Realismo e consapevolezza Editoriale

Devo ringraziare l’amico Paolo Molina per il messaggio di ieri post partita, in cui mi ha ricordato tre precedenti di arbitraggi top: Vasselli di Roma (Pro Vercelli Novara 2 rigori per loro negli anni ottanta), Vendramin di Vittorio Veneto (Novara Ospitaletto con punizione concessa di seconda ma fatta battere di prima nell’incontro che avrebbe potuto lanciarci verso una promozione), Beretta di Treviglio (Novara Torres 3 goal annullati dopo un rinvio per neve). È riuscito involontariamente a farmi sorridere perché, se dopo tutti questi anni ci ricordiamo ancora di questi tre arbitraggi, significa non solo che la gravità di quegli errori era stata elevata, ma perché avevano colpito tre Novara importanti, belli, ai quali abbiamo voluto tutti bene. Il Sig. Maggio di Lodi, quindi, entrerà ora di diritto nell’Olimpo immortale di questi arbitri non tanto per non averci concesso qualche rigore clamoroso (a memoria ne conto almeno altri 20 non dati nei decenni successivi o semplici conduzioni vergognose), ma perché ha involontariamente danneggiato questo Novara che evidentemente è nel cuore di tutti. Lo avesse fatto lo scorso anno, o in un altro di vacche magrissime, probabilmente ce ne saremmo ricordati tutti solo per il tempo di smaltire la rabbia nel tragitto dallo stadio alla propria abitazione. Ho scritto involontariamente perché non credo ad un disegno divino ne tantomeno ad una sorta di “risarcimento morale” al DS della Pistoiese Dolci, lo scorso anno a Siena, per la conduzione di Novara Siena  ad opera dello stesso arbitro di ieri nello scorso campionato, (a loro detta) vergognosa. Credo piuttosto nell’inadeguatezza di questo arbitro che, evidentemente, l’aria di Novara non gli porta fortuna. L’arbitro è una componente che influenza il risultato di una partita esattamente come un goal segnato o una parata importante, quindi va accettato e non trasformato in alibi.

Diciamolo chiaramente: una partita interamente dominata dal primo all’ultimo minuto che termina con zero reti segnate all’attivo non può essere giustificata solamente dall’arbitraggio. Credo infatti che questo Novara abbia ieri definitivamente dimostrato qualche limite che, ad oggi, non gli permette ancora di alzare quell’asticella giustamente auspicata da Massimo Barbero sul “Fedelissimo”. Per la seconda volta in cui siamo stati costretti a giocare tre partite in sette giorni non siamo riusciti a centrare un filotto di almeno due vittorie che, classifica alla mano, avrebbero fatto la differenza tra un buonissimo campionato (come quello che stiamo facendo quest’anno) ed uno di alto livello a ridosso delle prime posizioni cui, dimenticandoci un attimo le premesse estive, non sarebbe stato scandaloso averne fatto parte. Come sempre lascio i tecnicismi a chi ne capisce più di me di calcio, rilevo però come continui, per esempio, a mancarci il famoso “piano B” durante la gara. Sia che si vinca, che si perda, che la parita si sblocchi a nostro favore o contro, oppure non si sblocchi proprio, continuiamo a giocare sempre e solo in un modo solo: si scaricano le palle a Piscitella o Capanni, entrambi posizionati nei pressi delle rispettive bandierine di calcio d’angolo, che poi provono a dribblare il mondo o a crossare in mezzo per nessuno. Non è pertanto criticabile l’impegno, la grinta, la voglia o addirittura la bellezza di un gioco che mai come quest’anno è oggettivamente piacevole da vedere, lo è però un’evidente mancanza di alternativa ad un atteggiamento parecchio dispendioso dal punto di vista fisico, ma anche parecchio contrastabile dagli allenatori avversari. Diana a Renate, per esempio, ha probabilmente capito che i pericoli maggiori venissero da Piscitella e, conseguentemente, non gli hanno fatto vedere palla. Gilardino nel derby ha fatto lo stesso con Buba marcato ad uomo. E in entrambi i casi non abbiamo mai provato ad inventarci qualcosa di diverso, proprio perché forse non siamo in grado di farlo.

Detto questo, è un peccato che ci sia il Monza altrimenti quello di quest’anno sarebbe probabilmente stato il campionato più interessante della storia della serie C. Classifica alla mano, togliendo i brianzoli, ci sono almeno altre 7 squadre “nel mazzo” che possono ambire a posizioni di vertice, e tra queste ci siamo anche noi. E l’essere presenti in questo gruppo, non dimentichiamolo, deve essere motivo di orgoglio anche perché un conto è farne parte con un budget importante, e un altro con mezza squadra che proviene dalla nostra cantera. Stiamo facendo qualcosa di grande, che l’attuale settimo posto in classifica non rende ancora giustizia. Non so se saremo mai in grado di alzare quella famosa asticella di cui ho fatto riferimento precedentemente, ma a fine Ottobre, dopo 12 partite giocate e fatta la giusta tara al nostro girone, è evidente che si possa ambire a scalare ancora qualche posizione. Senza mai perdere di vista la nostra realtà o sognare cose che non possiamo permetterci di sognare. Realismo e consapevolezza della nostra forza dovranno essere le due parole guida per affrontare il futuro, e se ci si metteranno contro nuovamente un arbitro inadeguato o un’avversaria più forte amen. L’importante sarà averci provato sempre, come stiamo già facendo.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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