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Storia e memoria

IL PUNTO PIU’ ALTO

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In assenza di scudetti, coppe nazionali e internazionali è corretto considerare una finale di Coppa Italia il punto più alto della storia sportiva del Novara Calcio?

Probabilmente si e quindi ricostruire, raccontare e ricordare quel percorso di 80 anni fa, fin dai primi turni eliminatori, rientra nei nostri doveri di tifosi!

Il Novara 1938-39 era una squadra neopromossa in serie A, formata da novaresi come Caimo e Versaldi e tanti ragazzi provenienti dalla provincia come Torri, Bercellino, Barberis, Borrini e Galli. Completavano la rosa una schiera di giocatori lombardi: Romano, Mazzucco, Mariani, Galimberti e Bonati. Il più “meridionale” era Mornese nativo di Alessandria, il più “straniero” era Rigotti da Trieste.

Per tutto il campionato lottò per la salvezza che raggiunse matematicamente a due giornate dal termine.

La Coppa Italia 1938-39 era organizzata all’inglese con turni secchi ad eliminazione diretta. Cinque turni preliminari tra le formazioni di serie B e C, consegnarono le 16 squadre che andarono a sfidare le 16 formazioni di serie A.

SEDICESIMI DI FINALE: 25 dicembre 1938 PRO VERCELLI-NOVARA 1-1

Nel primo turno previsto per il giorno di Natale del 1938, il sorteggio mise a confronto il Novara contro la ormai decaduta (e parliamo di ottanta anni fa) Pro Vercelli. Le bianche casacche erano da quattro stagioni consecutive in serie B.

Il 25 dicembre del 1938 su un campo ghiacciato, novaresi e vercellesi se le diedero di santa ragione:

“un incontro strano dove si è visto di tutto: punti validi, annullati, espulsioni, rigori mancati, autoreti, uscite dal campo e rientri, calci d’angolo a profusione. Il tutto prolungatosi nei tempi supplementari”

Al 4’ il Novara è già in vantaggio grazie ad un’autorete di De Grandi. Al 34’ la Pro Vercelli sbaglia un calcio di rigore e alla fine del primo tempo il vercellese Salati viene espulso. Al 25’ della ripresa un altro rigore consente alla Pro Vercelli di pareggiare. Nei tempi supplementari il Novara avrebbe l’opportunità di chiudere il match ma Mariani sbaglia un rigore concesso dall’arbitro Cardinali.

Il regolamento prevedeva in caso di pareggio il rifacimento della partita a campi inversi e quindi novaresi e vercellesi torneranno ad affrontarsi sul campo del Novara

SEDICESIMI DI FINALE: 5 gennaio 1939 NOVARA-PRO VERCELLI 2-0

“il campo gelato e durissimo sul fondo, presentava una patina viscida, mista di fango e segatura sulla superficie: uno dei terreni più difficili che le difficoltà climatiche possano presentare ad un calciatore”

Senza storia il secondo incontro disputato il 5 gennaio del 1939. Una doppietta di Romano (un gol per tempo) risolve la qualificazione in favore degli azzurri.

“superiorità complessiva di tecnica e di esperienza del Novara, bello slancio ma lavoro pieno di ingenuità della Pro Vercelli”

Da segnalare che la breve cronaca della partita su La Stampa, porta la firma del CT della Nazionale campione del mondo Vittorio Pozzo.

OTTAVI DI FINALE: 6 aprile 1939 SIME POPOLI-NOVARA 0-1

La sfida con la SIME POPOLI è un unicum nella storia delle due società. Non vi sveliamo la collocazione geografica della squadra avversaria dei nostri azzurri, lasciandovi il gusto della ricerca. Di sicuro raggiungere la meta sarà stata un’impresa.

La Sime Popoli militava nel campionato di serie C e nel turno precedente aveva eliminato a sorpresa il Liguria (l’attuale Sampdoria) per 3-2.

La partita non fu per nulla semplice e fu risolta solo a 8 minuti dal termine da un gol di Romano molto contestato dal pubblico e dagli avversari per un sospetto fuorigioco.

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo turno vengono eliminate Juve e Toro, detentrici degli ultimi due trofei mentre il Bologna futuro campione d’Italia era già stato eliminato nel turno precedente.

QUARTI DI FINALE: 23 aprile 1939 NOVARA-MODENA 3-0

Il sorteggio concede agli azzurri di confrontarsi con un’avversaria di pari valore: il Modena anch’esso neopromossa, in campionato sta lottando insieme al Novara per la permanenza in serie A.

Gli emiliani sceglieranno però di snobbare la competizione, schierando parecchie riserve.

Il Novara non si lascia scappare l’occasione e già nel primo tempo va in gol con Borrini al 14’ e con Marchionneschi al 43’

“bevuta la birra nell’intervallo avremmo anche potuto rinunciare vantaggiosamente alla ripresa. Tanto il Modena, staccato di due punti, non aveva più speranze di sorta ed il Novara era già pago della vittoria ottenuta a così buon prezzo”

Già al primo minuto del secondo tempo il Novara segna il terzo gol grazie ad un goffo autogol chiudendo definitivamente la contesa.

Per le semifinali si qualificano quindi il Novara, l’Ambrosiana, il Milano ed il Genova. La compagnia è nobile ed agguerrita. Sembra ormai giunto al termine il percorso del nostro Novara.

SEMIFINALE: 9 maggio 1939 NOVARA-MILANO 3-2

Il sorteggio ci offre il Milan anzi il Milano per imposizione del regime fascista. I rossoneri non stanno disputando un campionato all’altezza della loro fama ma sono pur sempre una delle formazioni più forti del campionato italiano

Il regolamento prevede la sfida in gara unica ed il sorteggio ci consente di giocare in casa. Ma il 7 maggio 1939 in contemporanea con il fischio di inizio un temporale di rara potenza si abbatte su Novara: tuoni, fulmini, pioggia e grandine. Dopo mezz’ora di tormento l’arbitro rimanda le squadre negli spogliatoi ed aspetta la fine del temporale per verificare le condizioni del terreno che si rivela impraticabile.

Quello stesso giorno l’Ambrosiana sconfigge il Genova e tutti gli sportivi pregustano una finale con il derby.

“Se il Milano riuscirà ad avere ragione del Novara, avremo per la prima volta una finalissima milanese della Coppa Italia. Riteniamo che i dirigenti federali potrebbero decidere che in un caso simile, la finalissima abbia luogo a Milano, ed allora giovedì 18 maggio giorno dell’Ascensione, la nostra città sarebbe teatro d’un altro grande avvenimento, atto ad aumentare enormemente il prestigio della Coppa Italia. Non vi sarebbe bisogno di soggiungere che i milanesi si augurano che i compagni di Caimo non facciano… i gustafeste.”

Il 9 maggio 1939 Novara e Milan (dai Milano non si può sentire) si affrontano nuovamente.

“Una folla di 8.000 persone ha assistito alla partita di ricupero per la semifinale di Coppa Italia che si è svolta su terreno ottimo”

Gli azzurri sono determinati a vestire i panni dei gustafeste e partono subito forte andando in vantaggio al 17’ con Borrini. Il Milan reagisce e giunge al pareggio dieci minuti più tardi con il capocannoniere del campionato Boffi

Ma il Novara è irresistibile, torna a spingere al 33’ su assist di Versaldi, Romano riporta in vantaggio gli azzurri. Non è finita e al 39’ Marchionneschi gira al volo in rete la palla ricevuta da Versaldi che è l’autore di tutti e tre gli assist-gol: 3-1 alla fine del primo tempo.

Nella ripresa il Novara è limitato dall’infortunio di Galimberti (non sono previste le sostituzioni) che costringe gli azzurri a chiudersi in difesa. Il bunker azzurro regge fino al 30’ della ripresa quando Cianesello supera Caimo.

“la partita si fa ora elettrizzante: qualche fallo in campo e qualche ripicco in tribuna fra i sostenitori delle due squadre”

Ma il Novara riesce a mantenere il vantaggio fino alla fine e a conquistare una storica finale di Coppa Italia.

“il sogno della finalissima milanese della IV Coppa Italia non ha durato che quarantotto ore. Il Novara che nella mezz’ora della partita sospesa dell’altra domenica s’era già mostrato non poco aggressivo nella ripetizione di martedì si è imposto 3-2”

FINALE: 18 maggio 1939 AMBROSIANA-NOVARA 2-1

E così nello stesso giorno in cui il Duce utilizzava Novara come un Papete qualsiasi regalandosi l’ennesimo bagno di folla di regime, prima di recarsi a Berlino per siglare due giorni dopo la tappa novarese, lo scellerato patto d’acciaio con Hitler e consegnare così l’Italia in mano ai nazisti, i giocatori del Novara ed un manipolo di tifosi si recano a Roma per evadere da un incubo che in quei giorni sembrava un sogno di grandezza e provare a realizzare un altro e ben più credibile sogno: conquistare la Coppa Italia.

     

L’Ambrosiana (altra pensata illuminata del regime, sostituire il nome Internazionale  con Ambrosiana) è una squadra fortissima, ha ancora sul petto lo scudetto che cederà pochi giorni dopo al Bologna e schiera giocatori famosissimi come i campioni del mondo Meazza, Guarnieri, Locatelli, Olmi ed un certo Annibale Frossi astro del calcio italiano che giocava con gli occhiali a causa di una forte miopia.

“L’Ambrosiana, manco a dirlo, raccoglie il pieno favore del pronostico, ma stia attenta a non ricalcare le fresche orme del Wolverhampton, che nella finale dell’arcifamosa Coppa d’Inghilterra, con tutti i suoi titoli ed il suo secondo posto in campionato, è stato inaspettatamente beffato e per 4-1 dal Portsmouth squadretta che, proprio come il Novara, sino ad un certo punto era stato in pericolo di retrocessione.”

Il Novara comincia male la partita e l’Inter domina dall’alto della sua superiorità tecnica segnando due reti: Ferraris all’8’ e Frossi al 38’.

 

 

 

                                                

La partita sembra finita e probabilmente il fatto di essersi trovata facilmente in vantaggio di due gol rilassa la squadra milanese. Ma nel secondo tempo il Novara reagisce e la partita cambia volto, il pubblico in gran parte neutrale intuisce la situazione e incita la squadra più debole, il Novara

“Ardente partita, resa ancora più vibrante dagli incitamenti che il pubblico rivolgeva ai novaresi nel secondo tempo dopo la segnatura del gol e dopo che un giocatore milanese – senza ragione – aveva colpito Mornese con un pugno, necessario come l’andar col pastrano in pieno agosto.”

Al 13’ della ripresa Dopo una punizione di Versaldi, Romano raccoglieva la palla respinta dai difensori neroazzurri e replicava in rete.

Da quel momento la partita cambia ed i novaresi si gettano all’attacco:

“impeto, velocità, giuoco largo erano le armi a cui ricorreva il Novara: ma ne mancava, di armi, una, la più micidiale, quella della precisione, altrimenti si sarebbe andati ai tempi supplementari”

Verso la metà del secondo tempo l’interista Ferraris commetteva un fallo, colpendo probabilmente al volto, l’azzurro Mornese.

“Questi conteneva la sua voglia di vendicarsi per una decina di minuti, fino alla prima occasione, cioè in cui trovava sulla sua strada il vercellese: allora gli saltava addosso con un piede e l’arbitro senz’altro lo espelleva”

Anche in inferiorità numerica il Novara continua ad attaccare alla ricerca del pareggio ma la partita si chiude tra i clamori e le proteste del pubblico con il punteggio di due a uno per l’Internazionale.

La vittoria in Coppa Italia, qualificò di diritto l’Ambrosiana alla Coppa dell’Europa Centrale, vinta l’estate stessa dai campioni ungheresi del Újpesti FC che eliminarono proprio i nerazzurri al primo turno. Mai gli azzurri nella loro storia andarono così vicino all’Europa.

“Gran bella partita hanno disputato il portiere Caimo e il centrosostegno Mornese. Gli altri compreso Marchionneschi, ch’era al centro, si sono buttati a capofitto nella lotta senza usare – per quel che gli era consentito – né astuzie né finezze: ed a ciò debbono la sconfitta.”

Il Novara è andato molto più vicino alla conquista della Coppa Italia e dell’Europa di quanto il freddo tabellino ha lasciato come ricordo negli anni. Purtroppo la scampagnata di Mussolini per le vie della città nello stesso giorno della finale, ha oscurato completamente la storica finale. Nessuno dei pochi giornali locali ha scritto una sola riga sull’evento, troppo impegnati a dedicare inchiostro e spazio al loro dittatore.

Il secondo tempo giocato per buona parte in inferiorità numerica e comunque costantemente nell’area nerazzurra, contro una squadra nettamente più forte, grida ancora oggi vendetta.

Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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Pier Carlo Ferrari, il sesto uomo

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Pier Carlo Ferrari ha fatto parte insieme a Givoni, Osenga, Lodigiani, Asperi, Rollino e al fratello Mario Ferrari di quel gruppo di ragazzi novaresi che dalla seconda linea contribuirono a rendere grande l’Hockey Novara negli anni ’80.

Pier Carlo è stato soprattutto nella stagione 1984/85 tutt’altro che una riserva ma anzi un importantissimo primo cambio di una squadra di fenomeni (Colamaria – Dal Lago – Mariotti – Marzella). Ci fu la sua firma nella conquista del 21° scudetto, il primo dell’epoca d’oro degli anni ’80. A causa dell’assenza di Stefano Dal Lago, giocò titolare nella finale scudetto segnando il decisivo gol del tre a due. Giocatore completo, in grado di ricoprire più ruoli con un tiro potente e preciso. Un lusso tenerlo in panchina.

Pier Carlo Ferrari è morto a 62 anni a causa di un male incurabile contro il quale combatteva da tempo.

Qualche anno fa ricostruendo la storia dei derby contro l’Amatori Vercelli, Massimo Barbero intervistò Pier Carlo che lasciò il suo ricordo di quella indimenticabile stagione ed è con quel ricordo che vogliamo salutarlo un’ultima volta.

https://lastoriafinita.wordpress.com/2014/11/19/pier-carlo-ferrari-lintervista-di-massimo-barbero/

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La Maglia è Azzurra

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La maglia del Novara è azzurra (tecnicamente è una sfumatura di blu-turchese, pantone blu savoia nella scala dei colori), non è blu, non è celeste ma è azzurra. I polsini ed il colletto sono bianchi così come imposto in origine dalla Federazione per distinguere la maglia del Novara da quella della Nazionale e raramente è stata totalmente azzurra. Il collo è a V ed è stato confezionato nelle più svariate forme ma può essere girocollo come negli anni 60-70. I calzoncini sono stati bianchi fino alla fine degli anni ’60, poi il colore bianco si è alternato con il nero e con l’azzurro. I calzettoni sono neri oppure azzurri sempre con bordi bianchi, da evitare i calzettoni bianchi anche se sono stati utilizzati in alcune stagioni.

Lo scudo è una croce bianca su sfondo rosso. Nei primi anni lo scudo aveva la forma simbolica della città di Novara (croce argentata su sfondo rosso) ma già alla fine degli anni ’20 la forma era come quella attuale. Dagli anni ’60 è comparsa la bordatura bianca intorno allo scudo. Nella stagione 1996/97 e 97/98 il classico scudo su sfondo rosso e croce bianca, venne per la prima volta sostituito dal logo “Novara Calcio 1908”. Nel 1999 si ritorna al classico scudo crociato ma nel 2004/05 il logo “Novara 1908” ritorna sulle maglie azzurre e rimane fino alla stagione 2020/21, a parte la stagione 2008/09 con lo speciale stemma per il centenario. Nell’unica stagione in D del 2021/22 il logo “FC Novara” viene impresso sulle maglie. Nelle ultime due stagioni e speriamo in eterno, lo scudo è di nuovo tornato sulle maglie azzurre.

Il colore bianco all’interno della maglia azzurra è entrato timidamente per la prima volta nel 1996 ed il più delle volte ha fatto dei danni inenarrabili. Gli sponsor hanno cominciato a deturpare la maglia azzurra dalla stagione 1981/82 anche se per alcune stagioni, alla fine degli anni Novanta ed all’inizio degli anni 2000 la maglia rimase senza scritte pubblicitarie. La mercificazione delle maglie degenerò negli anni fino a raggiungere le sei scritte odierne su un’unica maglia.

I numeri sulle maglie del Novara, rigorosamente dal n° 1 per il portiere al n°11 per l’ala sinistra, compaiono per la prima volta nella stagione 1939-40. Rimangono in quest’ordine fino alla stagione 2010-11 quando il Novara torna in B ed acquisisce il “diritto” del cognome impresso sul dorso della maglia ed i numeri a scelta fino al 99. Nel 2014-15 in serie C, il Novara ritroverà per l’ultima volta la numerazione classica dal n°1 al n°11. Dalla stagione 2016-17 anche la serie C adotterà numeri illimitati e cognome sulle maglie.

La ricerca inizia con il primo campionato ufficiale disputato nel 1912 che il Novara giocò con la maglia azzurra mentre le prime pionieristiche partite giocate prima furono disputate in maglia bianca. Le foto delle maglie sono state recuperate ovunque: nei siti, sulle pagine fb, su ebay, scannerizzate da libri, ovunque. Quindi, ringrazio il web e chiunque abbia scattato le foto in origine. Molte foto però mi sono state inviate personalmente, in particolare ringrazio Siviersson per la consulenza, Flavio Gioria ed Enrico Trovati per la disponibilità.

Ci sono alcune maglie introvabili come la figurina di Pizzaballa: la maglia 1986/87 (quella della stagione di Dolcetti), la 1987/88 senza sponsor con la scritta Novara Calcio sul petto, la 1991/92 sponsorizzata INFIL e la 2006/07 BPN. Se qualche cuore azzurro le avesse, mi mandi le foto per completare la ricerca.

Dal 1912 al 1926: Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca. Colletto bianco a V con lacci oppure con bottoncini. Pantaloncini bianchi, Calzettoni neri. In origine lo scudo sulle maglie è senza bordatura bianca.

 

dal 1927 al 1944: Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco a V, Pantaloncini bianchi, Calzettoni neri bordi bianchi.

dal 1946 al 1954, Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca al centro, Colletto bianco a V, Pantaloncini bianchi, Calzettoni neri o azzurri bordi bianchi

dal 1955 al 1972, il periodo iconico della maglia azzurra con scudo rosso con croce bianca a lato e colletto bianco girocollo. Pantaloncini bianchi fino al 1968, dalla stagione successiva e fino al 1972 la maglia azzurra verrà accompagnata da calzoncini neri rendendo la divisa iconica. Calzettoni azzurri,  bordi bianchi. Da notare che dall’inizio degli anni 70 lo scudo viene proposto con bordatura bianca.

dal 1973 al 1981, Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco a V in varie forme, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri bordi bianchi.

1981/82 – 1982-83 Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco a V, Pantaloncini bianchi, Calzettoni azzurri bordi bianchi. Per la prima volta compare lo sponsor Shopping

Nella stagione 1982/83 viene usata anche una maglia azzurra con maniche a righe bianche, polsini bianchi, nessuno stemma, Colletto bianco a V, Pantaloncini bianchi, Calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Shopping

1983/84 Maglia azzurra polsini bianchi Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco a V Pantaloncini bianchi Calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Santi

1984/85 stessa identica maglia della precedente stagione ma con sponsor SITI

1985/86 Maglia totalmente azzurra Scudo rosso con croce bianca Colletto azzurro a V. Pantaloncini azzurri, Calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Siti.1986/87 Maglia azzurra, polsini bianchi, maniche con righe bianche. Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco girocollo con righe azzurre, Pantaloncini azzurri  Calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Siti

1987/88 maglia azzurra, polsini bianchi, maniche con righe bianche Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco girocollo Pantaloncini azzurri, calzettoni azzurri bordi bianchi. Il Novara comincia la stagione senza sponsor con la scritta Novara Calcio sul fronte della maglia. Solo a fine stagione la scritta Selecar comparirà sulla maglia del Novara.

1988/89 la maglia presentata alla fine della stagione precedente viene riproposta nella stagione successiva: azzurra, polsini bianchi, maniche con righe bianche Scudo rosso con croce bianca.  Colletto bianco girocollo, pantaloncini bianchi, calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Selecar

1989/90 Maglia totalmente azzurra, quasi blu, Scudo rosso con croce bianca Colletto azzurro a V Pantaloncini azzurri Calzettoni azzurri bordi, Sponsor Selecar

1990/91 Maglia azzurra con polsini bianchi Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini bianchi Calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Selecar

1991/92 Maglia azzurra con polsini bianchi Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini bianchi Calzettoni azzurri bordi. Sponsor Infil

1992/931993/94 Maglia azzurra Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini bianchi Calzettoni bianchi. Sponsor Consorzio Gorgonzola

1994/951995-96 Maglia azzurra Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini azzurri Calzettoni azzurri Sponsor Frattini

1996/97 Maglia azzurra con inserti bianchi quadrati, logo Novara 1908 per la prima volta al posto dello scudo, Colletto bianco a V Pantaloncini azzurri Calzettoni azzurri, sponsor Frattini

1997/98 fino a dicembre 1997 maglia azzurra, logo Novara 1908, colletto bianco a V, calzoncini azzurri. Da gennaio 1998 Maglia azzurra con inserti bianchi a raggiera, Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini azzurri Calzettoni azzurri Sponsor Consorzio Gorgonzola

1998/99 Maglia azzurra con inserti bianchi a raggiera, Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco V Pantaloncini azzurri Calzettoni azzurri. Senza Sponsor

1999/00 Maglia azzurra bordi bianchi, Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini bianchi Calzettoni azzurri. Senza Sponsor

2000-01: maglia azzurra Scudo rosso con croce bianca, Colletto a V bianco, Pantaloncini bianchi, Calzettoni bianchi. Sponsor Paolo De Nicola

2001-02 Maglia azzurra con laterali bianchi, Scudo rosso con croce bianca, colletto girocollo bianco e blu, pantaloncini azzurri, calzettoni azzurri, sponsor BPN

2002-03 Maglia azzurra con laterali bianchi, Scudo rosso con croce bianca, colletto girocollo bianco e blu, pantaloncini azzurri, calzettoni azzurri, sponsor BPN.

2003-04 Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca al centro della maglia come negli anni ’40 colletto bianco a V, pantaloncini neri, calzettoni neri bordo bianco. Sponsor BPN

2004/05: maglia azzurra logo Novara 1908, Colletto girocollo bianco, Pantaloncini bianchi, Calzettoni bianchi. sponsor Banco BPN

2005-06: maglia azzurra logo Novara 1908, Colletto bianco a V, Pantaloncini azzurri, Calzettoni azzurri. sponsor BPN

2006-07: maglia azzurra con inserti bianchi, logo Novara 1908, Colletto bianco a V, Pantaloncini azzurri, Calzettoni azzurri. sponsor BPN

2007-08: maglia totalmente azzurra logo Novara 1908, Colletto azzurro a V, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri sponsor BPN

2008-09: maglia azzurra scudo rosso croce bianca con scritta centenario, Colletto bianco a V, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri bordi bianchi. sponsor BPN

2009-10: maglia azzurra Logo Novara 1908, Colletto bianco a V, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri. Sponsor BPN

2010-11: maglia azzurra con righe bianche Logo Novara 1908, Colletto azzurro girocollo, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor Banco BPN

2011-12: maglia azzurra Logo Novara 1908, Colletto girocollo blu, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor BPN

2012-13: maglia azzurra Logo Novara 1908, Colletto girocollo blu, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor BPN

2013-14: maglia azzurra Logo Novara 1908, Colletto a V bianco, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. Numeri d’oro. sponsor BPN

2014-15: maglia azzurra Logo Novara 1908, Colletto a V bianco, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor Banco BPN

2015-16 maglia azzurra con inserti laterali bianchi, Logo Novara 1908, Colletto a V bianco, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor BPN

2016-17 maglia azzurra, Logo Novara 1908, Colletto girocollo azzurro, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor BPN

2017-18 maglia azzurra con inserti bianchi, Logo Novara 1908, Colletto bianco a V, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor Banco BPM

2018-19 maglia azzurra con inserti neri, Logo Novara 1908, Colletto azzurro girocollo, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor Banco BPN

2019-20 maglia azzurra con bordi neri, Logo Novara 1908, Colletto rosso girocollo, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri sponsor Igor Gorgonzola

2020-21 maglia azzurra con bordi bianchi con cupola stilizzata al fianco, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco girocollo, Pantaloncini bianchi, Calzettoni azzurri. sponsor Igor Gorgonzola

2021-22 maglia azzurra con bordi bianchi, logo FC Novara, Colletto bianco girocollo, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor Igor Gorgonzola

2022-23 maglia azzurra con bordi bianchi e rossi, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco girocollo, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri. sponsor Igor Gorgonzola

2023-24 maglia azzurra con inserto bianco ai fianchi, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco a V, Pantaloncini neri, Calzettoni neri bordi azzurri. sponsor Igor Gorgonzola

Il capitolo delle seconde maglie è un mondo impossibile da affrontare anche se alcune maglie di riserva sono leggendarie come quella “sbarrata” degli anni Sessanta, quella amaranto con bordi azzurri degli anni Cinquanta o quella biancoazzurra del 2004-05.

 

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Gigi Riva è leggenda

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E la leggenda giocò contro il Novara. Il 16 dicembre 1962 con la maglia del Legnano, Gigi Riva rimase in panchina e non giocò sul campo ghiacciato di Via Alcarotti ma nella partita di ritorno, il 28 aprile 1963 incrociò i tacchetti con un giovane stopper, il ventiduenne Nini Udovicich. Gigi Riva aveva 18 anni e posso solo immaginare quante sane scarpate si diedero quei due giovani calciatori. Protagonista di quella partita, fu un altro diciottenne, Luigino Giannini che prese un pugno sul naso dopo pochi minuti di gioco accusando una copiosa emorragia. I due ragazzini giocarono insieme diverse volte nelle Nazionali giovanili e si narra che nessuno come Luigino Giannini da Novara riusciva a scambiare la palla con Rombo di Tuono che lo segnalò come il suo partner ideale.

Nell’estate del 1965 Gigi Riva tornò a Novara con la maglia del suo Cagliari per affrontare gli azzurri in Coppa Italia. Non era ancora Rombo di Tuono ma aveva già realizzato una ventina di gol in serie A in due stagioni e a giugno aveva esordito a soli 20 anni in Nazionale. Il 29 agosto il Cagliari sconfisse il Novara uno a zero con un gol di Longoni ed il fotografo de La Stampa immortalò il momento del gol del Cagliari, inquadrando nello scatto il giovane Gigi Riva rendendo la foto per noi unica, per aver fissato inavvertitamente l’immagine della leggenda, in campo contro il Novara.

Quindici anni dopo la sua apparizione sulla panchina del vecchio comunale, Gigi Riva faceva ancora parte della rosa del Cagliari ma non giocava più per i troppi infortuni che avevano caratterizzato la sua carriera.  Quando il 27 febbraio 1977 il Cagliari arrivò allo stadio di Viale Kennedy per incontrare il Novara, un ragazzino già malato di azzurro, andò allo stadio come sempre con suo padre, con il sogno di vedere giocare il mito Gigi Riva, cercandolo invano tra gli undici cagliaritani in campo. Quando a due minuti dal termine un giocatore si alzò dalla panchina per entrare in campo, finalmente pensai di realizzare il mio sogno: era Riva, doveva essere Riva, non poteva essere che Riva. La gioia di vederlo in campo si mischiava con la preoccupazione per le sorti del Novara, con Riva in campo avremmo sicuramente perso. Invece la partita finì con un mesto zero a zero e solo anni dopo scoprii che ad entrare in campo non fu Gigi Riva ma Oreste Lamagni. A mia discolpa una certa somiglianza tra i due e la lontananza dai distinti alla tribuna che a quell’età sembrava siderale.

Non so se quel giorno Riva fosse in panchina, in tribuna oppure a curarsi in Sardegna ma il senso lo avete capito: il mito di Gigi Riva superava qualsiasi immaginazione e la voglia di vederlo in campo fece vedere ad un giovane tifo azzurro Gigi Riva nelle fattezze di Oreste Lamagni.

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