1975/76 sedicesima puntata ATALANTA E CATANZARO Storia e memoria

Siamo arrivati al punto più alto della stagione 1975/76. Il Novara sfida l’Atalanta di Cabrini, Fanna e …Percassi e tutto l’ambiente capisce che è il momento decisivo, il sogno della serie A è li ad un passo, non bisogna più sbagliare ed il Novara non sbaglia!

Giornata 28 – 11 aprile 1976 NOVARA-ATALANTA 2-0

Gli azzurri affrontano i bergamaschi al completo, con i rientri dalla squalifica di Fiaschi e Udovicich, Giorgis decide di schierare una formazione molto offensiva con Galli insieme a Fiaschi e Piccinetti e a sorpresa preferisce Veschetti a Udovicich nel ruolo di stopper. Per la prima volta il Nini perde il posto per scelta tecnica, da qui alla fine del campionato per Udovicich ci saranno le ultime apparizioni, prima della decisione di abbandonare il calcio.

Il primo tempo è noioso, il Novara sbaglia molto e segue l’avversario sulla strada del non gioco e nonostante questo riesce a creare due importanti occasioni da gol con Fiaschi e Marchetti.

Nell’intervallo evidentemente Giorgis tocca le corde giuste e la squadra azzurra torna in campo con tutt’altro spirito aggredendo l’avversario sulle fasce presidiate da Lugnan e Menichini.

Ed è proprio “Lupo” Lugnan al 54’ che si propone sulla fascia sinistra come ala, il suo cross è deviato dalla testa del giovane Tavola e la palla giunge a Marchetti che scaglia un entusiasmante proiettile  teso al di fuori della portata di Cipollini. Un gol strepitoso che fa esplodere tutto lo stadio.

Da quel momento per il Novara diventava tutto più facile. L’Atalanta costretta a farsi sotto per recuperare allargava gli spazi per il contropiede azzurro.

Il raddoppio veniva sfiorato più volte e alla fine giungeva al 79’ con un’invenzione dell’ex atalantino Rocca che a 35 metri dalla porta, rubava d’anticipo la palla ad un avversario e accortosi che Cipollini seguendo l’azione era uscito di un paio di metri dai pali decideva di tentare l’avventura da lontano trovando una traiettoria perfetta, un tiro bellissimo e teso che il portiere vedeva insaccarsi imparabilmente alle sue spalle.

“Non vi diciamo la gioia incontenibile di Rocca e la felicità di tutti i novaresi per l’ormai sicura vittoria”

Un gol del genere oggi farebbe il giro del mondo su tutti i social, invece neanche le poche immagini televisive sono riuscite a catturarlo. Rimarrà così nella memoria dei fortunati presenti allo stadio.

Finalmente un finale di partita tranquillo con tutti i tifosi attenti ad ascoltare alla radio i risultati delle rivali per la promozione: il Catanzaro perde a Terni per 1-0, il Genoa pareggia in casa con gran fatica contro il Vicenza (2-2), pareggia anche il Foggia nel derby con il Brindisi (1-1) mentre vince in trasferta il Varese a Pescara (0-2).

Varese 34 punti, Genoa e Catanzaro 33 punti, Novara 32 e Foggia 30. Tre di queste cinque squadre andranno in serie A.

 

Giornata 29 – 18 aprile 1976 CATANZARO-NOVARA 1-1

Nel 2019 sembra incredibile ma nel 1976 il Novara fu costretto ad organizzare la trasferta di Catanzaro in vagone letto, con partenza il giovedì, perché le vacanze pasquali avevano saturato da tempo le prenotazioni aeree!

Fortunatamente il morale è alto sia nella squadra che nei tifosi che continuano a fare di conto: dieci partite al termine e undici punti da fare per essere certi di andare in serie A. Alla fine sul campo, gli azzurri ne faranno 10…

Giorgis conferma la formazione vittoriosa con l’Atalanta con l’unico avvicendamento Galli-Giannini. Di Marzio, a sorpresa, lascia in panchina Palanca, preferendogli De Rosa.

Il Catanzaro è una squadra molto forte, insieme al Genoa, l’indiscussa favorita per la vittoria finale, il suo pubblico gioca in casa un ruolo determinante, la pressione che crea sull’arbitro e sugli avversari è spesso decisiva.

Ma la partita questa volta racconta una storia tinta di azzurro:

“ha detto che il Novara, questo Novara è maturo per la promozione, che non teme alcun avversario, che non soffre di complessi ne di paure, che è capace di amministrare con saggezza ogni partita e che soltanto particolari condizioni ambientali possono sconvolgerne l’equilibrio”

Rocca e Ranieri finiscono subito sul taccuino dell’arbitro entrambi per gioco scorretto. L’arbitro Lattanzi non si aspettava tanto astio reciproco, forse figlio della dura partita di andata e cerca di stemperare gli animi. Ma la partita si è ormai accesa ed entrambe le squadre provano a vincere e nella prima ora di gioco si annullano.

Al 65’ Marchetti lancia Rocca  che pesca Piccinetti solo davanti a Pellizzaro, il bomber azzurro prende la mira e segna: 1-0 per il Novara.

Di Marzio a questo punto tenta il tutto per tutto: toglie lo stopper Maldera e manda in campo Palanca. Risponde subito Giorgis scegliendo un centrocampista, Scorletti al posto di Giannini.

Pochi  minuti dopo il fatto che segnerà la stagione ed il futuro della squadra azzurra: Lugnan abbatte Palanca sulla linea dell’out, Palanca cade sul guardalinee. Il giudice di gara, Marcello Procopio, rimane a terra, viene trasportato in barella nello spogliatoio e poi subito all’ospedale. L’infortunio è grave: triplice frattura del malleolo della gamba sinistra. Lattanzi chiama un sostituto, si presenta Mario Negro, della sezione di Catanzaro, il regolamento è salvo, si può ricominciare a giocare dopo oltre 15 minuti di sosta.

La sosta non ha certo fatto bene al Novara mentre ha consentito ai calabresi di riorganizzarsi. A questo punto il Catanzaro prende d’assalto l’area del Novara e all’85’ giunge al pareggio con Palanca, pronto a deviare in rete un suggerimento di Improta.

La classifica al 65’ vedeva il Novara in testa con 34 punti insieme al Varese  e davanti al Genoa ed al Catanzaro a 33 punti. Un quarto d’ora dopo classifica e destino del Novara erano segnati.

“Per mezz’ora – affermano i tifosi – abbiamo respirato l’aria della serie A. E’ stata una specie di prova generale della festa che organizzeremo tra nove settimane”

 

Purtroppo i tifosi non immaginano che l’avvocato del Catanzaro ha già presentato “riserva scritta” per l’annullamento della partita, con l’obbiettivo di rigiocarla. E’ l’inizio della fine.

   

 

 

 

 

 

 

 


Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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