Rimaniamo in contatto

Editoriale

Quelli che aspettano

Published

on

Se non fosse che la serie C è davvero ridicola, sarebbe da sperare di rimanerci in eterno. Quanto meno per evitare di far parte di quel circo di rincoglioniti, “bastardi e disonesti” della serie B. Non ho la riprova, ma penso che un’annata con un concentrato di disonestà intellettuale generalizzata, dal primo dei Presidenti all’ultimo dei tifosi, non si sia mai visto in nessun altro campionato del mondo. Riuscire a partire con 22, per finire a 19 ma sottolineando l’importanza del ritornare a 20 salvo poi tenere aperta una possibilità di ritornare a 22 perché “è giusto così”. Ma lo schifo più grande, almeno ai miei occhi, non è nemmeno rappresentato dal Lotito di turno che, con grande classe, ha voluto la B a 19 ed ora spinge per tornare a 22 solo perché rischia lui di retrocedere. No, lui fa parte del sistema, anzi è il sistema, per cui è comprensibile il suo operato. Pessimo ma comprensibile. Mi hanno invece deluso i tifosi delle squadre di B. Posso dire che mi hanno fatto un po’ schifo? Ci hanno buttato addosso merda tutta estate, si sono fatti i cavoli loro salvo poi indignarsi quando è capitato a loro di trovarsi al centro di cambi di regole in corso o di essere vittime del potente di turno. Quando si capirà che, al di là delle rivalità personali, il calcio è dei tifosi e non di questi mestieranti politici sarà troppo tardi. La lega di B è semplicemente orrenda, governata male è gestita peggio. E se adesso sono tutti indignati e in mezzo ai guai sinceramente rido di gusto.

Fronte Novara Calcio settimana scoppiettante ricca di notizie di mercato. Zero assoluto. E se qualcosa è successo è stato per colpa di qualcuno associato al Novara che però si è accasato altrove, tipo il ds Dolci. Ecco, se c’è una cosa che invidio alle categorie superiori è sicuramente il tam tam di notizie estive, quasi tutte false ma non importa, che però riempiono le calde giornate senza calcio. Non ho mai capito i criticoni del calciomercato, quei fighetti a cui sembrava facesse schifo e noia leggere il nome di un giocatore diverso ogni giorno vicino al Novara. Chissà come si divertiranno ora che tuttomercatoweb manco ci nomina, la Stampa che fa tre pagine al giorno sulla Igor e del Novara si parla solo in funzione del nuovo impianto che, se va bene, vedrà l’inizio lavori tra 18-24 mesi. Peraltro, dopo la conferenza stampa del 5 giugno aperta al pubblico, calerà pure il silenzio anche su questo tema.

Ci rimangono i playoff della C. Tifo apertamente Pisa perché faccio parte di quella élite di intellettuali sognatori che, in fondo in fondo, spera e pensa che il prossimo anno saremo competitivi. E i Toscani senza dubbio rappresenterebbero, molto più del Piacenza, la solita squadra che ci romperebbe le scatole. Se se ne andassero fuori dalle palle non sarebbe affatto male. La metto sempre sul ridere, ma davvero penso che avrebbe ancora più senso provare a vincere il prossimo campionato. Tutto può cambiare, ma il format e il criterio di assegnazione delle squadre al relativo girone di appartenenza è stabile da almeno tre anni. E con l’Entella fuori dalle palle, il Pisa speriamo, le retrocesse dalla B in altri gironi così come il Cesena promosso dalla D perché a noi dovrebbe capitare la Pianese, ci rimane solo la paura di avere il Monza, ad oggi però paura dettata da sospetti personali più che da riscontri concreti dalla serie C visto che i brianzoli sono stabilmente nel girone B da diversi anni, così come dovrebbero finirci Lecco e Como. Le altre squadre del nostro girone le conosciamo, ipotizzare che qualcuna di queste possa investire clamorosamente di più è difficile. Sulla carta, a condizioni di girone uguali a quest’anno, sembrerebbe quindi un anno buono per provarci.

Vabbè alla fine siamo tornati sul solito punto. Come ovvio che sia. Se la conferma del Dott. Nespoli è garanzia quantomeno di serietà della persona, ora serve competenza assoluta nel ruolo di ds. E la possibile promozione del fu vice di Ludi ci porta a pensare che non butti poi così bene. Ma ormai siamo diventati campioni del mondo nel ragionare sul nulla. Aspettiamo e valutiamo. Prima o poi qualcosa succederà. Forse.

Claudio Vannucci

Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

Continua a leggere
Clicca per commentare

Lascia un commento

Editoriale

Il muro del pianto indignato

Published

on

By

La notizia dell’esclusione di Teramo e Campobasso mi ha riportato con la mente allo scorso anno, e all’angoscia provata. Sono andato a leggermi i commenti dei tifosi sulle pagine social ufficiali delle due squadre e sui media cittadini, cosa che peraltro ho fatto lo scorso anno o comunque faccio sempre in queste spiacevoli occasioni, ed è incredibile la quasi totale somiglianza dei commenti che, a questo primo livello di fatti, vengono pubblicati dai tifosi: indignazione nei confronti della Covisoc accusata di “aver certamente sbagliato e che adesso facilmente si dimostrerà l’operato corretto della Società”, certezza di essere capri espiatori del sistema perché “diamo fastidio, vogliono escluderci”, crescente rabbia per la percezione di ingiustizia argomentata con improbabili paragoni “e allora l’Inter? e tutte le squadre di A coi debiti mentre noi siamo Società sanissima (ripetuto per lo più ignorando la reale situazione debitoria), e allora il Catania?“, fino ad arrivare al più classico dei “abbiamo dato mandato al miglior studio di Avvocati (entrambe si sono rivolti a Di Cintio, per dire eh), vedrete che adesso ci chiederanno pure scusa”. Solo una minoranza, più lucida e razionale ma spesso accusata dalla maggioranza imbufalita, si espone con qualche frase tipo “evidentemente qualcosa non va altrimenti non saremmo stati in questa situazione”. Il prossimo step sarà quello di diventare esperti fiscalisti, di movimentare la piazza interpellando i politici locali che la butteranno in caciara minacciando il blocco dei campionati, e magari di muovere masse fuori dai Tribunali o, più probabilmente, fuori dal Coni nella seconda metà di Luglio. Semplicemente un film già visto, con un epilogo probabilmente già scritto. Ovviamente auguro a Teramo e Campobasso le miglior fortune in Tribunale, ma la statistica è impietosa: 9,5 volte su 10 davanti al Giudice perdi. E’ una regola inesorabile, fredda e cinica, che se ne frega del fatto che una Società possa moralmente aver ragione, o magari solo essere vittima di un banale errore burocratico e aver quindi operato in buona fede, perché questa si basa su un pilastro molto rigido (e concettualmente giusto) del non creare un precedente o un’evidente disparità nei confronti di chi, invece, ha operato correttamente secondo le direttive chieste. Quelle poche volte che i Giudici hanno dato ragione ad una Società è stato proprio perché si è trattato di una sciocchezza ma, e lo abbiamo pagato sulla nostra pelle, il principio del curare la sostanza invece della forma, che poi rappresenta la maggior parte delle linee difensive degli avvocati, è perdente. Punto.

Guardando in casa nostra una volta ottenuto l’ok all’iscrizione, si sta rischiando a mio avviso di risultare un po’ troppo stucchevoli, ed eccedere in ringraziamenti ad una Proprietà che si merita tutte le lodi possibili ma non certo per averci iscritta in C. Provo a spiegarmi meglio. Ci sono annate un po’ più complesse tipo la scorsa e altre in cui l’iter di iscrizione fila via più liscio, ma rimane un fatto evidente ed incontestabile: la stragrande maggioranza delle Società professionistiche (20 in A, 22 in B e 60 in C) si iscrivono ogni anno regolarmente senza alcun tipo di problemi. Ci sono assolutamente situazioni patrimoniali molto differenti e magari concessioni a dilazionanti di pagamenti (talvolta discutibili) nel corso dell’anno, ma per tutte sostanzialmente vengono richieste gli stessi identici requisiti (ed una quota ovviamente crescente da versare in base alla categoria). Se ogni anno vengono bocciate “solo” dalle 2 alle 5 Società su un centinaio, vuol dire che fondamentalmente il sistema è abbastanza solido e il problema è evidentemente solo di quelle bocciate. Poi, come già detto, che qualche norma sia troppo restrittiva, forse iniqua, e che ci possa essere percezione di qualche falla nel sistema (vedi esclusione del Catania a 3 giornate dalla fine) sono aspetti per i quali al limite si può ottenere un pat pat sulla spalla e un abbraccio virtuale, ma  non cambiano il senso della questione. A Novara siamo stati così scottati da quello che ci è successo che quasi ci sembra un regalo divino aver trovato un Presidente che ci ha iscritto, senza però ricordare che in 112 anni di storia in realtà è capitato una sola volta che qualcuno non ci riuscisse. Aggiungo: per settimane quasi abbiamo vissuto con angoscia tutte le news che i media pubblicavano aggiornandoci di tutti gli step effettuati dalla Dirigenza per l’iscrizione (mandato documento X, mandato documento Y, fatta fideiussione, mandato dipendente XY a Firenze col Frecciarossa delle 9 da Milano Centrale a portare una cartelletta, ecc ecc) mettendo il naso su aspetti per i quali non ce ne è mai fregato una mazza. Ognuna delle 60 (58) Società di C immagino che abbia avuto le sue beghe per la fideiussione o per l’invio dei documenti, perché siamo in un Paese costituito sulla burocrazia e sulla complicazione di affari semplici per cui immagino i vari problemi. Ma dubito che altrove si sia vissuto questo periodo con l’angoscia che tanti hanno avuto a Novara.

Per carità, quello che ci è capitato ha lasciato il segno, ed è in un certo senso normale che, ritrovandoci ad un appuntamento che soli 12 mesi fa abbiamo fallito, tornino a bruciare ferite ancora aperte. Però, come sempre prendendomi il ruolo di quello stronzo, vorrei umilmente riportare tutti nei giusti binari e ricordare che l’iscrizione al campionato è il minimo sindacale di una Proprietà che vuole fare calcio. Ferranti ha l’imbarazzo delle motivazioni per cui va lodato, per esempio per averci permesso di avere continuità, per aver vinto il campionato come lo ha vinto, per aver ridato entusiasmo ad una piazza, per la sua empatia, per risolvere il problema campo di competenza del Comune, per averci messo nella condizione di sognare, ma per “averci iscritto” ecco magari non esageriamo. Detto questo è evidente l’enorme gratitudine personale verso il nostro Pres, che lui sa perfettamente perché gli ho espresso a voce diverse volte la stima che provo, ma proprio perché quello che abbiamo vissuto è un qualcosa di completamente fuori dalla nostra normalità, è bene che tutti facciano lo sforzo di lasciarsi il passato alle spalle tornando a giudicare in maniera più equilibrata tutti i fatti e i risultati che da adesso otterremo. Si potrà farà bene, benino, malino o male. E questo dovrà essere evidenziato. Solo dopo, ma solo dopo, potranno valere i giusti riconoscimenti e ringraziamenti che si merita chi, comunque, con tante fatiche ci permette di fare i tifosi della squadra della nostra città. Altrimenti finirà che si commetteranno gli stessi errori che la città ha commesso con MDS, santificandolo fino al punto di non accorgersi nemmeno quando sbagliava.

Finisco riportando tutti al tema iniziale: sono solidale coi tifosi di Teramo e Campobasso perché nessun tifoso merita di vivere il mese di luglio che hanno davanti, ma purtroppo il muro del pianto indignato quest’anno è toccato a loro. Molti non se ne faranno una ragione e rimarranno schiavi del vittimismo assoluto, tanti altri col tempo, andranno oltre e rimarranno a tifare ciò che dalle ceneri delle loro squadra nascerà. Le Società vanno e vengono, i tifosi rimangono. E noi lo dovremmo aver capito. Forse.

Claudio Vannucci

Continua a leggere

Editoriale

Buon Novara FC 2.0 a tutti

Published

on

By

Oggi è il 30 giugno, data sparti acque tra il Novara FC prima edizione e il Novara FC 2.0 che nascerà a partire da domani 1 luglio 2022. Se è vero che il rompete le righe reale è in atto dal post Recanatese, oggi ci sarà quello ufficiale, giuridico, al termine del quale si staccherà davvero il cordone ombelicale con un gruppo di calciatori che si sono guadagnati l’onore di entrare nella storia (idealmente) continuativa del nostro Novara. Da domani si inizia a fare sul serio, e questo comporta inevitabilmente una serie di situazioni e di sentimenti parecchio contrastanti tra loro. Non è questione di essere cinici o anaffettivi, ma il professionismo impone di resettare il passato, cioè condizione necessaria e sufficiente per potersi proiettare nel futuro con l’obiettivo di migliorarsi. Se questo tendenzialmente è abbastanza prassi per i giocatori, mi pare parecchio più complicato per i tifosi riuscire a calarsi in questa mentalità che, me ne rendo conto, è parecchio severa. Per come la vedo io, chi avrà l’onere e l’onore di essere confermato non dovrà nemmeno per sbaglio giustificare eventuali difficoltà con l’argomentazione “lo scorso anno ho (abbiamo) fatto bene e abbiamo vinto”. Chi da domani sarà ancora con noi è evidente che lo sarà perché, in un certo senso, gli verrà riconosciuta l’importanza strategica e, ovviamente, l’utilità alla causa collettiva. Ma deve sapere che ciò fino ad oggi fatto non conta più nulla. Solo Pablo ha una storicità talmente importante tale per cui il giudizio su di lui andrà rapportato alla sua storia, ma per esempio un Bonaccorsi o un Paglino, che cito senza sapere se verranno confermati (lo ipotizzo solo) quindi a solo titolo esemplificativo ipotetico, sappiano fin dalla mezzanotte e zero uno che è meglio pigino Ctrl + Alt + Canc e ripartano con lo stesso entusiasmo. Le legittime opinioni di molti tifosi espresse sui vari social e comunità online mi fanno proprio credere al contrario, ovvero ad una forte riluttanza a voler tagliare quel cordone ombelicale che li lega all’immagine vincente impressa nella testa, e quindi a sperare in conferme di massa, dettate dalla convinzione che questo gruppo possa vincere anche in serie C. Probabilmente nessuno di noi avrà la riprova sul campo, perché difficilmente vedremo molte conferme e, se le cose quest’anno dovessero non andare bene, chi invece auspicava di ritrovare ancora il gruppone potrà solo usare la sua convinzione col più classico dei “io l’avevo detto” senza però poter appunto dimostrare concretamente che avrebbe avuto ragione. Ricordo una spaccatura così l’anno della retrocessione dalla B, quando la parte che chiedeva continuamente l’esonero di Corini (allenatore che ricordo essere stato esonerato a +1 dai playout) dopo la retrocessione è stata oggetto di critiche di chi invece lo difendeva. Peccato che rimase indimostrabile il fatto che mantenendo quell’allenatore ci saremmo salvati. Questo per dire che ognuno è legittimato ad avere le sue opinioni, ma poi il mercato lo faranno Zebi coi soldi di Ferranti, e quindi sarebbe già un buon inizio attendere la costruzione della squadra prima di parlare, e poi metterla nelle condizioni di lavorare bene stringendoci intorno. Che poi, per chi usa google translate per tradurre in italiano il gergo Vannucciano, significa “non rompete i coglioni fino a quando non si scenderà in campo”.

Personalmente mi sono sempre definito un animale da mercato. A differenza di tanti il calciomercato mi ha sempre affascinato e divertito, a prescindere dal fatto sia costruito fondamentalmente sulla narrazione inventata e sulla menzogna. Facciamo parte del carrozzone che prevede tutto questo per cui provo a gustarmelo. Il fatto è che il mondo è cambiato, e il calcio ancora di più. Tanta gente è ancorata ad una convinzione totalmente anacronistica della costruzione di una squadra di calcio che fa quasi tenerezza. La frase “programmiamo in tre anni la promozione” bisogna che qualcuno dica chiaramente oggi essere, se non una presa per il culo, quanto meno solo una paracula richiesta di tempo per poter versare sul mercato una cifra cui la proprietà è magari impossibilitata ad usarla subito, o per non essere massacrato subito se fallisci. Non siamo più negli anni ’90 o a inizio anni 2000 dove potevi permetterti di dire: “il primo anno ne compro 4, il secondo 2, il terzo massimo altri 2 e vinco col gruppo”. Intendiamoci, era assolutamente corretta come visione, ma tendenzialmente non funziona più così. Perché un calciatore in C è difficile tenerlo 3 anni, visto che se fa bene e non vinci te lo fregano o lui ti saluta e va a monetizzare, se fa male e non vinci sei te che farai di tutto per levartelo di torno. Vedete, ci sono due tipi di Società in serie C: le ambiziose e quelle che mirano alla mera sopravvivenza. Nel primo caso, se nel 2022 puoi ancora permetterti di buttare 4-5-7 milioni all’anno in una squadra di serie C, ma col cavolo che ti metti come obiettivo la vittoria in 3 anni!!! Semmai metti le mani avanti con la piazza giusto appunto per prendere tempo se le cose non dovessero andare bene subito, ma questo è solo tema di narrazione. Se invece fai parte della categoria sopravvivenza, allora si che è più semplice. E quindi si ritorna al quesito dei quesiti: noi cosa siamo? Basandomi sugli 11 mesi di storia nostra e sulle dichiarazioni di Ferranti mi pare evidente che facciamo parte della prima categoria. Ma far parte di questa élite sappiate prevede tendenzialmente mercati mediamente da 15 annunci all’anno (magari i successivi qualcosa meno ma il senso è quello) proprio perché Ferranti se arrivasse quinto o sesto, e volesse continuare con questa forza a mirare alla B, vedrete che l’anno successivo non andrebbe a fare 2 acquisti mirati, ma mezza squadra te la cambierebbe proprio perché sarebbe il primo a voler prendere a calci in culo quei giocatori, magari strapagati, che hanno fatto male, e noi tifosi idem. Il limite di tutto questo nuovo modo di concepire il calcio ce lo ha dimostrato l’epilogo di Novara Calcio 1908: a furia di spendere più del dovuto e di pigliare sistematicamente poi a calci nel culo quelli che si sono arricchiti e basta, siamo finiti nel bidone dell’indifferenziato. L’alternativa a questa filosofia è buttarla sul filosofico sostenibile (che ben inteso approvo), quindi cambiare un po’ tutti atteggiamento per cambiare questo mondo, ma sappiate che spesso significa solamente alzare bandiera bianca ed accettare di non vincere mai. Detto ciò, sapere che quest’anno, come minimo, leggerò 15 nuovi annunci sinceramente mi elettrizza molto. Poi se saranno 15 campioni o scarponi sarà una storia diversa, con effetti diversi, ma che vedremo da settembre.

Posta una sostenibilità nel lungo di base, posto un budget importante, la differenza la faranno Zebi e, poi Marchionni. Col secondo, per natura della figura che ricopre, potenzialmente a rischio siluramento e sostituzione. Sarà fondamentale la trade union e condivisione di strategie ed obiettivi di mercato tra Ds e allenatore per evitare per prima cosa di comprare male, e poi di farlo pure caro. Poi chiaro che il campo parlerà, ed entreranno in gioco altre variabili. Ma ad oggi questa è l’alchimia da creare e la strada da seguire. Buon Novara FC 2.0 a tutti, che le danze abbiano inizio!

Claudio Vannucci

Continua a leggere

Editoriale

Appunti pro futuro

Published

on

By

Mezz’ora del secondo tempo, minuto più minuto meno. Due panchinari del SanGiuliano che si riscaldavano confabulano tra di loro: “ma con lo 0-0 passiamo noi?”, “Si”, “ma vaffanculo, dovevo già stare al mare”. Questo esilarante siparietto cui ho assistito lo utilizzo proprio in apertura per provare a ridimensionare un po’ questa poule scudetto, nel senso che i tanti spunti di riflessione emersi dopo questo match comunque andrebbero analizzati guardando la stagione nel suo complesso. Premetto che ieri pomeriggio un po’ mi giravano le palle, primo perché perdere non è mai bello, e secondo perché comunque, pur in un contesto asssolutamente di clima estivo, salvo nuove sciagure alla Pavanati probabilmente abbiamo fallito un’occasione irripetibile di provare a vincere un titolo, sicuramente simbolico, ma decisamente affascinante da esibire. Pazienza, attendiamo l’ufficialità dell’eliminazione (ad oggi non ancora così scontata perché se abbondassero i pareggi nelle partite degli altri gironi allora i nostri 3 punti potrebbero bastare), e gettiamoci nella costruzione del nuovo Novara FC.

Detto questo, senza nulla togliere ai meriti dei ragazzi e nella mia certezza che avrebbero probabilmente vinto il campionato non solo nel girone A, la partita di ieri conferma però alcune problematiche più o meno evidenti sulle quali bisognerà intervenire. Della carenza di Kg e cm ne abbiamo più volte parlato, quello che però è stato sottolineato poco è a mio avviso che questo gruppo tenda a soffrire un po’ troppo dal punto di vista emotivo certi appuntamenti “da non sbagliare”. Tolta la partita in casa col Varese (a mio avviso arrivata troppo presto, ovvero in un clima ancora euforico da neo nascita), già nel match casalingo contro il Casale si è visto un atteggiamento iniziale non dei migliori, poi soppiantato da una reazione da grande squadra. Ma citerei anche le due partite contro la Sanremese, la simbolica trasferta a Romentino o la partita “finale” a Gozzano, dove questa voglia di asfaltarli per chiudere il discorso non è che si sia vista. E infine ieri, cui tutti eravamo consci di affrontare avversario ben più impegnativo di quello di mercoledì in Veneto, mi è sembrato di vedere una squadra che, più che sul campo, fosse inferiore soprattutto nella testa. Molte volte la nostra superiorità tecnica poi alla fine in campionato ha sopperito a delle lacune di personalità, ma che per il prossimo campionato serva aumentare anche l’età media, nel senso di inserire profili che concretamente vivano per partite da “dentro o fuori”, e che non patiscano certi appuntamenti mi sembra prioritario.

Un capitolo tutto a parte se lo merita Vuthaj. Premesso che sarei contento di vederlo in C, andrebbe però fatta una riflessione anche con lui per chiarire con forza un punto: se quest’anno ha potuto permettersi di mandare a fare in culo la chiunque, tanto coi 35 (37) goal ha avuto la ragione sempre dalla sua parte, non potrà più funzionare così in serie C. Non è una critica fine a se stessa o una bocciatura, ma credo sia costruttivo e utile far presente anche a lui che, una volta trovata una difesa di livello, o comunque una difesa tipo che troverebbe in C, sia sostanzialmente sparito dal campo correndo per lo più a vuoto, e “ciccando” pure la sola palla avuta. Questo per dire che coprire di insulti Pagliai lo potrà pure far star bene, ma il tutto funziona fino a quando appunto hai in campo un Pagliai che abbassa la testa. In un contesto di gente con, magari, centinaia di partite nei professionisti alle spalle come potrebbe trovarsi il prossimo anno, ci sta pure che al secondo vaffanculo qualcuno nello spogliatoio gli cambi a suon di sberle il biondo che ha in testa. Bene Vuthaj il prossimo anno ma che si rilassi, e soprattutto gli si metta alle spalle uno che sappia fare l’ultimo passaggio e, perché no, vicino un altro che segni anche grazie agli spazi che potrebbe creargli proprio l’albanese.

Infine Marchionni. Non sono mai stato il suo più grande ammiratore, nel senso che a mio avviso tanti altri allenatori avrebbero vinto il campionato. Ma in panchina c’era lui per cui è lui che ha vinto e trovo corretta la conferma. Attendo con curiosità di vederlo all’opera in una situazione ribaltata, ovvero senza squadra più forte ma anche, finalmente, nella condizione di poter schierare la formazione migliore senza quegli assurdi vincoli dei giovani che, per come la vedo io, peggiorano solamente la qualità complessiva. Però, caro Marchionni, un piano B allo stesso tipo di gioco utilizzato sempre con tutti, ogni tanto non sarebbe utile provare ad utilizzarlo?

Comunque va bene così, l’importante era vincere e lo abbiamo fatto bene. Davvero l’ultima cosa che voglio fare è rompere i coglioni, e ciò che avremo da mangiare nel piatto il prossimo anno lo mangeremo. Tuttavia se Ferranti ad ogni occasione parla di B allora mi sento autorizzato ad evidenziare i punti dove bisogna intervenire. Guardatevi la finale Palermo Padova, ricordandovi che parliamo di due squadre che comunque non hanno vinto il loro girone, e ditemi se non fanno un altro sport rispetto a noi. La narrazione è tutto, non mi illudo ma ad oggi la narrazione di Ferranti è quella e non nascondo che mi gasa molto. Aprite il mercato!!!

Claudio Vannucci

Continua a leggere

Ultimi Articoli

Copyright © 2017 Zox News Theme. Theme by MVP Themes, powered by WordPress.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: