IL CALCIO ILLVSTRATO – NOVARA-INTER 1949 Storia e memoria

Togliete sky, dazn e tutte le connessioni pirata. Togliete gli iphone, ipad, tablet e tutti i cellulari. Dimenticatevi le sintesi e le immagini spettacolari dei gol. Niente forum, blog, muri, dibattiti televisivi. Nessuna connessione. Anzi eliminate computer e televisioni dalle vostre case.

E ora provate ad informarvi su una partita di calcio.

Nel dopoguerra c’erano due sole strade per seguire il calcio: quella che portava allo stadio e quella che portava ad un’edicola.

“Il Calcio Illustrato” ha raccontato per decenni, con foto rigorosamente in bianconero e con una prosa senza pari ciò che gli occhi non avevano potuto vedere. Attraverso quelle foto e quelle parole i tifosi potevano immaginare e rivivere la partita.

L’inter non si è cibata di Novara a spezzatino. Anzi è mancato poco che non finisse lei, sotto forma di cappone allo spiedo, sulla tavola di quei poveracci di novaresi, da troppo tempo costretti a nutrirsi di pan secco e pesciolini: e quindi affamatissimi. Aggiungerò, sfidando gagliardamente le ire dei miei amici nerazzurri, che se il Novara avesse raggiunto l’obbiettivo di satollarsi del tutto (con una vittoria intendo), non ci sarebbe stato nulla, da obbiettare.

Con queste parole Mario Casalbore, introduce Novara-Inter giocata il 16 gennaio 1949, 70 anni fa.

Il Novara è ultimo in classifica con soli 11 punti dopo 19 partite mentre l’Inter è seconda in classifica a soli due punti dall’invincibile Torino di Valentino Mazzola.

I nerazzurri Nyers e Amadei sono al primo e secondo posto della classifica marcatori con 15 e 17 gol. Il Novara in tutto il campionato ha segnato la miseria di 19 gol, l’Inter ne ha già segnati 53.

La partita non dovrebbe avere storia ed invece, complice anche un campo innevato ed infame, il Novara sorprende i nerazzurri.

Il racconto della partita apre la mente del lettore all’immaginazione e le poche foto alimentano la fantasia del tifoso. Il risultato è di aver la sensazione di aver perso una sfida mitica, di invidiare i presenti allo stadio che si intravedono ammassati nelle fotografie e di voler immediatamente vedere dal vivo una partita di calcio per poter vivere quelle emozioni.

Il Novara era risoluto a battersi tenacemente, ma più per orgoglio che per reale fiducia nelle proprie possibilità di vittoria. E questo mi par dimostrato dalla decisione di mantenere, al centro della mediana, la recluta Molina II, un pivello proveniente dalle file dello Sparta (che non è quello arcifamoso di Praga, come qualcuno potrebbe credere, ma una società minore che è un autentico vivaio di calciatori per Novara). S’era parlato di mettere Galimberti, vecchia volpe, al centro. Poi, di botto, ecco la conferma di Molina. Contro Amedei, e scusate se è poco per un novizio! Il fatto che Molina se la sia cavata più che egregiamente, palesando doti positive, non muta di una virgola l’illazione circa l’esistenza di una fatalistica rassegnazione nell’animo dei tecnici novaresi. perchè in circostanze normali collocare un calciatore di primo pelo di fronte ad Amadei è come mandarlo al sacrificio, candido innocente agnello…

Piola sgobbava e spesso cesellava, richiamando alla mente cari ricordi. Gli altri lo assecondavano, aderivano ai suoi inviti. Meno male che Bearzot si era ripreso e giocava una salda partita; meno male che Achilli (l’unico nerazzurro che si reggesse per benino sulle gambe o se preferite sui pattini…) scorrazzava per il campo agganciando palloni un po’ dappertutto, meno male che Franzosi palesava una sicurezza notevolissima anche nelle uscite. Perchè dall’altra parte Lorenzi alle prese con il tenace e rude Mainardi, non riusciva a farsi luce; mentre Amedei e Neyers un po’ erano preceduti dalle entrate dei difensori, un po’ sonnecchiavano, un po’ scivolavano al momento buono.

Fu l’Inter a segnare per prima, e neanche in questo ci fece un affare, perchè il gol fu di quelli che non convincono troppo le vittime. Un potente tiro di punizione di Campatelli trova Corghi pronto al tuffo, ma la parata del portiere non impedì che la palla facesse una giravolta per aria nell’interno della porta. Il gol, evidentemente era stato segnato; ma sapete com’è, lasciava pur adito a qualche dubbio. Il Novara, probabilmente ne trasse la conclusione che se erano tutte li le possibilità realizzatrici dell’Inter, valeva ben la pena di buttarsi sotto. 

Cominciò un’offensiva serrata, tambureggiante. L’Inter prese a difendersi affannosamente e più palesava il suo affanno, più il Novara stringeva. Il pareggio venne dopo una serie di angoli e dopo alcune belle parate di Franzosi. Lo segnò Ferraris, di testa, raccogliendo un pallone che, deviato di pugno da Franzosi aveva urtato sul capo di Fattori. Fu un’iniezione di caffeina! Impetuoso, energico, il Novara cercò a lungo, ardentemente, lo spiraglio della vittoria. Lo intravide ma non lo raggiunse. Nella vita non sempre si ha quel che si merita… 

 

 


Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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