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Storia e memoria

1975/76 diciassettesima puntata REGGIANA e VARESE

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Non passa giorno che non ci sia uno scontro tra fascisti e comunisti. Nel solo mese di aprile 1976 saranno 150 gli episodi di guerriglia e terrorismo nelle città italiane. E ogni tanto qualche giovane ci lascia la pelle, in un clima di guerra civile che viene strumentalizzato per nuove campagne elettorali.

Ma cosa importa ai tifosi azzurri della strategia della tensione?! La vera bomba esplode a Catanzaro i giorni successivi alla partita conclusa con un importante pareggio che poteva essere tranquillamente una vittoria.

La società calabrese ha presentato “riserva scritta” perché il gurdalinee scelto dall’arbitro Lattanzi per sostituire il collega infortunato negli ultimi 15 minuti gioco, risultava non in regola con il tesseramento federale. Il Catanzaro chiede l’annullamento e la ripetizione della gara per errore tecnico.

 

Immediata la reazione dei dirigenti novaresi che chiedono a questo punto il 2-0 a tavolino per responsabilità oggettiva della squadra ospitante alludendo all’illecito sportivo.

“La faccenda come si è svolta è poco chiara ed intendiamo andare fino in fondo. Catanzaro è una cittadina come Novara e se all’arbitro locale viene ritirata la tessera la società non può non saperlo. Specie se è stata proprio la società, cioè il Catanzaro, a denunciare Mario Negro che aveva permesso al fratello di utilizzare la sua tessera di arbitro per entrare gratuitamente allo stadio. Senza contare – ricorda Tarantola – l’azione del Presidente degli arbitri locali che si muove dalla tribuna soltanto alla fine dell’incontro per comunicare all’arbitro Lattanzi la posizione errata del guardalinee? Perché non l’ha fatto prima?”

La partita rimane sub judice e Giorgis cerca di tenere la squadra concentrata sul prossimo obbiettivo: battere la Reggiana. Gli emiliani stanno lottando per non retrocedere ed in questa parte della stagione sono gli avversari peggiori da affrontare.

Luigino Giannini ha festeggiato a Catanzaro le 300 maglie azzurre e Giorgis gli regala un’altra partita da titolare per ricevere il giusto applauso dalla tifoseria azzurra. Un’altra ottima notizia è il ritorno in squadra dal primo minuto di Sergio Ferrari, centrocampista essenziale per gli equilibri del centrocampo azzurro.

A Novara tutti sono certi dell’omologazione del risultato della partita con il Catanzaro e per questo i tifosi guardano con la massima attenzione all’impegno con la Reggiana.

Giornata 30 – 25 aprile 1976 NOVARA-REGGIANA 3-0

I ragazzi dimostrano anche contro gli emiliani di avere ancora tante energie da spendere.

“Oggi in campo c’era un autentico abisso di valori tra questo Novara sempre più conscio di se stesso e la Reggiana, in piena crisi”

Al primo tiro in porta il Novara passa in vantaggio. E’ stata la classica punizione bomba di Alberto Vivian, complice anche una leggera deviazione di un difensore avversario a dare agli azzurri il primo gol.

Al 28’ giungeva la seconda rete, bellissima che chiudeva in pratica la partita. Punizione di Giannini a metà campo per Salvioni che cercava la testa di Fiaschi, preciso tocco a servizio perfetto per Marchetti che controllava di petto e batteva a rete in diagonale.

La Reggiana perdeva la testa e al 32’ Sacco, già ammonito, si faceva espellere per un inutile fallo a metà campo.

Dieci contro undici e sotto di due reti la Reggiana avrebbe potuto rimettere in carreggiata la partita grazie ad un rigore concesso dall’arbitro per una spinta di Menichini a Frutti in area all’inizio della ripresa. Ma evidentemente per gli emiliani non è giornata: il tiro di rigore di Francesconi si stampava sul palo.

Quattro minuti dopo era la volta del Novara a beneficiare di un tiro dagli undici metri: da fuori area c’era un tiro di Salvioni che finiva sul bracci di D’Angiulli. L’arbitro anche questa volta non aveva esitazioni ad inficare il dischetto e Marchetti non falliva la trasformazione fissando il risultato sul 3-0.

Il Novara è ora al secondo posto insieme al Genoa e ad un solo punto dalla vetta, occupata dal Varese, prossimo avversario degli azzurri. Brescia e Catanzaro sono ad un punto dagli azzurri ed il Foggia a due. Che classifica meravigliosa!

Sarà una settimana di passione quella che si concluderà il due maggio: si deve preparare la trasferta contro la capolista Varese e si attende con grande preoccupazione il verdetto sulla partita con il Catanzaro.

Il giudizio finale è affidato al Giudice Sportivo Unico, Avvocato Barbè, nato e residente a Novara. Un Novarese D.O.C. è chiamato a giudicare la sua squadra, la sua città. Oggi non sarebbe possibile, ci sarebbe una rivolta mediatica impossibile da gestire. Dal Catanzaro scoppierebbe la rivoluzione. Invece nel 1976 era tutto più semplice e Barbè deciderà secondo coscienza e diritto.

Mercoledì 28 aprile ordinerà la ripetizione dell’incontro Catanzaro-Novara. Il giudice ha applicato il comma 6 del regolamento del Gioco del calcio: “l’illegittimo esercizio delle funzioni di guardalinee ufficiale ha costituito elemento decisamente ostativo della regolarità di svolgimento della gara così da determinare l’invalidazione”. L’Avvocato Alberto Barbè ha così accolto il reclamo del Catanzaro annullando la partita e ordinandone la ripetizione.

Una beffa tremenda, percepita come un’ingiustizia enorme da parte degli sportivi novaresi. La partita si è conclusa in maniera regolare, senza alcun episodio discutibile. Il sostituto è un tesserato della sezione di Catanzaro, presente sul campo di gioco, i responsabili AIA presenti in tribuna non hanno impedito l’equivoco. Non si capisce perchè il Novara debba pagare le conseguenze di un vero e proprio illecito perpetrato ai suoi danni.

La società azzurra affiderà all’Avvocato Masera il ricorso ma intanto, per fortuna la super sfida con il Varese si avvicina.

Giornata 31 – 02 MAGGIO 1976 VARESE-NOVARA 0-0

Il primo problema sarà sostituire i terzini Lugnan e Menichini entrambi squalificati. Mentre per il primo la sostituzione è semplice con il rientro del Vecio Udovicich al centro della difesa e lo spostamento di Veschetti sulla destra, per la sostituzione di Menichini, Giorgis dovrà inventarsi qualcosa.

Tutto questo non scalfisce l’entusiasmo dei tifosi azzurri che vivono in una bolla di esaltazione: un treno speciale, una decina di pullman e tante, tante macchine: la torcida azzurra è pronta! E a Varese si preannuncia la battaglia.

“si dice che sui muri della città lombarda siano state vergate delle scritte che fanno presagire una partita rovente in campo e sulle tribune. I novaresi hanno accettato di buon grado la sfida: armati di bandieroni, grancasse e campanacci sono decisi a sostenere gli azzurri con tutto il fiato che hanno in gola”

I tifosi presenti ricorderanno quella trasferta come una delle più belle e calorose, in tutti i sensi, di sempre

“eravamo duemilacinquecento, forse tremila domenica sulle scalinate di Masnago, in una stupenda giornata di sole. Abbiamo gioito e sofferto nel medesimo tempo, perché il Novara ancora una volta riusciva ad offrire una sostanziosa dimostrazione delle sue possibilità”

“Un treno speciale di 1200 giovani, organizzato dai club cittadini, dieci pullman provenienti dalla provincia che si sta svegliando, centinaia di vetture targate NO”

Giorgis per la sostituzione di Menechini decide di spostare Ferrari in difesa, mantenendo il centrocampo titolare.

Il Varese capolista soffre nel primo tempo l’organizzazione del gioco azzurro:

“La squadra azzurra si distendeva in avanti con il suo gioco fluente e preciso sorretto dalla potenza atletica di Rocca, dai raffinati passaggi di Giannini, dalle invenzioni di Salvioni e dal gioco autoritario di Marchetti. Era una sinfonia che creava diversi fastidi ai lombardi.”

Il Novara gioca bene, gioca all’attacco in casa della capolista.

“Se la prima parte della partita si fosse conclusa con il Novara in vantaggio, nessuno avrebbe potuto storcere il naso. In almeno due occasioni tanto per ricordare le più clamorose, il Novara poteva essere in gol. Sulla seconda soprattutto, a soli 5 minuti dalla fine del tempo, pende tra l’altro il forte sospetto di un rigore in quanto il libero Prato ha respinto sulla linea di porta con un braccio un colpo di testa di Fiaschi, destinato in fondo al sacco”

Dopo Menicucci, nella partita interna con il Catanzaro, un altro arbitro internazionale come Agnolin, nega un rigore evidente al Novara.

La ripresa ha un’altra storia. Il Varese cresce ed i nostri difensori devono impegnarsi a fondo per contenere le sfuriate dei lombardi.

Finisce 0-0 una partita che il Novara poteva comodamente vincere nel primo tempo e che ha rischiato di perdere nella ripresa come capita nel calcio. Ma quel rigore negato grida vendetta.

Prima e dopo la partita i tifosi di Novara e Varese si sono affrontati a sassate. Il peggio è avvenuto dopo la partenza quando il convoglio è stato bloccato a sassate da un centinaio di ultra del Varese Ma l’episodio non ha spento l‘entusiasmo dei tifosi azzurri e quando i “mille” sono scesi dal treno è stato subito organizzato un carosello auto che ha invaso il centro storico mentre altri tifosi si sono recati allo stadio per accogliere i giocatori. Anche qui scene di giubilo e propositi di continuare la lotta per la promozione”

Fra tutti i giocatori il più emozionato era il Nini:

“Ho stretto i denti perché non volevo perdere proprio in occasione del mio rientro. Siamo riusciti a farcela e ora posso tornare tranquillamente in tribuna lasciando ai miei più giovani compagni il compito di continuare. “

L’ostacolo Varese è stato superato. La classifica resta immutata, anzi guadagniamo un punto sul Foggia sconfitto a Ferrara. Catanzaro e Genoa pareggiano nell’altro big match, così come il Brescia nel derby con l’Atalanta. Proprio i bresciani che ci affiancano in classifica saranno i nostri prossimi avversari. Un’altra sfida al vertice di questo entusiasmante campionato.

Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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I fantastici 4

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Ho dovuto scomodare Gianfranco Capra, storico giornalista e scrittore novarese, per far chiarezza e per mettere un punto definitivo sulla classifica dei bomber azzurri.

Il primo aspetto da chiarire e sul quale entrambi concordiamo è il seguente: da un punto di vista statistico, l’unica classifica che conta è quella dei gol realizzati nei campionati (spareggi, play off e play out compresi). La classifica che comprende i gol realizzati in Coppa Italia e nella Supercoppa di Lega è sicuramente una classifica secondaria rispetto alla prima.

Il secondo punto, sicuramente più impegnativo, è il conteggio esatto dei gol realizzati dai primi quattro calciatori in classifica: Romano, Rubino, Piola, Gonzalez.

Per gli ultimi tre calciatori, il totale dei gol realizzati in maglia azzurra è definitivo e verificato. Per Romano il totale dei gol è più complicato da calcolare perché parliamo di gol realizzati più di 80 anni fa con alcune partite sospese, ripetute, annullate ed assegnate a tavolino. In particolare, due partite possono indurre in qualche errore:

Campionato 1935/36 – 11 giornata: Modena-Novara viene sospesa al 30’ del secondo tempo sul risultato di 0-2 (doppietta di Romano). Il risultato non è stato omologato ed è stata assegnato la vittoria a tavolino 0-2 al Novara. La doppietta di Romano è stata quindi annullata.

Campionato 1934/35 18 giornata: Messina-Novara Disputata come amichevole in assenza dell’arbitro e finita 8-2 per il Messina. Ufficialmente la partita fu recuperata il 24/03/1935 e vinta dal Messina per 3 a 2 con un gol di Romano.

Alla luce di questo conteggio il totale dei gol segnati da Romano in campionato con la maglia del Novara è 93.

La classifica dei bomber azzurri in campionato aggiornata a oggi è:

1° MARCO ROMANO 93 gol

2° RAFFAELE RUBINO 87 gol

3° SILVIO PIOLA – PABLO ANDRES GONZALEZ 86 gol

Pablo Gonzalez è quindi vicinissimo a Rubino (-1) e tutto sommato non è così distante da Romano (-7).

Se vogliamo divertirci con una seconda classifica, sommando anche i gol segnati in Coppa Italia e nella Supercoppa di Lega, questi sono i risultati (tra parentesi i gol segnati nelle Coppe):

1° MARCO ROMANO 100 (7)

2° RAFFAELE RUBINO 96 (9) – PABLO ANDRES GONZALEZ 96 (10)

4° SILVIO PIOLA 86 (0)

Ultima annotazione: la classifica comprende i “bomber azzurri” ovvero i calciatori che hanno vestito la maglia azzurra del Novara. In realtà il nostro Pablo Gonzalez ha segnato i suoi 86 gol con due società diverse, il Novara Calcio 1908 (79 gol) e il FC Novara (7 gol). Sono certo che prima o poi la storia si ricongiungerà e ridarà la giusta dignità anche alle statistiche.

Cronologia di tutti i gol di Marco Romano con la maglia del Novara:

Data                Risultato n° gol    note
1940/41   serie A        
08-dic-40 Novara Ambrosiana 2-4 1
05-gen-41 Novara Torino 1-1 1
13-apr-41 Novara Roma 1-1 1
Data     Risultato n° gol note
1939/40 serie A        
08-ott-39 Novara Fiorentina 2-1 2
15-ott-39 Genoa Novara 5-3 1
17-dic-39 Napoli Novara 2-1 1
14-gen-40 Novara Roma 1-0 1
21-gen-40 Novara Triestina 2-1 1
28-gen-40 Modena Novara 4-1 1
11-feb-40 Fiorentina Novara 2-2 1
Data     Risultato n° gol note
1938/39 serie A        
27-nov-38 Novara Milan 2-1 1
11-dic-38 Liguria Novara 3-1 1
05-feb-39 Ambrosiana Novara 3-1 1
12-mar-39 Novara Lazio 2-0 1
19-mar-39 Torino Novara 1-1 1

Data

    Risultato n° gol note
1937/38 serie B        
26-set-37 Novara Sanremese 6-0 2
10-ott-37 Novara Verona 4-0 1
28-nov-37 Novara Modena 4-1 2
13-dic-37 Novara Palermo 3-1 1
09-gen-38 Taranto Novara 2-2 2
23-gen-38 Novara Alessandria 1-1 1
06-feb-38 Novara Brescia 2-0 1
3 ape 1938 Novara Pisa 2-0 1
Data     Risultato n° gol  
1936/37 serie A        
20-set-36 Novara Ambrosiana 3-5 1
27-set-36 Alessandria Novara 1-3 2
04-ott-36 Novara Lucchese 1-2 1
22-nov-36 Triestina Novara 1-4 1
03-gen-37 Bologna Novara 5-1 1
14-mar-37 Novara Triestina 2-1 1
Data     Risultato n° gol  
1935/36 serie B        
15-set-35 Novara Foggia 4-2 4
22-set-35 Spal Novara 1-1 1
29-set-35 Novara Pro Vercelli 5-1 1
13-ott-35 Novara Atalanta 2-0 2
20-ott-35 Vigevanese Novara 2-3 1
27-ott-35 Novara Verona 3-0 1
10-nov-35 Novara Messina 5-2 2
17-nov-35 Novara Catania 3-0 3
01-dic-35 Modena Novara 0-2 0 A tavolino, sospesa al 25′ per invasione di campo sullo 0-2. Marcatori: 4′ (rig.) e 14′ (rig.) Romano.
08-dic-35 Novara Aquila 2-1 1
12-gen-36 Novara Pistoiese 2-0 2
02-feb-36 Novara Spal 3-0 1
01-mar-36 Novara Vigevanese 3-1 2
15-mar-36 Novara Siena 2-1 1
22-mar-36 Novara Modena 4-1 1
03-mag-36 Novara Viareggio 2-1 2
10-mag-36 Pisa Novara 3-3 2
24-mag-36 Novara Taranto 1-0 1
31-mag-36 Pistoiese Novara 0-1 1
Data     Risultato n° gol  
1934/35 serie B        
20-set-34 Spezia Novara 2-4 2
08-ott-34 Novara Pisa 2-2 1
18-nov-34 Vigevanese Novara 1-2 1
25-nov-34 Novara Pro Patria 5-1 3
06-gen-35 Lucchese Novara 0-3 2
13-gen-35 Novara Viareggio 3-1 1
20-gen-35 Novara Seregno 5-0 4
10-feb-35 Novara Spezia 3-1 1
24-feb-35 Pisa Novara 3-1 1
24-mar-35 Messina Novara 3-2 1 Disputata come amichevole in assenza dell’arbitro, Recuperata il 24-3-35: 7′ Rizzotti (NO), 13′ (rig.) Ferretti, s. t. Re, 63′ Ferretti, 70′ Romano (NO).
10-mar-35 Novara Cagliari 2-1 1
17-mar-35 Genoa Novara 1-2 2
31-mar-35 Novara Vigevanese 3-2 1
07-apr-35 Pro Patria Novara 1-1 1
14-apr-35 Novara Derthona 4-0 1
21-apr-35 Legnano Novara 1-2 1
28-apr-35 Novara Casale 6-1 4
26-mag-35 Novara Catania 3-0 2
TOTALE CAMPIONATO   93
Data     Risultato n° gol  note
1938/39 Coppa Italia        
05-gen-39 Novara Pro Vercelli 2-0 2
06-apr-39 Sime Popoli Novara 0-1 1
09-mag-39 Novara Milan 3-2 1
Data     Risultato n° gol  
1937/38 Coppa Italia        
05-dic-39 Novara Alessandria 1-1 1
Data     Risultato n° gol  
1935/36 Coppa Italia        
24-nov-35 Novara Vigevano 5-1 2
TOTALE COPPA ITALIA   7
TOTALE CAMPIONATO + COPPA   100

Le fonti utilizzate sono:

Un amore lungo 90 anni: storia del Novara Calcio (Cortese-Vaccarone)

https://digilander.libero.it/mikyegenny/sport/serie-b-storia/indice.html

https://almanaccocalciatori.blogspot.com/2014/05/marco-romano-ita.html

https://www.carrierecalciatori.it/it/giocatori/20124-Marco%20Romano

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La Coppa dimenticata

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Nel ricchissimo palmares dell’Hockey Novara (quello vero) troviamo 32 scudetti, 20 Coppe Italia, 3 Coppe di Lega e 3 Coppe CERS. Manca come ben sappiamo la Coppa dei Campioni, sfiorata in quattro maledette finali.

In realtà l’Hockey Novara salì sul tetto d’Europa in un’occasione, nella stagione 1994/95 quando l’International Board decise di istituire per la prima volta l’EuroLega per club.

Non fu un torneo amichevole anzi nelle intenzioni della Federazione Europea doveva essere la prima edizione della nuova “Coppa dei Campioni” un’intuizione che anticipava le scelte del basket e molto più tardi del calcio.

Dal 10 al 16 luglio 1995 vengono invitate in Spagna le squadre di club più forti d’Europa: per l’Italia oltre al Novara, vengono selezionate il Roller Monza ed il Lodi (secondo e terzo classificato nell’ultimo campionato), per il Portogallo il Porto, il Benfica e il Barcelos, per la Spagna Barcellona, Vic, Reus, Flix, Nissan Piera e Andorra. Gli svizzeri del Montreaux, i francesi dell’Arc Atlantique e i tedeschi del Conemberg completano il quadro.

Ci sono praticamente tutte le migliori squadre d’Europa con l’eccezione del Liceo La Couruna e dell’Igualada che all’ultimo momento rifiutano di partecipare in polemica con il Barcellona “colpevole” di aver ingaggiato proprio nei giorni precedenti due giocatori e l’allenatore della rivale Igualada.

La formula è semplice: le squadre vengono suddivise in 4 gironi, le prime due classificate di ogni girone, si affrontano in scontri diretti: quarti, semifinali e finale.

Nel girone A che si disputa a Vic, si affrontano i padroni di casa del Vic contro Novara, Barcelos e Andorra che sostituisce il Liceo La Couruna. Nella prima partita il Novara demolisce Andorra per 10 a 1 con tre reti di Enrico Mariotti, quattro reti di Bernardini e una a testa per Orlandi, Pablo Cairo e Massimo Mariotti. Nel secondo turno gli azzurri vincono la decisiva sfida con il Vic per 6 a 3. Nell’ultimo turno, il Novara perde con il Barcelos per 3-4 (gol di Massimo Mariotti, Orlandi e Pablo Cairo) ma si qualifica insieme al Vic per il turno successivo grazie alla differenza reti che elimina il Barcelos.

Il girone B si gioca a Barcellona e insieme ai Blaugrana si affrontano Porto, Amatori Lodi e Conemberg. Clamorosa è l’eliminazione del favorito Barcellona. Passano al turno successivo Amatori Lodi e Porto.

Il girone C che si doveva disputare a Igualada dopo il forfait della squadra spagnola, si gioca a Barcellona e vede affrontarsi Roller Monza, Nissan Piera e Montreaux. Roller Monza e gli spagnoli del Nissan Piera si qualificano agevolmente

Infine il girone D che si disputa sulla pista di Reus; contro i padroni di casa incrociano le stecche Benfica, Arc Atlantique e Flix. Passano al turno successivo i portoghesi del Benfica e gli spagnoli del Reus.

Tre squadre italiane, tre spagnole e due portoghesi si affrontano quindi nei quarti di finale con questi risultati:

Roller Monza-Benfica 4-1; Porto-Vic 2-1; Nissan Piera-Reus 5-0

Il Novara sfida nei quarti di finale il Lodi in un classico dell’Hockey italiano. Gli azzurri allungano nel primo tempo con un’autorete di Mirko Bertolucci e un gol di Amato. Nel secondo tempo il Lodi ribalta il risultato portandosi sul 3 a 2 ma Franco Amato segna e porta il Novara ai supplementari. Il risultato non cambia e così la qualificazione si decide ai rigori: Enrico Mariotti segna, Bresciani sbaglia, il Novara passa il turno.

In semifinale il Porto elimina il Nissan Piera (4-3) mentre nell’altra semifinale si affrontano due squadre italiane: Novara e Roller Monza ripropongono l’ultima sfida scudetto andata in scena poche settimane prima. Il Novara è una squadra di cannibali, campioni mai sazi di vittorie e dopo il vantaggio iniziale del Monza con Paez, il Novara ribalta il risultato con i gol di Massimo Mariotti e Bernardini. Il primo tempo finisce in parità con il gol monzese di Piscitelli. Nella ripresa l’equilibrio viene spezzato dal gol vittoria di Enrico Bernardini al 24’30”

La finale della prima Eurolega della storia sarà Novara-Porto, una classicissima dell’Hockey su pista Europeo.

Il Novara dispone inizialmente in pista Cunegatti, Enrico Mariotti, Orlandi, Bernardini, Amato. Mister Battistella può permettersi il lusso di lasciare in panchina Massimo Mariotti, Pablo e Alejandro Cairo; Il Porto viene sorpreso dalla partenza degli azzurri: in otto secondi Amato disorienta la difesa portoghese e tira in porta, sulla respinta, Bernardini è prontissimo a ribattere in rete: uno a zero.

Il Porto si riorganizza e dal 4’ al 6’ ribalta il risultato portandosi sul due a uno. Il Novara è in difficoltà ma viene tenuto in gioco dalle prodezze di Cunegatti e in contropiede con il micidiale Franco Amato riporta in parità l’incontro. A 30” dal termine del primo tempo con il sempre presente Bernardini, il Novara si riporta in vantaggio: 3 a 2.

Nella ripresa il Porto cerca il pareggio ma il Novara che è una squadra matura e calcolatrice (molto diversa da quella istintiva e feroce ma inesperta che perse la finale di coppa dei campioni nove anni prima sempre contro il Porto) aspetta i portoghesi e colpisce in contropiede: in 5 minuti dal 35’ al 40’ segna tre gol con Pablo Cairo (doppietta) e Enrico Mariotti portandosi sul 6 a 2: è fatta! Anche se il Porto prova a farsi sotto con il gol del 3-6 sarà ancora Pablo Cairo a spegnere ogni illusione. L’ultima rete portoghese serve solo a stabilire il risultato finale: Novara-Porto 7-4.

 

Il Capitano Enrico Bernardini può alzare quella coppa sfuggita tante volte. Non sarà la “vera” Coppa dei Campioni ma gli assomiglia molto: il Novara vince la prima Euro Lega della storia dell’Hockey su Pista.

Per Franco Amato “quel Novara era una grande squadra, una delle più forti se non il Novara più forte di sempre. Arrivammo all’Eurolega al termine di una stagione vincente ma eravamo stanchi e con qualche infortunato. Partita dopo partita ci siamo ritrovati in una grandissima forma che ha sorpreso noi stessi e siamo riusciti a battere tutte le squadre più forti d’Europa e riuscire a farlo in casa del Barcellona fu una soddisfazione doppia”

Anche Massimo Mariotti ricorda che la conquista dell’Eurolega fu “un successo di grande prestigio contro tutte le squadre più forti in Europa. Fu la prova generale per quel torneo che ancora oggi è in vigore con gironi, eliminazioni dirette e final four. La stagione 94/95 fu travagliata, anche se vincemmo scudetto e Coppa Italia, con l’addio inaspettato di Mister Innocenti, sostituito da Aguero che non fu accettato dallo spogliatoio e successivamente cambiato con Battistella. Questa instabilità ci costò probabilmente l’eliminazione in Coppa campioni contro il Benfica. E’ un vero paradosso che una squadra di quel livello non sia mai riuscita a conquistare una Coppa dei Campioni ma la vittoria dell’Eurolega del ’95 ha senz’altro un valore tecnico enorme, sicuramente maggiore di quella di quest’anno impoverita dall’assenza di 12 club tra i più forti d’Europa.”

La Coppa vinta nel 1995 sarà l’ultimo trofeo conquistato in Europa nella storia del club azzurro. Fu Il regalo d’addio di una generazione di fenomeni che nelle stagioni successive seguiranno altre strade.

A proposito: dove sono finiti i trofei? Dove sono le Coppe conquistate dall’Hockey Novara? E’ normale che la società più blasonata della città di Novara sia tenuta in ostaggio da una proprietà che da 13 anni sottrae ai tifosi, legittimi proprietari, la possibilità di continuare una storia che nel 2024 sarà centenaria?

Perché i sindaci e gli assessori degli ultimi 13 anni non hanno trovato una soluzione che nel calcio hanno trovato in quattro giorni? Quando potremo tornare a tifare per il vero Hockey Novara?

 

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La giornata del quadrilatero

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Una storia affascinante che parte da una contrapposizione geometrica. Il triangolo dei grandi agglomerati con le squadre di: Milano, Torino e Genova contrastato dal quadrilatero di una provincia tutt’altro che subalterna costituita da: Alessandria, Casale, Novara e Pro Vercelli. Una giornata dedicata al Quadrilatero non è un’operazione meramente nostalgica ma ribadisce la possibilità di poter emergere anche se non si posseggono risorse auree. Città e territori che si sono costruite una propria identità nonostante l’ingombrante triangolo delle città industriali. Grigio, Nero, Azzurro e Bianco colori scritti con la maiuscola perché crogiuolo di passione e vita di un orgoglio ancor oggi mai sopito. I momenti bui e quelli esaltanti percorrono l’esistenza di tutti i clubs con cambi di ragione sociale e proprietà ma il fascino di vedere la maglia che ti rappresenta e rappresenta la tua comunità non ha eguali . Il Quadrilatero è un territorio orgoglioso ed attuale che sa rinascere e ricostruirsi sempre anche se in Piemonte non abbiamo gli sceicchi. Il nostro augurio e auspicio è che nei prossimi anni, quando si celebrerà nuovamente l’evento, la città di Novara e la sua Amministrazione Comunale daranno maggiore importanza e risalto a questa giornata.


Siviersson

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