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Storia e memoria

1975/76 A DUE PASSI DAL SOGNO

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Quante volte è capitato nella storia dei campionati di serie A e B che un guardalinee si rompesse una gamba durante una partita?

Quante volte è capitato che un guardalinee venisse sostituito da un altro che aveva il patentino revocato?

Quante volte è capitato che una partita si dovesse rigiocare per “errore tecnico”?

E quante volte succede che la tua squadra sta vincendo in trasferta, la partita decisiva del campionato, contro la favorita per la vittoria finale ed il guardalinee si rompe una gamba a 15 minuti dalla fine, viene sostituito da uno che non può guardare le linee, gli avversari pareggiano ma la partita viene invalidata e ripetuta, ripartendo dal primo minuto.

E’ successo, è successo una volta, è successo a noi: Catanzaro-Novara 18 aprile 1976

La graduatoria finale non rende giustizia alla stagione del Novara che fino a 6 giornate dal termine era in testa alla classifica e che ad una giornata dal termine, con il sacrosanto punto di Catanzaro, sarebbe stata al terzo posto in classifica ad un solo punto dalla vetta.

Forse il Novara non ce l’avrebbe fatta ma sicuramente quell’episodio ha negato agli azzurri la certezza del risultato sportivo. Nessuno può dire come sarebbe andata a finire senza quella sostituzione a gara in corso e tutte le vicende successive.

Recupero della 29 giornata – 17 giugno 1976 Catanzaro-Novara 3-0

Il Novara ha scelto di rinunciare al ricorso per giocarsi tutte le sue ultime possibilità di promozione sul campo. La scelta è stato il frutto di un calcolo ben preciso: se anche fosse stato restituito il punto, non sarebbe stato sufficiente per rientrare nei giochi promozione: ci vogliono 3 punti, due bisogna conquistarli a Catanzaro e poi un punto a testa tra Novara e Foggia potrebbe essere utile ad entrambe le squadre per la promozione.

Ma i conti furono sbagliati, era impensabile affrontare due trasferte al sud in tre giorni, su campi infuocati in tutti i sensi, in un giugno caldissimo, senza venire travolti. Era meglio puntare tutto sulla restituzione del legittimo punto conquistato sul campo a Catanzaro e poi andare a Foggia a giocare freschi, riposati e carichi tutte le nostre possibilità. Ma questo con il consueto senno di poi.

Il Novara parte martedì con destinazione Crotone, convinto di poter schierare Vivian e Menichini, ammoniti nell’ultima partita ed in odor di squalifica. Il turno di squalifica scatterà come consueto per la domenica successiva e non per la partita di Catanzaro.

“Domenica l’arbitro Ciulli ha ammonito ben quattro novaresi e per due si profila la squalifica: Vivian e Menichini.  Stando al passato – risponde l’allenatore novarese – la squalifica sarà per domenica e non certamente per giovedì. Il comunicato è reso ufficiale mercoledì sera e mi pare ci vogliano 24 ore per renderlo esecutivo”

Anche questo calcolo fu sbagliato, il giudice Barbè anticipò di un giorno le sue decisioni per renderle operative fin da giovedì, squalificando per due giornate Menichini.

Giorgis deve quindi fare i conti con le contemporanee assenze di Menichini, Veschetti, Udovicich e con Lugnan menomato dall’infortunio della domenica precedente. Il Novara è costretto a schierare Ferrari difensore centrale in coppia con Vivian, Scorletti nell’inedito ruolo di terzino sinistro e Lugnan palesemente infortunato, a destra.

“Il Novara si difende. E’ mutilato di due uomini importanti ma regge. La partita si fa nervosa, non c’è il gioco c’è lo scontro”

Garella tiene a galla gli azzurri con alcuni interventi prodigiosi e si arrende solo al 58’. Improta serve Palanca, il piccolo attaccante ruba il tempo a Scorletti e di testa mette in gol.

Lo stadio ora è una bolgia con 30.000 tifosi calabresi n piedi che urlano la loro gioia. Il Novara prova timidamente a reagire e reclama un rigore per atterramento di Piccinetti. L’arbitro Menicucci non ci pensa proprio a rovinare la festa.

Al 65’ ancora Palanca di testa (l’attaccante calabrese è alto 1,69 e una doppietta di testa non la rifarà mai più) e Improta al 65’ chiudono tutti i giochi. Il risultato finale è giusto anche se troppo severo nel punteggio.

“Questa famosa ripetizione si è conclusa a netto favore del Catanzaro che, dalla vicenda del guardalinee fasullo ha ottenuto tutto quello che voleva, cioè i due punti indispensabili per il salto in serie A, alla faccia del regolamento e della giustizia sportiva”

A Novara la sconfitta viene raccontata da Radio Azzurra in tutti i ritrovi del tifo azzurro. Dal bar Benevolo allo Stregone i locali sono gremiti ed alla fine la delusione ed un profondo senso di ingiustizia prendono il sopravvento.

“Non c’è niente da fare, si è fatto di tutto per farci perdere e alla fine ci sono riusciti. Il trionfo dell’ingiustizia sportiva è stato totale”

Giornata 38 – 20 giugno 1976 Foggia-Novara 1-0

La matematica concede agli azzurri ancora una piccolissima speranza, battendo il Foggia e con i contemporanei passi falsi di Varese, Brescia e Catanzaro possiamo sperare in uno spareggio.

La società prova a dare per l’ultima volta la carica ai suoi ragazzi

“Guai a chi non si impegnasse – tuona il dirigente Egidio Nuvolone – A Novara siamo abituati a perdere dopo aver speso tutto per avere la coscienza tranquilla. E’ quello che pretenderò domani a Foggia per uscire da questo tormentato campionato a testa alta”

“Adesso andiamo a Foggia e se non mi danno retta, se non giocano come pretendo io saranno guai per molti – questo il pensiero di Giorgis – Abbiamo ancora una piccolissima probabilità perché non cercare di sfruttarla?”

Il Novara gioca nella domenica in cui il 93,4% (!!!) degli italiani si reca alle urne. 14 milioni di italiani votano DC e più di 12 milioni di italiani votano PCI. Il Partito Comunista di Berlinguer guadagna il 7% e si avvicina come non succederà mai più a governare il Paese.

Quella stessa notte a Belgrado, lo sconosciuto Panenka inventa il cucchiaio e segna il rigore decisivo che consente alla Cecoslovacchia di sconfiggere la Germania Ovest nella finale del Campionato Europeo.

L’ambiente pugliese ha preparato la festa promozione prima ancora di giocare la partita. I giocatori si presentano in campo accompagnati da una grande A di fiori rossi, dopo 16 minuti il Foggia passa, palla a Toschi che supera il giovanissimo Venturini al suo esordio e serve al centro dove l’ex Turella è pronto a deviare di testa. La palla batte sulla base del montante destro della porta di Garella e rotola in rete.

Il Novara non si arrende, reagisce e gioca una partita di grande temperamento come aveva chiesto il suo mister e sfiora ripetutamente il gol soprattutto con un bolide di Piccinetti, respinto di pugno da Memo.

Dopo 45 minuti di gioco la classifica vede Foggia e Genoa a 45 punti, Catanzaro 44, Varese 43, Brescia 42, Novara 41.

Al 63’ il Varese passa in vantaggio ed aggancia il Catanzaro a quota 44. Replicano i calabresi al 71’ con il solito Palanca ma al 85’ vengono raggiunti dalla Reggiana ormai matematicamente retrocessa. Ad un minuto dal termine la classifica vede Catanzaro e Varese appaiate a 44 punti. Ma al 90’ la difesa emiliana stranamente si ferma su un lancio in area e Improta può facilmente insaccare dall’area piccola.

Genoa, Foggia e Catanzaro sono in serie A. Oltre al Novara, la squadra realmente danneggiata dalla vicenda del guardalinee sostituito è il Varese: senza quel punto in più, il Catanzaro sarebbe stato costretto ad uno spareggio promozione contro i lombardi.

Si chiude così il campionato 1975/76, il Novara si è fermato a due passi dal sogno con tanti rimpianti, non solo per la vicenda Catanzaro.

Il Novara si è trovato, quasi casualmente, con una formazione fortissima, con giovani che avrebbero poi fatto una carriera importante: Garella, vincitore di due scudetti, Menichini con oltre 200 partite in serie A, Marchetti 185 presenze e 10 gol in serie A, Rocca e Salvioni con oltre 50 presenze in serie A e centinaia in serie B. Una difesa perfetta con la coppia centrale Vivian-Udovicich insuperabile nella prima parte del torneo e quella Vivian-Veschetti nella seconda parte, ancora più convincente.

La rosa novarese non era però completa. Specialmente in attacco mentre le altre squadre potevano contare su bomber di razza come Pruzzo, Bonci, Bordon, Palanca, Muraro e Altobelli, tutti in doppia cifra, la coppia azzurra Fiaschi-Piccinetti si fermava a rispettivamente a 9 e 7 gol ma soprattutto non erano aiutati dagli altri attaccanti in rosa, con Giannini e Rolfo che non riuscirono a realizzare un solo gol in tutta la stagione.

L’infortunio di Ferrari a lungo assente e fondamentale per il gioco azzurro e la rosa ridotta al minimo che ha costretto spesso Giorgis a schierare giocatori fuori ruolo hanno tolto agli azzurri quei pochi punti indispensabili per raggiungere l’obbiettivo.

Il Novara 1975/76 era sullo stesso livello delle altre squadre promosse in serie A. Senza dimenticare i numerosi episodi arbitrali sfavorevoli e i tanti pareggi in partite dominate sul campo, Il Novara è rimasto imbattuto contro il Genoa, imbattuto anche contro il Catanzaro nelle due partite “vere”. Contro il Foggia ha pareggiato una partita dominata sul campo e ha perso il ritorno all’ultima di campionato, ha pareggiato due volte contro il Varese.

E’ mancata probabilmente la determinazione e quella lungimiranza che a novembre poteva portare la società a compiere qualche ulteriore rinforzo nella rosa. Non era previsto ad inizio stagione un campionato così esaltante e sicuramente il rimpianto, in primo luogo di Tarantola, per essere arrivati a due passi dalla serie A, traguardo sempre sognato e mai raggiunto dallo storico Presidente, è stato grande.

L’anno successivo lo stesso Presidente, gli stessi dirigenti e lo stesso mister fecero un disastro.

Al posto di Garella, Menichini, Salvioni, Rocca, Marchetti e Fiaschi arrivarono Moriggi, Amato, Fabbian, Lassini, Cavallari e Giavardi.

Vivian fu vittima di un grave infortunio che lo tolse dai giochi per tutta la stagione e Udovicich pur rimanendo in rosa, non giocò più. A Novembre si provò a rimediare ingaggiando Buso, Lodetti, Toschi, Cattaneo e Fumagalli ma il danno era fatto ed il Novara retrocesse.

Sei mesi dopo la fine della miglior stagione dell’era Tarantola i tifosi aggredirono ed insultarono il Presidentissimo, accusandolo di utilizzare il Novara Calcio per interessi imprenditoriali personali e costringendolo alle dimissioni, poi ritirate. Ma questa è un’altra storia.

 

 

Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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Pier Carlo Ferrari, il sesto uomo

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Pier Carlo Ferrari ha fatto parte insieme a Givoni, Osenga, Lodigiani, Asperi, Rollino e al fratello Mario Ferrari di quel gruppo di ragazzi novaresi che dalla seconda linea contribuirono a rendere grande l’Hockey Novara negli anni ’80.

Pier Carlo è stato soprattutto nella stagione 1984/85 tutt’altro che una riserva ma anzi un importantissimo primo cambio di una squadra di fenomeni (Colamaria – Dal Lago – Mariotti – Marzella). Ci fu la sua firma nella conquista del 21° scudetto, il primo dell’epoca d’oro degli anni ’80. A causa dell’assenza di Stefano Dal Lago, giocò titolare nella finale scudetto segnando il decisivo gol del tre a due. Giocatore completo, in grado di ricoprire più ruoli con un tiro potente e preciso. Un lusso tenerlo in panchina.

Pier Carlo Ferrari è morto a 62 anni a causa di un male incurabile contro il quale combatteva da tempo.

Qualche anno fa ricostruendo la storia dei derby contro l’Amatori Vercelli, Massimo Barbero intervistò Pier Carlo che lasciò il suo ricordo di quella indimenticabile stagione ed è con quel ricordo che vogliamo salutarlo un’ultima volta.

https://lastoriafinita.wordpress.com/2014/11/19/pier-carlo-ferrari-lintervista-di-massimo-barbero/

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La Maglia è Azzurra

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La maglia del Novara è azzurra (tecnicamente è una sfumatura di blu-turchese, pantone blu savoia nella scala dei colori), non è blu, non è celeste ma è azzurra. I polsini ed il colletto sono bianchi così come imposto in origine dalla Federazione per distinguere la maglia del Novara da quella della Nazionale e raramente è stata totalmente azzurra. Il collo è a V ed è stato confezionato nelle più svariate forme ma può essere girocollo come negli anni 60-70. I calzoncini sono stati bianchi fino alla fine degli anni ’60, poi il colore bianco si è alternato con il nero e con l’azzurro. I calzettoni sono neri oppure azzurri sempre con bordi bianchi, da evitare i calzettoni bianchi anche se sono stati utilizzati in alcune stagioni.

Lo scudo è una croce bianca su sfondo rosso. Nei primi anni lo scudo aveva la forma simbolica della città di Novara (croce argentata su sfondo rosso) ma già alla fine degli anni ’20 la forma era come quella attuale. Dagli anni ’60 è comparsa la bordatura bianca intorno allo scudo. Nella stagione 1996/97 e 97/98 il classico scudo su sfondo rosso e croce bianca, venne per la prima volta sostituito dal logo “Novara Calcio 1908”. Nel 1999 si ritorna al classico scudo crociato ma nel 2004/05 il logo “Novara 1908” ritorna sulle maglie azzurre e rimane fino alla stagione 2020/21, a parte la stagione 2008/09 con lo speciale stemma per il centenario. Nell’unica stagione in D del 2021/22 il logo “FC Novara” viene impresso sulle maglie. Nelle ultime due stagioni e speriamo in eterno, lo scudo è di nuovo tornato sulle maglie azzurre.

Il colore bianco all’interno della maglia azzurra è entrato timidamente per la prima volta nel 1996 ed il più delle volte ha fatto dei danni inenarrabili. Gli sponsor hanno cominciato a deturpare la maglia azzurra dalla stagione 1981/82 anche se per alcune stagioni, alla fine degli anni Novanta ed all’inizio degli anni 2000 la maglia rimase senza scritte pubblicitarie. La mercificazione delle maglie degenerò negli anni fino a raggiungere le sei scritte odierne su un’unica maglia.

I numeri sulle maglie del Novara, rigorosamente dal n° 1 per il portiere al n°11 per l’ala sinistra, compaiono per la prima volta nella stagione 1939-40. Rimangono in quest’ordine fino alla stagione 2010-11 quando il Novara torna in B ed acquisisce il “diritto” del cognome impresso sul dorso della maglia ed i numeri a scelta fino al 99. Nel 2014-15 in serie C, il Novara ritroverà per l’ultima volta la numerazione classica dal n°1 al n°11. Dalla stagione 2016-17 anche la serie C adotterà numeri illimitati e cognome sulle maglie.

La ricerca inizia con il primo campionato ufficiale disputato nel 1912 che il Novara giocò con la maglia azzurra mentre le prime pionieristiche partite giocate prima furono disputate in maglia bianca. Le foto delle maglie sono state recuperate ovunque: nei siti, sulle pagine fb, su ebay, scannerizzate da libri, ovunque. Quindi, ringrazio il web e chiunque abbia scattato le foto in origine. Molte foto però mi sono state inviate personalmente, in particolare ringrazio Siviersson per la consulenza, Flavio Gioria ed Enrico Trovati per la disponibilità.

Ci sono alcune maglie introvabili come la figurina di Pizzaballa: la maglia 1986/87 (quella della stagione di Dolcetti), la 1987/88 senza sponsor con la scritta Novara Calcio sul petto, la 1991/92 sponsorizzata INFIL e la 2006/07 BPN. Se qualche cuore azzurro le avesse, mi mandi le foto per completare la ricerca.

Dal 1912 al 1926: Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca. Colletto bianco a V con lacci oppure con bottoncini. Pantaloncini bianchi, Calzettoni neri. In origine lo scudo sulle maglie è senza bordatura bianca.

 

dal 1927 al 1944: Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco a V, Pantaloncini bianchi, Calzettoni neri bordi bianchi.

dal 1946 al 1954, Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca al centro, Colletto bianco a V, Pantaloncini bianchi, Calzettoni neri o azzurri bordi bianchi

dal 1955 al 1972, il periodo iconico della maglia azzurra con scudo rosso con croce bianca a lato e colletto bianco girocollo. Pantaloncini bianchi fino al 1968, dalla stagione successiva e fino al 1972 la maglia azzurra verrà accompagnata da calzoncini neri rendendo la divisa iconica. Calzettoni azzurri,  bordi bianchi. Da notare che dall’inizio degli anni 70 lo scudo viene proposto con bordatura bianca.

dal 1973 al 1981, Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco a V in varie forme, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri bordi bianchi.

1981/82 – 1982-83 Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco a V, Pantaloncini bianchi, Calzettoni azzurri bordi bianchi. Per la prima volta compare lo sponsor Shopping

Nella stagione 1982/83 viene usata anche una maglia azzurra con maniche a righe bianche, polsini bianchi, nessuno stemma, Colletto bianco a V, Pantaloncini bianchi, Calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Shopping

1983/84 Maglia azzurra polsini bianchi Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco a V Pantaloncini bianchi Calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Santi

1984/85 stessa identica maglia della precedente stagione ma con sponsor SITI

1985/86 Maglia totalmente azzurra Scudo rosso con croce bianca Colletto azzurro a V. Pantaloncini azzurri, Calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Siti.1986/87 Maglia azzurra, polsini bianchi, maniche con righe bianche. Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco girocollo con righe azzurre, Pantaloncini azzurri  Calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Siti

1987/88 maglia azzurra, polsini bianchi, maniche con righe bianche Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco girocollo Pantaloncini azzurri, calzettoni azzurri bordi bianchi. Il Novara comincia la stagione senza sponsor con la scritta Novara Calcio sul fronte della maglia. Solo a fine stagione la scritta Selecar comparirà sulla maglia del Novara.

1988/89 la maglia presentata alla fine della stagione precedente viene riproposta nella stagione successiva: azzurra, polsini bianchi, maniche con righe bianche Scudo rosso con croce bianca.  Colletto bianco girocollo, pantaloncini bianchi, calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Selecar

1989/90 Maglia totalmente azzurra, quasi blu, Scudo rosso con croce bianca Colletto azzurro a V Pantaloncini azzurri Calzettoni azzurri bordi, Sponsor Selecar

1990/91 Maglia azzurra con polsini bianchi Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini bianchi Calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Selecar

1991/92 Maglia azzurra con polsini bianchi Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini bianchi Calzettoni azzurri bordi. Sponsor Infil

1992/931993/94 Maglia azzurra Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini bianchi Calzettoni bianchi. Sponsor Consorzio Gorgonzola

1994/951995-96 Maglia azzurra Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini azzurri Calzettoni azzurri Sponsor Frattini

1996/97 Maglia azzurra con inserti bianchi quadrati, logo Novara 1908 per la prima volta al posto dello scudo, Colletto bianco a V Pantaloncini azzurri Calzettoni azzurri, sponsor Frattini

1997/98 fino a dicembre 1997 maglia azzurra, logo Novara 1908, colletto bianco a V, calzoncini azzurri. Da gennaio 1998 Maglia azzurra con inserti bianchi a raggiera, Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini azzurri Calzettoni azzurri Sponsor Consorzio Gorgonzola

1998/99 Maglia azzurra con inserti bianchi a raggiera, Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco V Pantaloncini azzurri Calzettoni azzurri. Senza Sponsor

1999/00 Maglia azzurra bordi bianchi, Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini bianchi Calzettoni azzurri. Senza Sponsor

2000-01: maglia azzurra Scudo rosso con croce bianca, Colletto a V bianco, Pantaloncini bianchi, Calzettoni bianchi. Sponsor Paolo De Nicola

2001-02 Maglia azzurra con laterali bianchi, Scudo rosso con croce bianca, colletto girocollo bianco e blu, pantaloncini azzurri, calzettoni azzurri, sponsor BPN

2002-03 Maglia azzurra con laterali bianchi, Scudo rosso con croce bianca, colletto girocollo bianco e blu, pantaloncini azzurri, calzettoni azzurri, sponsor BPN.

2003-04 Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca al centro della maglia come negli anni ’40 colletto bianco a V, pantaloncini neri, calzettoni neri bordo bianco. Sponsor BPN

2004/05: maglia azzurra logo Novara 1908, Colletto girocollo bianco, Pantaloncini bianchi, Calzettoni bianchi. sponsor Banco BPN

2005-06: maglia azzurra logo Novara 1908, Colletto bianco a V, Pantaloncini azzurri, Calzettoni azzurri. sponsor BPN

2006-07: maglia azzurra con inserti bianchi, logo Novara 1908, Colletto bianco a V, Pantaloncini azzurri, Calzettoni azzurri. sponsor BPN

2007-08: maglia totalmente azzurra logo Novara 1908, Colletto azzurro a V, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri sponsor BPN

2008-09: maglia azzurra scudo rosso croce bianca con scritta centenario, Colletto bianco a V, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri bordi bianchi. sponsor BPN

2009-10: maglia azzurra Logo Novara 1908, Colletto bianco a V, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri. Sponsor BPN

2010-11: maglia azzurra con righe bianche Logo Novara 1908, Colletto azzurro girocollo, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor Banco BPN

2011-12: maglia azzurra Logo Novara 1908, Colletto girocollo blu, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor BPN

2012-13: maglia azzurra Logo Novara 1908, Colletto girocollo blu, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor BPN

2013-14: maglia azzurra Logo Novara 1908, Colletto a V bianco, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. Numeri d’oro. sponsor BPN

2014-15: maglia azzurra Logo Novara 1908, Colletto a V bianco, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor Banco BPN

2015-16 maglia azzurra con inserti laterali bianchi, Logo Novara 1908, Colletto a V bianco, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor BPN

2016-17 maglia azzurra, Logo Novara 1908, Colletto girocollo azzurro, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor BPN

2017-18 maglia azzurra con inserti bianchi, Logo Novara 1908, Colletto bianco a V, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor Banco BPM

2018-19 maglia azzurra con inserti neri, Logo Novara 1908, Colletto azzurro girocollo, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor Banco BPN

2019-20 maglia azzurra con bordi neri, Logo Novara 1908, Colletto rosso girocollo, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri sponsor Igor Gorgonzola

2020-21 maglia azzurra con bordi bianchi con cupola stilizzata al fianco, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco girocollo, Pantaloncini bianchi, Calzettoni azzurri. sponsor Igor Gorgonzola

2021-22 maglia azzurra con bordi bianchi, logo FC Novara, Colletto bianco girocollo, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor Igor Gorgonzola

2022-23 maglia azzurra con bordi bianchi e rossi, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco girocollo, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri. sponsor Igor Gorgonzola

2023-24 maglia azzurra con inserto bianco ai fianchi, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco a V, Pantaloncini neri, Calzettoni neri bordi azzurri. sponsor Igor Gorgonzola

Il capitolo delle seconde maglie è un mondo impossibile da affrontare anche se alcune maglie di riserva sono leggendarie come quella “sbarrata” degli anni Sessanta, quella amaranto con bordi azzurri degli anni Cinquanta o quella biancoazzurra del 2004-05.

 

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Gigi Riva è leggenda

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E la leggenda giocò contro il Novara. Il 16 dicembre 1962 con la maglia del Legnano, Gigi Riva rimase in panchina e non giocò sul campo ghiacciato di Via Alcarotti ma nella partita di ritorno, il 28 aprile 1963 incrociò i tacchetti con un giovane stopper, il ventiduenne Nini Udovicich. Gigi Riva aveva 18 anni e posso solo immaginare quante sane scarpate si diedero quei due giovani calciatori. Protagonista di quella partita, fu un altro diciottenne, Luigino Giannini che prese un pugno sul naso dopo pochi minuti di gioco accusando una copiosa emorragia. I due ragazzini giocarono insieme diverse volte nelle Nazionali giovanili e si narra che nessuno come Luigino Giannini da Novara riusciva a scambiare la palla con Rombo di Tuono che lo segnalò come il suo partner ideale.

Nell’estate del 1965 Gigi Riva tornò a Novara con la maglia del suo Cagliari per affrontare gli azzurri in Coppa Italia. Non era ancora Rombo di Tuono ma aveva già realizzato una ventina di gol in serie A in due stagioni e a giugno aveva esordito a soli 20 anni in Nazionale. Il 29 agosto il Cagliari sconfisse il Novara uno a zero con un gol di Longoni ed il fotografo de La Stampa immortalò il momento del gol del Cagliari, inquadrando nello scatto il giovane Gigi Riva rendendo la foto per noi unica, per aver fissato inavvertitamente l’immagine della leggenda, in campo contro il Novara.

Quindici anni dopo la sua apparizione sulla panchina del vecchio comunale, Gigi Riva faceva ancora parte della rosa del Cagliari ma non giocava più per i troppi infortuni che avevano caratterizzato la sua carriera.  Quando il 27 febbraio 1977 il Cagliari arrivò allo stadio di Viale Kennedy per incontrare il Novara, un ragazzino già malato di azzurro, andò allo stadio come sempre con suo padre, con il sogno di vedere giocare il mito Gigi Riva, cercandolo invano tra gli undici cagliaritani in campo. Quando a due minuti dal termine un giocatore si alzò dalla panchina per entrare in campo, finalmente pensai di realizzare il mio sogno: era Riva, doveva essere Riva, non poteva essere che Riva. La gioia di vederlo in campo si mischiava con la preoccupazione per le sorti del Novara, con Riva in campo avremmo sicuramente perso. Invece la partita finì con un mesto zero a zero e solo anni dopo scoprii che ad entrare in campo non fu Gigi Riva ma Oreste Lamagni. A mia discolpa una certa somiglianza tra i due e la lontananza dai distinti alla tribuna che a quell’età sembrava siderale.

Non so se quel giorno Riva fosse in panchina, in tribuna oppure a curarsi in Sardegna ma il senso lo avete capito: il mito di Gigi Riva superava qualsiasi immaginazione e la voglia di vederlo in campo fece vedere ad un giovane tifo azzurro Gigi Riva nelle fattezze di Oreste Lamagni.

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