La scelta importante Editoriale

Certezza di morte, scarse possibilità di successo….che cosa stiamo aspettando?? Gimli, il Signore degli Anelli

Ho letto in settimana un commento dell’amico Jacopo che mi trova particolarmente d’accordo: c’è un qualcosa di misterioso, quasi perverso, che rende intrigante questa nuova stagione che sta per nascere. Sarà per la nomina di Banchieri che, per quanto si è potuto ascoltare in conferenza, non lascia spazio a nessun altro tipo di interpretazione differente da “anno zero”, fatto sta che per la prima volta dell’era De Salvo nessuno è più autorizzato a pensare in grande, quanto meno nell’immediato. È senza dubbio una sorta di “liberazione” di un peso che, inconsciamente, ci portavamo tutti sulle spalle, perché alla fine quello di sognare è un po’ il destino di quei tifosi che hanno avuto la fortuna di vivere un periodo al di sopra del proprio blasone e della propria recente storia. Sono sempre stato convinto che, in questi anni, anche in quelli culminati con le retrocessioni nonostante si sostenesse il contrario, tutti guardassero sempre il distacco dalla zona promozione, e non dalla salvezza. Ecco, questa fase oggi è finita.

Ma cosa c’è di bello in tutto questo? Probabilmente nulla, se non il fascino di una rinascita e dell’iniziare a scrivere una nuova pagina della nostra ultracentenaria storia. C’è solo un problema, non di poco conto. Le storie romantiche, non necessariamente vincenti, non possono prescindere da una comunione di intenti tra Società e ambiente. E qui siamo ancora parecchio lontani. Mi gioco infatti il solito bicchiere di acqua minerale che saremo la sola piazza al mondo che, a fronte di un abbonamento in curva offerto a 14 euro, faremo meno abbonamenti di quelli che avremmo sottoscritto se il prezzo fosse stato “normale”, e questo perché, oltre ad essere dei cagacazzo laureati honorem causa, sussiste un’innegabile grosso problema di credibilità di questa proprietà agli occhi del suo pubblico. Nell’ultimo incontro con MDS lo scorso inverno gli dissi che, a mio modo di vedere le cose, a lui non sarebbe mai stato concesso il diritto di ridimensionamento, perché nel calcio non si può far toccare il cielo e poi ributtare la tua gente a mangiare merda nonostante possibilità economiche personali ancora importanti. E a supporto della mia tesi gli portai come esempi (con le dovute proporzioni) Moratti e Berlusconi, entrambi “costretti” a vendere Inter e Milan anche e soprattutto perché le rispettive piazze, dopo aver vinto tutto, non avrebbero mai accettato quel ridimensionamento che, con loro, sarebbe stato inevitabile. Giusto o sbagliato che fosse. De Salvo non mi rispose.

Il problema è notevole, e impone ora una scelta da parte della tifoseria. Appurato che il concetto di “solo per la maglia” sta avendo interpretazioni parecchio differenti a seconda delle persone, e che (ad oggi a parole, vedremo se anche coi fatti) molti pare sono pronti a combattere questa proprietà addirittura disertando lo stadio, non possiamo nemmeno dimenticarci che sta per indossare la nostra maglia una nuova squadra, probabilmente sfigata e brutta, ma certamente moralmente molto più dignitosa e soprattutto molto più “novarese” di quanto abbiamo mai visto in passato. E questo è assolutamente romantico. Aggiungo che, non scordiamolo, immaginando un’epurazione importante dei “campioni” della scorsa stagione, questa nuova squadra sarà vittima e non colpevole della situazione in cui ci troviamo. Non sarà insomma colpa loro se in giro altri saranno più forti, semmai eventualmente la colpa sarà di chi li metterà nella condizione di salvare l’onore senza mezzi tecnici adeguati. Loro dovranno solo rispondere a noi tifosi dell’eventuale carenza di attributi e di sudore.

Quindi che facciamo? Non tifiamo più Novara? Dietro questa apparente domanda retorica si nasconde davvero una scelta che ogni tifoso deve necessariamente fare. Non sarò certo io a fare morali o a criticare le decisioni, ma da questa scelta nessuno può fuggire: sostegno alla squadra (nelle varie forme possibili, tra cui la critica alla società ma comunque presenti allo stadio), o abbandono della nave. Non esistono vie di mezzo, la via di mezzo è comunque un abbandono.

Non vedo quindi altre alternative. La filosofia dura il tempo di un’estate e i sogni di nuove proprietà pure. Estate che, per il giuoco del calcio, terminerà tra dieci giorni circa quando inizierà il raduno. Forse è meglio per tutti nei prossimi dieci giorni decidere cosa fare da grandi. Altrimenti, e lo dico soprattutto a chi è dell’idea di rimanere, continuando col piglio distruttivo attuale senza provare a farsene una ragione, prima o poi finiremo male davvero. Lo dico a me come a tutti.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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