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Storia e memoria

1975/76 ventesima puntata GENOA e PIACENZA

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Il passo falso con il Brindisi ed i successivi pareggi con la Sambenedettese e la Ternana costringono la società azzurra a cambiare strategia: per la prima volta mister Giorgis parla apertamente della ricerca della  vittoria in trasferta e in società si fa largo l’idea di rinunciare al ricorso contro il Catanzaro per andare in Calabria a cercare la vittoria che consentirebbe agli azzurri la conquista della promozione.

Giornata 36 –  6 giugno 1976 GENOA-NOVARA 1-1

La 36ima giornata propone due scontri ad alta quota: Genoa-Novara e Varese-Catanzaro. I piemontesi e i lombardi hanno assolutamente bisogno di vincere per rimanere in corsa.

“su ciascuno dei 10 campi, salvo poche eccezioni, il clima sarà da autentica corrida. Se n’è resa conta anche la CAN che ha fatto ricorso al meglio degli arbitri disponibili per amministrare le partite più calde: a Marassi per Genoa-Novara ci sarà Michelotti, in Varese-Catanzaro arbitrerà Gonella. Con la speranza che i direttori di gara non considerino queste designazioni come un declassamento e non arbitrino con troppa sufficienza: anche Lazzaroni è un arbitro ampiamente collaudato in serie A eppure domenica scorsa ha diretto Novara-Ternana in modo del tutto riprovevole”

Domenica 6 giugno 1976 mentre a Genova centinaia di novaresi seguono la squadra azzurra in un’impresa impossibile, allo stadio di Viale Kennedy si disputa lo spareggio per la promozione in serie C tra Biellese e Omegna. Uno stadio colmo di oltre 15.000 persone (oggi ipotizzo che una partita del genere non farebbe più di 2-3.000 spettatori) assiste ad un episodio da calcio sudamericano: a 5 minuti dal termine del secondo tempo supplementare con le squadre ancora in parità, il portiere dell’Omegna con il pallone ben saldo tra le mani, si appresta al rinvio. Un giocatore della Biellese con un pugno toglie il pallone al portiere, serve il compagno che trasforma a porta vuota. Arbitro e guardalinee convalidano il gol scatenando il finimondo: i giocatori fanno a cazzotti tra di loro, dai popolari piove di tutto, un giocatore dell’Omegna si allontana dal campo spogliandosi della maglietta e delle scarpe, rifiutandosi di rientrare. Per un giovane spettatore neutrale come me, fu uno spettacolo indimenticabile!

Al rientro in campo dopo oltre 10 minuti di interruzione, gli ultimi inutili minuti di gioco vengono giocati in nove contro nove. La Biellese “conquista” la promozione tra la rabbia e le lacrime omegnese.

A Genova nel frattempo davanti a 45.000 spettatori che non vedono l’ora di festeggiare il ritorno in serie A , il Novara affronta una partita complicata.

La difesa azzurra soffre molto nella prima parte e subisce uno sfortunato autogol, autore Menichini, intervenuto a spezzare un dialogo Rizzo-Pruzzo. Nella ripresa il gioco è più equlibrato ed il Novara vende cara la pelle, difendendosi a denti stretti e contrattaccando al meglio delle proprie possibilità .

Il pareggio giunge al 49’: Catania in lotta con Marchetti che stava giocando una palla servita da Salvioni, ha spinto alle spalle l’avversario, senza accorgersi che si era ormai un buon metro dentro l’area. Michelotti non ha avuto esitazioni ad indicare il dischetto del rigore e lo stesso Marchetti come all’andata batte imparabilmente Girardi.

Il Genoa prova a vincere la partita ma trova sulla sua strada la coppia Vivian-Veschetti che fa da argine alla massiccia ma disordinata carica dei rossoblù. Soprattutto Veschetti che ha colto l’eredità di Udovicich è stato il migliore in campo, ha tolto letteralmente dalla rete dell’ormai battuto Garella due palle gol di Rizzo e di Pruzzo.

Alla fine quindi il Novara non ha raggiunto l’obbiettivo dichiarato della vittoria ma ha aggiunto un punticino di prestigio, alla sua classifica. I risultati di giornata rimescolano per l’ennesima volta le carte in tavola, regalando un’ultima speranza al Novara: il Varese batte a sorpresa il Catanzaro con un gol di Ramella, ed il Brescia non va oltre allo zero a zero con il Catania mentre il Foggia lanciatissimo batte il Vicenza.

Foggia e Genoa sono in testa con 42 punti, Varese e Brescia a 41, Catanzaro 40 e Novara 39 con una partita da recuperare.

Tarantola alla luce degli ultimi risultati ha ben chiaro quali saranno le prossime mosse della società:

“”A questo punto – commenta – per poter sperare nella promozione, bisogna vincere a Catanzaro”. La frase fa un notevole effetto visto che il Novara ha chiesto alla CAF che venga omologato il risultato del campo, cioè uno a uno. “Stando così le cose conviene che rinunciamo al reclamo e che andiamo a Catanzaro a fare la guerra così sul campo ci giocheremo la promozione””

I conti sono presto fatti: 2 punti con il Piacenza e 3 nelle sfide contro il Catanzaro ed il Foggia. A quota 44 promozione o spareggio per la promozione sono quasi certi.

Il Novara rinuncia quindi al ricorso e la Federazione impone il recupero della partita con il Catanzaro per giovedì 17 giugno. Si preannuncia quindi una settimana di fuoco per gli azzurri: domenica 13 contro il Piacenza, giovedì 17 a Catanzaro e domenica 20 giugno ultima partita di campionato contro il Foggia in Puglia.

Giornata 37 –  13 giugno 1976 NOVARA-PIACENZA  2-1

Il Piacenza di Giovan Battista Fabbri è una squadra strana, gioca un bel calcio offensivo ma soffre di amnesie che la relegano sul fondo della classifica. La partita di Novara è la loro ultima possibilità e puntano decisi alla vittoria.

Il Novara privo di Veschetti oltre che di Udovicich e anche di Lugnan dal 37’ minuto infortunatosi da solo dopo aver brutalizzato il velocissimo Gottardo spedendolo anzitempo negli spogliatoi con la sospetta frattura della caviglia.

Gli azzurri soffrono terribilmente il gioco del Piacenza che domina per tutto il primo tempo e che sfiorano il gol in più di un’occasione. Solo alcuni interventi miracolosi di Garella evitano il peggio.

“E’ inutile giocare bene come ha fatto oggi la formazione di Giovan Battista Fabbri, nonostante un caldo asfissiante che tagliava le gambe per poi scialare tanto. Il Novara non può che ringraziare la buona stella che l’ha protetto e che non l’abbandoni nella duplice trasferta nel sud che giovedì lo vedrà impegnato a Catanzaro e domenica a Foggia contro cioè due squadre che stanno lottando anche loro per la promozione in serie A”

Nel secondo tempo il Novara passa al 51’ con Galli che Marchetti lancia bene in area mettendolo solo davanti al portiere. E’ grande la gioia dell’attaccante novarese al suo primo gol stagionale.

Il Piacenza non si demoralizza, si getta in avanti e colleziona cinque nitide occasioni da gol prima di giungere al pareggio al 75’ con un tuffo vincente di Zagano.

Sembra a tutti la fine della stagione anche perché il Piacenza continua a spingere alla ricerca del gol salvezza. Invece è il Novara all’85’ a segnare il gol vittoria e a riaccendere le speranze: Vivian rilanciava a Marchetti che serviva Fiaschi con l’ennesimo assist decisivo della stagione. Tolin sbagliava l’intervento e l’ala azzurra batteva a rete imparabilmente.

Il Piacenza retrocede matematicamente in serie C. Giovan Battista Fabbri avrà la sua rivincita l’anno successivo, costruendo il Lanerossi Vicenza dei miracoli, portandolo fino al secondo posto in  serie A.

Tutte le rivali per la promozione pareggiano, consentendo al Novara di recuperare un punto.

Manca una giornata al termine (due partite per il Novara) e la situazione di classifica vede in testa Genoa e Foggia a 43 punti (giocheranno l’ultima partita in casa rispettivamente con Modena e Novara) Varese e Brescia a 42 punti (i lombardi giocheranno in casa con il Palermo ed il Brescia andrà a Brindisi) Novara e Catanzaro a 41 punti (oltre al Novara il Catanzaro dovrà affrontare la Reggiana in trasferta).

Con il senno di poi, un eventuale ricorso vincente e la conferma del risultato conquistato sul campo, avrebbe consentito al Novara di trovarsi al terzo posto a pari punti con Varese, Brescia e Catanzaro ad una giornata dal termine, con la possibilità di giocare riposati il vero spareggio promozione con il Foggia.

Il Novara si troverà invece con molte assenze, stanco fisicamente e moralmente ad affrontare le due decisive trasferte.

Rimane il riconoscimento da parte di tifosi e addetti ai lavori di una stagione straordinaria:

“chi avrebbe scommesso all’avvio del campionato che il Novara – a una sola giornata dal termine del campionato – sarebbe stato in lotta per la promozione?

Nessuno. E’ questo il primo grosso traguardo conquistato dagli azzurri di tarantola e Giorgis. Il programma massimo era il centroclassifica; il programma minimo la salvezza. Oggi dopo nove mesi di battaglia, il Novara ha raggiunto 41 punti, quota mai raggiunta in serie B dagli azzurri ed è li a due passi dalla promozione”

Si va Catanzaro quindi dopo aver rinunciato al ricorso mentre in Italia le brigate rosse alzano il livello dello scontro assassinando il Procuratore Generale di Genova, Francesco Coco.

L’autore del fondo de La Stampa “possono solo uccidere” è Carlo Casalegno che verrà giustiziato dalle Brigate Rosse nel novembre 1977.

Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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La Coppa dimenticata

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Nel ricchissimo palmares dell’Hockey Novara (quello vero) troviamo 32 scudetti, 20 Coppe Italia, 3 Coppe di Lega e 3 Coppe CERS. Manca come ben sappiamo la Coppa dei Campioni, sfiorata in quattro maledette finali.

In realtà l’Hockey Novara salì sul tetto d’Europa in un’occasione, nella stagione 1994/95 quando l’International Board decise di istituire per la prima volta l’EuroLega per club.

Non fu un torneo amichevole anzi nelle intenzioni della Federazione Europea doveva essere la prima edizione della nuova “Coppa dei Campioni” un’intuizione che anticipava le scelte del basket e molto più tardi del calcio.

Dal 10 al 16 luglio 1995 vengono invitate in Spagna le squadre di club più forti d’Europa: per l’Italia oltre al Novara, vengono selezionate il Roller Monza ed il Lodi (secondo e terzo classificato nell’ultimo campionato), per il Portogallo il Porto, il Benfica e il Barcelos, per la Spagna Barcellona, Vic, Reus, Flix, Nissan Piera e Andorra. Gli svizzeri del Montreaux, i francesi dell’Arc Atlantique e i tedeschi del Conemberg completano il quadro.

Ci sono praticamente tutte le migliori squadre d’Europa con l’eccezione del Liceo La Couruna e dell’Igualada che all’ultimo momento rifiutano di partecipare in polemica con il Barcellona “colpevole” di aver ingaggiato proprio nei giorni precedenti due giocatori e l’allenatore della rivale Igualada.

La formula è semplice: le squadre vengono suddivise in 4 gironi, le prime due classificate di ogni girone, si affrontano in scontri diretti: quarti, semifinali e finale.

Nel girone A che si disputa a Vic, si affrontano i padroni di casa del Vic contro Novara, Barcelos e Andorra che sostituisce il Liceo La Couruna. Nella prima partita il Novara demolisce Andorra per 10 a 1 con tre reti di Enrico Mariotti, quattro reti di Bernardini e una a testa per Orlandi, Pablo Cairo e Massimo Mariotti. Nel secondo turno gli azzurri vincono la decisiva sfida con il Vic per 6 a 3. Nell’ultimo turno, il Novara perde con il Barcelos per 3-4 (gol di Massimo Mariotti, Orlandi e Pablo Cairo) ma si qualifica insieme al Vic per il turno successivo grazie alla differenza reti che elimina il Barcelos.

Il girone B si gioca a Barcellona e insieme ai Blaugrana si affrontano Porto, Amatori Lodi e Conemberg. Clamorosa è l’eliminazione del favorito Barcellona. Passano al turno successivo Amatori Lodi e Porto.

Il girone C che si doveva disputare a Igualada dopo il forfait della squadra spagnola, si gioca a Barcellona e vede affrontarsi Roller Monza, Nissan Piera e Montreaux. Roller Monza e gli spagnoli del Nissan Piera si qualificano agevolmente

Infine il girone D che si disputa sulla pista di Reus; contro i padroni di casa incrociano le stecche Benfica, Arc Atlantique e Flix. Passano al turno successivo i portoghesi del Benfica e gli spagnoli del Reus.

Tre squadre italiane, tre spagnole e due portoghesi si affrontano quindi nei quarti di finale con questi risultati:

Roller Monza-Benfica 4-1; Porto-Vic 2-1; Nissan Piera-Reus 5-0

Il Novara sfida nei quarti di finale il Lodi in un classico dell’Hockey italiano. Gli azzurri allungano nel primo tempo con un’autorete di Mirko Bertolucci e un gol di Amato. Nel secondo tempo il Lodi ribalta il risultato portandosi sul 3 a 2 ma Franco Amato segna e porta il Novara ai supplementari. Il risultato non cambia e così la qualificazione si decide ai rigori: Enrico Mariotti segna, Bresciani sbaglia, il Novara passa il turno.

In semifinale il Porto elimina il Nissan Piera (4-3) mentre nell’altra semifinale si affrontano due squadre italiane: Novara e Roller Monza ripropongono l’ultima sfida scudetto andata in scena poche settimane prima. Il Novara è una squadra di cannibali, campioni mai sazi di vittorie e dopo il vantaggio iniziale del Monza con Paez, il Novara ribalta il risultato con i gol di Massimo Mariotti e Bernardini. Il primo tempo finisce in parità con il gol monzese di Piscitelli. Nella ripresa l’equilibrio viene spezzato dal gol vittoria di Enrico Bernardini al 24’30”

La finale della prima Eurolega della storia sarà Novara-Porto, una classicissima dell’Hockey su pista Europeo.

Il Novara dispone inizialmente in pista Cunegatti, Enrico Mariotti, Orlandi, Bernardini, Amato. Mister Battistella può permettersi il lusso di lasciare in panchina Massimo Mariotti, Pablo e Alejandro Cairo; Il Porto viene sorpreso dalla partenza degli azzurri: in otto secondi Amato disorienta la difesa portoghese e tira in porta, sulla respinta, Bernardini è prontissimo a ribattere in rete: uno a zero.

Il Porto si riorganizza e dal 4’ al 6’ ribalta il risultato portandosi sul due a uno. Il Novara è in difficoltà ma viene tenuto in gioco dalle prodezze di Cunegatti e in contropiede con il micidiale Franco Amato riporta in parità l’incontro. A 30” dal termine del primo tempo con il sempre presente Bernardini, il Novara si riporta in vantaggio: 3 a 2.

Nella ripresa il Porto cerca il pareggio ma il Novara che è una squadra matura e calcolatrice (molto diversa da quella istintiva e feroce ma inesperta che perse la finale di coppa dei campioni nove anni prima sempre contro il Porto) aspetta i portoghesi e colpisce in contropiede: in 5 minuti dal 35’ al 40’ segna tre gol con Pablo Cairo (doppietta) e Enrico Mariotti portandosi sul 6 a 2: è fatta! Anche se il Porto prova a farsi sotto con il gol del 3-6 sarà ancora Pablo Cairo a spegnere ogni illusione. L’ultima rete portoghese serve solo a stabilire il risultato finale: Novara-Porto 7-4.

 

Il Capitano Enrico Bernardini può alzare quella coppa sfuggita tante volte. Non sarà la “vera” Coppa dei Campioni ma gli assomiglia molto: il Novara vince la prima Euro Lega della storia dell’Hockey su Pista.

Per Franco Amato “quel Novara era una grande squadra, una delle più forti se non il Novara più forte di sempre. Arrivammo all’Eurolega al termine di una stagione vincente ma eravamo stanchi e con qualche infortunato. Partita dopo partita ci siamo ritrovati in una grandissima forma che ha sorpreso noi stessi e siamo riusciti a battere tutte le squadre più forti d’Europa e riuscire a farlo in casa del Barcellona fu una soddisfazione doppia”

Anche Massimo Mariotti ricorda che la conquista dell’Eurolega fu “un successo di grande prestigio contro tutte le squadre più forti in Europa. Fu la prova generale per quel torneo che ancora oggi è in vigore con gironi, eliminazioni dirette e final four. La stagione 94/95 fu travagliata, anche se vincemmo scudetto e Coppa Italia, con l’addio inaspettato di Mister Innocenti, sostituito da Aguero che non fu accettato dallo spogliatoio e successivamente cambiato con Battistella. Questa instabilità ci costò probabilmente l’eliminazione in Coppa campioni contro il Benfica. E’ un vero paradosso che una squadra di quel livello non sia mai riuscita a conquistare una Coppa dei Campioni ma la vittoria dell’Eurolega del ’95 ha senz’altro un valore tecnico enorme, sicuramente maggiore di quella di quest’anno impoverita dall’assenza di 12 club tra i più forti d’Europa.”

La Coppa vinta nel 1995 sarà l’ultimo trofeo conquistato in Europa nella storia del club azzurro. Fu Il regalo d’addio di una generazione di fenomeni che nelle stagioni successive seguiranno altre strade.

A proposito: dove sono finiti i trofei? Dove sono le Coppe conquistate dall’Hockey Novara? E’ normale che la società più blasonata della città di Novara sia tenuta in ostaggio da una proprietà che da 13 anni sottrae ai tifosi, legittimi proprietari, la possibilità di continuare una storia che nel 2024 sarà centenaria?

Perché i sindaci e gli assessori degli ultimi 13 anni non hanno trovato una soluzione che nel calcio hanno trovato in quattro giorni? Quando potremo tornare a tifare per il vero Hockey Novara?

 

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La giornata del quadrilatero

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Una storia affascinante che parte da una contrapposizione geometrica. Il triangolo dei grandi agglomerati con le squadre di: Milano, Torino e Genova contrastato dal quadrilatero di una provincia tutt’altro che subalterna costituita da: Alessandria, Casale, Novara e Pro Vercelli. Una giornata dedicata al Quadrilatero non è un’operazione meramente nostalgica ma ribadisce la possibilità di poter emergere anche se non si posseggono risorse auree. Città e territori che si sono costruite una propria identità nonostante l’ingombrante triangolo delle città industriali. Grigio, Nero, Azzurro e Bianco colori scritti con la maiuscola perché crogiuolo di passione e vita di un orgoglio ancor oggi mai sopito. I momenti bui e quelli esaltanti percorrono l’esistenza di tutti i clubs con cambi di ragione sociale e proprietà ma il fascino di vedere la maglia che ti rappresenta e rappresenta la tua comunità non ha eguali . Il Quadrilatero è un territorio orgoglioso ed attuale che sa rinascere e ricostruirsi sempre anche se in Piemonte non abbiamo gli sceicchi. Il nostro augurio e auspicio è che nei prossimi anni, quando si celebrerà nuovamente l’evento, la città di Novara e la sua Amministrazione Comunale daranno maggiore importanza e risalto a questa giornata.


Siviersson

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Restiamo solo Noi

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“viaggiatore non c’è sentiero, il sentiero si fa mentre cammini ” (Antonio Machado)

A partire da oggi ogni passo che compiremo, sarà il frutto del destino che ci stiamo scegliendo, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo. Se non vogliamo che essere trascinati, se desideriamo farci interpreti del nostro destino, non dovremo far altro che avventurarci in terre che non abbiamo mai avuto i coglioni di percorrere, per lasciare la nostra impronta in questo mondo che noi vediamo dipinto d’azzurro e definire il nostro  futuro.

Basta parlare dei Rullo, dei De Salvo e dei Pavanati … dobbiamo essere onesti con noi stessi … ce li siamo meritati.

E basta anche col le pippe del sindaco e delle “famose istituzioni” …  ci hanno sonoramente rotto il cazzo.

Novara, il Novara, siamo Noi e ce lo riprendiamo … ovunque sia.

E basta anche con queste manifestazioni da terza media con le letterine e le bandiere sul balcone che sono di una tristezza infinita e non servono ad una beata minchia.

Il Novara deve ritornare ai novaresi, come una volta … e se “la decisione inopportuna” dovesse il 27 tramutarsi in “deprecabile ma accettabile” dovremo comunque essere pronti e organizzati per incidere, controllare, verificare … a muso duro .. se serve.

Il mio Novara nasce quasi 55 anni fa ed era un Novara povero ma pulito … serie B o serie C ( che si alternavano) non facevano paura perché il Novara era una festa .. a prescindere.

Percorreva i primi passi il Santino che con tanti sacrifici e probabilmente un po’ di culo è riuscito per dieci anni a farlo diventare un fortino regalandoci la memoria della nostra gioventù . Ora i tempi son cambiati, certe cose non sono più realizzabili, e di Santini in giro non ce ne sono più …

Ma ci siamo Noi!
Tra di noi ci sono manager, avvocati, fiscalisti e tributaristi, imprenditori …. forse pochi per sopportare lo sforzo economico necessario per affrontare la gestione di un campionato; ma tanti e bravi per organizzare un comitato di controllo, una “Blu Union” a protezione non dei calciatori o dei dipendenti ma della maglia azzurra.

Mi aspetto che le tre organizzazioni ( Nuares, Fedelissimi e Coordinamento ) quanto prima, indipendentemente dalla lettera che caratterizzerà il nostro prossimo campionato inizino a scegliere una decina di personaggi a cui demandare la vigilanza di ciò che succederà nei corridoi di dove saremo. Un comitato che sorvegli, con competenza e cognizione di causa, su tutto ciò che succede perché, penso concordiate con me, ci siamo sonoramente rotti i coglioni di subire azioni improprie da parte di personaggi che con Novara e il Novara non c’entrano un cazzo.

E anche se, in un prossimo futuro, un nuovo Novara sarà in mano a novaresi questo comitato dovrà continuare a sorvegliare, suggerire, mettere il dito nella piaga e poi porgerlo nel culo di chi potrebbe fare qualcosa di inappropriato.

Torniamo pure a mandarci affanculo sugli spalti o sui social per diverse opinioni sul gioco, o per questo o quel giocatore, ma torniamo tutti ad essere uniti e pronti a rimboccarci le maniche da persone adulte e mature.

Restiamo solo Noi.

ciumi

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