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Storia e memoria

1975/76 diciassettesima puntata REGGIANA e VARESE

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Non passa giorno che non ci sia uno scontro tra fascisti e comunisti. Nel solo mese di aprile 1976 saranno 150 gli episodi di guerriglia e terrorismo nelle città italiane. E ogni tanto qualche giovane ci lascia la pelle, in un clima di guerra civile che viene strumentalizzato per nuove campagne elettorali.

Ma cosa importa ai tifosi azzurri della strategia della tensione?! La vera bomba esplode a Catanzaro i giorni successivi alla partita conclusa con un importante pareggio che poteva essere tranquillamente una vittoria.

La società calabrese ha presentato “riserva scritta” perché il gurdalinee scelto dall’arbitro Lattanzi per sostituire il collega infortunato negli ultimi 15 minuti gioco, risultava non in regola con il tesseramento federale. Il Catanzaro chiede l’annullamento e la ripetizione della gara per errore tecnico.

 

Immediata la reazione dei dirigenti novaresi che chiedono a questo punto il 2-0 a tavolino per responsabilità oggettiva della squadra ospitante alludendo all’illecito sportivo.

“La faccenda come si è svolta è poco chiara ed intendiamo andare fino in fondo. Catanzaro è una cittadina come Novara e se all’arbitro locale viene ritirata la tessera la società non può non saperlo. Specie se è stata proprio la società, cioè il Catanzaro, a denunciare Mario Negro che aveva permesso al fratello di utilizzare la sua tessera di arbitro per entrare gratuitamente allo stadio. Senza contare – ricorda Tarantola – l’azione del Presidente degli arbitri locali che si muove dalla tribuna soltanto alla fine dell’incontro per comunicare all’arbitro Lattanzi la posizione errata del guardalinee? Perché non l’ha fatto prima?”

La partita rimane sub judice e Giorgis cerca di tenere la squadra concentrata sul prossimo obbiettivo: battere la Reggiana. Gli emiliani stanno lottando per non retrocedere ed in questa parte della stagione sono gli avversari peggiori da affrontare.

Luigino Giannini ha festeggiato a Catanzaro le 300 maglie azzurre e Giorgis gli regala un’altra partita da titolare per ricevere il giusto applauso dalla tifoseria azzurra. Un’altra ottima notizia è il ritorno in squadra dal primo minuto di Sergio Ferrari, centrocampista essenziale per gli equilibri del centrocampo azzurro.

A Novara tutti sono certi dell’omologazione del risultato della partita con il Catanzaro e per questo i tifosi guardano con la massima attenzione all’impegno con la Reggiana.

Giornata 30 – 25 aprile 1976 NOVARA-REGGIANA 3-0

I ragazzi dimostrano anche contro gli emiliani di avere ancora tante energie da spendere.

“Oggi in campo c’era un autentico abisso di valori tra questo Novara sempre più conscio di se stesso e la Reggiana, in piena crisi”

Al primo tiro in porta il Novara passa in vantaggio. E’ stata la classica punizione bomba di Alberto Vivian, complice anche una leggera deviazione di un difensore avversario a dare agli azzurri il primo gol.

Al 28’ giungeva la seconda rete, bellissima che chiudeva in pratica la partita. Punizione di Giannini a metà campo per Salvioni che cercava la testa di Fiaschi, preciso tocco a servizio perfetto per Marchetti che controllava di petto e batteva a rete in diagonale.

La Reggiana perdeva la testa e al 32’ Sacco, già ammonito, si faceva espellere per un inutile fallo a metà campo.

Dieci contro undici e sotto di due reti la Reggiana avrebbe potuto rimettere in carreggiata la partita grazie ad un rigore concesso dall’arbitro per una spinta di Menichini a Frutti in area all’inizio della ripresa. Ma evidentemente per gli emiliani non è giornata: il tiro di rigore di Francesconi si stampava sul palo.

Quattro minuti dopo era la volta del Novara a beneficiare di un tiro dagli undici metri: da fuori area c’era un tiro di Salvioni che finiva sul bracci di D’Angiulli. L’arbitro anche questa volta non aveva esitazioni ad inficare il dischetto e Marchetti non falliva la trasformazione fissando il risultato sul 3-0.

Il Novara è ora al secondo posto insieme al Genoa e ad un solo punto dalla vetta, occupata dal Varese, prossimo avversario degli azzurri. Brescia e Catanzaro sono ad un punto dagli azzurri ed il Foggia a due. Che classifica meravigliosa!

Sarà una settimana di passione quella che si concluderà il due maggio: si deve preparare la trasferta contro la capolista Varese e si attende con grande preoccupazione il verdetto sulla partita con il Catanzaro.

Il giudizio finale è affidato al Giudice Sportivo Unico, Avvocato Barbè, nato e residente a Novara. Un Novarese D.O.C. è chiamato a giudicare la sua squadra, la sua città. Oggi non sarebbe possibile, ci sarebbe una rivolta mediatica impossibile da gestire. Dal Catanzaro scoppierebbe la rivoluzione. Invece nel 1976 era tutto più semplice e Barbè deciderà secondo coscienza e diritto.

Mercoledì 28 aprile ordinerà la ripetizione dell’incontro Catanzaro-Novara. Il giudice ha applicato il comma 6 del regolamento del Gioco del calcio: “l’illegittimo esercizio delle funzioni di guardalinee ufficiale ha costituito elemento decisamente ostativo della regolarità di svolgimento della gara così da determinare l’invalidazione”. L’Avvocato Alberto Barbè ha così accolto il reclamo del Catanzaro annullando la partita e ordinandone la ripetizione.

Una beffa tremenda, percepita come un’ingiustizia enorme da parte degli sportivi novaresi. La partita si è conclusa in maniera regolare, senza alcun episodio discutibile. Il sostituto è un tesserato della sezione di Catanzaro, presente sul campo di gioco, i responsabili AIA presenti in tribuna non hanno impedito l’equivoco. Non si capisce perchè il Novara debba pagare le conseguenze di un vero e proprio illecito perpetrato ai suoi danni.

La società azzurra affiderà all’Avvocato Masera il ricorso ma intanto, per fortuna la super sfida con il Varese si avvicina.

Giornata 31 – 02 MAGGIO 1976 VARESE-NOVARA 0-0

Il primo problema sarà sostituire i terzini Lugnan e Menichini entrambi squalificati. Mentre per il primo la sostituzione è semplice con il rientro del Vecio Udovicich al centro della difesa e lo spostamento di Veschetti sulla destra, per la sostituzione di Menichini, Giorgis dovrà inventarsi qualcosa.

Tutto questo non scalfisce l’entusiasmo dei tifosi azzurri che vivono in una bolla di esaltazione: un treno speciale, una decina di pullman e tante, tante macchine: la torcida azzurra è pronta! E a Varese si preannuncia la battaglia.

“si dice che sui muri della città lombarda siano state vergate delle scritte che fanno presagire una partita rovente in campo e sulle tribune. I novaresi hanno accettato di buon grado la sfida: armati di bandieroni, grancasse e campanacci sono decisi a sostenere gli azzurri con tutto il fiato che hanno in gola”

I tifosi presenti ricorderanno quella trasferta come una delle più belle e calorose, in tutti i sensi, di sempre

“eravamo duemilacinquecento, forse tremila domenica sulle scalinate di Masnago, in una stupenda giornata di sole. Abbiamo gioito e sofferto nel medesimo tempo, perché il Novara ancora una volta riusciva ad offrire una sostanziosa dimostrazione delle sue possibilità”

“Un treno speciale di 1200 giovani, organizzato dai club cittadini, dieci pullman provenienti dalla provincia che si sta svegliando, centinaia di vetture targate NO”

Giorgis per la sostituzione di Menechini decide di spostare Ferrari in difesa, mantenendo il centrocampo titolare.

Il Varese capolista soffre nel primo tempo l’organizzazione del gioco azzurro:

“La squadra azzurra si distendeva in avanti con il suo gioco fluente e preciso sorretto dalla potenza atletica di Rocca, dai raffinati passaggi di Giannini, dalle invenzioni di Salvioni e dal gioco autoritario di Marchetti. Era una sinfonia che creava diversi fastidi ai lombardi.”

Il Novara gioca bene, gioca all’attacco in casa della capolista.

“Se la prima parte della partita si fosse conclusa con il Novara in vantaggio, nessuno avrebbe potuto storcere il naso. In almeno due occasioni tanto per ricordare le più clamorose, il Novara poteva essere in gol. Sulla seconda soprattutto, a soli 5 minuti dalla fine del tempo, pende tra l’altro il forte sospetto di un rigore in quanto il libero Prato ha respinto sulla linea di porta con un braccio un colpo di testa di Fiaschi, destinato in fondo al sacco”

Dopo Menicucci, nella partita interna con il Catanzaro, un altro arbitro internazionale come Agnolin, nega un rigore evidente al Novara.

La ripresa ha un’altra storia. Il Varese cresce ed i nostri difensori devono impegnarsi a fondo per contenere le sfuriate dei lombardi.

Finisce 0-0 una partita che il Novara poteva comodamente vincere nel primo tempo e che ha rischiato di perdere nella ripresa come capita nel calcio. Ma quel rigore negato grida vendetta.

Prima e dopo la partita i tifosi di Novara e Varese si sono affrontati a sassate. Il peggio è avvenuto dopo la partenza quando il convoglio è stato bloccato a sassate da un centinaio di ultra del Varese Ma l’episodio non ha spento l‘entusiasmo dei tifosi azzurri e quando i “mille” sono scesi dal treno è stato subito organizzato un carosello auto che ha invaso il centro storico mentre altri tifosi si sono recati allo stadio per accogliere i giocatori. Anche qui scene di giubilo e propositi di continuare la lotta per la promozione”

Fra tutti i giocatori il più emozionato era il Nini:

“Ho stretto i denti perché non volevo perdere proprio in occasione del mio rientro. Siamo riusciti a farcela e ora posso tornare tranquillamente in tribuna lasciando ai miei più giovani compagni il compito di continuare. “

L’ostacolo Varese è stato superato. La classifica resta immutata, anzi guadagniamo un punto sul Foggia sconfitto a Ferrara. Catanzaro e Genoa pareggiano nell’altro big match, così come il Brescia nel derby con l’Atalanta. Proprio i bresciani che ci affiancano in classifica saranno i nostri prossimi avversari. Un’altra sfida al vertice di questo entusiasmante campionato.

Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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La giornata del quadrilatero

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Una storia affascinante che parte da una contrapposizione geometrica. Il triangolo dei grandi agglomerati con le squadre di: Milano, Torino e Genova contrastato dal quadrilatero di una provincia tutt’altro che subalterna costituita da: Alessandria, Casale, Novara e Pro Vercelli. Una giornata dedicata al Quadrilatero non è un’operazione meramente nostalgica ma ribadisce la possibilità di poter emergere anche se non si posseggono risorse auree. Città e territori che si sono costruite una propria identità nonostante l’ingombrante triangolo delle città industriali. Grigio, Nero, Azzurro e Bianco colori scritti con la maiuscola perché crogiuolo di passione e vita di un orgoglio ancor oggi mai sopito. I momenti bui e quelli esaltanti percorrono l’esistenza di tutti i clubs con cambi di ragione sociale e proprietà ma il fascino di vedere la maglia che ti rappresenta e rappresenta la tua comunità non ha eguali . Il Quadrilatero è un territorio orgoglioso ed attuale che sa rinascere e ricostruirsi sempre anche se in Piemonte non abbiamo gli sceicchi. Il nostro augurio e auspicio è che nei prossimi anni, quando si celebrerà nuovamente l’evento, la città di Novara e la sua Amministrazione Comunale daranno maggiore importanza e risalto a questa giornata.


Siviersson

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Restiamo solo Noi

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“viaggiatore non c’è sentiero, il sentiero si fa mentre cammini ” (Antonio Machado)

A partire da oggi ogni passo che compiremo, sarà il frutto del destino che ci stiamo scegliendo, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo. Se non vogliamo che essere trascinati, se desideriamo farci interpreti del nostro destino, non dovremo far altro che avventurarci in terre che non abbiamo mai avuto i coglioni di percorrere, per lasciare la nostra impronta in questo mondo che noi vediamo dipinto d’azzurro e definire il nostro  futuro.

Basta parlare dei Rullo, dei De Salvo e dei Pavanati … dobbiamo essere onesti con noi stessi … ce li siamo meritati.

E basta anche col le pippe del sindaco e delle “famose istituzioni” …  ci hanno sonoramente rotto il cazzo.

Novara, il Novara, siamo Noi e ce lo riprendiamo … ovunque sia.

E basta anche con queste manifestazioni da terza media con le letterine e le bandiere sul balcone che sono di una tristezza infinita e non servono ad una beata minchia.

Il Novara deve ritornare ai novaresi, come una volta … e se “la decisione inopportuna” dovesse il 27 tramutarsi in “deprecabile ma accettabile” dovremo comunque essere pronti e organizzati per incidere, controllare, verificare … a muso duro .. se serve.

Il mio Novara nasce quasi 55 anni fa ed era un Novara povero ma pulito … serie B o serie C ( che si alternavano) non facevano paura perché il Novara era una festa .. a prescindere.

Percorreva i primi passi il Santino che con tanti sacrifici e probabilmente un po’ di culo è riuscito per dieci anni a farlo diventare un fortino regalandoci la memoria della nostra gioventù . Ora i tempi son cambiati, certe cose non sono più realizzabili, e di Santini in giro non ce ne sono più …

Ma ci siamo Noi!
Tra di noi ci sono manager, avvocati, fiscalisti e tributaristi, imprenditori …. forse pochi per sopportare lo sforzo economico necessario per affrontare la gestione di un campionato; ma tanti e bravi per organizzare un comitato di controllo, una “Blu Union” a protezione non dei calciatori o dei dipendenti ma della maglia azzurra.

Mi aspetto che le tre organizzazioni ( Nuares, Fedelissimi e Coordinamento ) quanto prima, indipendentemente dalla lettera che caratterizzerà il nostro prossimo campionato inizino a scegliere una decina di personaggi a cui demandare la vigilanza di ciò che succederà nei corridoi di dove saremo. Un comitato che sorvegli, con competenza e cognizione di causa, su tutto ciò che succede perché, penso concordiate con me, ci siamo sonoramente rotti i coglioni di subire azioni improprie da parte di personaggi che con Novara e il Novara non c’entrano un cazzo.

E anche se, in un prossimo futuro, un nuovo Novara sarà in mano a novaresi questo comitato dovrà continuare a sorvegliare, suggerire, mettere il dito nella piaga e poi porgerlo nel culo di chi potrebbe fare qualcosa di inappropriato.

Torniamo pure a mandarci affanculo sugli spalti o sui social per diverse opinioni sul gioco, o per questo o quel giocatore, ma torniamo tutti ad essere uniti e pronti a rimboccarci le maniche da persone adulte e mature.

Restiamo solo Noi.

ciumi

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Campionato 2010/11 dieci anni dopo (ottava parte semifinale e finale play off)

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“In serie A indì mia…al va al Vares”. Non tutti a Novara credono nella promozione, nonostante una stagione regolare entusiasmante e le continue prove di un gruppo che non delude mai: una prima parte grandiosa, condotta in testa per tutto il girone di andata ed una seconda parte dove la squadra sembra prender fiato tra infortuni, cali di forma e torti arbitrali ma senza scendere mai sotto il terzo posto:

 

 

E’ inutile raccontare con parole nuove le quattro partite dei play off 2011. Tutti noi abbiamo personalissimi ricordi, immagini, suoni e persino odori che ci rimarranno nel cuore e nella mente per sempre. Serve solo qualche foto, qualche ritaglio di giornale e qualche video per riattivare il ricordo di quei giorni: FORZA VECCHIO CUORE AZZURRO

ANDATA SEMIFINALE PLAY OFF: REGGINA-NOVARA 0-0  2 giugno 2011

Al Granillo di Reggio Calabria il Novara si presenta senza l’infortunato Gemiti e con un manipolo di tifosi che sfidano 20.000 tifosi reggini. Il Novara vuole e ottiene il pareggio e anche se i calabresi sono padroni del campo, l’occasione più clamorosa della partita viene sprecata da Rubino. L’accesso alla finale si deciderà al Silvio Piola.

RITORNO SEMIFINALE PLAY OFF: NOVARA-REGGINA 2-2    5 giugno 2011

E’ la notte di Marco Rigoni, è la notte di un’intera generazione di tifosi azzurri che sotterrano incubi e delusioni e sotto la pioggia urlano finchè hanno fiato nei polmoni spingendo quella incredibile parabola in fondo alla rete: indimenticabile!

ANDATA FINALE PLAY OFF: PADOVA-NOVARA 0-0   9 giugno 2011

“quando conta non perdiamo…” è uno dei cori più in voga nello spogliatoio azzurro e anche all’Euganeo gli azzurri ottengono ciò che vogliono. Coubronne, Gheller e Drasceck in campo nei novanta minuti con fanno sentire le assenze di Ludi, Morganella e Bertani. Come a Reggio Calabria la palla gol più clamorosa viene sprecata dal Novara con Pablo Gonzalez

RITORNO FINALE PLAY OFF: NOVARA-PADOVA 2-0   12 GIUGNO 2011

Non c’è storia, non c’è partita. Il Novara domina il Padova che dopo la lunga rincorsa per raggiungere i play off e l’impresa contro il Varese, crolla e dopo un quarto d’ora si ritrova in 10 per un’espulsione sacrosanta di Cesar. Il Novara è spietato e sulla stessa punizione si porta in vantaggio con una bomba di Pablo Gonzalez. Chiude i conti al 23’ del secondo tempo e si consegna alla storia del Novara Calcio, Marco Rigoni. Siamo in serie A, dopo 55 anni siamo in serie A.

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