La rivincita di Jo Condor Pensieri e parole

Per tutta la preparazione estiva Lui è stato l’oggetto misterioso …  dileggiato da buona parte del pubblico  (anche se con rispetto per la vittoria del campionato precedente); definito scelta di riserva, a detta dei giornalisti locali, dopo i mancati accordi o dinieghi di allenatori più quotati …

Se ne era sentito parlare ma nessuno, o pochi, ne conoscevano sembianze o credo calcistico. Una vittima predestinata da servire “calda calda” sul piatto del fallimento di una stagione pronosticata da molti…. un Jo Condor senza la mutua.

Cosi piano piano abbiamo iniziato a conoscerlo : burbero e quasi irrispettoso in panchina con il suo vestito Nervesa riadattato, il maglioncino sotto la giacca (tira arietta ogni tanto e l’età fa il suo effetto), la braccia conserte durante la partita in segno di religioso rispetto, il foglietto degli appunti da scambiare con Max Guidetti .

Ma è alla fine della partita che comprendi l’uomo Banchieri : un bambino felice pronto ad entusiasmarsi per ogni cosa, anche per uno scatto  di Peralta ( che in realtà non abbiamo mai visto ) o per una verticalizzazione di Fonseca ( altra cosa mai vista ).

Capisci dall’entusiasmo con cui ti illustra il post partita che questo è per lui un mondo meraviglioso e che il sogno che sta vivendo lo riempie d’orgoglio.

Un mondo dove è  entrato quasi per incanto, catapultato da Papà Michelangelo a riempire un buco che per troppi anni era stato occupato da personaggi con un lignaggio più  importante; comandato a difendere una truppa di ragazzini che dovranno rappresentare la rifondazione azzurra.

Le sue cadenze tipiche del basso torinese, quella sua età indefinibile, quegli occhi che si accendono all’improvviso lo rendono comunque un personaggio. Un personaggio che ti aspetteresti di incontrare in una piola di  Volpiano con  un tubu ‘d neir in mano ad accompagnare due baricie o un pezzo di toma ‘d mul mentre guarda gli amici cercano di piazzare un tre al truc sul campo di bocce.

Invece quella piola si è trasformata nel Piola di Novara e il nostro Jo Condor, con quella calma tipica dei piemontesi di vecchio stampo, si sta prendendo la sua rivincita con un calcio lineare, armonico e pulito; con le sue formazioni fatte da 17 giocatori e con le partite che cambiano al 60mo; con i suoi moduli pieni di sottopunte (termine sdoganato recentemente anche da  Conte ed Ancelotti); con quella banda di ragazzini che hanno la sua stessa luce negli occhi; con quei quattro o cinque “anziani” che ogni tanto in campo lo mandano a cagare ma con benevolenza, la benevolenza che si riconosce ad un buon padre di famiglia.

Aspettiamo di incontrarlo, magari davanti ad buon piatto di ravioli, per chiacchierare con semplicità di cosa è stato Banchieri in passato e come vede il suo futuro…. con la stessa pacata benevolenza di quei quattro “anziani” di cui sopra.

ciao Jo Condor adesso ti aspetta il derby … sabato sera farà freschetto … ricordati il pulloverino … poi via … facciamogli un culo come una capanna.

Ciumi

 

 


Analista tecnico delle partite e sfanculatore ufficiale del blog. Convive con una sana passione per le Converse All Star sgualcite e scolorite e per la scarsa considerazione sul genere umano. Severo ma giusto.

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