Esse quam videri Pensieri e parole

Un uomo potrà sempre dirsi ricco se qualcuno un giorno disegnerà la storia delle sue gesta, affinché vengano ricordate.

Stasera, come tutte le sere, arriva il momento della storiella. La mia bambina ha tre anni e mezzo e da un po’ di tempo ripete “Forza Novara!” (chissà chi le avrà insegnato a dirlo…). Onestamente ero a corto di favole e storie di fantasia. Ho pensato allora di raccontarle di un signore alto e magro, venuto da una città lontana per giocare a calcio con la maglia azzurra del Novara. Le ho detto che si chiamava Giovanni, ma che tutti lo chiamavano Nini. Le ho detto che era riconoscibilissimo per il suo look “con pochi capelli”. Le ho raccontato che era un nonno dolce, come solo i nonni sanno essere. Ed ho cercato di spiegarle che era amato da tutti in città perché per tantissimo tempo ha portato la maglia azzurra del Novara, e che tutti coloro che lo amavano erano felici di gridare “Forza Novara!”, come fa lei ora.

Sono nato qualche anno dopo la fine della carriera agonistica del Nini, e quindi non ho avuto il privilegio di vederlo giocare. Ma ciò che so di lui viene dalla memoria collettiva della città e dei tifosi. Faccio parte di una generazione che ha vissuto solo la coda dell’epoca delle bandiere calcistiche, ciononostante sento un legame fortissimo con quel tempo. Forse per la nausea che mi da’ un certo calcio plasticato, sempre pronto a cambiar casacca a fronte del miglior offerente. Il tutto in nome del “mercato”.

Già, il mercato. Quello che dovrebbe arricchirci tutti in teoria. Eppure, quando pensiamo al nostro amato calcio, sembra sempre che ad arricchirsi siano altri. Ma trattasi di vera ricchezza? Se chiedete ad un ragazzino sotto i vent’anni probabilmente vi dirà che, certamente, la vera ricchezza sono i soldi. Che queste sono malinconie da nostalgici, da vecchi, che quello che conta è il presente, non certo il passato o magari il futuro.

Ed invece io, pensando al grande Udovicich non posso che associarvi il pensiero della ricchezza: ma non la ricchezza che intendiamo noi, la vera ricchezza! Perché non puoi comprare un record come quello di oltre 500 partite orgogliosamente con la stessa maglia. Non puoi comprare i complimenti di Rivera per un assist a San Siro. Non puoi comprare i pensieri delle tante persone che oggi lo piangono e lo ricordano. Non puoi comprare l’attenzione dei giornalisti che raccontano le tue gesta come quelle di un potente Dio ellenico a distanza di decenni dalla tua ultima partita. Non puoi comprare una bandiera con il tuo volto a rappresentanza di una tifoseria. Ma soprattutto non puoi comprare la stima unanime di chi ha vissuto quel tempo. Se oggi aprite Google, provate a digitare Udovicich e ve ne renderete conto.

Stasera quindi ho pensato che anche io dovessi qualcosa al Nini: lui che ha dato lustro ai colori che mi fanno battere il cuore merita che continui ad esserci qualcuno che “disegni la storia delle sue gesta”. La memoria generazionale è una ricchezza infinita di cui spesso sottovalutiamo il potere ed il valore. Ma se tifate Novara o semplicemente se amate il calcio, sono sicuro che trasmetterete la memoria del Nini. La memoria di uno degli uomini più ricchi a cui riesca a pensare.


Gli inglesi hanno inventato il calcio, i francesi l’hanno organizzato, gli italiani l’hanno messo in scena. (Serge Uzzan) Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro. (Pier Paolo Pasolini)

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