenario è la campagna piacentina, non troppo diversa dalla nostra: sullo sfondo le colline invece delle alpi, ampi spazi coltivati a verde contrapposti al nostro mare a quadretti.

Case e cascine un po’ qua e un po’ la, e tra queste una trattoria, una di quelle sulla cui porta di ingresso non sono appiccicati gli adesivi delle stelle al merito culinario, ma un semplicissimo foglietto con su scritto “tutti i giorni dopo le 12:15 si organizzano corsi di recupero per astemi”.

Ecco, qui si comincia a intravedere la causa del ricorso a Guccini.

La complicità dell’ ottimo cibo e la semplicità di quel blend di bonarda e barbera che da queste parti chiamano gutturnio, si impadroniscono subdolamente della scena. 

Non è mica colpa nostra se il fischio di inizio è fissato alle 18, c’è da far trascorrere un po’ di tempo per arrivarci vicino e quindi il “felino”, la coppa, il lardo, la tagliata sono gli strumenti che si usano da queste parti, insomma, mica puoi stare li a rimirare il paesaggio e bom!

Vabbè, si parte per Fiorenzuola una volta pagato il conto, lievitato sensibilmente dopo la conta della bocce, le quali, in combutta con la temperatura esterna, inducono all’abbassamento dei finestrini delle auto.

Ed è proprio in questo frangente che si consuma la tragedia: tangenziale che conduce a Fiorenzuola, un rettilineo lungo un paio di chilometri, un ponte sotto il quale scorre il Trebbia, un foglio bianco che vola fuori dal finestrino della vettura che apre il “corteo”, le quattro frecce inserite per una sosta dove non esiste la benchè minima corsia d’ emergenza.

Il biglietto della Vivaticket valido per l’ingresso allo stadio, che svolazza per aria beffardo e impertinente per posarsi in mezzo alla carreggiata per poi riprendere il volo al passaggio delle auto che sfrecciano in ambo i sensi di marcia a più di 100 chilometri orari.

Panico nello sguardo del titolare del Vivaticket volante e in quello di Nonnalanto che urla “Ma dove vaiii, torna indietro che c’ hai il ginoccio bionicooo!!” quando si accorge che il più vecchio della comitiva … pardòn, il più anziano o diversamente giovane, sprezzante del pericolo, corre assieme alla bisteccona e al gutturnio verso il foglio che nel frattempo si è posato sul bordo del guardrail, fermo, immobile, inanimato … “ti ho visto, ti prendo, non puoi sfuggirmi”… col cazzo!!! uno stronzo con la maglia del Fiorenzuola strombazzando a centoventitre all’ ora, rimette in discussione tutto quanto facendo decollare il Vivaticket nella carreggiata opposta.

È lì che il più anziano diversamente giovane, sprezzante del pericolo attraversa le corsie impossessandosi definitivamente del Vivaticket per poi restituirlo al legittimo intestatario del medesimo dopo aver ripercorso i circa trecento metri a ritroso sotto un sole estivo che fissava il termometro a 30 gradi.

Un proverbio recita che la curiosità è femmina, ma secondo me è anche maschia, però credo non sia giusto, per i diritti che la privacy garantisce, rivelare il nome del proprietario del Vivaticket volante.

Ma siccome io della privacy me ne sbatto le balle rivelo pubblicamente il nome di colui che ha rischiato di perdersi cotanta memorabile partita: Ciumi.

Il resto lo conoscete tutti, ormai appartiene al passato, il futuro si concretizzerà tra sette giorni. Domenica tutti al Piola.

Nonnopipo   

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Atto d’amore

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Saranno circa seicento i novaresi presenti sulle tribune e nel settore ospiti di Fiorenzuola. Trecentocinquanta biglietti polverizzati in poche ore con la conseguente apertura del secondo blocco riservato agli ospiti.

La trasferta in Emilia, complicata per l’assenza di pullman organizzati, avrà una partecipazione che non si vedeva in tante trasferte in serie A per non parlare di quelle in serie B anche ai massimi livelli. Un risultato numerico sorprendente, alla fine di un campionato che ha fatto risultare il peggior piazzamento della storia del Novara insieme al 17°posto del campionato di C1 del 1996/97.

Evidentemente questi ragazzi di azzurro vestiti sono riusciti a smuovere il freddo cuore dei tifosi novaresi. Al di la dei risultati è innegabile che questo gruppo ha dato tutto quello che poteva, ha sempre giocato al massimo delle proprie possibilità ed è cresciuto nel corso della stagione dimostrando un attaccamento alla causa e forse anche alla maglia sorprendente.

Abbiamo visto i giocatori spauriti di inizio stagione come Corti, Donadio e Gerardini diventare credibili per la categoria partita dopo partita, giocatori che speravamo che se ne andassero via come Di Munno e Ranieri diventare colonne intoccabili del centrocampo, altri come Calcagni e Bonaccorsi trasformarsi in bandiere azzurre e nel caso di Urso abbiamo visto un giocatore ripresosi da un infortunio devastante e molto criticato nel suo primo anno azzurro, diventare Federico Di Marco. Ci siamo subito innamorati dell’impegno dei nuovi arrivati e soprattutto abbiamo visto una squadra che nonostante un inizio campionato da incubo con la prima vittoria raggiunta a fine novembre, nonostante le sconfitte devastanti subite negli ultimi minuti e nonostante gli schiaffi presi, si è sempre rialzata, ha sempre lottato e ha sempre espresso, un livello di gioco organizzato e propositivo.

Abbiamo perso strada facendo Khailoti, Calcagni, Donadio, Kerrigan, Scappini e Lancini. Sei titolari persi senza battere ciglio, chiunque sia entrato in campo lo ha fatto al meglio delle sue possibilità. Questa “chimica” è stata capita dai “maicuntent” novaresi che non hanno mai fatto mancare il sostegno alla squadra.

Ventitré anni fa il Novara che raggiunse la salvezza a Fiorenzuola capitanato da Giacomo Gattuso, appassionava i tifosi azzurri, come il Novara di oggi e costruì nella sofferenza della lotta per la salvezza le basi che portarono due anni dopo sei undicesimi di quella squadra al raggiungimento di una clamorosa promozione.  Che sia di buon auspicio, forza ragazzi, siamo pronti a soffrire con voi fino alla fine, fino alla vittoria.

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