The rolling bush …. Pensieri e parole

Le cose, nel senso più generale della parola, quando invecchiano ti mettono a disagio ponendoti di fronte all’ineluttabilità della fine.

Le cose, in un senso più specifico, sono il Novara Calcio.

Il disagio lo proviamo noi, il popolo che del Novara si è innamorato da tempo.

E’ l’eutanasia di un amore … una soluzione finale (forzata si badi bene) che il popolo azzurro sta scegliendo per non soffrire ulteriormente.

Ma tutto questo ha una sua origine, una sua causa e l’amarezza che stiamo provando oggi è solo l’effetto.

Abbiamo analizzato i bilanci, nella loro interezza, e dobbiamo concludere che le cose non vanno per niente bene o, meglio, debbono essere interpretate.

In termini generali la gestione della società Novara Calcio, che ricordiamo è di proprietà al 100% di Servisan spa, ha generato (nel periodo compreso tra il 2014 ed il 2018) circa 26 milioni di euro di perdite.

Se a questo importo aggiungiamo i 3,7 milioni portati a bilancio come fatture da emettere per crediti vantati nei confronti della Lega (paracadute Lecce sul quale abbiamo fatto ricorso) arriviamo più o meno a 30 milioni (la cifra che gira da tempo in città quale richiesta di una presunta vendita).

Questi dati, è bene ribadirlo, non c’entrano una beata minchia con Novarello, che è di proprietà di Polisystem srl, ed alla quale il Novara Calcio paga 300 mila euro all’anno per l’utilizzo.

Ora prima riflessione: se gli ultimi cinque anni di gestione hanno portato a questi risultati di chi è la colpa? Di chi ha gestito col culo, comprando giocatori che si sono rivelati inadatti o, perlomeno, senza anima; assumendo direttori sportivi complici; assumendo allenatori che hanno fatto non bene qui rilevandosi poi eccellenti o almeno buoni in altre piazze.

Possiamo affermare quindi che il signor Massimo De Salvo ha sperperato una parte del patrimonio di famiglia (le perdite di cui sopra sono state tutte ripianate dalla capogruppo) con una gestione che, senza il paracadute del papà, sarebbe stata fallimentare?

 

Seconda riflessione: assunto che i debiti che la società Novara Calcio sono, al di là di quelli tributari, tutti nei confronti di società del gruppo (a questi dobbiamo aggiungere 1,7 milioni che a marzo del corrente anno il Policlinico di Monza ha prestato al Novara per “soddisfacimento di temporanee esigenze di liquidità”) se ciascuno di noi fosse a capo del gruppo non si sarebbe rotto i coglioni per questa continue emorragie finanziarie?

Possiamo affermare quindi che una eventuale entrata a gamba tesa da parte di Michelangelo De Salvo, con conseguente accantonamento del “figliolo”, sia legittima e, a questo punto, auspicata?

Terza riflessione: nell’ultimo anno la società Novara Calcio, forse memore delle proprie origini, è diventata omertosa e paranoica paventando in più di un’occasione cospirazioni da parte del popolo azzurro che sa solo criticare e non è riconoscente.

Possiamo quindi affermare che se la gestione, capo in testa, fosse stata un po’ più umile e si fosse abbassata a spiegare queste cose gran parte della tifoseria avrebbe compreso e fatto quadrato?

 

Invece il rapporto tra la società Novara Calcio ed il suo pubblico (i suoi azionisti) è uguale all’immagine riportata in copertina…. Il deserto più assoluto.

Puoi cercare di scappare dal disagio e dal senso di colpa mascherandolo con l’opinione che gli altri hanno di te oppure cercare un po’ di tranquillità facendo in conti con te stesso.

 

Sino ad oggi (mercoledì 3 luglio 2019) hanno scelto la prima … vedremo in futuro.

Ciumi

PS: a molti di voi sorgeranno quesiti sui dati riportati, sollecitateci, vi daremo risposte.


Analista tecnico delle partite e sfanculatore ufficiale del blog. Convive con una sana passione per le Converse All Star sgualcite e scolorite e per la scarsa considerazione sul genere umano. Severo ma giusto.

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