Due partite zero punti. Pensieri e parole

È bastato scorrere  il calendario degli incontri appena partorito dal computer della lega per fermarsi dopo aver letto le prime due giornate, quando il tifoso medio novarese, quello che, comprassimo Messi, riuscirebbe ad esprimere una serie di dubbi che spaziano dalla probabile ormai compromessa condizione fisica dell’argentino, fino ad arrivare a ipotizzare un possibile coinvolgimento della società con le strategie di economia mondiale messe a punto dal gruppo Bilderberg, già emetteva la prima sentenza della stagione: contro la Juve Under e successivamente a Monza, zero punti.

Zero punti; pronostico che sicuramente le prerogative, sino a questo momento, indicherebbero più che probabile.

Ma siccome io delle prerogative me ne sbatto altamente le balle, mai riuscirei a dare per scontato che il mio sogno possa finire male, non ci riesco proprio: nel cuore la speranza che Davide possa vincere contro il gigante Golia non viene mai meno.

Limitatamente al calcio, si intende, nella vita il realismo impone più sobrie capacità immediate di avvertire, comprendere e valutare i fatti che si verificano all’interno della sfera dell’esperienza o si prospettano in un futuro più o meno vicino.

Ma nel calcio no, mi rifiuto di essere razionale e obiettivo, il calcio non è una scienza esatta, e se lo fosse sarebbe triste e scontata come l’ analisi del resoconto annuale delle spese condominiali, quindi il Peter Pan che (r)esiste in me reclama giustamente i suoi diritti.

Ad essere sinceri, applicando questa teoria, è capitato sovente di averlo preso in quel posto, ma credo ciò sia spiegato esaustivamente nelle regole del gioco stesso, anche se scritte in piccolo.

Dunque, giocassimo all’ Allianz Stadium contro la Juve o al Camp Nou al cospetto dei blaugrana non farebbe differenza alcuna rispetto a una sfida contro quelli “alla nostra portata”.

Certo che dentro quei due santuari la speranza che qualcosa di irreale, soprannaturale o una epidemia diarroica causata dallo staphylococcus aureo ci consenta, magari all’ultimo minuto, di vincere la partita, avrebbe, appunto, bisogno di una mano.

Quindi se pensiamo che gli under Agnelli strisciati in comune con i fratelli maggiori hanno solo la maglia e i Berlusgalliani  brianzoli non sono di certo il Barça, perchè almeno due cazzo di punti non potrebbero essere alla nostra portata anche senza il merdoso aiuto del batterio gram positivo sopracitato?

Al di fuori degli schemi preconfezionati e la testa lasciata al suo pensante nobile compito, cedo il passo ai due elementi in grado entrambi di sostituirla: la pancia e il cuore.

E se, come fanno certi politici, ragionare con la prima è come cantare con il culo, a volte due occhi sono troppo poco per contenere la bellezza della nostra maglia, per questo è stato inventato il cuore.

Due partite zero punti … ma andì da via ‘l cü !!

Nonnopipo


Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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