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Storia e memoria

1975/76 DICIANNOVESIMA PUNTATA SAMBENEDETTESE E TERNANA

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Giornata 34 – 23 maggio 1976 SAMBENEDETTESE-NOVARA 1-1

La sconfitta di Brindisi ha scosso l’ambiente e ha minato, ancor più della vicenda Catanzaro, l’autostima dei ragazzi e la fiducia che ormai tutti avevamo nella vittoria finale

Serve una scossa immediata, mancano ormai solo cinque giornate, al termine del campionato. Il Novara si appresta alla seconda trasferta consecutiva, questa volta nelle Marche ed il Presidente Santino Tarantola prova, a modo suo, a suonare la carica:

“la sconfitta di Brindisi poteva essere evitata – afferma – con maggior convinzione ed alla fine ero deciso a tramutare in multa una buona parte del premio annunciato (pare 800 mila lire). Ho voluto concedere ai giocatori una prova di appello, su un terreno considerato sino a questo momento uno dei più difficili. A questo punto voglio vedere i giocatori cadere esausti sul campo piuttosto che cedere”

E’ per me strano, con gli occhi di oggi, leggere che tutti gli addetti ai lavori, tecnici e giornalisti, consideravano positivo, l’obbiettivo di conquistare un punto a San Benedetto del Tronto, a cinque giornate dalla fine, contro una squadra ormai salva e senza particolari motivazioni. Concetto ribadito per l’ennesima volta da Giorgis:

“Come ho sempre affermato, in serie B basta non perdere per rimanere a galla. Se avessimo conquistato un punto a Brindisi la nostra posizione sarebbe stata di evidente vantaggio visto le sconfitte di Brescia e Catanzaro. Ho piena fiducia nell’immediata ripresa della squadra e per questo penso che anche un pareggio non è da buttar via”

La Sambenedettese sul proprio campo è imbattuta e addirittura fino alla partita con il Novara ha subito in casa un solo gol in tutto il campionato. I marchigiani partono forte ma contrariamente alla partita con il Brindisi gli azzurri rispondono colpo su colpo

“i rossoblu in casa, giocano in pressing, tentando di aggredire l’avversario. I novaresi hanno accettato la sfida imitandoli. Rischiando forse il contropiede, ma hanno attaccato per non subire la forza dei rivali”

Al 19’ palo interno di Vivian su punizione. Gli scontri si susseguono in ogni parte del campo e Giorgis è costretto a spostare la marcatura di Lugnan per evitare l’espulsione di Menichini, già ammonito.

Al 44’ la Sambenedettese passa:

“Berta serviva alto verso sinistra. Appostato oltre i difensori novaresi c’era Catto che batteva in gol. Era fuorigioco per tutti, tranne che per Ciacci e per il suo collaboratore”

Nella ripresa gli azzurri reagiscono e chiudono nella sua area la Sambenedettese e dopo diverse occasioni fallite giungeva al pareggio al 67’: Marchetti allungava a Piccinetti solo al centro dell’area marchigiana, il bomber azzurro calciava con sicurezza in gol. Anche qui il dubbio del fuorigioco era molto forte.

A questo punto il Novara prova a vincere ma l‘espulsione di Fiaschi al 84’ spegne tutte le ambizioni azzurre.

“La squadra è ancora viva, vibrante, sa combattere e sa soffrire. Non gioca bene ma in serie B chi gioca veramente bene”  

Anche in questa domenica i risultati a sorpresa non sono mancati: Il Genoa pareggia in casa con il Palermo ed il Varese viene raggiunto in casa a pochi minuti dal termine dal Lanerossi Vicenza. I lombardi pur essendo in caduta libera (3 punti nelle ultime cinque partite) conservano il primo posto in classifica. Vincono il Catanzaro (con un gol molto contestato), il Brescia ed il Foggia che conquista dopo una lunga rincorsa la vetta della classifica.

Giornata 35 – 30 maggio 1976 NOVARA-TERNANA 0-0

Il giovedì antecedente la sfida con la Ternana, viene organizzata un’amichevole contro il Torino neo campione d’Italia. Scelta veramente strana quella di giocare nel pieno di una stagione stressante, nel momento cruciale per la vittoria finale, una partita che vedrà impegnati, almeno per un tempo tutti i titolari.

La Ternana di Edmondo Fabbri cerca gli ultimi punti salvezza e si sa che verrà a Novara a fare le barricate:

“Speriamo che domenica ci sia qualche punizione dal limite e che Vivian faccia centro. Altrimenti abbattere il muro che organizzerà la Ternana non sarà facile” Sentenzia Peppino Molina.

Il Novara è costretto a schierare Piccinetti unica punta (Fiaschi squalificato, Galli perennemente infortunato e Rolfo mai guarito dall’infortunio estivo).

Dopo 10’ minuti, Giorgis si doveva giocare l’unica sostituzione consentita per un grave infortunio accaduto a Nini Udovicich che è costretto ad uscire in barella.

Non possiamo comprenderlo ma è un momento storico e tristissimo per tutti i tifosi azzurri: esce dal campo per l’ultima volta dopo 516 maglie azzurre Giovanni Udovicich da Fiume, la nostra bandiera, il nostro Totem.

E’ un vero peccato che l’uscita di scena della Leggenda sia stata su una barella con le mani al volto per il dolore. Avrebbe sicuramente meritato ben altro omaggio dalla sua gente.

La Ternana è una squadra durissima e non fa prigionieri. Il suo simbolo è il baffuto e possente Cattaneo, che impareremo ad apprezzare anche in maglia azzurra. A farne le spese, dopo il menisco del Nini, saranno Marchetti e Salvioni che colpiti duramente, rimarranno in campo ad onor di firma.

Dalle colonne de La Stampa, significativo l’attacco dell’inviato Gianni Pignata, alla squadra umbra:

“forse questo zero a zero strappato coi denti affidandosi più a sistemi intimidatori da squadraccia ed a una mortificante melina che a effettive capacità di gioco, consentirà alla Ternana di terminare la stagione senza affanni raggiungendo quel traguardo della salvezza che costituiva in fondo il suo unico obbiettivo. Ma Edmondo fabbri che ha mandato i suoi uomini in campo con la consegna di difendersi soltanto e di soggiogare gli avversari sul piano della violenza fisica esce da questa avventura decisamente squalificato”

16 calci d’angolo, 5 punizioni dl limite ed un predominio pressoché totale del campo non sono bastati a schiodare il risultato dall’ennesimo 0-0. Anzi nel finale è stata la Ternana che ha rischiato di vincere la partita nell’occasione più clamorosa della partita: Zanolla in contropiede si trovava da solo contro Garella, dribblava una prima volta il nostro portiere allargandosi sulla destra, rientrava e lo dribblava una seconda volta ma ritardava la conclusione, consentendo a Veschetti di posizionarsi sulla linea di porta e respingere miracolosamente il pallone, riprendeva la palla Bagnato che centrava Ferrari anche lui posizionato a difesa della porta azzurra.

Ora la strada verso la promozione è tutta in salita: Genoa, Catanzaro e Brescia hanno vinto in trasferta, Il Foggia ha pareggiato in trasferta ed il solo Varese, in piena crisi ha perso 3-0 ad Avellino.

I novaresi sconsolati tornano a casa per assistere a due storici trionfi dello sport italiano: Panatta conquista gli Internazionali di Roma e Niki Lauda vince il Gran Premio di Montecarlo, l’ottavo consecutivo della stagione.

Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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La Coppa dimenticata

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Nel ricchissimo palmares dell’Hockey Novara (quello vero) troviamo 32 scudetti, 20 Coppe Italia, 3 Coppe di Lega e 3 Coppe CERS. Manca come ben sappiamo la Coppa dei Campioni, sfiorata in quattro maledette finali.

In realtà l’Hockey Novara salì sul tetto d’Europa in un’occasione, nella stagione 1994/95 quando l’International Board decise di istituire per la prima volta l’EuroLega per club.

Non fu un torneo amichevole anzi nelle intenzioni della Federazione Europea doveva essere la prima edizione della nuova “Coppa dei Campioni” un’intuizione che anticipava le scelte del basket e molto più tardi del calcio.

Dal 10 al 16 luglio 1995 vengono invitate in Spagna le squadre di club più forti d’Europa: per l’Italia oltre al Novara, vengono selezionate il Roller Monza ed il Lodi (secondo e terzo classificato nell’ultimo campionato), per il Portogallo il Porto, il Benfica e il Barcelos, per la Spagna Barcellona, Vic, Reus, Flix, Nissan Piera e Andorra. Gli svizzeri del Montreaux, i francesi dell’Arc Atlantique e i tedeschi del Conemberg completano il quadro.

Ci sono praticamente tutte le migliori squadre d’Europa con l’eccezione del Liceo La Couruna e dell’Igualada che all’ultimo momento rifiutano di partecipare in polemica con il Barcellona “colpevole” di aver ingaggiato proprio nei giorni precedenti due giocatori e l’allenatore della rivale Igualada.

La formula è semplice: le squadre vengono suddivise in 4 gironi, le prime due classificate di ogni girone, si affrontano in scontri diretti: quarti, semifinali e finale.

Nel girone A che si disputa a Vic, si affrontano i padroni di casa del Vic contro Novara, Barcelos e Andorra che sostituisce il Liceo La Couruna. Nella prima partita il Novara demolisce Andorra per 10 a 1 con tre reti di Enrico Mariotti, quattro reti di Bernardini e una a testa per Orlandi, Pablo Cairo e Massimo Mariotti. Nel secondo turno gli azzurri vincono la decisiva sfida con il Vic per 6 a 3. Nell’ultimo turno, il Novara perde con il Barcelos per 3-4 (gol di Massimo Mariotti, Orlandi e Pablo Cairo) ma si qualifica insieme al Vic per il turno successivo grazie alla differenza reti che elimina il Barcelos.

Il girone B si gioca a Barcellona e insieme ai Blaugrana si affrontano Porto, Amatori Lodi e Conemberg. Clamorosa è l’eliminazione del favorito Barcellona. Passano al turno successivo Amatori Lodi e Porto.

Il girone C che si doveva disputare a Igualada dopo il forfait della squadra spagnola, si gioca a Barcellona e vede affrontarsi Roller Monza, Nissan Piera e Montreaux. Roller Monza e gli spagnoli del Nissan Piera si qualificano agevolmente

Infine il girone D che si disputa sulla pista di Reus; contro i padroni di casa incrociano le stecche Benfica, Arc Atlantique e Flix. Passano al turno successivo i portoghesi del Benfica e gli spagnoli del Reus.

Tre squadre italiane, tre spagnole e due portoghesi si affrontano quindi nei quarti di finale con questi risultati:

Roller Monza-Benfica 4-1; Porto-Vic 2-1; Nissan Piera-Reus 5-0

Il Novara sfida nei quarti di finale il Lodi in un classico dell’Hockey italiano. Gli azzurri allungano nel primo tempo con un’autorete di Mirko Bertolucci e un gol di Amato. Nel secondo tempo il Lodi ribalta il risultato portandosi sul 3 a 2 ma Franco Amato segna e porta il Novara ai supplementari. Il risultato non cambia e così la qualificazione si decide ai rigori: Enrico Mariotti segna, Bresciani sbaglia, il Novara passa il turno.

In semifinale il Porto elimina il Nissan Piera (4-3) mentre nell’altra semifinale si affrontano due squadre italiane: Novara e Roller Monza ripropongono l’ultima sfida scudetto andata in scena poche settimane prima. Il Novara è una squadra di cannibali, campioni mai sazi di vittorie e dopo il vantaggio iniziale del Monza con Paez, il Novara ribalta il risultato con i gol di Massimo Mariotti e Bernardini. Il primo tempo finisce in parità con il gol monzese di Piscitelli. Nella ripresa l’equilibrio viene spezzato dal gol vittoria di Enrico Bernardini al 24’30”

La finale della prima Eurolega della storia sarà Novara-Porto, una classicissima dell’Hockey su pista Europeo.

Il Novara dispone inizialmente in pista Cunegatti, Enrico Mariotti, Orlandi, Bernardini, Amato. Mister Battistella può permettersi il lusso di lasciare in panchina Massimo Mariotti, Pablo e Alejandro Cairo; Il Porto viene sorpreso dalla partenza degli azzurri: in otto secondi Amato disorienta la difesa portoghese e tira in porta, sulla respinta, Bernardini è prontissimo a ribattere in rete: uno a zero.

Il Porto si riorganizza e dal 4’ al 6’ ribalta il risultato portandosi sul due a uno. Il Novara è in difficoltà ma viene tenuto in gioco dalle prodezze di Cunegatti e in contropiede con il micidiale Franco Amato riporta in parità l’incontro. A 30” dal termine del primo tempo con il sempre presente Bernardini, il Novara si riporta in vantaggio: 3 a 2.

Nella ripresa il Porto cerca il pareggio ma il Novara che è una squadra matura e calcolatrice (molto diversa da quella istintiva e feroce ma inesperta che perse la finale di coppa dei campioni nove anni prima sempre contro il Porto) aspetta i portoghesi e colpisce in contropiede: in 5 minuti dal 35’ al 40’ segna tre gol con Pablo Cairo (doppietta) e Enrico Mariotti portandosi sul 6 a 2: è fatta! Anche se il Porto prova a farsi sotto con il gol del 3-6 sarà ancora Pablo Cairo a spegnere ogni illusione. L’ultima rete portoghese serve solo a stabilire il risultato finale: Novara-Porto 7-4.

 

Il Capitano Enrico Bernardini può alzare quella coppa sfuggita tante volte. Non sarà la “vera” Coppa dei Campioni ma gli assomiglia molto: il Novara vince la prima Euro Lega della storia dell’Hockey su Pista.

Per Franco Amato “quel Novara era una grande squadra, una delle più forti se non il Novara più forte di sempre. Arrivammo all’Eurolega al termine di una stagione vincente ma eravamo stanchi e con qualche infortunato. Partita dopo partita ci siamo ritrovati in una grandissima forma che ha sorpreso noi stessi e siamo riusciti a battere tutte le squadre più forti d’Europa e riuscire a farlo in casa del Barcellona fu una soddisfazione doppia”

Anche Massimo Mariotti ricorda che la conquista dell’Eurolega fu “un successo di grande prestigio contro tutte le squadre più forti in Europa. Fu la prova generale per quel torneo che ancora oggi è in vigore con gironi, eliminazioni dirette e final four. La stagione 94/95 fu travagliata, anche se vincemmo scudetto e Coppa Italia, con l’addio inaspettato di Mister Innocenti, sostituito da Aguero che non fu accettato dallo spogliatoio e successivamente cambiato con Battistella. Questa instabilità ci costò probabilmente l’eliminazione in Coppa campioni contro il Benfica. E’ un vero paradosso che una squadra di quel livello non sia mai riuscita a conquistare una Coppa dei Campioni ma la vittoria dell’Eurolega del ’95 ha senz’altro un valore tecnico enorme, sicuramente maggiore di quella di quest’anno impoverita dall’assenza di 12 club tra i più forti d’Europa.”

La Coppa vinta nel 1995 sarà l’ultimo trofeo conquistato in Europa nella storia del club azzurro. Fu Il regalo d’addio di una generazione di fenomeni che nelle stagioni successive seguiranno altre strade.

A proposito: dove sono finiti i trofei? Dove sono le Coppe conquistate dall’Hockey Novara? E’ normale che la società più blasonata della città di Novara sia tenuta in ostaggio da una proprietà che da 13 anni sottrae ai tifosi, legittimi proprietari, la possibilità di continuare una storia che nel 2024 sarà centenaria?

Perché i sindaci e gli assessori degli ultimi 13 anni non hanno trovato una soluzione che nel calcio hanno trovato in quattro giorni? Quando potremo tornare a tifare per il vero Hockey Novara?

 

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La giornata del quadrilatero

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Una storia affascinante che parte da una contrapposizione geometrica. Il triangolo dei grandi agglomerati con le squadre di: Milano, Torino e Genova contrastato dal quadrilatero di una provincia tutt’altro che subalterna costituita da: Alessandria, Casale, Novara e Pro Vercelli. Una giornata dedicata al Quadrilatero non è un’operazione meramente nostalgica ma ribadisce la possibilità di poter emergere anche se non si posseggono risorse auree. Città e territori che si sono costruite una propria identità nonostante l’ingombrante triangolo delle città industriali. Grigio, Nero, Azzurro e Bianco colori scritti con la maiuscola perché crogiuolo di passione e vita di un orgoglio ancor oggi mai sopito. I momenti bui e quelli esaltanti percorrono l’esistenza di tutti i clubs con cambi di ragione sociale e proprietà ma il fascino di vedere la maglia che ti rappresenta e rappresenta la tua comunità non ha eguali . Il Quadrilatero è un territorio orgoglioso ed attuale che sa rinascere e ricostruirsi sempre anche se in Piemonte non abbiamo gli sceicchi. Il nostro augurio e auspicio è che nei prossimi anni, quando si celebrerà nuovamente l’evento, la città di Novara e la sua Amministrazione Comunale daranno maggiore importanza e risalto a questa giornata.


Siviersson

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Restiamo solo Noi

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“viaggiatore non c’è sentiero, il sentiero si fa mentre cammini ” (Antonio Machado)

A partire da oggi ogni passo che compiremo, sarà il frutto del destino che ci stiamo scegliendo, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo. Se non vogliamo che essere trascinati, se desideriamo farci interpreti del nostro destino, non dovremo far altro che avventurarci in terre che non abbiamo mai avuto i coglioni di percorrere, per lasciare la nostra impronta in questo mondo che noi vediamo dipinto d’azzurro e definire il nostro  futuro.

Basta parlare dei Rullo, dei De Salvo e dei Pavanati … dobbiamo essere onesti con noi stessi … ce li siamo meritati.

E basta anche col le pippe del sindaco e delle “famose istituzioni” …  ci hanno sonoramente rotto il cazzo.

Novara, il Novara, siamo Noi e ce lo riprendiamo … ovunque sia.

E basta anche con queste manifestazioni da terza media con le letterine e le bandiere sul balcone che sono di una tristezza infinita e non servono ad una beata minchia.

Il Novara deve ritornare ai novaresi, come una volta … e se “la decisione inopportuna” dovesse il 27 tramutarsi in “deprecabile ma accettabile” dovremo comunque essere pronti e organizzati per incidere, controllare, verificare … a muso duro .. se serve.

Il mio Novara nasce quasi 55 anni fa ed era un Novara povero ma pulito … serie B o serie C ( che si alternavano) non facevano paura perché il Novara era una festa .. a prescindere.

Percorreva i primi passi il Santino che con tanti sacrifici e probabilmente un po’ di culo è riuscito per dieci anni a farlo diventare un fortino regalandoci la memoria della nostra gioventù . Ora i tempi son cambiati, certe cose non sono più realizzabili, e di Santini in giro non ce ne sono più …

Ma ci siamo Noi!
Tra di noi ci sono manager, avvocati, fiscalisti e tributaristi, imprenditori …. forse pochi per sopportare lo sforzo economico necessario per affrontare la gestione di un campionato; ma tanti e bravi per organizzare un comitato di controllo, una “Blu Union” a protezione non dei calciatori o dei dipendenti ma della maglia azzurra.

Mi aspetto che le tre organizzazioni ( Nuares, Fedelissimi e Coordinamento ) quanto prima, indipendentemente dalla lettera che caratterizzerà il nostro prossimo campionato inizino a scegliere una decina di personaggi a cui demandare la vigilanza di ciò che succederà nei corridoi di dove saremo. Un comitato che sorvegli, con competenza e cognizione di causa, su tutto ciò che succede perché, penso concordiate con me, ci siamo sonoramente rotti i coglioni di subire azioni improprie da parte di personaggi che con Novara e il Novara non c’entrano un cazzo.

E anche se, in un prossimo futuro, un nuovo Novara sarà in mano a novaresi questo comitato dovrà continuare a sorvegliare, suggerire, mettere il dito nella piaga e poi porgerlo nel culo di chi potrebbe fare qualcosa di inappropriato.

Torniamo pure a mandarci affanculo sugli spalti o sui social per diverse opinioni sul gioco, o per questo o quel giocatore, ma torniamo tutti ad essere uniti e pronti a rimboccarci le maniche da persone adulte e mature.

Restiamo solo Noi.

ciumi

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