Novara followers Editoriale

“Da questo momento se ne esce giocando a calcio”. Con questa frase Mister Banchieri si congedò da Gorgonzola, da questa frase siamo subito ripartiti ieri, giocando una gran partita. In realtà il Novara non è che abbia mai smesso di giocare a calcio, nemmeno nelle tre partite perse. Non è che si siano infatti notate, dal punto di vista del gioco, chissà quali enormi differenze o stravolgimenti tra la partita di Gorgonzola e quella di ieri, fatto ovviamente salvo che contro la Carrarese si è subito segnato e contro la Giana no. Probabilmente Mister Banchieri, cambiando alcuni esponenti, ha finalmente reso questa formazione più efficiente fin dal primo minuto di gioco o, semplicemente, l’andamento di questo campionato dimostra ciò che ripetiamo da Agosto: assoluto equilibrio che si spezza solo per dettagli e casualità.

Siamo tutti d’accordo sul fatto che la storia la scrivono i risultati e non il bel gioco, ma non è un’eresia sostenere che questo Novara è davvero bello vederlo giocare, almeno fino a quando regge dal punto di vista della condizione fisica. La prima ora di gioco di ieri è stata assolutamente paragonabile alla bellezza di gioco che sapeva mostrare il miglior Novara di Tesser e il primo Aglietti, soprattutto dal punto di vista dell’intensità e delle triangolazioni, e se non si è chiusa la prima parte di gara con un passivo molto più eclatante, è stato solamente per sfortuna e bravura del portiere avversario. Ecco, la vera differenza col passato, certamente non di poco conto, l’ha fatta proprio il numero di tiri in porta, che mi piace pensare ieri non sia stato casuale ma coerente con quel processo di crescita e margine di miglioramento che il Novara ha sempre dimostrato di poter avere. Se proprio si deve trovare un aspetto sul quale porsi qualche dubbio, questo è certamente identificabile nella mancanza di alternativa a Bortolussi, che pur giovane che sia, appare improbabile vederlo correre una stagione intera ai ritmi cui è chiamato oggi a sostenere. Il sostituto naturale Pinzauti appare infatti ancora incapace, forse per caratteristiche diverse o per una condizione fisica deficitaria, di garantire la stessa intensità di gioco del suo collega. E questo potrebbe diventare in futuro un problema.

Detto questo, è evidente quanto il Novara di oggi non meriti quella desolante cornice di pubblico di ieri. Ci dovrà pur essere una giusta e congrua via di mezzo tra uno stadio pieno di rompicoglioni mena sfiga che accorrono solo nei momenti importanti e la desolazione di uno stadio parecchio vuoto, che ricorda quello dell’era pre De Salvo. Il tempo brutto non aiuta di certo, ma è ora di uscire da questo equivoco psicologico in cui ci si sente nel diritto di pretendere uno stadio tutto coperto e, la mancanza di copertura, rappresenti sempre una giusta causa per starsene a casa. Siamo cresciuti con gli stadi all’aperto ma chissà perchè solo oggi si grida allo scandalo quando c’è la possibilità di prendere un po’ d’acqua, ieri peraltro pure poca. Mi rendo conto che i discorsi sul romanticismo di una partita bagnata siano aria fritta che piace solo agli innamorati come noi, ma quanto sia stata bella la partita di ieri è invece un’argomentazione molto più oggettiva che dovrebbe portare molta più gente allo stadio proprio perché quest’anno si vede qualcosa che diverte. Non si può dire il contrario.

Non siamo imbattibili, non siamo i più forti, non siamo meravigliosi. Abbiamo ampi margini di miglioramento in un contesto di qualche limite probabilmente insuperabile, ma, e mi ripeto a costo di sembrare noioso, questo Novara mi diverte. Capita che torno a casa incazzato come domenica scorsa, ma questo perché non me ne faccio una ragione di come si possano perdere alcune partite nonostante si giochi bene. Diventare follower di questo Novara dovrebbe essere naturale, quasi un dovere morale di tutti quelli che, negli anni scorsi, non hanno criticato la categoria ma la pochezza di gioco e spettacolo. Che cosa volete vedere di più ancora?

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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