I ragazzi terribili Editoriale

Se Banchieri è riuscito (per ora) a far sembrare giocatori di calcio parecchio credibili Sbraga e Peralta, i casi sono due: o è davvero un genio, oppure probabilmente hanno ragione i teorici del fatto non abbia senso riempie una squadra di serie C di nomi importanti a casaccio, perché tanto la differenza la farà sempre il collettivo, nella sua accezione del termine più globale possibile. O hai la fortuna di spendere 10-15 volte quello che fanno gli altri (Monza, ma anche Novara dell’era Toscano se vogliamo) o un campione, magari over 30, ti farà anche vincere qualche partita ma non farà mai la differenza sulla stagione. Anzi, va pure a finire che, come successo a noi lo scorso anno, se si sommano qualche criticità di troppo allora è facile ti faccia paradossalmente affondare prima del dovuto. La serie C dello scorso anno ha detto questo, e l’inizio di quella attuale sembrerebbe confermarlo.

In ogni caso Banchieri, contro tutto e tutti, riuscendo a convincere la massa dopo solo tre giornate ha già di fatto vinto il suo personalissimo campionato, beninteso pur non avendo ancora fatto concretamente nulla visto che la storia è tutta da scrivere. Ha vinto quando non si è mai scomposto alla valanga di scetticismo che ha accompagnato la sua nomina, ha vinto con la cortesia e con la sua piacevole parlantina che si ascolta che è una meraviglia, ha vinto con la sua umile disponibilità ad ascoltare chiunque gli si presenti davanti e ha vinto perché, uno che dimostra 55 anni pur avendone 45, e alla prima conferenza stampa ti parla di sottopunte, ha vinto punto e basta.

Questo Novara non è una macchina da guerra, anzi. Anche ieri sera ha lasciato, per ampi tratti della partita, il dominio del gioco ad un avversario apparso abbastanza solido e organizzato ma che, stringi stringi, non ha combinato mai nulla. Ed è questa la vera nostra forza: non scomporci mai e non dare mai l’impressione di non capirci nulla. Non ho sinceramente mai avuto la sensazione che il Lecco o la Juve potessero farci male, così come a Monza (esclusi i primi 10 minuti) non ho mai avuto la percezione di poter prendere un’imbarcata colossale. E se questo è principalmente merito di chi va in campo, è però evidente che ci stia andando con le idee ben chiare di cosa possa e debba fare. E soprattutto convinto di farlo bene.

Non ha molto senso guardare ora il calendario, anche perché se l’impressione di un grosso equilibrio sarà confermata dai fatti allora una squadra da incontrare varrà l’altra. Ma provando comunque a fare questo giochino verrebbe da dire che in questo Settembre abbiamo già la possibilità probabilmente di delineare il nostro campionato in una certa direzione. Le remuntade esisteranno anche, ma nove volte su dieci, in serie C, chi parte bene comunque finisce nelle zone alte. Se Lecco abbiamo tutti detto rappresentasse il primo banco di prova importante dopo le prime due partite “sui generis”, la trasferta di Pontedera di domenica prossima rappresenterà senza dubbio un nuovo esame cui i nostri ragazzi saranno chiamati a misurarsi: la prima vera trasferta contro una vera squadra di serie C. La partita di Coppa in Puglia a inizio Agosto arrivò troppo presto, con una squadra troppo parziale. Pontedera sarà ora parecchio indicativa, non tanto dal punto di vista del risultato ma della prestazione e dell’atteggiamento.

Concludo con un dovuto ricordo di Udovicich, da uno come me che ovviamente non può averlo mai visto giocare. Ho iniziato a lavorare molto presto, continuando a studiare nel mentre. A 21 anni non compiuti mi hanno catapultato a Milano dentro un ufficio amministrativo titoli di una sede di una Banca, insieme a colleghi che mediamente potevano essere miei genitori. Molti di loro, serie A centrici, saputo fossi di Novara mi chiesero se conoscessi personalmente Udovicich, loro personale mito dei tempi. Questa cosa mi è sempre rimasta impressa. Il Novara Calcio nella seconda metà degli anni novanta praticamente agli occhi del mondo non esisteva, se non per figure come quella del Nini. Questo per dire che abbiamo purtroppo perso molto di più di quello che si possa pensare. Abbiamo perso il simbolo.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: