Rimaniamo in contatto

Storia e memoria

IL PUNTO PIU’ ALTO

Published

on

In assenza di scudetti, coppe nazionali e internazionali è corretto considerare una finale di Coppa Italia il punto più alto della storia sportiva del Novara Calcio?

Probabilmente si e quindi ricostruire, raccontare e ricordare quel percorso di 80 anni fa, fin dai primi turni eliminatori, rientra nei nostri doveri di tifosi!

Il Novara 1938-39 era una squadra neopromossa in serie A, formata da novaresi come Caimo e Versaldi e tanti ragazzi provenienti dalla provincia come Torri, Bercellino, Barberis, Borrini e Galli. Completavano la rosa una schiera di giocatori lombardi: Romano, Mazzucco, Mariani, Galimberti e Bonati. Il più “meridionale” era Mornese nativo di Alessandria, il più “straniero” era Rigotti da Trieste.

Per tutto il campionato lottò per la salvezza che raggiunse matematicamente a due giornate dal termine.

La Coppa Italia 1938-39 era organizzata all’inglese con turni secchi ad eliminazione diretta. Cinque turni preliminari tra le formazioni di serie B e C, consegnarono le 16 squadre che andarono a sfidare le 16 formazioni di serie A.

SEDICESIMI DI FINALE: 25 dicembre 1938 PRO VERCELLI-NOVARA 1-1

Nel primo turno previsto per il giorno di Natale del 1938, il sorteggio mise a confronto il Novara contro la ormai decaduta (e parliamo di ottanta anni fa) Pro Vercelli. Le bianche casacche erano da quattro stagioni consecutive in serie B.

Il 25 dicembre del 1938 su un campo ghiacciato, novaresi e vercellesi se le diedero di santa ragione:

“un incontro strano dove si è visto di tutto: punti validi, annullati, espulsioni, rigori mancati, autoreti, uscite dal campo e rientri, calci d’angolo a profusione. Il tutto prolungatosi nei tempi supplementari”

Al 4’ il Novara è già in vantaggio grazie ad un’autorete di De Grandi. Al 34’ la Pro Vercelli sbaglia un calcio di rigore e alla fine del primo tempo il vercellese Salati viene espulso. Al 25’ della ripresa un altro rigore consente alla Pro Vercelli di pareggiare. Nei tempi supplementari il Novara avrebbe l’opportunità di chiudere il match ma Mariani sbaglia un rigore concesso dall’arbitro Cardinali.

Il regolamento prevedeva in caso di pareggio il rifacimento della partita a campi inversi e quindi novaresi e vercellesi torneranno ad affrontarsi sul campo del Novara

SEDICESIMI DI FINALE: 5 gennaio 1939 NOVARA-PRO VERCELLI 2-0

“il campo gelato e durissimo sul fondo, presentava una patina viscida, mista di fango e segatura sulla superficie: uno dei terreni più difficili che le difficoltà climatiche possano presentare ad un calciatore”

Senza storia il secondo incontro disputato il 5 gennaio del 1939. Una doppietta di Romano (un gol per tempo) risolve la qualificazione in favore degli azzurri.

“superiorità complessiva di tecnica e di esperienza del Novara, bello slancio ma lavoro pieno di ingenuità della Pro Vercelli”

Da segnalare che la breve cronaca della partita su La Stampa, porta la firma del CT della Nazionale campione del mondo Vittorio Pozzo.

OTTAVI DI FINALE: 6 aprile 1939 SIME POPOLI-NOVARA 0-1

La sfida con la SIME POPOLI è un unicum nella storia delle due società. Non vi sveliamo la collocazione geografica della squadra avversaria dei nostri azzurri, lasciandovi il gusto della ricerca. Di sicuro raggiungere la meta sarà stata un’impresa.

La Sime Popoli militava nel campionato di serie C e nel turno precedente aveva eliminato a sorpresa il Liguria (l’attuale Sampdoria) per 3-2.

La partita non fu per nulla semplice e fu risolta solo a 8 minuti dal termine da un gol di Romano molto contestato dal pubblico e dagli avversari per un sospetto fuorigioco.

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo turno vengono eliminate Juve e Toro, detentrici degli ultimi due trofei mentre il Bologna futuro campione d’Italia era già stato eliminato nel turno precedente.

QUARTI DI FINALE: 23 aprile 1939 NOVARA-MODENA 3-0

Il sorteggio concede agli azzurri di confrontarsi con un’avversaria di pari valore: il Modena anch’esso neopromossa, in campionato sta lottando insieme al Novara per la permanenza in serie A.

Gli emiliani sceglieranno però di snobbare la competizione, schierando parecchie riserve.

Il Novara non si lascia scappare l’occasione e già nel primo tempo va in gol con Borrini al 14’ e con Marchionneschi al 43’

“bevuta la birra nell’intervallo avremmo anche potuto rinunciare vantaggiosamente alla ripresa. Tanto il Modena, staccato di due punti, non aveva più speranze di sorta ed il Novara era già pago della vittoria ottenuta a così buon prezzo”

Già al primo minuto del secondo tempo il Novara segna il terzo gol grazie ad un goffo autogol chiudendo definitivamente la contesa.

Per le semifinali si qualificano quindi il Novara, l’Ambrosiana, il Milano ed il Genova. La compagnia è nobile ed agguerrita. Sembra ormai giunto al termine il percorso del nostro Novara.

SEMIFINALE: 9 maggio 1939 NOVARA-MILANO 3-2

Il sorteggio ci offre il Milan anzi il Milano per imposizione del regime fascista. I rossoneri non stanno disputando un campionato all’altezza della loro fama ma sono pur sempre una delle formazioni più forti del campionato italiano

Il regolamento prevede la sfida in gara unica ed il sorteggio ci consente di giocare in casa. Ma il 7 maggio 1939 in contemporanea con il fischio di inizio un temporale di rara potenza si abbatte su Novara: tuoni, fulmini, pioggia e grandine. Dopo mezz’ora di tormento l’arbitro rimanda le squadre negli spogliatoi ed aspetta la fine del temporale per verificare le condizioni del terreno che si rivela impraticabile.

Quello stesso giorno l’Ambrosiana sconfigge il Genova e tutti gli sportivi pregustano una finale con il derby.

“Se il Milano riuscirà ad avere ragione del Novara, avremo per la prima volta una finalissima milanese della Coppa Italia. Riteniamo che i dirigenti federali potrebbero decidere che in un caso simile, la finalissima abbia luogo a Milano, ed allora giovedì 18 maggio giorno dell’Ascensione, la nostra città sarebbe teatro d’un altro grande avvenimento, atto ad aumentare enormemente il prestigio della Coppa Italia. Non vi sarebbe bisogno di soggiungere che i milanesi si augurano che i compagni di Caimo non facciano… i gustafeste.”

Il 9 maggio 1939 Novara e Milan (dai Milano non si può sentire) si affrontano nuovamente.

“Una folla di 8.000 persone ha assistito alla partita di ricupero per la semifinale di Coppa Italia che si è svolta su terreno ottimo”

Gli azzurri sono determinati a vestire i panni dei gustafeste e partono subito forte andando in vantaggio al 17’ con Borrini. Il Milan reagisce e giunge al pareggio dieci minuti più tardi con il capocannoniere del campionato Boffi

Ma il Novara è irresistibile, torna a spingere al 33’ su assist di Versaldi, Romano riporta in vantaggio gli azzurri. Non è finita e al 39’ Marchionneschi gira al volo in rete la palla ricevuta da Versaldi che è l’autore di tutti e tre gli assist-gol: 3-1 alla fine del primo tempo.

Nella ripresa il Novara è limitato dall’infortunio di Galimberti (non sono previste le sostituzioni) che costringe gli azzurri a chiudersi in difesa. Il bunker azzurro regge fino al 30’ della ripresa quando Cianesello supera Caimo.

“la partita si fa ora elettrizzante: qualche fallo in campo e qualche ripicco in tribuna fra i sostenitori delle due squadre”

Ma il Novara riesce a mantenere il vantaggio fino alla fine e a conquistare una storica finale di Coppa Italia.

“il sogno della finalissima milanese della IV Coppa Italia non ha durato che quarantotto ore. Il Novara che nella mezz’ora della partita sospesa dell’altra domenica s’era già mostrato non poco aggressivo nella ripetizione di martedì si è imposto 3-2”

FINALE: 18 maggio 1939 AMBROSIANA-NOVARA 2-1

E così nello stesso giorno in cui il Duce utilizzava Novara come un Papete qualsiasi regalandosi l’ennesimo bagno di folla di regime, prima di recarsi a Berlino per siglare due giorni dopo la tappa novarese, lo scellerato patto d’acciaio con Hitler e consegnare così l’Italia in mano ai nazisti, i giocatori del Novara ed un manipolo di tifosi si recano a Roma per evadere da un incubo che in quei giorni sembrava un sogno di grandezza e provare a realizzare un altro e ben più credibile sogno: conquistare la Coppa Italia.

     

L’Ambrosiana (altra pensata illuminata del regime, sostituire il nome Internazionale  con Ambrosiana) è una squadra fortissima, ha ancora sul petto lo scudetto che cederà pochi giorni dopo al Bologna e schiera giocatori famosissimi come i campioni del mondo Meazza, Guarnieri, Locatelli, Olmi ed un certo Annibale Frossi astro del calcio italiano che giocava con gli occhiali a causa di una forte miopia.

“L’Ambrosiana, manco a dirlo, raccoglie il pieno favore del pronostico, ma stia attenta a non ricalcare le fresche orme del Wolverhampton, che nella finale dell’arcifamosa Coppa d’Inghilterra, con tutti i suoi titoli ed il suo secondo posto in campionato, è stato inaspettatamente beffato e per 4-1 dal Portsmouth squadretta che, proprio come il Novara, sino ad un certo punto era stato in pericolo di retrocessione.”

Il Novara comincia male la partita e l’Inter domina dall’alto della sua superiorità tecnica segnando due reti: Ferraris all’8’ e Frossi al 38’.

 

 

 

                                                

La partita sembra finita e probabilmente il fatto di essersi trovata facilmente in vantaggio di due gol rilassa la squadra milanese. Ma nel secondo tempo il Novara reagisce e la partita cambia volto, il pubblico in gran parte neutrale intuisce la situazione e incita la squadra più debole, il Novara

“Ardente partita, resa ancora più vibrante dagli incitamenti che il pubblico rivolgeva ai novaresi nel secondo tempo dopo la segnatura del gol e dopo che un giocatore milanese – senza ragione – aveva colpito Mornese con un pugno, necessario come l’andar col pastrano in pieno agosto.”

Al 13’ della ripresa Dopo una punizione di Versaldi, Romano raccoglieva la palla respinta dai difensori neroazzurri e replicava in rete.

Da quel momento la partita cambia ed i novaresi si gettano all’attacco:

“impeto, velocità, giuoco largo erano le armi a cui ricorreva il Novara: ma ne mancava, di armi, una, la più micidiale, quella della precisione, altrimenti si sarebbe andati ai tempi supplementari”

Verso la metà del secondo tempo l’interista Ferraris commetteva un fallo, colpendo probabilmente al volto, l’azzurro Mornese.

“Questi conteneva la sua voglia di vendicarsi per una decina di minuti, fino alla prima occasione, cioè in cui trovava sulla sua strada il vercellese: allora gli saltava addosso con un piede e l’arbitro senz’altro lo espelleva”

Anche in inferiorità numerica il Novara continua ad attaccare alla ricerca del pareggio ma la partita si chiude tra i clamori e le proteste del pubblico con il punteggio di due a uno per l’Internazionale.

La vittoria in Coppa Italia, qualificò di diritto l’Ambrosiana alla Coppa dell’Europa Centrale, vinta l’estate stessa dai campioni ungheresi del Újpesti FC che eliminarono proprio i nerazzurri al primo turno. Mai gli azzurri nella loro storia andarono così vicino all’Europa.

“Gran bella partita hanno disputato il portiere Caimo e il centrosostegno Mornese. Gli altri compreso Marchionneschi, ch’era al centro, si sono buttati a capofitto nella lotta senza usare – per quel che gli era consentito – né astuzie né finezze: ed a ciò debbono la sconfitta.”

Il Novara è andato molto più vicino alla conquista della Coppa Italia e dell’Europa di quanto il freddo tabellino ha lasciato come ricordo negli anni. Purtroppo la scampagnata di Mussolini per le vie della città nello stesso giorno della finale, ha oscurato completamente la storica finale. Nessuno dei pochi giornali locali ha scritto una sola riga sull’evento, troppo impegnati a dedicare inchiostro e spazio al loro dittatore.

Il secondo tempo giocato per buona parte in inferiorità numerica e comunque costantemente nell’area nerazzurra, contro una squadra nettamente più forte, grida ancora oggi vendetta.

Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

Continua a leggere
Clicca per commentare

Lascia un commento

Storia e memoria

La Coppa dimenticata

Published

on

Nel ricchissimo palmares dell’Hockey Novara (quello vero) troviamo 32 scudetti, 20 Coppe Italia, 3 Coppe di Lega e 3 Coppe CERS. Manca come ben sappiamo la Coppa dei Campioni, sfiorata in quattro maledette finali.

In realtà l’Hockey Novara salì sul tetto d’Europa in un’occasione, nella stagione 1994/95 quando l’International Board decise di istituire per la prima volta l’EuroLega per club.

Non fu un torneo amichevole anzi nelle intenzioni della Federazione Europea doveva essere la prima edizione della nuova “Coppa dei Campioni” un’intuizione che anticipava le scelte del basket e molto più tardi del calcio.

Dal 10 al 16 luglio 1995 vengono invitate in Spagna le squadre di club più forti d’Europa: per l’Italia oltre al Novara, vengono selezionate il Roller Monza ed il Lodi (secondo e terzo classificato nell’ultimo campionato), per il Portogallo il Porto, il Benfica e il Barcelos, per la Spagna Barcellona, Vic, Reus, Flix, Nissan Piera e Andorra. Gli svizzeri del Montreaux, i francesi dell’Arc Atlantique e i tedeschi del Conemberg completano il quadro.

Ci sono praticamente tutte le migliori squadre d’Europa con l’eccezione del Liceo La Couruna e dell’Igualada che all’ultimo momento rifiutano di partecipare in polemica con il Barcellona “colpevole” di aver ingaggiato proprio nei giorni precedenti due giocatori e l’allenatore della rivale Igualada.

La formula è semplice: le squadre vengono suddivise in 4 gironi, le prime due classificate di ogni girone, si affrontano in scontri diretti: quarti, semifinali e finale.

Nel girone A che si disputa a Vic, si affrontano i padroni di casa del Vic contro Novara, Barcelos e Andorra che sostituisce il Liceo La Couruna. Nella prima partita il Novara demolisce Andorra per 10 a 1 con tre reti di Enrico Mariotti, quattro reti di Bernardini e una a testa per Orlandi, Pablo Cairo e Massimo Mariotti. Nel secondo turno gli azzurri vincono la decisiva sfida con il Vic per 6 a 3. Nell’ultimo turno, il Novara perde con il Barcelos per 3-4 (gol di Massimo Mariotti, Orlandi e Pablo Cairo) ma si qualifica insieme al Vic per il turno successivo grazie alla differenza reti che elimina il Barcelos.

Il girone B si gioca a Barcellona e insieme ai Blaugrana si affrontano Porto, Amatori Lodi e Conemberg. Clamorosa è l’eliminazione del favorito Barcellona. Passano al turno successivo Amatori Lodi e Porto.

Il girone C che si doveva disputare a Igualada dopo il forfait della squadra spagnola, si gioca a Barcellona e vede affrontarsi Roller Monza, Nissan Piera e Montreaux. Roller Monza e gli spagnoli del Nissan Piera si qualificano agevolmente

Infine il girone D che si disputa sulla pista di Reus; contro i padroni di casa incrociano le stecche Benfica, Arc Atlantique e Flix. Passano al turno successivo i portoghesi del Benfica e gli spagnoli del Reus.

Tre squadre italiane, tre spagnole e due portoghesi si affrontano quindi nei quarti di finale con questi risultati:

Roller Monza-Benfica 4-1; Porto-Vic 2-1; Nissan Piera-Reus 5-0

Il Novara sfida nei quarti di finale il Lodi in un classico dell’Hockey italiano. Gli azzurri allungano nel primo tempo con un’autorete di Mirko Bertolucci e un gol di Amato. Nel secondo tempo il Lodi ribalta il risultato portandosi sul 3 a 2 ma Franco Amato segna e porta il Novara ai supplementari. Il risultato non cambia e così la qualificazione si decide ai rigori: Enrico Mariotti segna, Bresciani sbaglia, il Novara passa il turno.

In semifinale il Porto elimina il Nissan Piera (4-3) mentre nell’altra semifinale si affrontano due squadre italiane: Novara e Roller Monza ripropongono l’ultima sfida scudetto andata in scena poche settimane prima. Il Novara è una squadra di cannibali, campioni mai sazi di vittorie e dopo il vantaggio iniziale del Monza con Paez, il Novara ribalta il risultato con i gol di Massimo Mariotti e Bernardini. Il primo tempo finisce in parità con il gol monzese di Piscitelli. Nella ripresa l’equilibrio viene spezzato dal gol vittoria di Enrico Bernardini al 24’30”

La finale della prima Eurolega della storia sarà Novara-Porto, una classicissima dell’Hockey su pista Europeo.

Il Novara dispone inizialmente in pista Cunegatti, Enrico Mariotti, Orlandi, Bernardini, Amato. Mister Battistella può permettersi il lusso di lasciare in panchina Massimo Mariotti, Pablo e Alejandro Cairo; Il Porto viene sorpreso dalla partenza degli azzurri: in otto secondi Amato disorienta la difesa portoghese e tira in porta, sulla respinta, Bernardini è prontissimo a ribattere in rete: uno a zero.

Il Porto si riorganizza e dal 4’ al 6’ ribalta il risultato portandosi sul due a uno. Il Novara è in difficoltà ma viene tenuto in gioco dalle prodezze di Cunegatti e in contropiede con il micidiale Franco Amato riporta in parità l’incontro. A 30” dal termine del primo tempo con il sempre presente Bernardini, il Novara si riporta in vantaggio: 3 a 2.

Nella ripresa il Porto cerca il pareggio ma il Novara che è una squadra matura e calcolatrice (molto diversa da quella istintiva e feroce ma inesperta che perse la finale di coppa dei campioni nove anni prima sempre contro il Porto) aspetta i portoghesi e colpisce in contropiede: in 5 minuti dal 35’ al 40’ segna tre gol con Pablo Cairo (doppietta) e Enrico Mariotti portandosi sul 6 a 2: è fatta! Anche se il Porto prova a farsi sotto con il gol del 3-6 sarà ancora Pablo Cairo a spegnere ogni illusione. L’ultima rete portoghese serve solo a stabilire il risultato finale: Novara-Porto 7-4.

 

Il Capitano Enrico Bernardini può alzare quella coppa sfuggita tante volte. Non sarà la “vera” Coppa dei Campioni ma gli assomiglia molto: il Novara vince la prima Euro Lega della storia dell’Hockey su Pista.

Per Franco Amato “quel Novara era una grande squadra, una delle più forti se non il Novara più forte di sempre. Arrivammo all’Eurolega al termine di una stagione vincente ma eravamo stanchi e con qualche infortunato. Partita dopo partita ci siamo ritrovati in una grandissima forma che ha sorpreso noi stessi e siamo riusciti a battere tutte le squadre più forti d’Europa e riuscire a farlo in casa del Barcellona fu una soddisfazione doppia”

Anche Massimo Mariotti ricorda che la conquista dell’Eurolega fu “un successo di grande prestigio contro tutte le squadre più forti in Europa. Fu la prova generale per quel torneo che ancora oggi è in vigore con gironi, eliminazioni dirette e final four. La stagione 94/95 fu travagliata, anche se vincemmo scudetto e Coppa Italia, con l’addio inaspettato di Mister Innocenti, sostituito da Aguero che non fu accettato dallo spogliatoio e successivamente cambiato con Battistella. Questa instabilità ci costò probabilmente l’eliminazione in Coppa campioni contro il Benfica. E’ un vero paradosso che una squadra di quel livello non sia mai riuscita a conquistare una Coppa dei Campioni ma la vittoria dell’Eurolega del ’95 ha senz’altro un valore tecnico enorme, sicuramente maggiore di quella di quest’anno impoverita dall’assenza di 12 club tra i più forti d’Europa.”

La Coppa vinta nel 1995 sarà l’ultimo trofeo conquistato in Europa nella storia del club azzurro. Fu Il regalo d’addio di una generazione di fenomeni che nelle stagioni successive seguiranno altre strade.

A proposito: dove sono finiti i trofei? Dove sono le Coppe conquistate dall’Hockey Novara? E’ normale che la società più blasonata della città di Novara sia tenuta in ostaggio da una proprietà che da 13 anni sottrae ai tifosi, legittimi proprietari, la possibilità di continuare una storia che nel 2024 sarà centenaria?

Perché i sindaci e gli assessori degli ultimi 13 anni non hanno trovato una soluzione che nel calcio hanno trovato in quattro giorni? Quando potremo tornare a tifare per il vero Hockey Novara?

 

Continua a leggere

Storia e memoria

La giornata del quadrilatero

Published

on

Una storia affascinante che parte da una contrapposizione geometrica. Il triangolo dei grandi agglomerati con le squadre di: Milano, Torino e Genova contrastato dal quadrilatero di una provincia tutt’altro che subalterna costituita da: Alessandria, Casale, Novara e Pro Vercelli. Una giornata dedicata al Quadrilatero non è un’operazione meramente nostalgica ma ribadisce la possibilità di poter emergere anche se non si posseggono risorse auree. Città e territori che si sono costruite una propria identità nonostante l’ingombrante triangolo delle città industriali. Grigio, Nero, Azzurro e Bianco colori scritti con la maiuscola perché crogiuolo di passione e vita di un orgoglio ancor oggi mai sopito. I momenti bui e quelli esaltanti percorrono l’esistenza di tutti i clubs con cambi di ragione sociale e proprietà ma il fascino di vedere la maglia che ti rappresenta e rappresenta la tua comunità non ha eguali . Il Quadrilatero è un territorio orgoglioso ed attuale che sa rinascere e ricostruirsi sempre anche se in Piemonte non abbiamo gli sceicchi. Il nostro augurio e auspicio è che nei prossimi anni, quando si celebrerà nuovamente l’evento, la città di Novara e la sua Amministrazione Comunale daranno maggiore importanza e risalto a questa giornata.


Siviersson

Continua a leggere

Storia e memoria

Restiamo solo Noi

Published

on

By

“viaggiatore non c’è sentiero, il sentiero si fa mentre cammini ” (Antonio Machado)

A partire da oggi ogni passo che compiremo, sarà il frutto del destino che ci stiamo scegliendo, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo. Se non vogliamo che essere trascinati, se desideriamo farci interpreti del nostro destino, non dovremo far altro che avventurarci in terre che non abbiamo mai avuto i coglioni di percorrere, per lasciare la nostra impronta in questo mondo che noi vediamo dipinto d’azzurro e definire il nostro  futuro.

Basta parlare dei Rullo, dei De Salvo e dei Pavanati … dobbiamo essere onesti con noi stessi … ce li siamo meritati.

E basta anche col le pippe del sindaco e delle “famose istituzioni” …  ci hanno sonoramente rotto il cazzo.

Novara, il Novara, siamo Noi e ce lo riprendiamo … ovunque sia.

E basta anche con queste manifestazioni da terza media con le letterine e le bandiere sul balcone che sono di una tristezza infinita e non servono ad una beata minchia.

Il Novara deve ritornare ai novaresi, come una volta … e se “la decisione inopportuna” dovesse il 27 tramutarsi in “deprecabile ma accettabile” dovremo comunque essere pronti e organizzati per incidere, controllare, verificare … a muso duro .. se serve.

Il mio Novara nasce quasi 55 anni fa ed era un Novara povero ma pulito … serie B o serie C ( che si alternavano) non facevano paura perché il Novara era una festa .. a prescindere.

Percorreva i primi passi il Santino che con tanti sacrifici e probabilmente un po’ di culo è riuscito per dieci anni a farlo diventare un fortino regalandoci la memoria della nostra gioventù . Ora i tempi son cambiati, certe cose non sono più realizzabili, e di Santini in giro non ce ne sono più …

Ma ci siamo Noi!
Tra di noi ci sono manager, avvocati, fiscalisti e tributaristi, imprenditori …. forse pochi per sopportare lo sforzo economico necessario per affrontare la gestione di un campionato; ma tanti e bravi per organizzare un comitato di controllo, una “Blu Union” a protezione non dei calciatori o dei dipendenti ma della maglia azzurra.

Mi aspetto che le tre organizzazioni ( Nuares, Fedelissimi e Coordinamento ) quanto prima, indipendentemente dalla lettera che caratterizzerà il nostro prossimo campionato inizino a scegliere una decina di personaggi a cui demandare la vigilanza di ciò che succederà nei corridoi di dove saremo. Un comitato che sorvegli, con competenza e cognizione di causa, su tutto ciò che succede perché, penso concordiate con me, ci siamo sonoramente rotti i coglioni di subire azioni improprie da parte di personaggi che con Novara e il Novara non c’entrano un cazzo.

E anche se, in un prossimo futuro, un nuovo Novara sarà in mano a novaresi questo comitato dovrà continuare a sorvegliare, suggerire, mettere il dito nella piaga e poi porgerlo nel culo di chi potrebbe fare qualcosa di inappropriato.

Torniamo pure a mandarci affanculo sugli spalti o sui social per diverse opinioni sul gioco, o per questo o quel giocatore, ma torniamo tutti ad essere uniti e pronti a rimboccarci le maniche da persone adulte e mature.

Restiamo solo Noi.

ciumi

Continua a leggere

Telegram

Facebook

Ultimi Articoli

Copyright © 2017 Zox News Theme. Theme by MVP Themes, powered by WordPress.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: