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Storia e memoria

1975/76 diciassettesima puntata REGGIANA e VARESE

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Non passa giorno che non ci sia uno scontro tra fascisti e comunisti. Nel solo mese di aprile 1976 saranno 150 gli episodi di guerriglia e terrorismo nelle città italiane. E ogni tanto qualche giovane ci lascia la pelle, in un clima di guerra civile che viene strumentalizzato per nuove campagne elettorali.

Ma cosa importa ai tifosi azzurri della strategia della tensione?! La vera bomba esplode a Catanzaro i giorni successivi alla partita conclusa con un importante pareggio che poteva essere tranquillamente una vittoria.

La società calabrese ha presentato “riserva scritta” perché il gurdalinee scelto dall’arbitro Lattanzi per sostituire il collega infortunato negli ultimi 15 minuti gioco, risultava non in regola con il tesseramento federale. Il Catanzaro chiede l’annullamento e la ripetizione della gara per errore tecnico.

 

Immediata la reazione dei dirigenti novaresi che chiedono a questo punto il 2-0 a tavolino per responsabilità oggettiva della squadra ospitante alludendo all’illecito sportivo.

“La faccenda come si è svolta è poco chiara ed intendiamo andare fino in fondo. Catanzaro è una cittadina come Novara e se all’arbitro locale viene ritirata la tessera la società non può non saperlo. Specie se è stata proprio la società, cioè il Catanzaro, a denunciare Mario Negro che aveva permesso al fratello di utilizzare la sua tessera di arbitro per entrare gratuitamente allo stadio. Senza contare – ricorda Tarantola – l’azione del Presidente degli arbitri locali che si muove dalla tribuna soltanto alla fine dell’incontro per comunicare all’arbitro Lattanzi la posizione errata del guardalinee? Perché non l’ha fatto prima?”

La partita rimane sub judice e Giorgis cerca di tenere la squadra concentrata sul prossimo obbiettivo: battere la Reggiana. Gli emiliani stanno lottando per non retrocedere ed in questa parte della stagione sono gli avversari peggiori da affrontare.

Luigino Giannini ha festeggiato a Catanzaro le 300 maglie azzurre e Giorgis gli regala un’altra partita da titolare per ricevere il giusto applauso dalla tifoseria azzurra. Un’altra ottima notizia è il ritorno in squadra dal primo minuto di Sergio Ferrari, centrocampista essenziale per gli equilibri del centrocampo azzurro.

A Novara tutti sono certi dell’omologazione del risultato della partita con il Catanzaro e per questo i tifosi guardano con la massima attenzione all’impegno con la Reggiana.

Giornata 30 – 25 aprile 1976 NOVARA-REGGIANA 3-0

I ragazzi dimostrano anche contro gli emiliani di avere ancora tante energie da spendere.

“Oggi in campo c’era un autentico abisso di valori tra questo Novara sempre più conscio di se stesso e la Reggiana, in piena crisi”

Al primo tiro in porta il Novara passa in vantaggio. E’ stata la classica punizione bomba di Alberto Vivian, complice anche una leggera deviazione di un difensore avversario a dare agli azzurri il primo gol.

Al 28’ giungeva la seconda rete, bellissima che chiudeva in pratica la partita. Punizione di Giannini a metà campo per Salvioni che cercava la testa di Fiaschi, preciso tocco a servizio perfetto per Marchetti che controllava di petto e batteva a rete in diagonale.

La Reggiana perdeva la testa e al 32’ Sacco, già ammonito, si faceva espellere per un inutile fallo a metà campo.

Dieci contro undici e sotto di due reti la Reggiana avrebbe potuto rimettere in carreggiata la partita grazie ad un rigore concesso dall’arbitro per una spinta di Menichini a Frutti in area all’inizio della ripresa. Ma evidentemente per gli emiliani non è giornata: il tiro di rigore di Francesconi si stampava sul palo.

Quattro minuti dopo era la volta del Novara a beneficiare di un tiro dagli undici metri: da fuori area c’era un tiro di Salvioni che finiva sul bracci di D’Angiulli. L’arbitro anche questa volta non aveva esitazioni ad inficare il dischetto e Marchetti non falliva la trasformazione fissando il risultato sul 3-0.

Il Novara è ora al secondo posto insieme al Genoa e ad un solo punto dalla vetta, occupata dal Varese, prossimo avversario degli azzurri. Brescia e Catanzaro sono ad un punto dagli azzurri ed il Foggia a due. Che classifica meravigliosa!

Sarà una settimana di passione quella che si concluderà il due maggio: si deve preparare la trasferta contro la capolista Varese e si attende con grande preoccupazione il verdetto sulla partita con il Catanzaro.

Il giudizio finale è affidato al Giudice Sportivo Unico, Avvocato Barbè, nato e residente a Novara. Un Novarese D.O.C. è chiamato a giudicare la sua squadra, la sua città. Oggi non sarebbe possibile, ci sarebbe una rivolta mediatica impossibile da gestire. Dal Catanzaro scoppierebbe la rivoluzione. Invece nel 1976 era tutto più semplice e Barbè deciderà secondo coscienza e diritto.

Mercoledì 28 aprile ordinerà la ripetizione dell’incontro Catanzaro-Novara. Il giudice ha applicato il comma 6 del regolamento del Gioco del calcio: “l’illegittimo esercizio delle funzioni di guardalinee ufficiale ha costituito elemento decisamente ostativo della regolarità di svolgimento della gara così da determinare l’invalidazione”. L’Avvocato Alberto Barbè ha così accolto il reclamo del Catanzaro annullando la partita e ordinandone la ripetizione.

Una beffa tremenda, percepita come un’ingiustizia enorme da parte degli sportivi novaresi. La partita si è conclusa in maniera regolare, senza alcun episodio discutibile. Il sostituto è un tesserato della sezione di Catanzaro, presente sul campo di gioco, i responsabili AIA presenti in tribuna non hanno impedito l’equivoco. Non si capisce perchè il Novara debba pagare le conseguenze di un vero e proprio illecito perpetrato ai suoi danni.

La società azzurra affiderà all’Avvocato Masera il ricorso ma intanto, per fortuna la super sfida con il Varese si avvicina.

Giornata 31 – 02 MAGGIO 1976 VARESE-NOVARA 0-0

Il primo problema sarà sostituire i terzini Lugnan e Menichini entrambi squalificati. Mentre per il primo la sostituzione è semplice con il rientro del Vecio Udovicich al centro della difesa e lo spostamento di Veschetti sulla destra, per la sostituzione di Menichini, Giorgis dovrà inventarsi qualcosa.

Tutto questo non scalfisce l’entusiasmo dei tifosi azzurri che vivono in una bolla di esaltazione: un treno speciale, una decina di pullman e tante, tante macchine: la torcida azzurra è pronta! E a Varese si preannuncia la battaglia.

“si dice che sui muri della città lombarda siano state vergate delle scritte che fanno presagire una partita rovente in campo e sulle tribune. I novaresi hanno accettato di buon grado la sfida: armati di bandieroni, grancasse e campanacci sono decisi a sostenere gli azzurri con tutto il fiato che hanno in gola”

I tifosi presenti ricorderanno quella trasferta come una delle più belle e calorose, in tutti i sensi, di sempre

“eravamo duemilacinquecento, forse tremila domenica sulle scalinate di Masnago, in una stupenda giornata di sole. Abbiamo gioito e sofferto nel medesimo tempo, perché il Novara ancora una volta riusciva ad offrire una sostanziosa dimostrazione delle sue possibilità”

“Un treno speciale di 1200 giovani, organizzato dai club cittadini, dieci pullman provenienti dalla provincia che si sta svegliando, centinaia di vetture targate NO”

Giorgis per la sostituzione di Menechini decide di spostare Ferrari in difesa, mantenendo il centrocampo titolare.

Il Varese capolista soffre nel primo tempo l’organizzazione del gioco azzurro:

“La squadra azzurra si distendeva in avanti con il suo gioco fluente e preciso sorretto dalla potenza atletica di Rocca, dai raffinati passaggi di Giannini, dalle invenzioni di Salvioni e dal gioco autoritario di Marchetti. Era una sinfonia che creava diversi fastidi ai lombardi.”

Il Novara gioca bene, gioca all’attacco in casa della capolista.

“Se la prima parte della partita si fosse conclusa con il Novara in vantaggio, nessuno avrebbe potuto storcere il naso. In almeno due occasioni tanto per ricordare le più clamorose, il Novara poteva essere in gol. Sulla seconda soprattutto, a soli 5 minuti dalla fine del tempo, pende tra l’altro il forte sospetto di un rigore in quanto il libero Prato ha respinto sulla linea di porta con un braccio un colpo di testa di Fiaschi, destinato in fondo al sacco”

Dopo Menicucci, nella partita interna con il Catanzaro, un altro arbitro internazionale come Agnolin, nega un rigore evidente al Novara.

La ripresa ha un’altra storia. Il Varese cresce ed i nostri difensori devono impegnarsi a fondo per contenere le sfuriate dei lombardi.

Finisce 0-0 una partita che il Novara poteva comodamente vincere nel primo tempo e che ha rischiato di perdere nella ripresa come capita nel calcio. Ma quel rigore negato grida vendetta.

Prima e dopo la partita i tifosi di Novara e Varese si sono affrontati a sassate. Il peggio è avvenuto dopo la partenza quando il convoglio è stato bloccato a sassate da un centinaio di ultra del Varese Ma l’episodio non ha spento l‘entusiasmo dei tifosi azzurri e quando i “mille” sono scesi dal treno è stato subito organizzato un carosello auto che ha invaso il centro storico mentre altri tifosi si sono recati allo stadio per accogliere i giocatori. Anche qui scene di giubilo e propositi di continuare la lotta per la promozione”

Fra tutti i giocatori il più emozionato era il Nini:

“Ho stretto i denti perché non volevo perdere proprio in occasione del mio rientro. Siamo riusciti a farcela e ora posso tornare tranquillamente in tribuna lasciando ai miei più giovani compagni il compito di continuare. “

L’ostacolo Varese è stato superato. La classifica resta immutata, anzi guadagniamo un punto sul Foggia sconfitto a Ferrara. Catanzaro e Genoa pareggiano nell’altro big match, così come il Brescia nel derby con l’Atalanta. Proprio i bresciani che ci affiancano in classifica saranno i nostri prossimi avversari. Un’altra sfida al vertice di questo entusiasmante campionato.

Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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Pier Carlo Ferrari, il sesto uomo

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Pier Carlo Ferrari ha fatto parte insieme a Givoni, Osenga, Lodigiani, Asperi, Rollino e al fratello Mario Ferrari di quel gruppo di ragazzi novaresi che dalla seconda linea contribuirono a rendere grande l’Hockey Novara negli anni ’80.

Pier Carlo è stato soprattutto nella stagione 1984/85 tutt’altro che una riserva ma anzi un importantissimo primo cambio di una squadra di fenomeni (Colamaria – Dal Lago – Mariotti – Marzella). Ci fu la sua firma nella conquista del 21° scudetto, il primo dell’epoca d’oro degli anni ’80. A causa dell’assenza di Stefano Dal Lago, giocò titolare nella finale scudetto segnando il decisivo gol del tre a due. Giocatore completo, in grado di ricoprire più ruoli con un tiro potente e preciso. Un lusso tenerlo in panchina.

Pier Carlo Ferrari è morto a 62 anni a causa di un male incurabile contro il quale combatteva da tempo.

Qualche anno fa ricostruendo la storia dei derby contro l’Amatori Vercelli, Massimo Barbero intervistò Pier Carlo che lasciò il suo ricordo di quella indimenticabile stagione ed è con quel ricordo che vogliamo salutarlo un’ultima volta.

https://lastoriafinita.wordpress.com/2014/11/19/pier-carlo-ferrari-lintervista-di-massimo-barbero/

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La Maglia è Azzurra

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La maglia del Novara è azzurra (tecnicamente è una sfumatura di blu-turchese, pantone blu savoia nella scala dei colori), non è blu, non è celeste ma è azzurra. I polsini ed il colletto sono bianchi così come imposto in origine dalla Federazione per distinguere la maglia del Novara da quella della Nazionale e raramente è stata totalmente azzurra. Il collo è a V ed è stato confezionato nelle più svariate forme ma può essere girocollo come negli anni 60-70. I calzoncini sono stati bianchi fino alla fine degli anni ’60, poi il colore bianco si è alternato con il nero e con l’azzurro. I calzettoni sono neri oppure azzurri sempre con bordi bianchi, da evitare i calzettoni bianchi anche se sono stati utilizzati in alcune stagioni.

Lo scudo è una croce bianca su sfondo rosso. Nei primi anni lo scudo aveva la forma simbolica della città di Novara (croce argentata su sfondo rosso) ma già alla fine degli anni ’20 la forma era come quella attuale. Dagli anni ’60 è comparsa la bordatura bianca intorno allo scudo. Nella stagione 1996/97 e 97/98 il classico scudo su sfondo rosso e croce bianca, venne per la prima volta sostituito dal logo “Novara Calcio 1908”. Nel 1999 si ritorna al classico scudo crociato ma nel 2004/05 il logo “Novara 1908” ritorna sulle maglie azzurre e rimane fino alla stagione 2020/21, a parte la stagione 2008/09 con lo speciale stemma per il centenario. Nell’unica stagione in D del 2021/22 il logo “FC Novara” viene impresso sulle maglie. Nelle ultime due stagioni e speriamo in eterno, lo scudo è di nuovo tornato sulle maglie azzurre.

Il colore bianco all’interno della maglia azzurra è entrato timidamente per la prima volta nel 1996 ed il più delle volte ha fatto dei danni inenarrabili. Gli sponsor hanno cominciato a deturpare la maglia azzurra dalla stagione 1981/82 anche se per alcune stagioni, alla fine degli anni Novanta ed all’inizio degli anni 2000 la maglia rimase senza scritte pubblicitarie. La mercificazione delle maglie degenerò negli anni fino a raggiungere le sei scritte odierne su un’unica maglia.

I numeri sulle maglie del Novara, rigorosamente dal n° 1 per il portiere al n°11 per l’ala sinistra, compaiono per la prima volta nella stagione 1939-40. Rimangono in quest’ordine fino alla stagione 2010-11 quando il Novara torna in B ed acquisisce il “diritto” del cognome impresso sul dorso della maglia ed i numeri a scelta fino al 99. Nel 2014-15 in serie C, il Novara ritroverà per l’ultima volta la numerazione classica dal n°1 al n°11. Dalla stagione 2016-17 anche la serie C adotterà numeri illimitati e cognome sulle maglie.

La ricerca inizia con il primo campionato ufficiale disputato nel 1912 che il Novara giocò con la maglia azzurra mentre le prime pionieristiche partite giocate prima furono disputate in maglia bianca. Le foto delle maglie sono state recuperate ovunque: nei siti, sulle pagine fb, su ebay, scannerizzate da libri, ovunque. Quindi, ringrazio il web e chiunque abbia scattato le foto in origine. Molte foto però mi sono state inviate personalmente, in particolare ringrazio Siviersson per la consulenza, Flavio Gioria ed Enrico Trovati per la disponibilità.

Ci sono alcune maglie introvabili come la figurina di Pizzaballa: la maglia 1986/87 (quella della stagione di Dolcetti), la 1987/88 senza sponsor con la scritta Novara Calcio sul petto, la 1991/92 sponsorizzata INFIL e la 2006/07 BPN. Se qualche cuore azzurro le avesse, mi mandi le foto per completare la ricerca.

Dal 1912 al 1926: Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca. Colletto bianco a V con lacci oppure con bottoncini. Pantaloncini bianchi, Calzettoni neri. In origine lo scudo sulle maglie è senza bordatura bianca.

 

dal 1927 al 1944: Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco a V, Pantaloncini bianchi, Calzettoni neri bordi bianchi.

dal 1946 al 1954, Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca al centro, Colletto bianco a V, Pantaloncini bianchi, Calzettoni neri o azzurri bordi bianchi

dal 1955 al 1972, il periodo iconico della maglia azzurra con scudo rosso con croce bianca a lato e colletto bianco girocollo. Pantaloncini bianchi fino al 1968, dalla stagione successiva e fino al 1972 la maglia azzurra verrà accompagnata da calzoncini neri rendendo la divisa iconica. Calzettoni azzurri,  bordi bianchi. Da notare che dall’inizio degli anni 70 lo scudo viene proposto con bordatura bianca.

dal 1973 al 1981, Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco a V in varie forme, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri bordi bianchi.

1981/82 – 1982-83 Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco a V, Pantaloncini bianchi, Calzettoni azzurri bordi bianchi. Per la prima volta compare lo sponsor Shopping

Nella stagione 1982/83 viene usata anche una maglia azzurra con maniche a righe bianche, polsini bianchi, nessuno stemma, Colletto bianco a V, Pantaloncini bianchi, Calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Shopping

1983/84 Maglia azzurra polsini bianchi Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco a V Pantaloncini bianchi Calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Santi

1984/85 stessa identica maglia della precedente stagione ma con sponsor SITI

1985/86 Maglia totalmente azzurra Scudo rosso con croce bianca Colletto azzurro a V. Pantaloncini azzurri, Calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Siti.1986/87 Maglia azzurra, polsini bianchi, maniche con righe bianche. Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco girocollo con righe azzurre, Pantaloncini azzurri  Calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Siti

1987/88 maglia azzurra, polsini bianchi, maniche con righe bianche Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco girocollo Pantaloncini azzurri, calzettoni azzurri bordi bianchi. Il Novara comincia la stagione senza sponsor con la scritta Novara Calcio sul fronte della maglia. Solo a fine stagione la scritta Selecar comparirà sulla maglia del Novara.

1988/89 la maglia presentata alla fine della stagione precedente viene riproposta nella stagione successiva: azzurra, polsini bianchi, maniche con righe bianche Scudo rosso con croce bianca.  Colletto bianco girocollo, pantaloncini bianchi, calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Selecar

1989/90 Maglia totalmente azzurra, quasi blu, Scudo rosso con croce bianca Colletto azzurro a V Pantaloncini azzurri Calzettoni azzurri bordi, Sponsor Selecar

1990/91 Maglia azzurra con polsini bianchi Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini bianchi Calzettoni azzurri bordi bianchi. Sponsor Selecar

1991/92 Maglia azzurra con polsini bianchi Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini bianchi Calzettoni azzurri bordi. Sponsor Infil

1992/931993/94 Maglia azzurra Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini bianchi Calzettoni bianchi. Sponsor Consorzio Gorgonzola

1994/951995-96 Maglia azzurra Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini azzurri Calzettoni azzurri Sponsor Frattini

1996/97 Maglia azzurra con inserti bianchi quadrati, logo Novara 1908 per la prima volta al posto dello scudo, Colletto bianco a V Pantaloncini azzurri Calzettoni azzurri, sponsor Frattini

1997/98 fino a dicembre 1997 maglia azzurra, logo Novara 1908, colletto bianco a V, calzoncini azzurri. Da gennaio 1998 Maglia azzurra con inserti bianchi a raggiera, Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini azzurri Calzettoni azzurri Sponsor Consorzio Gorgonzola

1998/99 Maglia azzurra con inserti bianchi a raggiera, Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco V Pantaloncini azzurri Calzettoni azzurri. Senza Sponsor

1999/00 Maglia azzurra bordi bianchi, Scudo rosso con croce bianca Colletto bianco a V Pantaloncini bianchi Calzettoni azzurri. Senza Sponsor

2000-01: maglia azzurra Scudo rosso con croce bianca, Colletto a V bianco, Pantaloncini bianchi, Calzettoni bianchi. Sponsor Paolo De Nicola

2001-02 Maglia azzurra con laterali bianchi, Scudo rosso con croce bianca, colletto girocollo bianco e blu, pantaloncini azzurri, calzettoni azzurri, sponsor BPN

2002-03 Maglia azzurra con laterali bianchi, Scudo rosso con croce bianca, colletto girocollo bianco e blu, pantaloncini azzurri, calzettoni azzurri, sponsor BPN.

2003-04 Maglia azzurra, Scudo rosso con croce bianca al centro della maglia come negli anni ’40 colletto bianco a V, pantaloncini neri, calzettoni neri bordo bianco. Sponsor BPN

2004/05: maglia azzurra logo Novara 1908, Colletto girocollo bianco, Pantaloncini bianchi, Calzettoni bianchi. sponsor Banco BPN

2005-06: maglia azzurra logo Novara 1908, Colletto bianco a V, Pantaloncini azzurri, Calzettoni azzurri. sponsor BPN

2006-07: maglia azzurra con inserti bianchi, logo Novara 1908, Colletto bianco a V, Pantaloncini azzurri, Calzettoni azzurri. sponsor BPN

2007-08: maglia totalmente azzurra logo Novara 1908, Colletto azzurro a V, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri sponsor BPN

2008-09: maglia azzurra scudo rosso croce bianca con scritta centenario, Colletto bianco a V, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri bordi bianchi. sponsor BPN

2009-10: maglia azzurra Logo Novara 1908, Colletto bianco a V, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri. Sponsor BPN

2010-11: maglia azzurra con righe bianche Logo Novara 1908, Colletto azzurro girocollo, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor Banco BPN

2011-12: maglia azzurra Logo Novara 1908, Colletto girocollo blu, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor BPN

2012-13: maglia azzurra Logo Novara 1908, Colletto girocollo blu, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor BPN

2013-14: maglia azzurra Logo Novara 1908, Colletto a V bianco, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. Numeri d’oro. sponsor BPN

2014-15: maglia azzurra Logo Novara 1908, Colletto a V bianco, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor Banco BPN

2015-16 maglia azzurra con inserti laterali bianchi, Logo Novara 1908, Colletto a V bianco, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor BPN

2016-17 maglia azzurra, Logo Novara 1908, Colletto girocollo azzurro, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor BPN

2017-18 maglia azzurra con inserti bianchi, Logo Novara 1908, Colletto bianco a V, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor Banco BPM

2018-19 maglia azzurra con inserti neri, Logo Novara 1908, Colletto azzurro girocollo, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor Banco BPN

2019-20 maglia azzurra con bordi neri, Logo Novara 1908, Colletto rosso girocollo, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri sponsor Igor Gorgonzola

2020-21 maglia azzurra con bordi bianchi con cupola stilizzata al fianco, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco girocollo, Pantaloncini bianchi, Calzettoni azzurri. sponsor Igor Gorgonzola

2021-22 maglia azzurra con bordi bianchi, logo FC Novara, Colletto bianco girocollo, Pantaloncini neri, Calzettoni neri. sponsor Igor Gorgonzola

2022-23 maglia azzurra con bordi bianchi e rossi, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco girocollo, Pantaloncini neri, Calzettoni azzurri. sponsor Igor Gorgonzola

2023-24 maglia azzurra con inserto bianco ai fianchi, Scudo rosso con croce bianca, Colletto bianco a V, Pantaloncini neri, Calzettoni neri bordi azzurri. sponsor Igor Gorgonzola

Il capitolo delle seconde maglie è un mondo impossibile da affrontare anche se alcune maglie di riserva sono leggendarie come quella “sbarrata” degli anni Sessanta, quella amaranto con bordi azzurri degli anni Cinquanta o quella biancoazzurra del 2004-05.

 

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Gigi Riva è leggenda

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E la leggenda giocò contro il Novara. Il 16 dicembre 1962 con la maglia del Legnano, Gigi Riva rimase in panchina e non giocò sul campo ghiacciato di Via Alcarotti ma nella partita di ritorno, il 28 aprile 1963 incrociò i tacchetti con un giovane stopper, il ventiduenne Nini Udovicich. Gigi Riva aveva 18 anni e posso solo immaginare quante sane scarpate si diedero quei due giovani calciatori. Protagonista di quella partita, fu un altro diciottenne, Luigino Giannini che prese un pugno sul naso dopo pochi minuti di gioco accusando una copiosa emorragia. I due ragazzini giocarono insieme diverse volte nelle Nazionali giovanili e si narra che nessuno come Luigino Giannini da Novara riusciva a scambiare la palla con Rombo di Tuono che lo segnalò come il suo partner ideale.

Nell’estate del 1965 Gigi Riva tornò a Novara con la maglia del suo Cagliari per affrontare gli azzurri in Coppa Italia. Non era ancora Rombo di Tuono ma aveva già realizzato una ventina di gol in serie A in due stagioni e a giugno aveva esordito a soli 20 anni in Nazionale. Il 29 agosto il Cagliari sconfisse il Novara uno a zero con un gol di Longoni ed il fotografo de La Stampa immortalò il momento del gol del Cagliari, inquadrando nello scatto il giovane Gigi Riva rendendo la foto per noi unica, per aver fissato inavvertitamente l’immagine della leggenda, in campo contro il Novara.

Quindici anni dopo la sua apparizione sulla panchina del vecchio comunale, Gigi Riva faceva ancora parte della rosa del Cagliari ma non giocava più per i troppi infortuni che avevano caratterizzato la sua carriera.  Quando il 27 febbraio 1977 il Cagliari arrivò allo stadio di Viale Kennedy per incontrare il Novara, un ragazzino già malato di azzurro, andò allo stadio come sempre con suo padre, con il sogno di vedere giocare il mito Gigi Riva, cercandolo invano tra gli undici cagliaritani in campo. Quando a due minuti dal termine un giocatore si alzò dalla panchina per entrare in campo, finalmente pensai di realizzare il mio sogno: era Riva, doveva essere Riva, non poteva essere che Riva. La gioia di vederlo in campo si mischiava con la preoccupazione per le sorti del Novara, con Riva in campo avremmo sicuramente perso. Invece la partita finì con un mesto zero a zero e solo anni dopo scoprii che ad entrare in campo non fu Gigi Riva ma Oreste Lamagni. A mia discolpa una certa somiglianza tra i due e la lontananza dai distinti alla tribuna che a quell’età sembrava siderale.

Non so se quel giorno Riva fosse in panchina, in tribuna oppure a curarsi in Sardegna ma il senso lo avete capito: il mito di Gigi Riva superava qualsiasi immaginazione e la voglia di vederlo in campo fece vedere ad un giovane tifo azzurro Gigi Riva nelle fattezze di Oreste Lamagni.

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