1975/76 quindicesima puntata PESCARA E CATANIA Storia e memoria

La grande rincorsa del Toro sulla Juve nel campionato di serie A 1975/76 è giunta alla sua conclusione: in due settimane i bianconeri perdono il derby e la successiva partita con l’Inter. Sarà uno storico scudetto granata.

Giornata 26 – 28 marzo 1976 Novara-Pescara 0-0

E così mentre l’Italia calcistica si gode le imprese di Ciccio Graziani e Paolino Pulici i novaresi sono incazzati neri per le 3 giornate di squalifica inflitte a Nini Udovicich per insulti al guardialinee al termine della partita con l’Avellino. Per i tifosi azzurri la misura è colma e promettono un ambiente infuocato

“abbiamo sempre avuto degli arbitraggi pessimi – affermano – nelle ultime due giornate abbiamo avuto lo “strano” gol che ci ha tolto la vittoria di Palermo e ora la pesante squalifica al più corretto giocatore del campionato. E’ ora di finirla di subire i danni e le beffe.”

“L’arbitro sarà l’internazionale Serafino, il quale troverà a Novara un ambiente piuttosto caldo che metterà a dura prova la sua esperienza”

Purtroppo, ancora una volta, gli episodi non saranno favorevoli al Novara e l’internazionale Serafini non concederà al Novara un rigore enorme (testimoniato anche dal video al minuto 1’54”) preferendo concedere un vantaggio che non si concretizzerà.

Per il Novara è l’ennesimo rimpianto per un punto perso, al termine di una gara certamente non trascendentale ma che ai punti, vedrebbe gli azzurri vincitori.

“gli azzurri si sono svegliati nella ripresa, dominando il campo e sfiorando il gol in più di una occasione. Al 20’ un gran tiro di Rocca da venti metri trovava Pillon protagonista di un magnifico volo: il portiere in tuffo salvava di un soffio il sicuro gol. Ancora un tiro al volo mancato da Salvioni e due conclusioni di Fiaschi e Vivian deviate dai pescaresi.”

E’ veramente il campionato delle occasioni perdute. Un punto in più avrebbe consentito agli azzurri di agganciare il Genoa ed il Varese, fermati in casa dal Catania e dal Brescia ed avvicinare il Catanzaro sconfitto ad Avellino.

Giornata 27 – 4 aprile 1976  Catania-Novara 0-1

La trasferta di Catania si annuncia proibitiva: oltre al già squalificato Udovicich è stato squalificato per somma di ammonizioni anche Fiaschi, sempre determinante in trasferta e sarà assente oltre al solito Ferrari anche Giannini. I siciliani sono reduci da un ottimo pareggio in casa del Genoa e stanno costruendo la loro salvezza tra le mura amiche, tradizionalmente infuocate.

Tarantola e Giorgis intuiscono che è arrivato il momento decisivo della stagione, mancano 12 partite al termine del campionato e si si vuole continuare a sognare la serie A non si deve più sbagliare.

“i giocatori sono tutti carichi e ho piena fiducia in un risultato utile, dice Giorgis, non sono uso a fare pronostici ma l’incontro di Catania è molto importante in questo momento per la nostra classifica. Anche il presidente Santino Tarantola ha tenuto un “discorsino” ai giocatori: “quasi senza volerlo – ha detto – grazie ai risultati dei nostri avversari siamo rientrati nel giro. A questo punto pretenderò fino alla fine il massimo impegno”

Il Novara finalmente si adegua alla consuetudine del campionato e imposta una partita sulla difesa: cinque difensori, tre centrocampisti e due attaccanti.

“sull’assolato campo siciliano i novaresi hanno disputato una gara giudiziosa e prudente ma egualmente efficace”

Al primo contropiede il Novara passava in vantaggio. Su una rimessa laterale l’azione si sviluppava verso Scorletti, che centrava. Il pallone era inoffensivo ma Battilani, alzava maldestramente la gamba e infilava l’angolo della porta di Petrovic: un classico autogol.

Il Catania reagisce immediatamente e prende d’assalto la porta novarese. Ma la difesa azzurra è oggi impenetrabile e regge fino alla fine della partita

“l’assalto dei padroni di casa si faceva assillante. I difensori azzurri però non perdevano un colpo, ribattevano, controllavano e respingevano con assoluta calma e sicurezza. Vivian si confermava libero da combattimento, Lugnan terzino di spinta, Veschetti stopper sicuro.”

Ma l’elogio più grande se lo merita Piccinetti per la sua gara di grande sacrificio:

“Piccinetti che pur indossando la maglia numero 11 ha giocato prevalentemente in appoggio. Piccinetti non è un campione, a Catania ha sbagliato un gol in modo incredibile ma la sua presenza è sempre utile perché corre e combatte senza rinunciare mai”

Un Novara da combattimento conquista due punti fondamentali nella giornata in cui tutte le squadre che ambiscono alla promozione vincono.

“Adesso la situazione di classifica si è un poco chiarita. In testa il trio Catanzaro-Genoa-Varese. Inseguono a due lunghezze Novara e Ternana. Poi il Foggia a quota 29. Le altre sembrano irrimediabilmente staccate, forse la sola Atalanta potrebbe tentare un recupero miracoloso”

L’impresa in terra siciliana scatena nuovi entusiasmi tra i tifosi azzurri che ora cominciano a crederci davvero e a fare di conto: mancano 11 partite alla fine e occorrono ancora 13-14 punti per poter aspirare alla serie A. I tecnici affermano che con 44 punti si va in A sicuramente.

E adesso i tanto “maledetti” pareggi sembrano la chiave per aprire le porte del paradiso:

“Nella serie B di questa folle stagione, quello che maggiormente conta è il rendimento: pareggiare molto, perdere poco, vincere qualche volta, quando si presenta l’occasione propizia”

I prossimi due impegni degli azzurri saranno cruciali: l’Atalanta giunta alla sua ultima occasione, da affrontare in casa e lo scontro diretto con la capolista Catanzaro in terra calabrese.

 


Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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