La vittoria più bella. Editoriale

Per me è successo un miracolo. Non ho altre parole per definire l’ambiente percepito e visto ieri allo stadio, semplicemente emozionante e perfetto nell’essere una sola cosa con i ragazzi scesi in campo. Nemmeno in serie A, anzi nemmeno l’anno che abbiamo vinto la serie B, si assistevano a partite come quella di ieri in cui non si sono ascoltati mugugni, critiche o una sola parola fuori posto contro i ragazzi di azzurro vestiti. Arrivare a questo, dopo i due ultimi campionati, dopo il ridimensionamento, dopo l’estate che abbiamo trascorso, significa soltanto due cose: la prima è che appunto i miracoli esistono; la seconda è che avevano ragione tutti quelli che invocavano chiarezza da parte della Società. Sarà un caso, ma mai come ieri sera, dove ognuno dei tifosi presenti al Piola sapeva cosa si sarebbe aspettato di vedere e cosa vedrà nei prossimi mesi, ha avuto il benchè minimo mal di pancia. Chi c’era è perché evidentemente ha sposato la causa, e non importa se è stato presente solo perchè costava poco l’abbonamento, stare a casa costava ancora meno. E invece era al Piola. Non vi sono dubbi che i tre punti conquistati siano stati la famosa ciliegina sulla torta, ma l’impressione avuta è che, anche se la partita fosse finita con un pareggio, la gente sarebbe rincasata col sorriso. Ieri ci siamo divertiti tutti, al di là della prestazione o della bellezza della partita (a mio avviso mediamente molto più bella e fisica di tutte le partite viste lo scorso anno), perché chi ha sposato questo progetto non può rimanere indifferente al goal del nostro Collodel o a dei ragazzini che non si sono fatti il minimo scrupolo di picchiare quando è stato ora di farlo e di lottare su ogni pallone. Una vittoria come questa vale dieci vittorie di una squadra fatta di nomi ma fredda e vuota dal punto di vista empatico come una confezione di cornetti Algida finita. No doubt.

Perderemo partite, perderemo punti per qualche stupidata di troppo perché, come diceva Nonnopipo domenica, son ragazzi. Nessuno qui ha l’intenzione di sognare qualcosa di più di un campionato portato al termine con dignitosa sofferenza e tanto sudore, ma non può essere oggi il momento di pensare ai passaggi bui che ci saranno. Sarebbe semplicemente fuori luogo. Tantissimi ci davano per morti e invece ci siamo eccome. E questo è davvero bello perché se è vero che i conti si fanno sempre alla fine, è altresì vero che spesso i campionati diventano poi espressione finale di come nascono. Vincere aiuta a vincere e, soprattutto, chiama quella fortuna che da troppo tempo si è dimenticata di noi. Sarebbe facile dire ora che con Viali il rimpallo di Pogliano sarebbe finito fuori invece che dentro, e quello di Collodel sulla traversa (benché l’ho pensato e detto ieri), ma rimane il fatto che nella vita c’è sempre un qualcosa di inspiegabile ed imponderabile che decide poi il tuo destino. Che evidentemente ieri, ma speriamo più in generale, non ci è stato nemico.

In settimana ho avuto modo di incontrare e conoscere il DG Nespoli e il DS Zebi. Al di là del fatto che il primo mi sia sembrato sinceramente meno pirla di quanto forse è stato dipinto, e che il secondo mi abbia dato l’impressione di poter essere tranquillamente uno di noi sugli spalti da quanto fosse carico e ci credesse davvero, credo che sia arrivato il momento di provare a fare una cosa che mi rendo conto non sia facile: scindere la figura di MDS dal resto della Società, senza però dimenticarsi che la stessa esiste grazie a lui (e soprattutto famiglia). Per me la Società Novara Calcio oggi è rappresentata da loro, e basta. Inutile incattivirsi e incarognirsi inseguendo nella terra del Conte Dracula chi, metaforicamente parlando ovvio, è morto. Deleterio oggi farsi del male pensando a ciò che i portafogli della famiglia De Salvo potrebbero fare ma che non fanno. Sono tutte cose vere, e chi vi scrive non smetterà mai di “combattere” questa Proprietà dal suo punto di vista di tifoso incazzato e ferito per la mancanza di impegno e presenza, ma mi sono convinto che oggi sia probabilmente più utile un DG che, pur culturalmente distante dal mondo del calcio, abbia chiare competenze organizzative e finanziarie, e un DS che sappia diventare un problema per qualche eventuale giocatore dannoso. E non il contrario. A questo Novara servono oggi forse più loro due di un De Salvo in Tribuna con la faccia di un morto. O almeno ci provo a pensarlo, fino a prova contraria.

Tifare Novara è sempre bello (oltre che stressante) ma potrebbe anche essere che quest’anno lo sia un pochino di più del solito. Magari a partire da Domenica prossima quando incontreremo i veri ricchi, più famosi, più belli, più cattivi e che indossano la maglia di una città più grossa della nostra. Che però se perdessero questo campionato si suiciderebbero tutti. Cosa c’è di più bello che provare a rovinargli i programmi?

Claudio Vannucci

 


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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